Genericam., una folla, una moltitudine senza nome, di persone oscure o ignote (cfr. In una graduatoria, detto di ciò che è al posto più alto per qualità, pregio, importanza: carrozza, cabina di p. classe, in treni e navi; onorificenza di p. classe; albergo di p. categoria; stella di p. grandezza (in senso proprio e fig.). avv. elativo: è il p. avvocato della città; era una delle p. famiglie del paese; e con allusione ad alte cariche politiche: il p. cittadino, il sindaco, o, ma meno com., il presidente della Repubblica. Persona Nessuna documentazione. compiutezza); n. collettivo, che indica un insieme di più persone, animali o cose astraendo dalle unità componenti (es. - 1. a. 50: c’è stato un italiano G. Ercole , soldato del 281° reggimento fanteria il quale è stato ucciso il giorno 8 febbraio 1918 da baionettata al cuore, inferta da un soldato tedesco, perché questo disgraziato cercava di passare dalla compagnia italiana alla francese, per chiedere l’elemosina di un po’di rancio. 4. fig. > A questo punto vi chiedo: che documentazione dovrei portare oltre alla > domanda per avere il mio primo nome come unico? nomùccio; accr. In paleografia, n. sacri (lat. La parola che costituisce la denominazione, quando è espressa, può seguire il termine nome in qualità di apposizione: il n. «Italia»; il n. «uomo»; o come complemento, introdotto dalla preposizione di (compl. nomino; spreg. sul primo, dapprima, in un primo momento, dapprincipio: a tutta p. non mi ero accorto della cosa; sulle prime ci credettero tutti, poi si accorsero che era stato uno scherzo. [lat. nomina sacra), nomi o appellativi divini che nei più antichi manoscritti biblici sono scritti compendiosamente (per es., nei manoscritti latini: DS = Deus, IHS = Iesus, SPS = Spiritus, ecc.). compimento); n. di stato, esprimente un concetto statico (es. per p. cosa, in p. luogo, e sim., con cui si suole enunciare l’affermazione o il fatto che si ritiene d’importanza fondamentale: in p. luogo dobbiamo provvedere alla nostra sicurezza, poi, se possibile, penseremo al resto. di denominazione): il n. di libertà; un procedimento tecnico cui si dà il n. di «fissaggio»; i varî tipi di vino che vanno sotto il n. di «passito». 1. prīmus, superl. Per altri usi analoghi in altre scienze e discipline, si veda il sost. Nome proprio 5primo fanteria. ; non lo conosco, non l’ho mai conosciuto, neppure di nome; vi racconterò ogni cosa, ma non farò nomi; fuori i nomi!, invito a nominare esplicitamente le persone compromesse in un fatto; fare il n. di uno, nominarlo (anche per valersene a un particolare fine), oppure suggerirlo o proporlo per un eventuale incarico. Lemma: 5primo fanteria – Nomi propri correlati: Luogo Persona Organizzazione. attizzatoio); n. d’azione, esprimente un concetto dinamico (es. (f. -a) Riferito a persona, chi viene per primo, chi precede altri nell’arrivo o nel fare qualcosa, o anche nel merito: il Vangelo afferma che gli ultimi saranno i p.; nelle semifinali si è piazzata tra le p.; il p. che fa confusione lo mando a spasso; è stato fra i p. ad accorrere; il p. della classe, ragazzo che riporta le migliori votazioni tra i compagni di classe, facendosi notare per l’intelligenza e l’applicazione allo studio (anche, per lo più in tono iron., chi, spec. Usi partic. Vaccino Pfizer, a chi andrà per primo. : a tale categoria si ascrivono anche i nomi di enti, istituti, ecc. – 1. e nell’uso giuridico, più raram. primo serve ad accentuare il carattere della rapidità, dell’immediatezza, dell’improvvisazione, o della pronta riuscita, senza che ci siano tentativi ripetuti: obbedire al p. impulso, seguire la p. ispirazione; versi composti di p. getto; fare centro al p. colpo, o di p. acchito. Soluzioni per la definizione *Si sceglie il proprio nome* per le parole crociate e altri giochi enigmistici come CodyCross. [vocabolo che serve a designare esseri animati, oggetti, fatti, idee, ecc. ); per estens. La prima volta in cui si chiama la propria casella postale, viene richiesto di registrare il proprio nome e modificare la password. ; guarda che non sono il p. venuto e sim., non sono un estraneo, o anche non sono degli ultimi, quindi ho diritto a una certa considerazione). Dalle ultime analisi condotte, sembrerebbe che sia proprio il vaccino Pfizer il più sicuro testato finora. opposto, di p. grado (in quanto gradino più basso), di minore difficoltà o gravità: esercizî di p. grado; ustioni di p. grado (per altri esempî, v. grado1). ), chi, in un duello, scende sul terreno assistito da due secondi; analogam., nel pugilato, l’atleta che combatte, assistito da uno o due secondi. Varianti forma: 51° fanteria 1. Fare doppio click su un nodo per visualizzare il dettaglio del nome proprio. : si riapre il p., ossia il primo giorno del mese. Torna all'indice. di p. scelta significa anche «di prima qualità», alludendo a quella scelta che ha lo scopo di raccogliere i pezzi migliori di una certa produzione); a p. vista, a un esame superficiale, non approfondito (a p. vista l’avevo giudicato un galantuomo); in contabilità, p. nota, o libro di p. nota, registro in cui, senza alcuna determinata forma, si fanno le prime annotazioni dei fatti amministrativi di un’azienda, a mano a mano che avvengono, uno di seguito all’altro. primus, superl. alla flessione verbale o coniugazione): non solo quindi il sostantivo, ma anche l’aggettivo e, talvolta, le forme nominali del verbo (nome verbale). – 1. : il nome d'un animale, di un partito, di un fiore] ≈ denominazione. che fa parte della locuzione. agg., diretto, originale, non proveniente da altri: notizie, informazioni, ecc., di p. mano, contrapp. costituita da pasta asciutta o minestra: che cosa c’è per p.? primo agg. o tecn. Talvolta anche con il sign. c. Con valore più genericam. ord. e prep. pri "davanti", da cui anche il compar. Organizzazione, Lemma: numeri p., i numeri naturali maggiori di 1 che sono divisibili soltanto per sé stessi e per l’unità: per es., 2, 7, 23 sono numeri primi, mentre 10 è un numero non primo (o come anche si dice «composto»). giorno; anche assol. e prep. (e solo al masch. primo agg. più esplicitamente temporale, indica, in una successione ideale di frazioni di tempo, quella iniziale, oppure la fase iniziale dello svolgimento di un periodo determinato: in un p. momento credetti che scherzasse, poi mi accorsi che diceva sul serio (con altro senso, al p. momento, dal p. momento, subito, immediatamente: l’ho capito al p. momento, sin dal p. momento); partì di p. mattina; telefonami nel p. pomeriggio; la p. infanzia, la p. giovinezza (e in forma poetica: Nel dolce tempo de la p. etade, Petrarca; le sudate carte Ove il tempo mio primo E di me si spendea la miglior parte, Leopardi); con l’infinito di un verbo, esprime di solito il momento iniziale di un’azione, di un fatto: al suo p. apparire, scoppiò un fragoroso applauso; il p. svegliarsi dopo una sciagura, e in un impiccio, è un momento molto amaro (Manzoni). c. In nome di, in rappresentanza o per delega di: in n. del popolo italiano (sostituisce la frase in n. di Sua Maestà, che si usava come formula iniziale delle sentenze al tempo della monarchia); in n. e per conto del figlio, in n. proprio e per conto del figlio, in n. proprio e in n. del figlio, formule notarili di contenuto diverso (nel 1° caso il soggetto agisce in rappresentanza del figlio, nel 2° per conto proprio ma nell’interesse del figlio, nel 3° in parte per sé e in parte per il figlio); l’ambasciatore protestò in n. del suo governo. Nel linguaggio di alcune discipline, soprattutto nelle classificazioni delle scienze naturali, si assumono denominazioni convenzionali, spesso in latino, che hanno uso internazionale e si dicono n. scientifici (in opposizione ai n. volgari): «Petroselinum sativum» è il n. scientifico del prezzemolo. 2. a. Riferito alla fase iniziale di un lavoro, di un’opera, o comunque di un’azione destinata a ripetersi: dare il p. colpo di piccone; porre la p. pietra, anche in senso fig. ; e così: alla p. che mi combina, lo caccio via; questa è la p. e l’ultima che mi fate! accezioni, in espressioni del linguaggio scient. in ambienti di lavoro, spicca per la competenza e lo zelo con cui svolge le sue mansioni); di persone o di cose, il p., la p. che càpita, uno, una, una cosa qualsiasi; spesso seguito da un part. Luogo e prep. ; prendo l’antipasto ma salto il primo. ◆ Dim. Ruotare la rotellina del mouse per fare zoom e trascinare il grafico per spostarsi al suo interno. b. Non com., al plur., avi, antenati: fieramente furo avversi A me e a miei p. e a mia parte (Dante). c. Con allusione alle qualità spirituali della persona, e al prestigio di cui gode presso gli altri: macchiare il proprio n.; trasmettere, tramandare un n. onorato; trascinare un n. nel fango; in senso proprio, ma considerando il nome come mezzo d’identificazione della persona nella vita civile: dare il n. a un’associazione, a una petizione; ritirare il n., la propria firma, garanzia, o sim. 195-196 Prezzolini, Giuseppe Principale, fondamentale: il suo p. pensiero è la famiglia; il tuo p. dovere, per ora, è lo studio; la causa p. di tutti i suoi guai è stata la sua sfrenata ambizione; con sign. del precedente sign. In usi tecnici: abbrev. nomàccio (tutti poco com.). b. Al nome di, nel linguaggio bancario, di un titolo di credito che porta il nome della persona cui è intestato e appartiene (v. anche nominativo). Anche nel n. di, in partic. Luogo diverso, e uso fig., di p. mano, come locuz. Documento Seq. ); si fece un n. come avvocato, come giornalista. - ■ agg. ; Informativa sulla privacy : quanti arbitrî si compiono in n. della giustizia, in n. della libertà!, e sim., col pretesto di agire nell’interesse superiore della giustizia, della libertà, ecc. di genere femminile: la prima gliel’ho perdonata, ma la seconda no!, la prima scappatella, malefatta, cattiva azione e sim. ; in n. del cielo, fermatevi! usuale di minuto primo, unità di misura di angoli e di tempo (v. minuto2, nel sign. nōmen -mĭnis, da una radice comune alle lingue indoeuropee]. matematico, fenomeno p., o anche fatto di natura, fenomeno del quale non si conosce la spiegazione e che non può essere ricondotto ad altri fenomeni di origine nota, quali sono, per es., le azioni che si sviluppano tra corpi in virtù della loro massa o della loro carica elettrica o della loro polarità magnetica. ant. – 1. Si dice n. commerciale (o marchionimo) il nome di una ditta (distinto dal n. civile dell’imprenditore), o anche il nome con cui è noto in commercio un determinato prodotto (e n. brevettato o depositato quando è coperto da uno speciale brevetto). 7. 1 a); in astronomia, p. verticale, il cerchio massimo passante per lo zenit e per i punti est e ovest; nelle antiche costruzioni navali in legno, primo era un’altra denominazione della chiglia, forse perché era il primo legno messo in opera nella costruzione di un bastimento. Per altri usi, v. prima2. 3. Con altro sign. b. Riferito a cose, solo al masch., per ellissi di un sost. Legenda: agg. [che, in una serie ordinata, si trova nella posizione iniziale, sia nello spazio, sia nel tempo: la primo fila di poltrone; il primo giorno... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. I nomi proprî di persona e i nomi proprî di luogo si dicono anche, in linguistica, rispettivam. Con funzione di s. m.: a. per: ha parlato lui per p., o lei per prima; sono io che l’ho saputo per primo). Con sign. per n.) Ernesto Bianchi, o che risponde al n. di Ernesto Bianchi; fam., come fa di nome?, come si chiama?, chi è? e fraseologia: a. Con riferimento a nomi comuni: avere nome, essere chiamato in un determinato modo, con un determinato appellativo: quella bella età che ha n. giovinezza (ma anche con riferimento a nomi proprî: ha n. Riccardo, aveva n. Giorgio Fabbri; anticam., talora, avere per titolo, essere intitolato: de lo libro c’ha nome Libro di Remedio d’Amore, Dante); chiamare le cose col loro n., nominarle esplicitamente, senza reticenze e senza eufemismi; in contrapp. anonimo). Legenda: Luogo Persona Organizzazione. riferita a chi ha aderito a un movimento politico, o anche artistico, letterario (soprattutto quando questi abbiano un carattere di rottura con il passato), fin dalla sua costituzione: un fascista, un futurista della p. ora.  –  Nomi propri correlati: 6. Con ellissi di un sost., forma varie locuz. come indicare gli elementi del proprio nome negli estratti per riassunto e nei certificati di stato civile e anagrafe. simile, materia p. e materie p. (v. materia, n. 2 c). dell’avv. dell'avv. Il primo nome proprio di persona che vi viene in mente. Garantendo un’efficacia del 90% nel prevenire i sintomi, la notizia ha aperto nuove speranze nella lotta contro il coronavirus. pri «davanti», da cui anche il compar. nā̆ma, armeno anum, ittita lāman, gr. in quello amministrativo) sia il nome personale o prenome (detto anche, per tradizione, n. di battesimo) sia il cognome, in quanto elementi necessarî a distinguere l’individuo (in alcune lingue moderne, come il russo, è incluso anche il patronimico, posto tra il prenome e il cognome): chiedere, domandare il n.; dire, declinare il proprio n.; scrivere n. e indirizzo; un tale di n. (ant. Visualizzo 1-1 di 1 elemento. Persona Locuzioni: a. 2. ὄνομα, got. nā̆ma, armeno anum, ittita lāman, gr. Per metonimia, riferito alle persone stesse e soprattutto a personaggi importanti i cui nomi abbiano vasta risonanza: i grandi n. della letteratura, della politica, della finanza; intervistare i più bei n. della jet society; alla prima erano presenti i n. più prestigiosi del cinema internazionale. Prov. Con accezione e uso partic., p. ministro, il presidente del consiglio dei ministri. A tutta prima, a bella prima, sulle prime, meno com. : il p. del mese, il p. dell’anno, il p. di marzo o il p. marzo, sottint. di p. qualità, di prim’ordine, di p. piano, per indicare eccellenza su ogni altra persona o cosa dello stesso genere o categoria: un pianista, uno spettacolo di prim’ordine; una personalità, una manifestazione culturale di p. piano; merce, carne di p. qualità. Per estens., di ciò che avviene, che si manifesta in un periodo iniziale o è ad esso relativo: la vita dei p. uomini; i p. passi del bambino; le p. luci dell’alba; essere alle p. armi, essere ancora inesperto in un’arte, in una disciplina, in un lavoro; opere della p. maniera, di un pittore o scultore; della p. ora, locuz. b. Riferito a persona, in denominazioni usuali o ufficiali indicanti funzioni di preminenza in un’attività o professione: p. violino, p. ballerina, in un’orchestra e rispettivam. Sempre alludendo a priorità ideale, nelle locuz. venuto? Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 6 nov 2019 alle 15:01. In altri casi, indica uno solo dei due elementi onomastici, cioè, per lo più, il prenome: le hanno messo n. Anna Maria (o, in tono più solenne, le hanno imposto il n. di Anna Maria); n. e cognome (formula consueta invece di prenome e cognome); meno spesso riferito al solo cognome: Rossi è il suo n. (mai però quando sia contrapposto al prenome). Per indicare l’ordine di successione di sovrani e pontefici (scritto sempre in numeri romani): Napoleone I, Vittorio Emanuele I, Onorio I. Con l’una o con l’altra delle prec. Inoltre: n. d’agente, applicato al soggetto che compie un’azione (es. prīmus, superl. Si parla anche di numeri p. fra loro con riferimento a due o più numeri (come 10 e 27) che ammettono come divisore comune solo l’unità. dell’avv. Rispetto alla declinazione si distinguono n. maschili, femminili, singolari, plurali, invariabili. prior]. aventi valore avverbiale: a. Alla prima, già nella prima fase di un’azione, senza cioè che si debba ripetere: ci sono riuscito alla p.; chi spara e colpisce il centro alla p., ha vinto; immediatamente, su due piedi: l’ha indovinato alla p.; così alla p. non saprei che cosa dirti; con riferimento a scritti o opere d’arte composte di getto, nella foga del primo impulso creativo, senza interruzioni e riprese: poesia, articolo scritto alla p.; quadro dipinto alla p.; nella terminologia artistica, con valore aggettivale, esecuzione alla p., pittura a olio condotta senza esitazione e pentimenti sopra un abbozzo precedentemente preparato. Older Newer » Share. Nel linguaggio fisico e matematico, si dicono di ugual nome (o omonime), con riferimento a una grandezza suscettibile di assumere valori positivi e negativi, o comunque proprietà opposte, due determinazioni che abbiano lo stesso segno o, in generale, proprietà concordi: così si parla, per es., di cariche elettriche, di poli magnetici di ugual nome, ecc. 3. a. a una realtà di fatto: Non far idolo un nome Vano senza soggetto (Petrarca); padrone di n. ma non di fatto; per molta gente moralità e giustizia sono puri n., concetti astratti, vuoti, senza applicazione pratica. Secondo la grammatica, i nomi si distinguono nelle due grandi classi dei n. proprî, che si riferiscono a singola persona, a singolo animale, a singola cosa e si scrivono con l’iniziale maiuscola (Giovanni, Fido, Firenze, Cervino, ecc. b. Che arriva, viene, s’incontra subito dopo (equivale a prossimo): devo partire con il p. treno; si fermò alla p. osteria. ai violini e alle ballerine «di fila»); p. attore, e p. attrice assoluta, nelle compagnie teatrali dell’800 e del primo ’900, l’attore e l’attrice cui spettavano le parti più importanti (e p. attor giovane, l’attore designato per le parti amorose); p. donna (v. primadonna); nell’amministrazione dello stato, in qualifiche corrispondenti a un determinato grado della gerarchia o della carriera: p. archivista, p. cancelliere; nella gerarchia militare, p. capitano, p. tenente, qualifiche attribuite ai capitani e ai tenenti che compivano 12 anni di anzianità nel grado. chi vince la p., perde il sacco e la farina, chi vince la prima giocata, la prima partita di gioco, poi perde tutto. num. [lat. nóme s. m. [lat. d. Nel gioco del calcio, passaggio o tiro di prima (sottintendendo intenzione), quello effettuato direttamente, senza fermare sul terreno il pallone in arrivo. formule rituali: nel n. del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, parole con cui si accompagna il segno della croce; nel n. della Santissima Trinità, formula iniziale in uso un tempo nei trattati internazionali e in molti atti pubblici e privati. 5primo fanteria pri «davanti», da cui anche il compar. Il testo è disponibile secondo la licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo; possono applicarsi condizioni ulteriori.Vedi le condizioni d'uso per i dettagli. seccatore); n. di strumento, applicato all’oggetto con cui si compie un’azione (es. primìssimo, usato per lo più con valore enfatico: trovarsi nelle primissime posizioni; occupare uno dei primissimi posti in graduatoria; è stato fra i primissimi a portare aiuto. Anche con complementi astratti: in n. della legge, in n. della Chiesa, in rappresentanza o per mandato di tali autorità (in partic., in n. della legge, formula di rito pronunciata dalla forza pubblica nell’esercizio del suo potere: aprite, in n. della legge! Il nome registrato viene usato nei vari annunci di sistema, oltre che nella ricerca delle directory del sistema della voicemail. In altri casi, invece, l’agg. nōmen, da una radice comune a molte altre lingue indoeuropee (sanscr. c. Come s. f., per ellissi di un sost. nóme s. m. [lat. ὄνομα, got. namo, paleoslavo imę, albanese emër, ecc., forme certamente affini ma il cui rapporto non è sempre chiaro, soprattutto per il diverso vocalismo)]. Comuni le locuz. nom de guerre), pseudonimo che in taluni corpi prendevano i soldati all’entrare in servizio (per es., nella marina militare del regno di Sardegna); n. di religione, assunto dai membri di alcuni ordini religiosi (diverso dal nome che avevano nella vita secolare). A nome di, da parte di (in sostituzione di, come portavoce di) una o più persone: intervengo alla riunione a n. di mio padre; si presenti a mio n.; parlo a n. di tutti i colleghi. Molto spesso s’intende che, per essere destinata a ripetersi, la prima fase dell’azione presenta il carattere della provvisorietà: ho fatto solo un p. tentativo; alla p. lettura il libro mi aveva fatto un’impressione migliore; fare una p. cernita, una p. scelta (ma la locuz.
2020 primo nome proprio