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Fiche recensement

Fortezza Firmafede

Sarzana (La Spezia), Forteresse Firmafede
Sarzana (La Spezia), Forteresse Firmafede

La Fortezza Firmafede fu eretta per il volere di Lorenzo il Magnifico, fra il 1487 e il 1492, all’indomani della vittoria contro i genovesi e rappresenta un importante esempio di architettura militare fiorentina della fine del ‘400. L’opera è stata progettata fin dall’inizio secondo l’attuale pianta di forma rettangolare e non, come sostenuto dalla storiografia sette ed ottocentesca, ad impianto quadrato, con solo quattro torrioni angolari oltre al maschio, successivamente ampliata dai genovesi : ai nuovi dominatori sarebbe spettato solo il compito di completare la cinta muraria della città, verosimilmente già progettata dai fiorentini, ma da questi non condotta a termire per la perdita della città e del suo territorio. La Cittadella si presenta quindi a pianta rettangolare con sei bastioni (Santa Barbara, San Martino, San Pietro Martire, San Francesco, San Girolamo, San Bartolomeo). L’impianto si può porre in analogia con quello di già sperimentato dal Francione a Volterra (1472) : un recinto quadrangolare intorno al maschio che appare completamente indipendente, ed un più grande cortile ad est, destinato a contenere gli alloggi dei soldati e le stalle. Nel caso sarzanese il collegamento tra i due spazi non è immadiato, ma avviene attraverso un interposto cortile rettangolare, a nord del dado, su cui confluiscono i tre ingressi alla rocca : due direttamente dal fossato esterno (al centro della cortina nord e in quella ad ovest) ed uno proveniente dal cortile ad est. L’ingresso principale al sistema fortificato avveniva attraverso una porta carraia collocata sul lato meridionale, in corrispondenza della quale era ubicato il corpo di guardia : un ponte levatoio, sostituito in seguito da uno in muratura, consentiva l’accesso attraverso un rivellino trapezoidale, punto di transito obbligato anche per chi raggiungeva la città da est. Durante il periodo di occupazione francese, furono avviati i lavori per la trasformazione in carcere e in casa di polizia municipale. L’architetto Maguin procede alla realizzazione di un progetto generale di restauro della cittadella : esso è volto all’adeguamento dell’immobile esistente alle norme introdotte dopo la rivoluzione , che prevedevano migliorie nel trattamento delle persone ed assegnavano alla detenzione compiti non meramente punitivi, ma di correzione e riabilitazione dell’individuo, al fine di una reintroduzione nella società. Da qui l’esigenza di approntare servizi igenici, sociali e di cura dei malati, oltre che la separazione delle persone per sesso. Il 10 ottobre 1809 il prefetto del Dipartimento, Duval, pubblicando il bando si riferisce a « lavori urgenti da farsi nella prigione di Sarzana per la costruzione di latrine e diverse riparazioni indispensabili ». Le vicende politiche conseguenti alla capitolazione del governo francese su Genova e la Liguria (18 aprile 1814) avrebbero definitivamente messo fine alla realizzazione del progetto di Maguin. Lo stesso intervento sarebbe in seguito stato attuato dai governi che si succedettero in Liguria, cioè il regno di Sardegna e quello d’Italia. E proprio sotto quest’ultimo che avvengono le maggiori modifiche al complesso, in conseguenza del piano generale della riforma carceraria attuata con il decreto n. 6197 del 20 giugno 1889 che prevedeva la realizzazione di celle singole per i detenuti. Nel 1907 vengono effettuati i lavori per incrementare la capienza della sezione maschile e femminile e rendere quest’ultima indipendente dall’alloggio del capo delle guardie.

Dati Generali
Nome del bene: Fortezza Firmafede
Denominazioni storiche del bene:

Fortezza Firmafede, Cittadella

Localizzazione
Localizzazione geografica amministrativa
Stato: Italia
Regione: Liguria
Provincia: La Spezia
Comune: Sarzana
Località: Sarzana
Indirizzo: Via Cittadella
Localizzazione catastale
Comune: Sarzana
Foglio/data: 39
Particelle: 58, 59, 60, 61
Campi descrittivi del bene
Notizie storico critiche:


Nel 1487 Sarzana viene sottratta ai genovesi , sotto la cui orbita era vissuta ininterrottamente, ad eccezione del decennio 1468- 1478, dal 1407. E’ per il volere di Lorenzo il Magnifico che viene eretta la Cittadella sarzanese. La differenza fondamentale fra il sistema della fortificazione antica e medievale e quella moderna risiede nella progressiva riduzione della difesa piombante in favore di quella radente. Anche la costruzione del forte di Sarzanello, avviata nel 1493, rientrava nel programma di trasformazione del territorio sarzanese in un solido caposaldo difensivo al confine nord- occidentale della repubblica. Nel 1494 Sarzana ritornò nelle mani dei genovesi; essi conseguirono il completamento delle opere iniziate dai fiorentini, tra cui il torriore avanzato a sud, meglio definibile come punto e in seguito detto Stella, dal nome del commissario genovese Luchino Stella. Il Banco di San Giorgio, ossia l’istituto che amministrava per conto della Repubblica di Genova il debito pubblico, diviene il legittimo proprietario della città di Sarzana e delle sue fortezze, e provvede, di conseguenza, al completamento delle opere di difesa e apponendovi lo stemma di San Giorgio con un’epigrafe in cui, parlando in prima persona, ricorda il passaggio dai precedenti detentori a se stesso.
Con la caduta della Repubblica di Genova e la sua annessione all’impero francese (1805- 1815) si determinano radicali modifiche al sistema difensivo genovese. Le vecchie strutture sono profondamente rinnovate e alcune vecchie fortezze, non più utili alla difesa, sono conservate in quanto destinate a nuove funzioni. E’ il caso della cittadella di Sarzana, che con il governo francese è destinata a divenire caserma di polizia e carcere mandamentale del Dèpartement des Apennins. Nel 1807 il tecnico dipartimentale, architetto Maguin, completa il rilievo della Cittadella al fine di redigere il progetto di trasformazione in carcere. Il profondo rinnovamento introdotto dai tecnici francesi nel decennio di sottomissione all’impero napoleonico è evidente anche nelle regole degli appalti dei lavori pubblici, cui apparteneva anche il progetto di ristrutturazione della cittadella ai fini carcerari. Il sistema introdotto dal governo francese si basava sul moderno criterio dell’asta pubblica (sotto il dominio della repubblica oligarchica i lavori pubblici, ed in particolare quelli relativi alle fortificazioni, venivano realizzati con il sistema che la nostra odierna legislazione definisce in amministrazione diretta) : l’opera veniva appaltata mediante una selezione delle offerte da parte di imprenditori che dovevano impegnarsi a fornire materiali e mano d’opera, in base ad una valutazione di un progetto sufficientemente completo. Questo era composto da una serie di tavole (feuilles), redatte in maniera scientifica ; una relazione tecnica (description sommaire), un capitolato speciale d’appalto (dévis des travaux à faire) suddiviso in articoli, un computo metrico estimatico analitico e analisi dei prezzi (détail estimatif) delle opere.


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