Gli storici ne hanno individuati almeno cinque, la cui istituzione è però avvenuta in tempi differenti. Nella speranza che questo articolo ti sia piaciuto, ti aspetto per il terzo appuntamento. Innanzitutto, dal prologo della commedia Asinara, sappiamo che la compagnia teatrale era chiamata Grex (Gregge) e ciò ci lascia supporre che il numero degli attori delle messinscene latine sia stato superiore a tre (come avveniva nell’antica Grecia, in cui tre attori si distribuivano le varie parti). Sopra questa palificata fu versato un conglomerato di ciottoli e malta. Continuiamo il nostro viaggio nel tempo, lasciandoci alle spalle gli spettatori greci delle Dionisie per andare a conoscere più da vicino gli spettatori dell’Antica Roma. Come per l’antica Grecia, queste festività erano associate con la religione di Stato, perciò assumevano sempre una forte aria di ufficialità. L’area archeologica di Palazzo Turati è visitabile solo su prenotazione. Infatti, solo nel 55 a.C., in epoca tardo repubblicana, verrà eretto il primo edificio teatrale in pietra, per volere del console Pompeo. Gli attori portavano delle maschere terrificanti o ilari che potevano essere o scure o bianche. L’aspetto delle murature doveva poi essere rifinito dalla stesura di intonaco o da un rivestimento in pietra. Prendevano il nome di Ludi Scænici ed erano dedicati ad una particolare divinità. Ma il drammaturgo o commediografo era comunque ai margini di questo grande giro di affari e di denaro. Contiene appunti, immagini, musiche, schemi, testi, spartiti, consigli di lettura e approfondimenti a integrazione e/o completamento delle lezioni svolte in classe. Si tratta di testi che, data la loro struttura, non sono stati scritti per la scena ma per essere letti di fronte ad un auditorio di poche persone. Teatro Cos'è il teatro: il teatro antico e i generi moderni. mercato; notizie; calendario aste; link; top price; top auctions; fiere Drammaturgo e attori perciò collaboravano strettamente, perché consapevoli che il pubblico romano poteva facilmente essere distratto dalla presenza di altri spettacoli. Come già accennato poco più su, gli spettatori del teatro nell’antica Roma non pagavano nessun biglietto. Il suo contemporaneo, l’attore tragico Esopo, ha lasciato invece in eredità un’enorme fortuna grazie proprio alla sua professione. L’ingresso gratuito procurava un rovescio della medaglia. All rights reserved. Alle spalle del teatro era un grande portico con colonne di ordine ionico, che racchiudeva uno spazio verde dove gli spettatori si recavano durante gli intervalli o in caso di maltempo. Per poter un minimo controllare questa situazione caotica, nacque la figura del Dissignatores, una sorta di antenato delle attuali “maschere”, il quale invitava e accompagnava gli spettatori a prendere posto in platea. Perfino gli schiavi potevano assistere agli spettacoli, anche se non veniva assolutamente permesso loro di avere posti a sedere. Stando alle testimonianze dell’epoca, non esisteva un preciso calendario dei vari eventi organizzati all’interno dei Ludi. Con questa nuova rubrica, guardiamo infatti al teatro e la sua storia dal punto di vista insolito dello spettatore. Teatro; Approfondimenti; Approfondimenti. Si può dedurre che, nell’antica Roma la professione d’attore non era una barriera per l’avanzamento sociale. Il teatro continuò ad ospitare spettacoli fino alla fine del IV secolo d.C. Dal secolo successivo il teatro perse progressivamente questa funzione e iniziò il suo lento declino con lo spoglio di alcune sue parti. È molto probabile che gli impresari o Domini fossero persone libere che, con il loro lavoro, avevano la possibilità di far grandi fortune. Nella sede storica del Palazzo della Borsa (Palazzo Mezzanotte)  sono conservati, coperti da un sistema removibile di vetrate, altre parti del monumento. Nel Medioevo intorno ai resti del teatro sorsero alcune chiese tra cui quella di San Vittore al teatro, che conservava nel nome l’ubicazione dell’antico edificio romano e che oggi viene ricordata dall’omonima via. Approfondimenti. Inoltre, in teatro, come oggi, era assolutamente vietato mangiare e bere durante la rappresentazione. Scarica la brochure realizzata dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e guarda il video sul teatro romano, disponibili sul sito della Camera di Commercio Metropolitana di Milano-Monza-Brianza-Lodi. L’impresario era il solo e unico possessore della commedia e poteva decidere di lasciarla in eredità al successivo impresario della sua compagnia, o addirittura venderla a sua volta ad un altro impresario. Il Teatro era completato da corpi porticati che si addossavano al muro perimetrale sui lati corti, e che oltre a fungere da raccordo tra l'interno e l'esterno dell'edificio, avevano anche la funzione di occultare la parte di corpo scenico che sporgeva dai limiti della cavea. Sulle fondamenta si procedette alla costruzione dei muri, disponendo corsi di ciottoli intervallati da uno o due filari di mattoni. Anche se, sicuramente, vivevano una esistenza nettamente migliore rispetto a quella che toccava in sorte agli schiavi veri. Nella pianificazione urbanistica di Augusta Prætoria (fondata nel 25 a.C.), gli edifici per pubblici spettacoli, il Teatro e l’Anfiteatro, erano collocati nell’angolo nord-orientale. La monumentale parete traforata da arcate e da finestre è quanto si conserva della facciata dell‘edificio, che si innalza per 22 metri. Alla luce di queste notizie, probabilmente possiamo essere un po’ più clementi con gli spettatori di allora. I Ludi, in definitiva, erano un’attività intorno alla quale giravano molti soldi. Andremo insieme alla riscoperta del teatro durante il Medioevo! Per non perderti i prossimi, puoi seguirci su: Designed by Elegant Themes | Powered by WordPress, Coronavirus: il Teatro italiano si ingegna, Se non diversamente indicato, tutti i contenuti del sito, Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale. Come già detto, la rigida moralità romana non vedeva assolutamente di buon occhio il teatro, considerato fonte di ozio per gli onesti cittadini. L’impresario, una volta aquistato il testo teatrale, cercava di rfiarsi della spesa appena effettuata coi soldi che il magistrato gli avrebbe pagato in un secondo momento per l’allestimento della messinscena. È quindi questo periodo che prendiamo in considerazione. © Milano Archeologia 2020. Nel 2007 è stato inaugurato all’interno di Palazzo Turati il Museo Sensibile del Teatro Romano di Milano, che permette di effettuare un viaggio a ritroso nel tempo anche con il coinvolgimento sensoriale. Ne consegue che, con molta probabilità, anche le giornate dedicate alle messinscene erano pochi. La loro indisciplina può, infatti, essere in parte giustificata dalla mancanza di comfort. Era quindi fondamentale catturare l’attenzione degli spettatori, nella speranza che rimanessero ad assistere allo spettacolo fino alla fine. Tuttavia è altrettanto vero che dovevano far capo al padrone della Grex di appartenenza, il quale con ogni probabilità si preoccupava del loro sostentamento durante il periodo invernale, quando le occasioni di andare in scena si riducevano drasticamente. Nell’antica Roma le rappresentazioni teatrali avvenivano solitamente all’interno di festività che coinvolgevano tutti i cittadini. Il fatto stesso che gli attori fossero organizzati in troupe sottoposte al comando di un padrone, il Dominus, ci lascia supporre che la loro fosse una condizione praticamente servile. Approfondimenti: Teatro Romano Il Teatro fu ricavato sulle pendici del colle di San Pietro, avendo di fronte la città romana, al di là del fiume. Nella zona Sud-Ovest si trovano i resti di abitazioni del II o del III sec. Se ti interessa approfondire la conoscenza dei testi del Teatro Antico, tra cui quello Greco, ti consigliamo la prima uscita della Raccolta “Dieci Monologhi”, creata da Teatro per Tutti. Epoca in cui, peraltro, erano diffusi solamente pantomima e mimo, una tipologia di spettacolo dal vivo ben diversa. In una situazione particolarmente caotica come questa, la presenza di un prologo accattivante, che riesca a richiamare l’attenzione del pubblico si poteva rivelare fondamentale per la buona riuscita dello spettacolo. Come per l’antica Grecia, queste festività erano associate con la religione di Stato, perciò assumevano sempre una forte aria di ufficialità. Un esempio, è l’attore comico Roscio, che frequentava le famiglie romane più ricche ed era grande amico di Cicerone. Nei Ludi infatti non era prevista la presentazione di un programma ufficiale della manifestazione. Come capita oggi, per la realizzazione di uno spettacolo si ricorreva alle maestranze di diverse figure professionali. Tuttavia gli storici, grazie al loro lavoro certosino di ricerca di testimonianze, ci danno oggi un quadro un po’ più dettagliato di quella che probabilmente era l’organizzazione dello spettacolo. Le gradinate riservate agli spettatori (cavea) poggiavano su muri radiali collegati da volte ed erano divise in due settori da un corridoio semianulare. Per prenotazioni chiamare dal lunedì al venerdì (orario d’ufficio) o mandare una mail. Il commediografo, una volta venduto il proprio prodotto teatrale, non aveva più alcun potere su di esso. E chi prendeva in appalto la messa in scena era chiamato Conductores. Gli attori nel teatro romano. Infine, le testimonianze pittoriche circa le messinscene sono solo parzialmente affidabili, poiché non essendo delle fotografie non sono certamente in grado di riprodurre in maniera fedele la realtà teatrale di allora. Questo però non significa che la condizione dell’attore medio (tragico o comico) fosse elevata. I primi erano chiamati Histrones o Cantori, mentre il falutista era detto Tibicen. Ai tempi di Plauto e di Terenzio quindi, la fastosità  e la durata dei Ludi ea decisamente ridotta rispetto ai Ludi maestosi che avvenivano in età imperiale. Come al solito, a causa della scarsità dei documenti a nostra disposizione, non possiamo avere certezze ma solamente supposizioni. Ti sia lieve la terra», La facciata dopo le demolizioni delle costruzioni addossate (anni ’30 del secolo scorso), Frammento di testa in bronzo dorato dal Teatro romano di Aosta, conservato al Museo Archeologico Regionale - MAR. Gli spettatori dovevano rimanere per forza in piedi per tutta la durata dello spettacolo e questo spiega come mai Plauto molto spesso nei prologhi si vantasse della brevità delle sue commedie. Costruito durante l’impero di Augusto, il teatro di Milano è il più antico edificio pubblico noto di quel periodo e testimonia l’importante momento storico in cui la città si dotò di strutture per il popolo. Chi, invece, si occupava dei vestiti di scena era chiamato Choragus. Gli storici si sono interrogati su quale potesse essere stata la condizione sociale di queste persone impegnate nella messinscena degli spettacoli teatrali. E infine i Ludi Funebri, organizzati in onore della morte di un nobile romano importante. INDAGINI ARCHEOLOGICHE E RESTAURIDurante tutto il Medioevo, e sino al XVIII sec., si perse ogni memoria della funzione originaria dell'edificio ed i suoi resti non furono riconosciuti come tali che molto tardi.Le prime indagini sul monumento furono condotte da Carlo Promis, nominato Ispettore dei Monumenti d’Antichità dei Regi Stati nel 1837. Per quanto riguarda la condizione del resto dei membri della Grex, si hanno poche certezze. Allo stesso modo, probabilmente, anche i commediografi erano persone libere o liberte (ex schiavi). Anche in questo caso, quindi, il nostro viaggio indietro nel tempo si basa su congetture e ipotesi che gli storici hanno potuto dedurre da ciò che viene scritto negli stessi testi teatrali. Il Teatro Romano durante l’età repubblicana. Questi autori hanno scritto le loro commedie durante il terzo e il secondo secolo avanti Cristo. Ma secondo la testimonianza di Tito Livio, che è vissuto tra il I secolo a.C e il I secolo d.C. in tempi antichi essere attore non era qualcosa da disprezzare, come invece accadeva certamente durante l’età imperiale, in cui gli histriones erano tutti schiavi o liberti. Spesso infatti erano disposti ad integrare con denaro proprio la concessione statale (lucar) messa a disposizione per i Ludi. Come testimoniano ancora una volta i prologhi delle commedie, soprattutto ad inizio spettacolo una gran folla vociante e allegra si riversava in teatro. Richiamo che, spesso, rimaneva inascoltato a giudicare dai tantissimi prologhi latini, in cui si fa cenno della presenza di molti spettatori rumorosi e chiacchieroni. La parete Est del portico orientale era decorata da una pittura parietale policroma, ora asportata per sottrarla all'azione degli agenti atmosferici. Delle nove campate originarie restano ancora intatte, da destra verso sinistra, la seconda, la terza, la quarta e la quinta, mentre sono in posto anche i fornici di base della prima e della sesta; delle altre rimangono solamente le basi.I lati orientale e occidentale dell’edificio prevedevano ciascuno quattro campate: del primo sono ancora visibili tre fornici, mentre di quello a ponente rimane in piedi solamente la seconda arcata.
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