Il governo reale, per una volta, fu veloce a prendere vantaggio dalla nuova situazione, spostando la sua attenzione dall'Assemblea a Bailly. Sfruttando l'imponente barba bianca di uno dei prigionieri (Jacques-François-Xavier de Whyte, Conte de Malleville) ci si inventò la figura fittizia del Conte di Lorges (realmente esistito circa un secolo prima e incarcerato nella Bastiglia per aver assassinato un prete)[7][9]. Successivamente all’episodio della Bastiglia i moti si protrassero fino all’agosto del 1789, un periodo molto turbolento, che proprio per questo fu chiamato “Grande Paura”. M. Bailly era inclinato in avanti sulla scrivania, i suoi occhi erano bagnati di lacrime. Per cercare una soluzione alla crisi che diventava sempre più grave il 5 maggio 1789 erano stati convocati a Versailles gli Stati Generali, ma senza alcun esito. Di fatto, l’Assemblea Costituente eliminò alcuni istituti medievali che favorivano il clero e la monarchia. La guarnigione della Bastiglia, su ordine del comandante, aprì il fuoco sulla folla. È difficile riconciliare i commenti, almeno parzialmente illogici, di Bailly sulla presa della Bastiglia soprattutto per come lui stesso si difese dalle accuse a lui rivolte per il massacro al Campo di Marte due anni dopo (di cui, comunque, non fu fautore materiale). [20] I deputati furono accolti da un corteo costituito da migliaia di parigini eccitati. [28] L'annuncio di Bailly e La Fayette fu accolto con grandi applausi, e le loro nomine furono confermate ufficialmente.[28][29]. L'avvocato Robespierre, all'epoca anche lui deputato all'Assemblea, disse: «Ho visto la Bastiglia, mi ci ha condotto un reparto di quella valorosa milizia cittadina che l'ha presa [...] Non potevo separarmi da questo luogo la cui vista suscita oggi in tutti i cittadini onesti soltanto soddisfazione e il pensiero della libertà».[14]. A Bailly fu chiesto di scrivere il discorso con cui il re ordinava alle truppe di lasciare Parigi. Il principale scopo era quello di trasformare il regime monarchico in Repubblica, dove le classi sociali fossero determinate non in base alla nascita, ma in base al patrimonio posseduto. Oggi la Bastiglia non esiste più, sostituita da una delle piazze più famose di Parigi. Alcuni soldati tedeschi (l'esercito di Luigi XVI comprendeva anche reggimenti stranieri, più obbedienti al re rispetto alle truppe francesi), ricevettero l'ordine di caricare la folla, provocando diversi feriti e distruggendo le statue. Nel frattempo, però, gli insorti riuscirono a rompere le catene che reggevano il ponte levatoio e si riversarono all'interno della fortezza. Invece, il caporale Guiard ed il soldato Perreau, spaventati che il popolo intransigente stesse per usare i cannoni, aprirono da soli la porta ed abbassarono il grande ponte levatoio, consegnando la fortezza. È stata istituita per commemorare la Festa della Federazione del 1790, giorno dell'unità nazionale, e non per la presa della Bastiglia.In Francia è un giorno non lavorativo. L'Assemblea continuò comunque a seguire tutta la situazione e i deputati attendevano con ansia l'esito degli eventi. Per ottenere una nomina ufficiale, Bailly e La Fayette comparvero di fronte all'Assemblea Nazionale, che fu così informata della loro nuova posizione, e i due attesero nuovi ordini da parte dei deputati. In seguito a questi disordini e saccheggi, che continuavano ad aumentare, gli elettori della capitale (gli stessi che votarono durante le elezioni degli Stati generali) si riunirono in assemblea elettorale al Municipio di Parigi e decisero di organizzare una milizia cittadina composta da borghesi che garantisse il mantenimento dell'ordine e la difesa dei diritti costituzionali (due giorni dopo, con Gilbert du Motier de La Fayette, venne denominata Guardia Nazionale). Decise quindi di perire, piuttosto che sottomettersi, e si recò nei sotterranei della torre Liberté con la torcia accesa di uno cannonieri sui bastioni per dare fuoco ai 250 barili di polvere da sparo, seppellendo sotto le sue rovine assediati e difensori, ma due Invalidi, i sottufficiali Ferrand e Biguard, lo fermarono proprio mentre, tremando violentemente, stava per farlo. La festa nazionale francese (in francese la fête nationale o, più comunemente, le 14 juillet ossia "il 14 luglio") è la festa nazionale istituzionale della Francia.Si svolge in quella data dal 1880. Accettando l'apertura al dialogo del re, i deputati adottarono vari provvedimenti e decisero di inviare una loro delegazione a Parigi, fiduciosi che la vista dei «rappresentanti della nazione» avrebbe avuto un effetto sedativo in città. Tra i rivoluzionari più accesi ricordiamo Danton, Marat e Robespierre. Nella “Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino”, stilata dall’Assemblea Nazionale, gli ideali rivoluzionari vengono riassunti nello slogan: “Libertà, Uguaglianza, Fraternità”. Dal 1880 il 14 luglio in Francia si celebra la festa nazionale che è legata a doppio filo all’evento probabilmente più famoso della Rivoluzione francese: la presa della Bastiglia Poeti come Carducci, Foscolo e Pariniespressero nei loro componimenti forti sentimenti di uguaglianza e libertà. Per la prima volta infatti, il re usò pubblicamente il termine "Assemblea Nazionale", ed espresse la sua fiducia nei deputati e nella volontà della nazione. La folla scatenata tirò colpi di fucile isolati per circa quattro ore, senza fare alcun danno alle torri. L'avvenimento, sebbene di per sé poco importante sul piano pratico, assunse un enorme significato simbolico a tal punto da essere considerato il vero inizio della rivoluzione. [25][26] Hulin, che era ancora considerato un eroe, l'8 ottobre venne promosso a furor di popolo al grado di capitano-comandante dell'ottava compagnia dei cacciatori assoldati dalla Guardia nazionale parigina. © 2016 Mondadori Scienza Spa | P.IVA 09440000157 | Capitale Sociale : € 2.600.000 i.v. Sabato 11 luglio il Ministro delle Finanze Jacques Necker venne destituito dal re, essendosi guadagnato l'inimicizia da parte della corte per aver manifestato in parecchie occasioni delle idee filo-popolari. Origini e significato della Festa nazionale francese, frasi e citazioni famose sulla Presa della Bastiglia del 14 luglio 1789. [30] Il 17 luglio, infatti, Luigi XVI, seguendo il consiglio di Bailly, si recò a Parigi all'Hôtel de Ville, dove aveva sede la neo-formatasi Comune di Parigi, e fu ricevuto dal sindaco e da La Fayette. Bailly e La Fayette, desiderando maggiori garanzie, e sfidando il dispiacere di Parigi, guardarono al re per un'ulteriore conferma. La presa della Bastiglia da parte dei cittadini francesi, avvenuta martedì 14 luglio 1789 a Parigi, fu l'evento storico culminante della Rivoluzione francese in quanto la Bastiglia era il simbolo dell'ancien régime.L'avvenimento, sebbene di per sé poco importante sul piano pratico, assunse un enorme significato simbolico a tal punto da essere considerato il vero inizio della rivoluzione. [35] Bailly scrisse personalmente una lettera ai distretti, in cui affermava che si sarebbe considerato validamente eletto solo con il loro consenso. Né la sua giustificazione della folla della Bastiglia né la sua condanna di De Launay sono in accordo con la sua solita posizione di opposizione ad ogni tipo di disordine pubblico. Fu lo stesso La Fayette, inoltre, a proporre il nome e il simbolo della milizia di cui era stato nominato a capo, che fu rinominata Guardia Nazionale: come simbolo scelse la coccarda tricolore, blu, bianca e rossa. [36] Entro il 21 luglio, cinquantacinque dei sessanta distretti avevano ratificato l'elezione di Bailly senza alcuna decisione dissenziente. Le notizie da Parigi raggiungevano Versailles con difficoltà e i deputati non erano ben informati di ciò che stava realmente accadendo. Così avvenne con altri ministri, per diversi motivi. Conseguenza della Rivoluzione francese. [33][34] Poi, con indosso la coccarda rivoluzionaria che Bailly e La Fayette gli avevano dato, il re si congedò dalla città, fedele ma turbolenta, e ritornò a Versailles. In quanto nessun prigioniero liberato alla Bastiglia risultava essere stato precedentemente imprigionato per motivi politici, si sentì il bisogno di inventare un prigioniero più rappresentativo al fine di rendere l'avvenuta liberazione più mirabile agli occhi dell'opinione pubblica. Inoltre, terminati gli scontri e con la Bastiglia ancora in fumo, soltanto la sera del 14 luglio il re venne a conoscenza dei tumulti e della Presa della Bastiglia da un suo servitore; il re gli chiese: «È una ribellione?» - e il servitore rispose: «No, sire! Luigi XVI, sopraffatto dall'adulazione dei suoi sudditi, non fu in grado di parlare e chiese a Bailly di rivolgersi alla folla in sua vece. Ogni uomo inquadrato in questo gruppo avrebbe portato, come segno distintivo, una coccarda con i colori della città di Parigi (blu e rosso). Per salutare il suo sovrano, Parigi superò in intensità l'entusiasmo che aveva mostrato durante la visita della delegazione dell'Assemblea. Bailly incontrò il re nella periferia della città, e lo accolse con un celebre discorso di benvenuto, donandogli le chiavi della città: «Io porto a Vostra Maestà le chiavi della città di Parigi. In questa data venne attaccato ed espugnato dai parigini in rivolta. Una delle conseguenze della Rivoluzione francese fu la redistribuzione dei terreni e della ricchezza. Lo stesso re Luigi XVI sottovalutò le conseguenze e la portata dell’evento. Nel grande calderone di episodi che caratterizzarono la travagliata esperienza rivoluzionaria, la quale si concluse con l'avvento di Napoleone Bonaparte, uno dei momenti di svolta accade il 14 luglio 1789, quando gli insorti diedero il via alla lotta armata all'Antico Regime attaccando la fortezza della Bastiglia. Gli animi dei Francesi erano esasperati, mentre la monarchia cominciava a dare segni di cedimento. In essa in quel momento vi erano solo sette detenuti. Minacciandolo di morte con la baionetta sul petto visto che, con pietose suppliche, cercava ancora di raggiungere il suo scopo, alcuni degli Invalidi della guarnigione gli si affollarono intorno. Il cavallo di Troia? Lo sapevi che | Perché si dice “contare le pecore” per addormentarsi. Ne seguì anche un violento scontro, nel quale persero la vita alcune persone, compreso lo stesso de Launay. La presa della Bastiglia da parte dei cittadini francesi, avvenuta martedì 14 luglio 1789 a Parigi, fu l'evento storico culminante della Rivoluzione francese in quanto la Bastiglia era il simbolo dell'ancien régime. Gli aneliti rivoluzionari si fecero sentire anche nella letteratura. Gli elevati costi di mantenimento di una fortezza medievale così imponente, adibita all'epoca a una funzione limitata come quella di carcere, portò alla decisione di chiudere i battenti e probabilmente fu per questo motivo che il 14 luglio gli alloggi della prigione erano praticamente vuoti. Per armare la milizia, si cominciò a saccheggiare i luoghi dove si riteneva fossero custodite le armi. La mattina di martedì 14 luglio, gli insorti attaccarono l'Hôtel des Invalides con l'obiettivo di procurarsi delle armi impossessandosi così di circa ventottomila fucili[2] e qualche cannone, ma non trovarono la polvere da sparo e pertanto decisero di assaltare la prigione-fortezza della Bastiglia (vista dal popolo come un simbolo del potere monarchico), nella quale erano tenuti in custodia anche sette detenuti. Il Codice Napoleonico, da lui elaborato nello stesso anno, conteneva alcuni principi cardine della Rivoluzione francese. Questo mi aspetto dall'Assemblea Nazionale... e contando sull'amore e sulla fedeltà dei miei sudditi, ho ordinato alle truppe di lasciare Parigi e Versailles.». A spasso nel tempo: 24 ore nella reggia di Versailles, alla corte di Francia, Rivoluzione francese: l'evento che cambiò il mondo, Napoleone Bonaparte da soldato a imperatore, Notre Dame, 10 curiosità sulla cattedrale di Parigi. Anche se la causa della libertà aveva trionfato, Mirabeau era preoccupato che l'intervento delle folle armate non avrebbe fatto altro che guidare il cammino della Rivoluzione lungo un percorso distruttivo e di violenza. Flesselles infatti, il prévôt des marchands (prevosto dei mercanti) e capo titolare della città, era stato assassinato il giorno prima dalla folla; il luogotenente generale della polizia, De Crosne, si era dimesso e aveva abbandonato la città. La corrente letteraria di questo periodo si chiama “Romanticismo”. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. [13] Bailly ammise che al fianco del «buon popolo di Parigi» c'erano state comunque delle bande di faziosi e facinorosi che avevano voluto portare la rivoluzione al di là di ogni opposizione ragionevole, e che questi erano responsabili di gran parte dei saccheggi e delle illegalità che caratterizzarono quella «giornata terribile e indimenticabile». Li supplicò allora, almeno, che riprendessero le torri, ma dichiararono che non avrebbero più combattuto contro i loro concittadini, imponendo poi una capitolazione. Nell'estate del 1789, la situazione a Parigi era già rovente: il Terzo Stato (la Borghesia; gli altri due Stati erano la Nobiltà e il Clero), continuava a reclamare un sistema di votazione più equo e maggiore considerazione nella vita politica del regno, ma la convocazione degli Stati Generali da parte del Re non aveva portato alcun cambiamento. | Anney_Lier / Shutterstock Visto il presidio circondato, pur avendo la forza per respingere l'attacco[3], tentò di parlamentare con tre rappresentanti del comitato permanente, provenienti direttamente dall'Hôtel de Ville, e alla fine si arrivò all'accordo di far allontanare i cannoni e far visitare la fortezza a quegli stessi rappresentanti, pur di evitare un bagno di sangue. Dopo un quarto e ultimo tentativo di mediazione, senza risultato, sia la guarnigione che gli assedianti aprirono il fuoco, causando quasi cento morti e più di sessanta feriti tra la folla esposta, ma solo un morto e tre feriti tra i difensori che ben protetti sparavano da scappatoie e merli. La Bastiglia venne lentamente smantellata in seguito al 14 luglio 1789 (alcune macerie furono vendute come reliquie), ma la piazza dove sorgeva (Place de la Bastille) è oggi una delle più grandi e famose di Parigi. Egli aveva riconquistato il suo popolo; oggi il popolo ha riconquistato il suo re.». [16] Bailly stesso osservò: «Questo discorso non era quello che avevo scritto io; [...] Ma credo che questo vada meglio». Il popolo era ormai stanco degli sprechi e dei soprusi da parte del regime monarchico. cause e conseguenze I rivoltosi ebbero facilmente la meglio sulla sparuta guarnigione a difesa della fortezza, che pure cercò di negoziare, ma l'esercito sottovalutò la cosa e non intervenne. Anche la Rivoluzione Americana si ispirava agli stessi principi di libertà ed uguaglianza. [37], Arricchiti da questi travolgenti mandati e con un'immensa popolarità alle spalle tra i parigini, Bailly e La Fayette erano disposto ad accettare la responsabilità di sovrintendere alla gestione della metropoli rivoluzionaria. Domenica 12 luglio, la popolazione di Parigi, che da mesi viveva in uno stato di povertà e con la paura che una grave carestia colpisse da un momento all'altro il Paese, venne a conoscenza della destituzione di Necker e organizzò una grande manifestazione di protesta, durante la quale furono portate delle statue raffiguranti i busti di Necker e del Duca d'Orléans. Camille Desmoulins, secondo François-Auguste Mignet, aizzò la folla salendo su un tavolo con la pistola in mano ed esclamando: «Cittadini, non c'è tempo da perdere; la dimissione di Necker è l'avvisaglia di un San Bartolomeo[1] per i patrioti! Lo Duca, "150º anniversario della Rivoluzione dell'89", Pierre Benoit, "Tutti alla Bastiglia", articolo su. I reggimenti della Guardia francese formarono un presidio permanente attorno alla capitale, sebbene molti di questi soldati fossero vicini alla causa popolare. 14 luglio: perché è la festa nazionale francese? A conclusione della rivolta popolare vi fu un colpo di Stato, organizzato da Napoleone Bonaparte, che si mise a capo dell’Impero francese nel 1804. 14 luglio, la presa della Bastiglia La Rivoluzione francese si compie con la battaglia della Bastiglia, nel 1789: è uno dei punti di svolta della Storia, quando tutto cambia, anche le parole e il nostro vocabolario. Il Journal des Etats-généraux commentò, relativamente a Bailly: «Osservate come l'uomo è il prodotto della circostanza. La presa della Bastiglia da parte dei cittadini francesi, avvenuta martedì 14 luglio 1789 a Parigi, fu l'evento storico culminante della Rivoluzione francese in quanto la Bastiglia era il simbolo dell'ancien régime. L’ondata rivoluzionaria partita dalla Francia aveva coinvolto anche altri Paesi europei, tanto che la Rivoluzione francese è ancora oggi considerata l’emblema della libertà e … Uno degli insorti lo decapitò e infilzò la testa su una picca.[5]. Dopo la presa della Bastiglia, il conte di Mirabeau, uno dei leader dell'Assemblea, avvertì i suoi colleghi dell'inutilità di passare dei «decreti altisonanti» e sollecitò la necessità di attuare una qualche azione forte. FONTE: La Conoscenza Storica, de Bernardi-Guarracino, In occasione del 14 luglio - il Bastille Day - a Parigi si tengono grandi parate commemorative. Una rivoluzione!». All'Hôtel de Ville, l'entusiasmo selvaggio che il giorno prima aveva spazzato Parigi si concentrava ora, positivamente, nei confronti degli uomini dell'Assemblea Nazionale che portavano con loro l'appello del re per il ripristino della pace in città. Il 14 luglio di ogni anno il popolo francese ricorda l’episodio della Presa della Bastiglia con una festa nazionale. Devi essere connesso per inviare un commento. [4] Rifiutò il dialogo e fece sparare sulla terza delegazione municipale venuta a parlamentare. Gli scontri violenti avvenivano soprattutto nelle campagne. Gli insorti riuscirono così a occupare la prigione-fortezza. Non a caso il testo della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino è ispirato al testo della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d’America. Venne inoltre eseguita una riorganizzazione a livello generale mediante diverse sostituzioni: Victor-François de Broglie, Roland-Michel Barrin de La Galissonière, Paul François de Quelen de la Vauguyon, Louis Auguste Le Tonnelier de Breteuil e Joseph Foullon de Doué furono nominati per sostituire Louis Pierre de Chastenet de Puysegur, Armand Marc de Montmorin-Saint-Hérem, César-Guillaume de La Luzerne, François-Emmanuel Guignard de Saint-Priest e Necker.
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