Una Vita del Santo, composta nella seconda metà del XIV secolo, è giunta a noi in molte copie o rifacimenti del sec. Durante il noviziato cercò di fargli abbandonare la vita intrapresa apparendogli sotto le sembianze di una giovane avvenente e insinuandogli con voce di sirena dell’inferno l’impossibilità per lui di restare in quello stato così poco adatto alla delicatezza del suo corpo e alla nobiltà dei suoi natali.Alberto in principio rimase meravigliato di quella strana visione, ma appena si accorse che si trattava di una illusione di Satana, si segnò, supplicò la SS. Le apparve un santo che le mostrò un grande libro dove a caratteri grossi e ben leggibili era scritto: In avvenire quest’Ordine fiorirà e avrà molti martiri. Le sue reliquie sono sparse in tutta Europa: esse sono necessarie, ancor oggi, alla benedizione dell'acqua di S. Alberto, molto usata, specialmente, in passato, contro le febbri. A Piazza Armerina gli sarebbe stata eretta la prima cappella. Nel 1457 Papa Callisto III ne permise il culto, che fu confermato nel 1476 da Papa Sisto IV. Lc 12,42). Morì a Messina il 7 agosto con probabilità nel 1307. Nel 1457 Callisto III , vivae vocis oraculo, ne permise il culto, confermato in seguito da Sisto IV con bolla del 31 maggio 1476. Sarà il primo santo carmelitano dichiarato tale dalla Chiesa. Quattro giorni dopo arrivarono altre quattro navi cariche di vettovaglie sfuggite alla flotta avversaria. Qui veniva montato un palchetto per la banda musicale e davanti veniva collocata, l’allora detta, “macchina”, che accoglieva la statua del Santo Patrono. Probabilmente nacque a Trapani nel secolo XIII. Clicca qui per richiederlo. Nelle pitture o negli affreschi che lo riproducono, Alberto è l’uomo capace un po’ di tutte le cose che hanno del prodigioso: è l’uomo casto che porta in braccio Gesù Bambino; è il predicatore che trascina; è colui che sfama la città di Messina durante un assedio; benedice le acque apportatrici di malaria e di febbri. Tra i passi... Dedicazione delle basiliche dei Santi Pietro e Paolo, Fin dal secolo XII nella basilica vaticana di san Pietro e in quella di san Paolo sulla via Ostiense, si celebravano gli anniversari delle loro dedicazioni fatte nel secolo IV dai santi Pontefici Silv. Padre Tommaso Álvarez, ocd, ha dedicato uno studio a una iniziativa singolare di S. Teresa sulla rivista “Monte Carmelo” di Burgos, 2, 1993, con il titolo significativo: Una impresa editorial de Santa Teresa. La santa in quell’occasione avendo chiesto consiglio sul futuro della Riforma Carmelitana, ricevette la risposta da Sant’Alberto che gli “scalzi” avrebbero dovuto avere una gerarchia propria e distinta da quella dei “mitigati”. Di nobile famiglia, quella fiorentina Degli Abati, nacque verso il 1250. © 2020 Carmelitani Scalzi della Provincia Veneta. Seleziona più opzioni per filtrare i risultati. Nel 1457 Callisto III , vivae vocis oraculo, ne permise il culto, confermato in seguito da Sisto IV con bolla del 31 maggio 1476. Morte e glorificazione.Nella sua vecchiaia Alberto si era ritirato a vivere nella solitudine, presso Messina. Il 7 agosto, giorno della festa, veniva celebrata la messa solenne presso la Chiesa Madre reggente e poi si partecipava alla processione per le vie della città. Sant’Alberto morì nel 1307 nel Villaggio Pace e fu celebrata una Messa funebre nel Duomo allora chiamato Santa Maria. Egli depone che il giorno della festa di S. Alberto, 7 agosto 1574, mentre la Santa stava nella fondazione della casa di Segovia, dopo averla confessata e comunicata, essendo successivamente venuti a colloquio, le sentì dire che il Signore e Sant’Alberto si erano intrattenuti con lei. Dobbiamo perciò conoscerlo, saper invocare la sua intercessione e onorarlo. Alberto pregò affinché il popolo messinese non perisse per la fame, e, miracolosamente, alcune navi cariche di vettovaglie, passarono indisturbate tra gli assedianti e portarono ristoro ai cittadini. Trapani Chiesa di Sant Alberto: Chiesa di Sant Alberto . maggiori informazioni Accetto. Di Trapani, il patrono della città. Alla fine, il 10 novembre 1702 venne decretato irrito e nullo quanto ottenuto dagli “zelanti” e si dava piena soddisfazione agli studenti della Traspontina, confermando quanto già essi avevano ottenuto dal Papa. Secondo una base comune alle varie redazioni, i dati biografici possono ridursi ai seguenti: All’interno del Santuario Maria SS. Alla destra del Santo s’innalza una montagna e una piccole vite, simbolo del rigoglioso Monte Carmelo e dell’ascesi spirituale. Quando Federico II fece alloggiare i suoi cavalli nel convento del Carmine, trasformando in stalla proprio la chiesa in cui era sepolto Sant’Alberto, un male misterioso colpì prima i cavalli e poi i soldati stessi che morirono tutti. Da quel giorno il fervente novizio intensificò le mortificazioni, portò il cilicio tre volte la settimana, non beveva vino e, il venerdì, per meglio ricordarsi del fiele e dell’aceto con cui era stato abbeverato in croce il Figlio di Dio, suo Signore, non consumò che pane ed assenzio. Vedendo che tutta la città era in crisi, egli fece andare via tutte le persone che non erano abili al lavoro, ma, nonostante ciò, la situazione era sempre più grave. I fedeli e la corte di Federico corsero ai piedi del Santo ringraziandolo, lui li benedì, li esortò a credere in Dio e nella Madonna della Lettera e ritornò nella sua umile cella. Roberto D’Angiò, vedendo che ormai non poteva prendere Messina per fame, si arrese e stabilì un trattato di pace con Federico II D’Aragona. Il volume progettato poté essere pubblicato a Lisbona nel febbraio del 1583, ma La vida de San Alberto, inserita nel volume, porta la data del 1582, per cui P. Tommaso si chiede se forse la S. Madre abbia fatto a tempo ad averla tra le mani già stampata. Per la parola e per i prodigi, per la carità e soprattutto per le numerose conversioni di Ebrei, la fama di Sant'Alberto corse rapidamente anche fuor di Messina. Sarà il primo santo carmelitano dichiarato tale dalla Chiesa. Mentre il ragazzo era ancora in tenera età il padre pensò per lui a un onorevole sposalizio, ma la madre riuscì a fargli tenere fede al voto. Poco dopo Alberto venne mandato dai Superiori all'altra estremità dell'isola, nel convento carmelitano di Messina e liberò la città, assediata dal Duca di Calabria, dalla fame causata da un assedio: alcune navi cariche di vettovaglie passarono miracolosamente attraverso gli assedianti. Accadde che la città di Messina si trovasse sotto assedio. In alternativa puoi consultare l'elenco delle architetture dello stesso tipo - chiese, santuari, cattedrali, etc. Alberto degli Abati, detto da Trapani dal luogo dove nasce, secondo la tradizione meglio documentata, intorno al 1240, entra nell'ordine carmelitano di quella città, divenendo prete e svolgendo il suo apostolato in tutta l'isola. Le sue reliquie sono sparse in tutta Europa: esse sono necessarie, ancor oggi, alla benedizione dell’acqua di S. Alberto, molto usata, specialmente, in passato, contro le febbri. La tavola è di forma rettangolare e misura cm 116 x 72. Di qui un nuovo ricorso, sempre alla suddetta Congregazione dei Vescovi e Regolari, e, attraverso vie poco chiare, detti “zelanti” ottennero la sospensione del breve pontificio. Il capo del Santo è conservato nella chiesa dei Carmelitani di Trapani. Mentre il ragazzo era ancora in tenera età, il padre volle organizzare per lui le sue future nozze, ma la madre riuscì a fargli tener fede al voto. Anche questa ricorrenza ha le sue origini nel 1624. Tra tutti spiccano Palmerio († 1300), figlio dello zio Gilberto, che, insieme a Giovanni da Procida († 1298), Alaimo da Lentini († 1287) e Gualtiero da Caltagirone († 1283), ricoprì un ruolo di primo piano nella ribellione dei Vespri siciliani e nella successiva Guerra dei vent’anni (1282-1302). Ancora quel luogo prende il nome di “Cortile di Sant’Alberto”. Difatti S. Teresa si impegnò per far conoscere e divulgare la devozione verso il santo carmelitano siciliano, che lei venerava “come padre e avvocato”, fino a incaricare il domenicano p. Diego de Yanguas di scrivere un libretto, “La Vita e i miracoli di S. Alberto”. Hotel vicino a Chiesa di Sant'Alberto: (0.02 km) B&B La Dimora Di Odisseo (0.02 km) Suimari Rooms (0.04 km) Central Gallery Rooms (0.04 km) B&B Rua Nuova (0.05 km) Luxury Loft Tre Lune; Vedi tutti gli hotel vicino a Chiesa di Sant'Alberto su Tripadvisor Nel secolo XVI fu stabilito che ogni chiesa carmelitana avesse un altare a lui dedicato. Questi nel 1692 emanava una serie di decreti assai esigenti sugli studi nell’Ordine. Egli ne avvertì i confratelli e si preparò al grande passo nell’unione con il Signore. Di nobile famiglia, quella fiorentina Degli Abati, nacque verso il 1250. Dal 1945 ha custodito la statua detta di "Sant'Alberto della Marinella", opera del XVIII secolo in legno scolpito e dipinto, con lamina d'argento sbalzata, di cm.170, attribuita a Domenico Nolfo[1]. Possiamo ricordare l’antifona che fino a non molto tempo fa si ripeteva O Alberte, norma munditiae, puritatis et continentiae, ora Matrem misericordiae ut in hac valle miseriae nos defendat ab omni labe. Presto la Provincia carmelitana di Sicilia si chiamò “di Sant’Alberto”, la quale diede vita nel 1472 a una seconda, detta “di Sant’Angelo”, e poi da queste due sorsero altre due Province, riformate, nel 1645 la “Provincia del Primo Istituto di Monte Santo”, e nel 1741 la “Provincia S. Maria della Scala”. Il giorno seguente, Federico II, insieme alla sua corte, si diresse alla chiesa del Carmine in cui Sant’Alberto officiava la Messa. I trapanesi, da sempre dediti agli avvenimenti religiosi del proprio territorio, lo hanno considerato, insieme alla Madonna Maria SS. Morì a Messina il 7 agosto con probabilità nel 1307. Ed ecco che anche in questa occasione la Madonna della Lettera fu presente e difese Messina. Che Sant’Alberto, “servo di Cristo, sostenga nella sicurezza il nostro cammino, e ci insegni la vera via della pace”. Prima di stabilire la pace di Caltabellotta, gli Angioini cercarono di riconquistare le città perdute nella guerra, soprattutto Messina. Fin da piccolo crebbe in lui un’esigenza spirituale al di fuori dei canoni d’insegnamento ed a otto anni entrò nell’Ordine dei Carmelitani, da poco costituito, votando la sua castità alla rinuncia delle ricchezze, del piacere dei sensi, abbandonando tutti i legami mondani e da quel momento dedicò la sua vita alla contemplazione dello spirito. Secondo la tradizione, durante una liturgia, il figlio del re Pietro d’Aragona, morente, venne guarito da un sorso d’acqua contenete pezzetti del vestito di Sant’Alberto. L’icona è da contemplare, è preghiera e serve per la preghiera, è una finestra aperta nel divino, è luogo di presenza, luogo d’incontro con colui che essa rappresenta. In questa Cappella, di gusto barocco, si custodisce la Statua reliquario argenteo di Sant’ Alberto. E poi (Vita 40, 15) “Quel Santo glorioso mi si fece vedere più volte: mi parlò di varie cose, mi ringraziò delle preghiere che facevo per il suo Ordine, e promise di raccomandarmi al Signore.” È stato sempre ritenuto nell’Ordine, anche per successiva ammissione della santa che nello scrivere la sua biografia era tenuta alla consegna dell’anonimato, che il santo in questione è sant’Alberto. Vergine di proteggerlo, e con il segno della Croce mise subito in fuga il nemico dell’umano genere che disparve a queste sue parole: “Vattene, Satana, tu non sei una creatura umana ma una mentita e maledetta figura”. presenti nel territorio siciliano o nei dintorni di Trapani. God bless you! Mentre il ragazzo era ancora in tenera età, il padre volle organizzare per lui le sue future nozze, ma la madre riuscì a fargli tener fede al voto. Sacramento. XV. Sant’Alberto nacque a Trapani nel 1240 circa, da Benedetto Abate e Giovanna Palizzi, nell’attuale via Andrea Carreca, in pieno centro storico cittadino, ove sorgeva (come testimoniano vari pubblici documenti) il palazzo di famiglia. Il capo del Santo è nella chiesa dei Carmelitani di Trapani. Durante i festeggiamenti si svolgevano anche vari giochi come u jocu di pignateddi, u jocu da pertica e da paredda n’sapunata e a cursa ri sacchi. La festa continuava per tutta la notte con canti e balli nei cortili, alternandole con il consumo di biscotti inzuppati nel caffè. Vergine. Aggiunto/modificato il 2012-07-26, Sostienici e avrai TUTTE le immagini di Santiebeati Il suo beato transito da questa terra avvenne in Messina tra il 6 e il 7 agosto dell’anno 1307. Generoso nella predicazione della Parola di Dio e famoso per prodigi, fu per alcuni anni (attorno al 1296) superiore Provinciale dei Carmelitani di Sicilia; morì a Messina il 7 agosto 1307 con fama di santità. Santa Elisabetta d’Ungheria - La ricchezza al servizio della povertà, 18 novembre, Matrimonio spirituale della Santa Madre, 70 anni del dogma dell’Assunzione di Maria, Mostra "In principio era la Misericordia", Beati Dionisio della Natività e Redento della Croce, Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, Consulta la rivista della Provincia Veneta dei Carmelitani Scalzi. Generoso nella predicazione della Parola di Dio e famoso per prodigi, fu per alcuni anni (attorno al 1296) superiore Provinciale dei Carmelitani di Sicilia; morì a Messina il 7 agosto 1307 con fama di santità. Emanuele Boaga, O. Carm. Da vedere a Trapani (Sicilia): "Chiesa di Sant'Alberto" Uno dei luoghi di interesse religioso/culturale presenti nel Comune di Trapani, è "Chiesa di Sant'Alberto". S. Teresa di Gesù e S. Maria Maddalena dei Pazzi ne furono particolarmente devote; il beato Battista Spagnoli compose in suo onore un'ode saffica. E così, ancora recentemente, il nostro Definitorio Generale, il 10 ottobre 1998, nel Decreto di erezione ripropose il titolo di Sant’Alberto per il nostro Commissariato. Fu il primo Santo del Carmelo ad essere venerato e quindi venne insignito del titolo di Patrono e protettore dell'Ordine Carmelitano. Egli vive alle sorgenti della vita carmelitana, ai suoi inizi e ne porta all’esterno, tra il popolo, la grande fecondità. Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. I pescatori del rione San Pietro, detto quartiere “Casalicchio”, fecero scolpire un simulacro argenteo che ritraeva Sant’Alberto e ogni anno collocavano ritualmente la statua nella Via Biscottai, sito in cui era. Con questo culto intenso ed esteso si spiega l’abbondante iconografia, nella quale Alberto è raffigurato (con o senza libro) dapprima recante un giglio, simbolo della vittoria sui sensi riportata all’inizio della sua vita religiosa, poi nell’atto di vincere un diavolo, o anche – dal sec. Nell'ultima riforma liturgica è stato concesso il grado di festa per S. Alberto per i Carmelitani e di memoria per i Carmelitani Scalzi. Alberto nacque (dopo ventisei anni di matrimonio sterile) da Benedetto degli Abati e da Giovanna Palizi, che promisero di consacrarlo al Signore. XV. Grazie ai “Vespri siciliani” Messina e Palermo si erano liberate dal dominio Angioino, chiamando come re della Sicilia Pietro III D’ Aragona e dopo di lui Giacomo, poi Federico II D’Aragona. Il Santo è invocato anche contro i terremoti e le ossessioni. Non si conosce con esattezza la data di nascita. Il centenario potrà essere poi l’occasione propizia perché ogni comunità, fraternità e gruppo immagini una qualche iniziativa che possa giovare a una migliore conoscenza delle nostre radici e della nostra storia sacra, che tanto deve ai santi che l’hanno fatta… Come la devozione alla Madonna del Carmine, così radicata tra noi, anche quella ai Santi, specialmente dell’Ordine, ci può aiutare a una comprensione più penetrante della tradizione religiosa nella quale siamo chiamati a vivere e a testimoniare il carisma del Carmelo. Comunque, sta di fatto che il suo culto iniziò a diffondersi come un baleno dal giorno della sua morte in seno all’Ordine Carmelitano e fuori di esso, mentre la prima traslazione di alcune delle sue principali reliquie è da ascriversi intorno al 1318 mentre la sua prima biografia è stata compilata poco dopo il 1385.I suoi resti oggi sono sparsi in tante piccole parti nella stragrande maggioranza delle Chiese Carmelitane, ad eccezione del suo Cranio custodito integro nella Cappella omonima del Santo in questo Santuario Carmelitano di Trapani. È l'unica chiesa a croce greca, e quindi a pianta centrica, della città. Più in basso è rappresentata la città di Messina che, si racconta, fu liberata per intercessione di S. Alberto da un assedio e provvista da tre navi colme di viveri che, dopo la distribuzione, scomparvero. Anche la Provincia del Messico ha come titolare questo Santo. Il busto del Santo viene trasportato in processione dalla Basilica dell’Annunziata, in cui è custodito, fino alla Cattedrale, in cui resta fino al 9 agosto. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta l'11 ago 2020 alle 17:32. Seguirà il tradizionale rito della benedizione dell’acqua di Sant’Alberto. Difatti S. Teresa si impegnò per far conoscere e divulgare la devozione verso il santo carmelitano siciliano, che lei venerava “come padre e avvocato”, fino a incaricare il domenicano p. Diego de Yanguas di scrivere un libretto, “La Vita e i miracoli di S. Alberto”. Alberto Magno, canonizzato e decorato del titolo di Dottore dal Sommo Pontefice Pio XI, nacque verso la metà del secolo XII dai conti di Bolstldt a Lauingen... Il 15 luglio 1099, dopo un assedio durato cinque settimane, i crociati, guidati da Goffredo di Buglione, invasero e conquistarono Gerusalemme. Morì a Messina il 7 agosto 1307. Sant' Alberto degli Abati (da Trapani) Sacerdote carmelitano, Trapani, 1250/1257 - Messina, 7 agosto 1306, Non si conosce con esattezza la data di nascita. Egli vive alle sorgenti della vita carmelitana, ai suoi inizi e ne porta all’esterno, tra il popolo, la grande fecondità. L’origine del quadro è legata ad una curiosa storia. I tre altari accoglievano: una statua lignea di sant'Alberto, una della Madonna di Trapani e un crocefisso di Andrea Tipa. Anche per celebrare Sant’Alberto venivano sparati i giochi d’artificio, e precisamente in Corso Vittorio Emanuele, davanti al Palazzo Senatorio o Cavarretta. Al Centro Internazionale S. Albert in Rome si conserva un quadro di S. Alberto degli Abati. Nel corso di questo prossimo centenario ci proponiamo di tradurla in italiano e di pubblicarla. Arte - Cultura - Storia - Mare - Turismo - Vacanza Quando il capitolo generale del 1704 aggiornò semplicemente la parte delle costituzioni che trattava degli studi, eliminando leggi e ordinanze stabilite da Villalobos “diritti” essi offrirono al priore generale in segno di riverenza il quadro di S. Alberto, di cui non si conosce l’autore. Non è inverosimile pensare che ci sia una relazione diretta fra questo episodio e la composizione dell’opera “Vita e miracoli di Sant’Alberto”. La madre ricordò al marito, desideroso di provvedere all’avvenire del figlio con un contratto tanto vantaggioso per il casato, che non voleva venir meno alla promessa fatta alla SS. Dopo i restauri, negli anni 2000 è stata aperta alla fruizione di eventi artistici[2] e concertistici[3]. Quest’operetta, destinata alle sue monache, doveva essere pubblicata assieme a “Il Cammino di Perfezione”. Il fondo dell’icona è d’oro: l’oro significa luce, luce eterna. Per la sua modestia non avrebbe voluto accettare l’ordinazione sacerdotale; ma si piegò alle affettuose insistenze dei confratelli e dei superiori distinguendosi per le sue virtù, il suo amore per la purezza e la preghiera, per i miracoli e per la sua predicazione. Santa Teresa di Gesù grande devota di S. Alberto di Sicilia, Diversi autorevoli testimoni riferiscono della grande devozione di S. Teresa d’Avila per S. Alberto. Antonio de Pereda, S. Alberto da TrapaniAlberto nacque - dopo ventisei anni di matrimonio sterile - da Benedetto degli Abati e da Giovanna Palizi, che promisero di consacrarlo al Signore. Il capo del Santo è nella chiesa dei Carmelitani di Trapani. L’arcivescovo Guidotto de Tabbiatis († 1333) con molto Clero, ed il re Federico III d’Aragona con molto seguito, ad imitazione del popolo si portarono a visitare la salma venerata, dimostrando così quanto fosse grande la loro riconoscenza all’insigne religioso che tanto aveva beneficato la città dello Stretto. Sant’Alberto morì nel 1307 nel Villaggio Pace e fu celebrata una Messa funebre nel Duomo allora chiamato Santa Maria. La tradizione vuole che la Statua di Sant’Alberto torni al Santuario il 10 agosto, ma per problemi di concomitanza con la festa di San Lorenzo, da qualche anno il ritorno avviene il 9 agosto, con le campane che suonano a distesa, tra due ali di folla festante che accoglie il Santo con le celebri e caratteristiche grida: “Ittamuccilla ‘na santa uci! Le sue reliquie, sparse in tutta Europa, sono necessarie alla tradizionale benedizione de "l'acqua di Sant'Alberto", usata contro le febbri. All’offertorio egli cominciò a pregare per tutto il tempo e dopo che finì, una voce dal cielo parlò dicendo:”EXAUDIVIT DEUS PRECES TUAS!” che significa: “Dio ha esaudito le tue preghiere”. Sant’ Alberto degli Abati (da Trapani) Sacerdote carmelitano Trapani, 1250/1257 – Messina, 7 agosto 1306 Non si conosce con esattezza la data di nascita. Si tratta della dedica fatta dagli religiosi studenti nello studium generale della Traspontina al loro patrono. Fu questo l’anno in cui Trapani si liberò dal flagello della peste e i trapanesi vollero onorare il Santo Patrono con delle manifestazioni. Per la sua modestia non avrebbe voluto accettare l'ordinazione sacerdotale; ma si piegò alle affettuose insistenze dei confratelli e dei superiori distinguendosi per le sue virtù, il suo amore per la purezza e la preghiera, per i miracoli e per la sua predicazione. Per 9 giorni venivano celebrate delle messe in onore al Santo, mentre i fedeli recitavano diverse preghiere e orazioni. L’altare è di marmi policromi intarsiati del XVII secolo. XVII – mentre compie i suoi miracoli. 02174880449 -. Probabilmente nacque a Trapani nel secolo XIII. Con questo inaudito prodigio, il Cielo stesso pose fine alla questione sul rito da celebrare ai funerali dell’uomo di Dio, approvando così l’universale acclamazione del popolo. Per la celebrazione, diciamo, ufficiale, si ricorreva ad un’altra statua argentea che conteneva la testa del santo e che viene conservata nella Basilica dell’Annunziata. Con questo culto intenso ed esteso si spiega l'abbondante iconografia, nella quale Alberto è raffigurato (con o senza libro) dapprima recante un giglio, simbolo della vittoria sui sensi riportata all'inizio della sua vita religiosa, poi nell'atto di vincere un diavolo, o anche - dal sec. Questi venne guarito miracolosamente da un sorso d’acqua contenente pezzettini di un vestito di Sant’Alberto. Questa illustre famiglia si estinse a Trapani con Giacomo degli Abate. Fu il primo santo ad avere culto nell'Ordine, e pertanto venne considerato patrono e protettore. Da Palermo i membri della famiglia si erano presto diramati a Messina, Catania e Trapani, ricoprendo cariche importanti quali capitano giustiziere, senatore, cavaliere gerosolimitano. Copyright Paolo Antonini P.I. Matilde di Hackeborn fu una monaca dell'abbazia di Helfta, la sua esperienza mistica venne raccolta nel Liber Gratiae specialis. In alto a sinistra (come in opposizione) è la Madre di Dio e il Cristo Bambino avvolti da nubi: la “Regina del Carmelo” porta al braccio sinistro lo scapolare; Gesù, con la mano destra, porge al Santo un giglio mentre con la sinistra mostra il rotolo con la scritta: Sempre a sinistra è una palma che rievoca il Paradiso celeste promesso ai giusti (Salmo 91: Il fondo dell’icona è d’oro: l’oro significa luce, luce eterna. Chiusa al culto, ospita eventi culturali. Il 7 agosto si celebra la festa in onore del patrono della città, Sant’Alberto, festività che si celebra sin dal 1624. Giunto il funebre corteo dal Convento dei Carmelitani alla Cattedrale e deposto il cadavere presso l’altare, sorse aspra contesa fra il clero ed il popolo, perché i sacerdoti in omaggio alle prescrizioni della santa Chiesa si disponevano a celebrare la Messa dei defunti, mentre il popolo ad ogni costo voleva che la liturgia fosse quella dei santi. Alberto, caso forse unico nella storia della Chiesa, fu dunque acclamato santo dal re e dal popolo, dall’arcivescovo e dal clero secolare e regolare.Dopo la morte del Santo, per interessamento dello stesso sovrano Federico e dell’Arcivescovo Guidotto si portò a conoscenza del Sommo Pontefice Clemente V (che fu papa dal 1305 al 1314, anno della sua morte) l’evento avvenuto ai funerali del Santo. Si aprì poi la tomba di Sant’Alberto che fu trovato in ginocchio in atto di chiedere la punizione per il profanatori. “La vida y milagros de San Alberto”(1582), e nel fare questo ne dà anche i motivi, che hanno radici nella sua storia personale. Poco dopo Alberto venne mandato dai Superiori all’altra estremità dell’isola, nel convento carmelitano di Messina e liberò la città, assediata dal Duca di Calabria, dalla fame causata da un assedio: alcune navi cariche di vettovaglie passarono miracolosamente attraverso gli assedianti. Il Cristo Gesù e la Santa Madre sono figure ideali in quanto “il monaco” incarna la purezza e la castità della Madre di Dio. La presenza amorosa di Maria, a cui fu votato Alberto prima ancora di venire al mondo, lo guiderà non solo nei primi passi della sua vita di fede ma soprattutto durante tutto il suo ministero sacerdotale pubblico e per sua intercessione otterrà da Dio le grazie necessarie a favore di coloro che si rivolgeranno a lui.I Carmelitani di Trapani furono felici di accogliere il Santo nel loro noviziato, formarlo negli studi e nella osservanza della Regola; in tutte queste cose Alberto eccelse talmente da edificare non solo i confratelli, ma anche i superiori. Nel convento di Palermo già nel 1346 apparve una cappella a lui dedicata; in vari capitoli generali, a cominciare da quello del 1375, si pensò di ottenerne la canonizzazione papale; in quello del 1411 si dice che è pronto il suo Ufficio proprio. Di sera, alle 20.30, nella Chiesa del Collegio dei gesuiti si terrà “Drepana dona dei”, riflessioni, versi e canti in onore di Sant’Alberto e della Madonna di Trapani con la partecipazione di Piero e Gioele Corso e di … Sempre a sinistra è una palma che rievoca il Paradiso celeste promesso ai giusti (Salmo 91: Il giusto fiorirà come palma), simbolo di santità. Di Trapani, il patrono della città. Nella storia dell’Ordine carmelitano la venerazione per questo santo della nostra terra è stata sempre molto viva e diffusa, tanto da essere considerato fin dal secolo XV patrono e protettore dell’Ordine; infatti nel 1524 si era stabilito che la sua immagine fosse nel sigillo del Capitolo generale e il P. Generale, Nicolò Audet, ordinò che si dedicasse a lui un altare in ogni chiesa carmelitana. Ancora giovane, Alberto entrò tra i Carmelitani di Trapani. Quando, nell’aprile del 1700, il priore generale seguente, Carlo Filiberto Barbieri, volle verificare se gli studi erano compiuti secondo tali decreti, gli studenti dello studium della Traspontina, che era allora un dei più prestigiosi nell’Ordine, ricorsero alla Congregazione dei Vescovi e Regolari per ottenerne la dispensa e continuare l’assegnamento dei gradi e il seguire l’ordinamento dello studium nei suoi giorni di scuola e nei periodi di vacanza come era consuetudine da più di cent’anni nello studium stesso. Ebbe anche il titolo di «padre», titolo condiviso con l'altro santo del suo tempo, Angelo di Sicilia. Dobbiamo perciò conoscerlo, saper invocare la sua intercessione e onorarlo. Viva Maria e Santu Libbettu! Antonio de Pereda, S. Alberto da Trapani Alberto nacque - dopo ventisei anni di matrimonio sterile - da Benedetto degli Abati e da Giovanna Palizi, che promisero di consacrarlo al Signore. Sorgente: Sant’Alberto da Trapani – Carmelodisicilia, Apri un sito e guadagna con Altervista - Disclaimer - Segnala abuso, Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Roberto D’Angiò, vedendo che ormai non poteva prendere Messina per fame, si arrese e stabilì un trattato di pace con Federico II D’Aragona. Presto la Provincia carmelitana di Sicilia si chiamò “di Sant’Alberto”, la quale diede vita nel 1472 a una seconda, detta “di Sant’Angelo”, e poi da queste due sorsero altre due Province, riformate, nel 1645 la “Provincia del Primo Istituto di Monte Santo”, e nel 1741 la “Provincia S. Maria della Scala”. Trascorsi i tre giorni, sempre per ordine dell’arcivescovo si venne alla celebrazione dei funerali.Inutile dire dell’interminabile corteo giacché tutta Messina e moltissimi da ogni parte della Sicilia vollero parteciparvi; e con edificante pietà seguivano la salma il re ed i magistrati. Nel 1965 la chiesa è stata chiusa al culto, e la statua trasferita nella parrocchia di Sant'Alberto. La leggenda narra che in quei giorni accadde un fatto straordinario simile a questo: una signora vestita di bianco fu vista passeggiare tranquillamente sugli spalti delle mura con lo stendardo di Messina, un francese lanciò una freccia contro di lei, ma la freccia ritornò indietro, colpendo in un occhio l’arciere. XV. Un piccolo bordo rosso delimita la cornice esterna della tavola: indica il sangue versato da Gesù per la nostra salvezza. Ad Agrigento si mostra un pozzo, che esiste ancora, di cui egli raddolcì l’acqua molto amara; a Corleone il recipiente in cui conservava l’assenzio; a Petralia Soprana una pietra su cui riposò.
2020 storia di sant'alberto di trapani