a) Per inserire il brano nel suo contesto: Questo brano ci immette all'inizio della narrazione evangelica di Giovanni, scandita dal susseguirsi di una settimana, giorno dopo giorno. Il racconto inizia con un’inquadratura storico-geografica e profetica: il Battista è stato imprigionato da Erode Antipa nella fortezza di Macheronte, vicino al luogo dove egli battezzava. Esprime anche il distacco più radicale, dove però si abbandona qualcosa perché si è trovato Qualcuno, dove la perdita è compensata dal guadagno (e quale guadagno! It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website. 14 gennaio 2018II DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO B). Non c’è spazio per la curiosità. Abbiamo visto dove egli dimora, abbiamo conosciuto il luogo della sua presenza e abbiamo deciso di rimanere con Lui, oggi e per sempre. E poi il Signore ci invita ad aprire a nostra volta gli occhi, a cominciare a guardare davvero; dice: "Venite e vedrete". Il racconto è volutamente schematico perché divenuto ormai prototipo di ogni chiamata alla sequela di Cristo. Il racconto evangelico delle prime chiamate dei discepoli nella versione sinottica rispetta fedelmente lo schema, con l’omissione (vedremo quanto narrativamente efficace in apertura di un racconto) dell’obiezione dei chiamati. Ma Dio non la pensa così, i suoi piani misteriosi erano già stati rivelati al profeta Isaia, che ne parlò annunciando un bambino-re che sarebbe apparso proprio nella terra di Zabulon e di Neftali (Is 8, 23-9,6). Come è detto delle pecore: esse conoscono e ascoltano la voce del Pastore e lo seguono (Gv 10, 4. Non li stacca dagli altri uomini, ma vuole che la comunione con Lui e tra loro si espanda nella missione. Il Signore tornerà ancora su questa domanda nel corso del Vangelo: al Getsemani chiede ai soldati: "Chi cercate?" Cosa decido, dunque? Dopo un breve soggiorno a Nazareth, egli si stabilisce Cafàrnao, una stazione importante sulla “via del Mare”, una strada commerciale di primo piano, che congiungeva la Mesopotamia all’Egitto, passava per Damasco, Cafàrnao, la piana di Esrelon e proseguiva lungo la riva del Mediterraneo verso sud. Dà l'annuncio, proclama il Messia, il Salvatore e ha la forza di portare con sé il fratello. In questa nuova chiamata, piuttosto, si sottolinea un aspetto della condizione dei chiamati – lo stare con il padre sulla barca – che richiede quindi una nuova esplicitazione all’atto della sequela: essi, infatti, non lasciano solo un oggetto (le reti), particolare di una professione, di un saper fare, ma anche una persona (il padre) e un luogo (la barca) che rappresentano le relazioni, l’essere con, e la familiarità di un luogo, l’essere dove. Così è la luce che si diffonde, è la buona notizia e il Regno che avanzano afferrando sempre nuove persone. È importante analizzare gli elementi strutturanti del brano, perché da essi emergerà la teologia della vera sequela secondo Matteo, che sarà confermata anche da episodi seguenti. Il fatto che Gesù vi svolgesse gran parte del suo ministero costituiva un ostacolo al riconoscimento della sua qualità di Messia (Gv 7,41.52). e lascio che mi porti con sé, a casa sua. La chiamata di ciascuno nasce dalla Parola di Dio, lampada ai passi dell’uomo (Sl 119,105). San Pietro lo dice apertamente: "Voi siete stati liberati dalla vostra vuota condotta grazie al sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia" (1 Pt 1, 19). E' la realtà della Chiesa. 40Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Andrea corre a chiamare suo fratello Simone, perché vuole condividere con lui il dono infinito che ha ricevuto. Oppure me ne vado, mi sottraggo all'amore e corro a cercare qualcos'altro? TESTO L'inizio e la chiamata dei primi discepoli a cura dei Carmelitani . È un avvenimento in corso nella Chiesa, anche oggi. Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Perché continuare a volgere il mio sguardo di qua e di là, sfuggendo l'amore del Signore, che si è posato su di me e mi ha scelto? Inoltre Gesù li chiama a restare con Lui non per qualche tempo (come avveniva per i discepoli dei rabbini), ma in maniera definitiva: di fronte a lui essi non saranno mai altro che discepoli, senza speranza di diventare maestri a loro volta. Quanto accadde quel giorno sulle rive del fiume Giordano, oggi accade anche qui, per me, in me. E' un passaggio molto importante, questo: dall'incontro e dalla conoscenza di Gesù all'annuncio. L'identificazione di Gesù con l'agnello è traboccante di rimandi biblici, sia nell'Antico che nel nuovo Testamento, per questo sento l'invito che la Parola stessa mi rivolge a prestare un'attenzione particolare a questa espressione. Da quel momento ogni figlio di Dio rimarrà segnato, sigillato, da quel sangue di salvezza. Infatti, presso il fiume Giordano, egli vide lo Spirito posarsi su Gesù (Mt 3, 16); lo riconobbe quale agnello di Dio (Gv 1, 29) e continuò a fissare lo sguardo (v. 36) su di Lui per indicarlo ai suoi discepoli. ), dove quello che si è trovato fa impallidire ciò che si lascia. Forse ho paura, mi vergogno, non ho forza, sono pigro, sono menefreghista. Eccolo, è qui. Ancora un poco, infatti, un poco appena, e colui che deve venire, verrà e non tarderà. La nostra felicità vera e duratura sgorga dalla realizzazione di questo nostro permanere in Lui. Che grazia se, ogni volta che ascolto il "seguimi! Ognuno si sente conosciuto, amato, programmato. 42e lo condusse da Gesù. "Videro dove abitava", annota Giovanni, usando un verbo ancora diverso, molto forte, che indica un vedere profondo, che va al di là delle superfici e dei contatti, che entra nella comprensione, nella conoscenza e nella fede di ciò che si vede. Fa' che io lo segua, che non mi distacchi da Lui, che entri a casa sua e lì rimanga, per sempre. Il Signore fissa il suo sguardo su di me, dentro di me e mi chiede: "Che cosa stai cercando?". Oppure dico anch'io, come quel tale del vangelo: "Ti seguirò, ma lascia prima che..." (Lc 9, 61)? 35 Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli 36 e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». 12, viene offerto l'agnello pasquale, senza macchia, perfetto; il suo sangue versato salva i figli di Israele dallo sterminatore, che passa di casa in casa, nella notte. Lascio che Gesù, venendo, fissi su di me il suo sguardo, lascio che mi chieda, come a loro: "Che cerchi?" These cookies do not store any personal information. Il numero 4 per gli ebrei antichi indicava l’universalità, perché faceva riferimento ai quattro punti cardinali della terra. Gesù dà inizio a un movimento di aggregazione attorno alla sua persona. Così viene aperta la strada alla libertà, la via dell'esodo, per raggiungere Dio, per entrare nella terra da Lui promessa. La sequela, prima di esser una scelta, è una chiamata, cioè un puro dono di Dio, non guadagnato né meritato. Amen. Nessuno nasce a caso, in maniera sbagliata. III Domenica del Tempo Ordinario (Anno B) (26/01/2003) Vangelo: Mc 1,14-20 . I chiamati da Gesù sembrano coglierne implicitamente il senso o comunque accettare l’incertezza del programma, perché la parola basta a dare la forza stessa della sequela. La sua casa, o Padre, sei Tu stesso. Padre, ti ringrazio per avermi donato la presenza del tuo Figlio Gesù nelle parole luminose di questo vangelo; grazie per avermi fatto ascoltare la sua voce, per aver aperto i miei occhi per riconoscerlo; grazie per avermi messo sulla sua strada per seguirlo e per entrare a casa sua. Al centro del Vangelo di oggi c’è la chiamata dei primi quattro discepoli. Mt 4, 18-22. La simmetria è evidente e giustifica l’omissione, nella seconda sequenza, di alcuni particolari che sono implicitamente trasferiti al lettore dalla corrispondenza (tipo: le parole pronunciate da Gesù), mentre la seconda scena offre altre presenze. Tu oggi mandi avanti a te la tua pecora prediletta, l'Agnello che ami di incommensurabile amore; Tu ci doni il tuo Figlio Gesù, il Messia. Ma torniamo al senso di quella proposta formativa, l’essere pescatori di uomini, anzi, il “farsi fare”, il farsi rendere da questo misterioso Gesù pescatori di uomini. These cookies will be stored in your browser only with your consent. La formula “regno dei cieli”, tipica di Matteo, è una metafora per dire “regno di Dio”. Dall'altra parte l'iniziativa di Gesù provoca la risposta dei chiamati. Risposta che è caratterizzata da prontezza e gioia senza rimpianto ("subito"). E la risposta dei fratelli pescatori è pronta e totalizzante, un miracolo che Dio solo sa fare. La proclamazione del regno dei cieli sarà, d’ora in poi, al centro della predicazione di Gesù, sarà il suo “annuncio gioioso”, il suo “vangelo”. Questa espressione, riferita ai discepoli, non significa solamente che essi cominciano a camminare nella stessa direzione di Cristo, ma molto di più: che essi si consacrano a Lui, che impegnano la loro vita con Lui, per Lui. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. Qui c'è un verbo bellissimo, che significa "guardare con intensità", "penetrare con lo sguardo" e viene ripetuto anche al v. 42, riferito a Gesù, che guarda Pietro per cambiargli la vita. Perché, sì, voglio dimorare presso di Lui... Cerco, ora, di ascoltare ancora meglio questo brano, raccogliendo ogni parola, ogni verbo, stando attento ai movimenti, agli sguardi. Sembra strano che il racconto sia così stringato, schematico e avaro di particolari, a noi che ne vorremmo sapere di più su un evento così importante per la storia di Gesù e della Chiesa. Gesù inabita nel grembo del Padre e offre anche a noi la possibilità di inabitare in Lui e in tutta la Trinità. 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Come accade la chiamata dei primi discepoli nel vangelo secondo Marco e quale novità relazionale pone in atto? Nessuno in Israele si sarebbe mai aspettato che il Messia iniziasse dalla Galilea, regione ritenuta mezza pagana, perché abitata da una popolazione mista fin dal tempo di Tiglapileser III che nel 734 a.C. vi aveva deportato genti pagane. Non era affatto questa la prassi abituale nel mondo ebraico, dove era l’allievo a scegliere un maestro e a chiedergli di poterlo seguire per compiere un itinerario di formazione, umana, intellettuale, religiosa. 37 E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro. You also have the option to opt-out of these cookies. Sto in silenzio e lascio che queste parole così semplici, ma potenti, mi avvolgano, prendendo possesso della mia vita. Scopriremo il modo di agire di Dio. La Chiesa è una comunità di fratelli, una famiglia spirituale legata dal dono della stessa vita divina comunicata da Cristo. Amen. Lascio che Gesù, venendo, fissi su di me il suo sguardo, e lascio che mi porti con sé, perché voglio dimorare presso di Lui... ACTIO Sii attento alle chiamate del Signore per poterlo testimoniare davanti agli altri là dove il Signore ti pone.
2020 la chiamata dei primi discepoli commento