Basti pensare alle lacrime del Signore Gesù su Gerusalemme colpevole (Luca 19:41), dolore al quale l’apostolo fa un’eco straziante nei v. 2 e 3. È anche il nostro primo dovere nei confronti di coloro che ci stanno vicini e non sono ancora convertiti. Questa può anzi considerarsi conclusa per quel che riguarda l’Oriente (15:19). Essa è libera e non legata a privilegi ereditari. Qualcuno obietterà con indignazione: Io non ho commesso gli orribili peccati menzionati in questi versetti. Matteo 5:44,45), nell’attesa di essere rivelati come tali a tutta la creazione (v. 19). Presentiamogli ciò che Gli appartiene, i nostri corpi, come un sacrificio «vivente» (in contrasto con le vittime «morte» del culto giudaico) affinché Egli agisca per mezzo di essi. Ebbene! La pace con Dio è ormai la sua parte inestimabile. Ma l’accusato potrebbe avanzare un altro argomento: Io non nego la mia ingiustizia, ma questa mette in risalto la giustizia di Dio; in fondo è utile. 8, ci dice come vi ha provveduto Dio: Egli ha condannato non solo le mie azioni, ma anche la cattiva volontà che le ha fatte nascere, il «vecchio uomo», (cap. Il suo soggetto è infatti l’evangelo perché, prima di ricevere un insegnamento cristiano, è necessario innanzi tutto diventare cristiani. «Quanto sono belli... i piedi del messaggero di buone novelle», scriveva già il profeta (Isaia 52:7). Dio è per lui; quale nemico si azzarderebbe ancora a toccarlo? E quanto più responsabili sono oggi i cristiani che possiedono tutta la Parola di Dio! È cercando di volare che l’uccello prigioniero si rende conto che gli hanno tarpato le ali. Essere sottomessi alle autorità significa esserlo a Dio che le ha costituite, a meno che non ci vengano richieste cose che sono in evidente contraddizione con la volontà del Signore (confr. 3:27), i v. 9 e 10 ricordano che il patriarca Abramo ha ricevuto la giustizia per fede prima del segno della circoncisione (Genesi 15:6; 17:24). Malgrado la sua incredulità, Israele non è stato definitivamente rigettato. Sono esortato ad astenermi da ciò che potrebbe distruggere (il contrario di edificare) un altro credente. Ho imparato che ora non c’è più condanna per me: sono in Cristo Gesù, posizione di perfetta sicurezza. Era il caso d’Israele, nonostante gli avvertimenti di tutto l’Antico Testamento: Mosè (v. 19), Davide (v. 18), Isaia (v. 15,16,20,21), cioè la Legge, i Salmi ed i Profeti. Matteo 9:12). Ma essi hanno sotto gli occhi un altro libro sempre aperto: la Creazione (Salmo 19:1). Ma, allo stesso tempo, questa scritta suggerirà a molti visitatori la voglia di avanzare la mano verso gli oggetti esposti, poiché la nostra natura ci spinge ad infrangere ogni regola per affermare la nostra indipendenza. È come se un uomo caduto in un precipizio persistesse nel voler risalire coi propri mezzi, invece di fidarsi della corda che i soccorritori gli hanno gettato a portata di mano. Uno dopo l’altro, gli accusati compaiono davanti al Giudice supremo. Introduzione Nel 1515-1516, Lutero ha svolto a Wittenberg un commento sistematico alla Lettera ai Romani. Spinto dallo zelo per l’evangelo, Paolo aveva spesso cercato di recarsi a Roma (v. 22). Da sempre il Signore si è riservato un residuo fedele che rifiuta di piegarsi di fronte agli idoli del mondo. Ha suscitato un uomo nuovo, Cristo, e ci ha dato la sua vita. Eppure questa è una completa illusione. Ho scoperto che ero sotto il peccato (cap. E sono suggellati dallo Spirito, per mezzo del quale anche i figli conoscono la loro relazione col Padre. Sembrerebbe che queste tendano piuttosto a separarci dall’amore di Cristo, producendo in noi mormorii o scoraggiamento. D’altronde, posso io ergermi giudice dal momento che comparirò presto dinanzi al tribunale di Dio (v. 10) pur essendo già giustificato? La carne, «il vecchio uomo», antico proprietario, non è presente che come inquilino indesiderato, chiuso in una camera. Se fosse così, Dio dovrebbe rinunciare a giudicare il mondo (v. 6), anzi essergli grato della sua malvagità perché questa evidenzia la Sua santità! I versetti da 6 a 8 enumerano alcuni doni della grazia: profezia, servizio nell’assemblea, insegnamento, esortazione, amministrazione, guida del gregge... Tutte queste attività, direte voi, non mi riguardano: sono per dei cristiani che abbiano l’età adatta e l’esperienza. Un uomo, per quanto sia caduto in basso, troverà sempre qualcuno più miserabile di lui, col quale potrà paragonarsi sentendosi migliore! «Misero uomo», senza forza per compiere il bene, ho scoperto una potenza chiamata «la legge dello Spirito di vita» che mi affranca, mi libera, dalla «legge del peccato», cioè dal suo dominio. «Tu che insegni agli altri... tu che predichi... tu che dici»...; ciò che m’interessa è quello che fai ed anche quello che non fai (Matteo 23:3). Al contrario! Vedendosi perduto, finisce per gridare aiuto. Siamo infatti divenuti figli di Dio, e il nostro Padre non ammette che siamo assoggettati. «Così non sia!» esclama nuovamente l’apostolo (v. 7). Le epistole sono delle lettere, indirizzate dagli apostoli ad assemblee o a credenti, nelle quali troviamo esposte le verità cristiane. Come il padre della parabola, l’apostolo vorrebbe far capire ad Israele che cos’è la grazia sovrana. È per questo che la terribile sentenza «per certo morrai», già annunciata da Dio prima della caduta dell’uomo (Genesi 2:17), viene confermata: «Il salario del peccato è la morte» (cap. La Parola di Dio non è annullata col pretesto che non è stata creduta dai Giudei, i suoi depositari (v. 3; Ebrei 4:2). Esaù, per esempio, essendo profano, benché fratello gemello di Giacobbe, non ha potuto ereditare la benedizione. L’apostolo è sicuro che ci sono «buone cose» nei cristiani di Roma (v. 14). ne sono liberato nello stesso modo in cui sono stato liberato dal peccato: per mezzo della morte (cioè la mia morte con Cristo; v. 4). L’apostolo stesso era un testimone di ciò che la grazia poteva ancora compiere in favore del Giudeo ribelle (v. 1). Per illustrare la posizione d’Israele e quella delle altre nazioni, l’apostolo si serve dell’immagine d’un ulivo domestico che rappresenta il popolo giudaico. Ed è una liberazione meravigliosa! Chi ha ragione? Ma stiamo attenti a non essere anche noi disubbidienti e contraddicenti (v. 21). È quest’amore che ora è versato nel nostro cuore. Eravamo «nella carne» (v. 9), obbligati ad agire secondo la sua volontà. Moralmente questo dramma illustra la storia di molti figli di Dio durante il periodo che segue la loro conversione. Uno ha un bel da fare, aggiungono altri; se è predestinato, prima o poi sarà salvato; se invece non è eletto, tutti i suoi sforzi non cambieranno la sua sorte finale. Sono paragonabili ad un criminale che, proclamando la sua innocenza, rimette egli stesso alla polizia il corpo del reato che conferma la sua colpa. 3:22); il Giudeo, come il Greco, non raggiunge la gloria di Dio. Per essere salvati, bisogna cominciare col riconoscersi colpevoli, ossia dichiararsi d’accordo con la sentenza divina pronunciata nel capitolo precedente. Così noi non siamo più debitori verso la carne, questo creditore insaziabile e crudele (v. 12). No, un simile ragionamento non è mai quello d’un vero figlio di Dio. L’apostolo si mette al posto d’un simile credente (se non fosse tale, da un lato non dovrebbe affrontare queste lotte, dall’altro non troverebbe il suo piacere nella legge di Dio; v. 22), e ci dipinge la sua disperazione. Infatti, se sono veramente convinto dell’orrore di me stesso e dal sentimento della grazia di Dio che mi sopporta, ogni spirito di superiorità scompare dai miei pensieri. Questi capitoli ci fanno pensare alla seduta d’un tribunale. Bisognava che la chiesa di Roma non potesse vantarsi, in seguito, d’esser stata fondata da un apostolo per elevarsi al di sopra delle altre assemblee, come non ha mancato, purtroppo, di fare più tardi. Generalmente, la disposizione a giudicare gli altri è sempre la prova che conosco male il mio cuore. Questo capitolo ci informa che Dio non ha destinato nessun vaso a ira (v. 21). Il suo Nome riempie questi primi versetti. Molti parenti di Paolo si trovano fra i primi cristiani (v. 11, 21), frutto senza dubbio delle sue preghiere (cap. La prova è data dal fatto che persino Abramo (v. 3) e Davide (v. 6), che incontestabilmente avrebbero avuto il diritto di stare in cima a questa scala delle opere, non se ne sono serviti per essere giustificati davanti a Dio. Questi errori si riprodurranno, al momento della tiratura, in ogni esemplare. Questo, però, non era più un problema vivo dopo la fine del primo secolo, quando, in pratica, la cristianità era costituita da non-ebrei. Prima del verdetto finale, Dio respinge gli ultimi ragionamenti dietro ai quali la sua creatura cerca sempre di trincerarsi. Di fronte al mondo che si gloria di privilegi presenti e passeggeri, il credente, lungi dall’essere confuso (v. 5), può valersi del suo ineffabile avvenire: la gloria di Dio (v. 2). La firma di una persona che rispettiamo ha per noi più valore di quella d’uno sconosciuto e garantisce i suoi impegni. Dinanzi al tribunale di Dio ogni bocca è ora chiusa. Liberi... non di fare la nostra volontà: significherebbe rimetterci sotto la vecchia schiavitù! Quando un colpevole è deceduto, la giustizia umana non può più metterlo in prigione. Egli è «l’Iddio della pazienza e della consolazione» (v. 5) e ce le dispensa mediante la sua Parola (v. 4). Ma aggiungeva: «Se dunque il Figliuolo vi farà liberi, sarete veramente liberi» (Giovanni 8:34,36). Ma è così che si manifesterà la vita di Cristo in noi come si è manifestata in Lui (1 Pietro 2:22,23). Dopo il rapimento dei credenti, verrà il momento in cui la cristianità infedele verrà a sua volta giudicata; dopo di che, tutto il rimanente fedele d’Israele sarà salvato dal suo grande Liberatore (v. 26). Non esiste nessuna circostanza nella quale non possiamo e non dobbiamo comportarci da cristiani. E se loro non l’hanno fatto, chi potrebbe pretendere di farlo? Il Signore viene! Solo il vostro rifiuto può impedire al suo disegno d’amore di realizzarsi (leggere 1 Timoteo 2:4). Il primo Adamo è come questo cattivo cliché: da lui sono provenuti tanti uomini, altrettanto peccatori! La nostra infermità è grande: non sappiamo né come pregare né che cosa domandare. Nel momento in cui Dio l’ha giustificato, egli era ancora simile ai pagani. Ripetiamolo: non sono i diritti di nascita che assicurano a qualcuno la salvezza per grazia. Anzi, li ha sopportati, e li sopporta ancora, «con molta longanimità» (v. 22). Non solo ha accordato loro perdono, giustizia, piena libertà, ma ne ha fatto dei membri della sua stessa famiglia. Ognuno dei suoi movimenti per liberarsi ha il solo effetto di farlo sprofondare di più. Il più abile scultore che dispone del miglior utensile, non potrà cesellare niente in un legno tarlato. Ha voluto fare anche di voi un «vaso di misericordia». consideriamo i v. 30 e 31 ed esaminiamoci. Nel suo scoraggiamento, il povero Elia era giunto fino al punto di parlare «a Dio contro Israele» (v. 2,3). Infine il v. 33 lo designa come l’Iddio della pace che vuole stare con tutti noi. Rivestito della veste di giustizia, non è divenuto un mercenario nella casa di suo padre, ma gode d’ora in poi con lui d’una piena e libera relazione (Luca 15:11-32). I motivi di gioia che Paolo trovava nei credenti di Roma (v. 19) non gli facevano perdere di vista i pericoli ai quali erano esposti. Ma per chi continua a vivere sulla terra, si pone ormai un doloroso problema: egli ha ancora in sé la vecchia natura, «il peccato», che riesce a produrre solo dei frutti corrotti. Ma Dio, nella sua saggezza, non glielo aveva permesso, perché questa capitale del mondo antico non doveva diventare il centro della sua opera. Tuttavia, queste manifestazioni del male non ci lasciano insensibili. Tale corso di lezioni costituisce un documento prezioso, quasi unico per la storia della Riforma, perché ci permette di conoscere l’animo di Lutero alla vigilia dei decisivi avvenimenti nel Ebbene! Dio che condanna o l’accusato che si difende? Oltre all’avvertimento di non scandalizzarli, troviamo alcune esplicite raccomandazioni: Sottolineiamo gli attributi dati in questo capitolo 15 all’«Iddio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo» (v. 6). Ci basti aver compiuto, nel tempo già trascorso, la volontà dell’uomo peccatore (e per quale frutto? La legge è dunque una cosa cattiva, dal momento che Dio ha dovuto proteggermi contro il suo rigore? Ma, condizione indispensabile per un servizio utile, è pieno d’amore per loro e, prima di tutto, per Colui che sta per annunciare: Gesù Cristo. E Gesù mi prende per mano». E questo è ancora più vero se si considerano gli inutili sforzi fatti da tante persone per guadagnare il cielo, quando basterebbe afferrare la Parola che è «presso di te» (v. 8). Un tale spiegamento dei consigli eterni di Dio lascia il riscattato senza parole. Inoltre, fu solo con Agostino che il E che cosa potrebbe rifiutarci un Dio che ci ha fatto, nel suo Figlio, il più grande di tutti i doni? Finché dura la notte morale di questo mondo, il credente è invitato a rivestire «le armi della luce» (v. 12; Efesini 6:13...), a rivestirsi del Signore Gesù Cristo stesso (v. 14), cioè a renderlo visibile, come un abito senza macchia. Non dovremmo mai trascurare di trasmettere i saluti che siamo stati incaricati di porgere. progetto di Dio. Tutto è apprezzato e registrato da Colui che sa tutto nei minimi particolari. Ma allora Dio smetterebbe di essere giusto e rinnegherebbe Se stesso (2 Timoteo 2:13). Figli di genitori cristiani, questo messaggio è rivolto anche a voi nel modo più solenne. Nella loro audace incredulità, gli uomini si permettono di giudicare Dio col proprio metro: Visto che in definitiva Egli farà tutto ciò che ha voluto, dicono alcuni, di che cosa ci può ritenere responsabili? Il solo che potrebbe condannarlo, Cristo, è diventato il suo supremo intercessore! In verità, l’amore di Dio non assomiglia a nessun altro. Nonostante ciò che a volte sembra, essa è sempre buona, accettevole e perfetta (pesiamo queste parole) per il solo fatto che si tratta della Sua volontà (v. 2; Giovanni 4:34). Possiamo forse dubitare che il Suo amore non abbia prima fatto tutto il possibile verso Esaù come verso il suo popolo Israele? Poiché è per dare al suo Figlio dei compagni nella gloria che Dio ha preconosciuto, predestinato, chiamato, giustificato, glorificato questi esseri, un tempo miserabili e perduti, che Egli prepara attualmente per la loro celeste vocazione (v. 29). Oltre ad offrirgli questa certezza, lo Spirito c’insegna a far morire (cioè a non lasciare che si realizzino) le azioni della carne (v. 13). Invece sono pienamente responsabile se esiste un cartello: Vietato toccare. Non c’è nulla di più importante per l’uomo della sua libertà. — dicono alcuni. I capitoli da 12 a 15 descrivono ciò che Egli si aspetta ora da parte nostra. È troppo facile! L’introduzione «contro natura» (v. 24) dei Gentili sul tronco d’Israele sottolinea dunque l’immensa grazia che ha posto noi (che non siamo Giudei) al beneficio delle promesse fatte ad Abramo. Il cristiano, che utilizza i servizi pubblici assicurati dallo Stato, deve comportarsi da buon cittadino, pagare le tasse (v. 7), rispettare le leggi e gli ordinamenti: polizia, dogana, ecc... «Non abbiate... debito con alcuno» (v. 8) è un’esortazione da non dimenticare ai nostri giorni, in cui avere dei debiti è entrato nelle abitudini! Abbiamo qui, come qualcuno ha scritto, «una pagina-esempio del libro dell’eternità. Queste infatti producono preziosi frutti (v. 3, 4) che rendono la sua speranza ancora più viva e fervente. Spero che anche nella nostra diocesi cresca sempre di più l’amore per le Sacre Scritture e si propaghi a macchia d’olio l’uso di Così, per la legge, Dio mi coglie in flagrante per la mia disobbedienza e mette in evidenza la cupidigia che è in me, per meglio convincermi di peccato. Ahimè! Ora si tratta di «coloro che annunciano la pace», perché i riscattati a loro volta diventano dei predicatori. Questi versetti continuano il soggetto dei nostri rapporti con gli altri credenti. Così lo Spirito ha anche la funzione d’intercedere in nostro favore in un linguaggio che Dio comprende (v. 27). Ma il desiderio ardente dell’apostolo restava lo stesso: che la gelosia del popolo giudaico nei confronti dei nuovi beneficiari della salvezza (gelosia di cui lui stesso aveva tanto sofferto: Atti 13:45; 17:5; 22:21,22) incitasse questo popolo a ricercare la grazia che, fino a quel momento, aveva disprezzato (v. 14; cap. È dunque indispensabile che questa Parola efficace sia proclamata attraverso il mondo. Tutte le circostanze sembravano contraddire ciò che Dio aveva assicurato ad Abramo. Leggere un romanzo che racconta cose immorali, compiacersi in descrizioni torbide e corrotte, significa porsi sotto lo stesso «giudizio» (v. 32; Salmo 50:18). Ogni domanda che poteva ancora porsi ha trovato la sua perfetta risposta! Ma ecco l’avvocato, cioè Cristo, intervenire in favore di coloro che, Giudei o Gentili, l’hanno scelto per fede. Una meravigliosa pace segue i tormenti del cap. È così che al v. 12, Trifena, Trifosa e la cara Perside non sono menzionate insieme, perché se le prime due si affaticavano nel Signore, la terza si era «molto affaticata», e i loro servizi non sono confusi. Risvegliamoci, amici; non è il momento di dormire. Inoltre, Dio dichiara colpevoli non solo quelli che si danno personalmente a tali vizi, ma anche tutti quelli che «approvano chi li commette». Romani 9-11 non è un’appendice ai capitoli 1-8, ma il culmine della lettera. Capitolo 1 – La particolarità della lettera paolina ai romani 6 Capitolo 2 – La congregazione di Roma 10 Capitolo 3 – La : Lettera ai romani: 12 Capitolo 4 – Rm: 1 16 : Rm : 1:1-7 – Intestazione e saluto iniziale 16 : Rm: 1:8-15 – Paolo esprime i suoi personali sentimenti ai romani 20 : Rm: Pallida immagine di ciò che Dio ha fatto per dei poveri esseri decaduti, contaminati e in rivolta contro di Lui. Questa lettera è stata scritta molto tempo prima del drammatico viaggio raccontato alla fine degli Atti. Gli accusati, senza alcuna eccezione, sono riconosciuti colpevoli, condannati dalla legge alla pena di morte (v. 19). Chi mi libererà da questo corpo di morte? Prima di tutto perché sa che la grazia è costata al suo Salvatore e teme di rattristarlo. «Chi commette il peccato è schiavo del peccato», insegnava il Signore Gesù. La vera Chiesa è la capitale celeste ed eterna della gloria e delle vie di Dio. Noi non sappiamo che cosa è bene per noi, ma il v. 28 afferma che tutto quello che succede è stato preparato da Dio e, alla fine, s’inserisce nel «suo proponimento», di cui Cristo è il centro. Ad ogni sofferenza viene a rispondere una forma personale del suo amore. 2:17), mentre questa rendeva testimonianza contro di loro. Dio giustifica «l’empio», e lui solo può farlo (v. 5; confr. Dio è questo saggio artigiano e la legge il buon utensile (cap. Per questo il v. 15 mi offre l’argomento decisivo: questo fratello è «colui per il quale Cristo è morto». Per questo le promesse fatte ad Abramo (e al cristiano) non comportano nessuna condizione; basta crederle. E, ogni sera, si ebbero molte conversioni. «Non v’è distinzione» abbiamo letto (cap. LUTERO E LA LETTERA AI ROMANI 1. Paolo non aveva ancora visto credenti di … È riconciliato col Giudice supremo a motivo dell’atto stesso che avrebbe dovuto attirare la Sua ira per sempre: l’uccisione e la morte del suo Figlio (v. 10)! Dopo la condanna del barbaro (cap. (v. 19). 1), poi quella dell’uomo morale e civilizzato (inizio del cap. Provarne orgoglio sarebbe la più grande assurdità (v. 20). Ognuna di queste esortazioni deve essere meditata e trova la sua applicazione nella nostra vita quotidiana. Non ha più alcun diritto... ma bisogna stare attenti a non aprirgli la porta. In realtà, tutti i vizi sono in germe nel nostro cuore. Scopo della lettera La lettera ai Romani oltrepassa la semplice lettera di presentazione per un arrivo imminente - sperato come tappa per un viaggio di evangelizzazione in Spagna (Rm 15,24s) -, risultando un vitale apporto alla ricchezza di quella comunità. Assolto, giustificato, il credente lascia esplodere la sua gioia (v. 1). È davvero «il suo proprio amore», i cui motivi sono tutti in Lui stesso. Il peccato dei pagani è chiamato ingiustizia (cap. Un solo debito dobbiamo avere: l’amore, dal quale non ci si può sdebitare, perché risponde all’amore infinito di Dio per noi. Infine, il grande apostolo scrive ai suoi fratelli di Roma di aver bisogno delle loro preghiere (v. 30). Con la massima incongruenza, essi si gloriavano d’avere la legge (cap. Del resto, il termine amore riassume tutte le istruzioni di questo capitolo: amore per il Signore (1 Pietro 2:13), per i nostri fratelli, per tutti gli uomini. Da dove gli veniva questa fede incrollabile? «Sia Dio riconosciuto verace, ma ogni uomo bugiardo!» (v. 4), esclama l’apostolo. Il cap. 1:18): un cammino senza legge e senza freni secondo i capricci della propria volontà (1 Giovanni 3:4). LA LETTERA DI PAOLO AI ROMANI a cura di Salvatore Ricciardi A. È necessario anche controllare i nostri pensieri e giudicarli, in modo che restino dei pensieri d’umiltà e non di personale soddisfazione, dei pensieri sani e non perversi. I capitoli da 1 a 8 ci ricordano la storia del figlio prodigo: il suo peccato aveva abbondato, ma la grazia ha sovrabbondato. 5:21), mi signoreggiava (cap. Quando giudichiamo gli altri (v. 1), diamo prova di saper riconoscere molto bene il male; mostriamo dunque di avere una coscienza. Sì, la giustizia di Dio è soddisfatta perché un crimine non può essere messo in conto una seconda volta. Ma essa condanna anche noi quando, a nostra volta, pratichiamo cose simili. 2), è il Giudeo ad essere chiamato alla sbarra. E l’apostolo si ferma con adorazione di fronte a questi consigli insondabili di Dio, questa «profondità della ricchezza e della sapienza e della conoscenza di Dio» (v. 33). Ricercare «le cose che contribuiscono alla. Non è certo bello il ritratto che Dio fa qui dell’uomo naturale; ma questo ritratto è il mio ed il vostro! Là si alludeva a Cristo solo. Ma sono i peccatori che si preparano da soli alla perdizione eterna. Terribile malafede! Un motivo essenziale per essere fedeli e rianimare i nostri cuori è dato dal fatto che «viene la mattina» (Isaia 21:12). Una cosa è certa, possiamo rispondere a tutti i ragionatori: Dio vi ha chiamati, voi che avete la Sua Parola fra le mani. Atti 4:19; 5:29). È anche «l’Iddio della speranza» e vuole che in questa abbondiamo (v. 13). Questi versetti sono stati paragonati ai vani sforzi d’un uomo impantanato in una palude. Si può dubitare della realtà d’una conversione che non ha il coraggio di dichiararsi. Un giorno Egli metterà in luce «i segreti degli uomini», tutti i loro atti e le intenzioni inconfessabili, nascoste con tanta cura (Matteo 10:26). Quella ai Romani, benché scritta dopo altre, è stata giustamente collocata per prima. Ciò che segue, dal cap. L’uomo ha assoggettato tutta la creazione al servizio della sua vanità (v. 20), della sua corruzione (v. 21). Paolo sapeva per esperienza che si può essere zelanti per Dio anche sbagliando completamente strada. Penosa ma necessaria esperienza! Si racconta che un evangelista, il quale teneva una serie di riunioni in una città, si limitò ogni sera a leggere i primi sei capitoli di questa epistola senza aggiungervi nemmeno una parola. Su questa terra, infangata dal peccato, regnano l’ingiustizia, la sofferenza e la paura. Per avere un testo fedele, lo scrittore dovrà procedere ad una nuova edizione, che parta da un altro cliché. Tuttavia i diversi servizi posti davanti a noi, benevolenza, ospitalità (v. 13) ecc... devono riassumersi tutti nell’espressione «servendo il Signore» (e non la nostra reputazione). Poi, perché il peccato deve aver perso ogni attrazione per lui. Ora, tutti sanno che un agricoltore fa esattamente il contrario: innesta nell’albero selvatico un ramo «domestico» della specie che intende ottenere. — esclama quest’uomo — invece di migliorare mi sento ogni giorno più cattivo. 7:23), e che abita in me (v. 17,20), come un virus insidioso che ha preso possesso dei miei centri vitali. «La libera volontà non è altro che la schiavitù del diavolo» (J.N.D.). Così, le nazioni non avevano alcun diritto d’origine; Israele aveva perso il suo; tutti erano nello stesso irrimediabile stato, senza altra risorsa che la misericordia divina. 9:3; 10:1). Così, per incoraggiarci, lo Spirito afferma che presto il Dio della pace triterà Satana sotto i nostri piedi (v. 20). Cosa gli risponde il supremo Magistrato? Ma possiamo immaginare il figlio prodigo, che dopo aver visto l’accoglienza riservatagli dal padre, desideri tornare nel paese lontano dicendo: «Intanto ora so che sarò sempre ricevuto a casa ogni volta che vorrò tornarci»? Qui non c’è differenza per quanto riguarda la salvezza (v. 12); tutti possono ottenerla! Ma la maggioranza di loro non ha voluto riconoscere né onorare il suo Autore e ha trascurato di rendergli grazie, che è un dovere di ogni Sua creatura. 2 Timoteo 1:12). Il peccato mi pone dunque inesorabilmente sotto la condanna della legge di Dio... Ebbene! Ma la legge è stata resa debole ed inefficace a causa della nostra «carne», rosa dal peccato (v. 3,7). La rilegatura più bella non cambierà niente. Allora, sono stati abbandonati a Satana per praticare le peggiori abominazioni. Ha pagato Lui stesso tutto il nostro debito perché fossimo liberi, dipendenti solo da Lui. Il peccato dei Giudei è chiamato trasgressione (v. 23), ossia disubbidienza ai comandamenti divini conosciuti. La fede crede alle promesse perché crede a Dio che le ha fatte (v. 17 e 3; confr. Rischia dunque di perdere la salvezza? Fin qui abbiamo visto ciò che Dio ha fatto per noi. E, da questo errato punto di partenza, scaturiscono altre domande come queste: Non è ingiusto aver scelto gli uni invece degli altri? Il suo nome di Giudeo, la legge di Mosè sulla quale fa affidamento, il vero Dio che pretende di conoscere e di servire (v. 17), tutto questo stabilirà certamente la sua superiorità sugli altri accusati e lo farà assolvere... Invece no. Contiene tutta la verità in Cristo.
2020 struttura della lettera ai romani pdf