Come ha sottolineato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction, Io sono mia più che un biopic agiografico è un tributo, con una taglio narrativo (la sceneggiatura è di Monica Rametta) che vuol cogliere l’essenza e l’unicità di una star degli anni 70. La Rossi si nutre dell'essenza stessa della Martini e ce ne da una sua interpretazione, mostrando però per lei un incredibile rispetto. Sembra una storia come molte altre, nata con mille aspettative e poi naufragata per altrettanti motivi. Pur non spiccando nell'impianto scenico, in particolar modo riferito al tipo di immagine che si rifà ancora troppo allo stile della fiction, Io Sono Mia è comunque una pellicola dall'intenso valore emotivo ed emozionale. Ci sono artiste e donne di cui non è semplice narrare la storia poiché hanno alle proprie spalle un vissuto forte. Principe Libero‘, la Rai sceglie di riportare per alcuni giorni (dal 14 al 16 gennaio con Nexo Digital in ben 285 sale) un suo prodotto prima della messa in onda (prevista immediatamente dopo il Festival di Sanremo). pubblicitaria), Jim Sheridan prepara la serie di documentari, Abbiamo parlato con Nermin Hamzagić, in concorso al Festival di Zagabria con, Abbiamo parlato con Sascha Keilholz e Frédéric Jaeger, il nuovo direttore e il responsabile del programma dell'International Filmfestival Mannheim-Heidelberg, che si svolge online, Abbiamo parlato con il nuovo direttore artistico del Festival dei Popoli di Firenze, Alessandro Stellino, della prossima edizione che si terrà interamente online dal 15 al 22 novembre, Giona A. Nazzaro ci parla della sua nuova nomina in quanto Direttore artistico del Locarno Film Festival. Una donna che deve essere ricordata per la sua voce, per la sua grandezza, e non per una stupida, ignorante e infima bugia. Una donna tanto amata quanto, in fondo, disprezzata per tutto quello che rappresentava: un potere sempre più crescente e inarrestabile. Valeria, a beautiful and determined woman disillusioned about love, is an implacable teacher of picking up for single men. Nelle sale italiane con Nexo il 14, 15 e 16 gennaio. Il film è un ritratto intimista di una donna con una grandissima umanità, tradita dal suo stesso mondo, ma che fino alla fine ha combattuto tenendo la testa alta, anche quando non ne poteva più degli altri, facendo l'unica cosa di cui non avrebbe mai potuto fare a meno: cantare. A group of desperate men, unsatisfied by their lives, decides to attempt a heist to a postal armored truck guard. I primi trionfi musicali e il successo inarrestabile di Minuetto, scritta per lei da Franco Califano precedono tragedie, amori falliti, maldicenze e l’oblio… fino al ritorno con la sublime Almeno tu nell’Universo. Vediamo gli amori tormentati, i successi di gioventù e l’oscena nomea di “iettatrice” che le annientò la carriera mentre il momento di tornare sul palco si avvicina. Nelle sale italiane con Nexo il 14, 15 e 16 gennaio, 18/11/2020Black Nights 2020 – Concorso Opere prime, 17/11/2020Black Nights 2020 – Concorso Opere prime, 16/11/2020Black Nights 2020 – Concorso Film baltici, Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere le più importanti notizie del giorno o della settimana sul cinema europeo, Produzione / Finanziamenti Irlanda/Regno Unito, Jim Sheridan prepara la serie di documentari Murder at the Cottage, Produzione / Finanziamenti Regno Unito/Stati Uniti/Germania, MIDPOINT presenta i suoi nove progetti TV Launch all'Industry@Tallinn & Baltic Event, I film europei in lizza per la corsa agli Oscar, Il ministero della Cultura danese stanzia €12 milioni per sostenere il settore audiovisivo, Rizoma giunge con entusiasmo alla sua ottava edizione, Festival di Zagabria e LUX Audience Award discutono le misure di sostegno istituzionale durante la pandemia, Sin señas particulares conquista il Golden Alexander di Salonicco. Dopo l’exploit nel 1972 con il brano "Piccolo Uomo”, due anni dopo Mia viene consacrata dalla critica europea come la cantante dell'anno, incide i suoi successi in francese, tedesco e spagnolo, i suoi dischi escono in tutto il mondo. Sì, perché il celebrato biopic sui Queen ha moltissimi punti in comune con questa nuova produzione Rai Fiction. Si scontra con le case discografiche, straccia i contratti. Io sono Mia recensione. Irriverente, caotica, immensa. still alive and active. No road connects Africo with other villages. A good biopic, Serena Rossi is Amazing actress and singer. MilanoWeekend.it testata giornalistica telematica quotidiana (tutti i diritti riservati) Direttore responsabile Andrea Paternostro - P. Iva 05774970825 Registrazione al Tribunale di Milano n. 338 del 25/10/2013 Leggi la nostra Privacy Policy, Ambrogino d’oro 2020 ai Ferragnez e alle vittime del Covid: tutti i premiati, 20 film disponibili in streaming da vedere assolutamente, Comincia la Milano Music Week 2020: gli appuntamenti da non perdere, Dpcm e zone rosse: cosa si può fare e cosa no in Lombardia, Wow Spazio Fumetto a rischio chiusura: per il Ministero “non contiene beni culturali”, Le novità di novembre su Netflix, Prime Video e Disney+, Pizza Village: l’evento per gli amanti della pizza a domicilio, Bookcity, concerti e musei virtuali: gli eventi del weekend a Milano, Meteo Milano Weekend dal 13 al 15 novembre 2020. Sanremo ’89. Ecco la nostra recensione. Con curiosità e impegno inesauribili, ci dedichiamo da anni all'esplorazione del mondo del cinema e delle serie TV: spazio all'informazione, alle recensioni, all'approfondimento e all'analisi, ma anche e soprattutto al divertimento e alla passione. Directed by Sofia Scandurra. Io sono Mia Io sono Mia recensione: il rapporto fra arte e vita. Chi stringe un corno rosso in una mano. Appena terminata la proiezione in anteprima di Io sono Mia, la nostra prima reazione è stata la curiosità. Vannina and Giacinto are a young married couple who live their relationship in an unequal way; while the girl is submissive to the will of her husband Giacinto, he sees in his bride only the personal object of his sexual satisfaction. Io sono Mia, grazie soprattutto all'incredibile forza di Serena Rossi, riesce a restituirci l'essenza di Mia Martini, la memoria di una grande artista che, proprio 1989, cantava "Sai, la gente è strana, prima si odia e poi si ama" di fronte a quel pubblico che l'aveva rinnegata per così tanto tempo. Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale. Noi abbiamo incominciato simbolicamente nello stesso giorno in cui lei aveva finito. E dopo l'arrivo di Minuetto, il successo internazionale e la ricerca spasmodica di un grande amore. “Perché sei ritornata in questo circo?” le chiede la giornalista anni dopo. Serena Rossi in Io sono Mia. Entrambi si prendono numerose libertà artistiche per via di scelte narrative e/o vincoli produttivi ed entrambi decidono di non raccontare la fine prematura dei protagonisti, chiudendo con il momento più alto delle rispettive carriere. Leggi anche: Fabrizio De André - Principe Libero: la ballata dell'amico fragile. Così, rivedere Mia attraverso l’intensità della Rossi, sembrerà per alcuni un gesto tardivo di espiazione ma per altri un tributo dovuto e necessario. È Mia Martini (Serena Rossi) al suo rientro sulle scene dopo anni di abbandono: “Sai la gente è strana prima si odia poi si ama” è la prima strofa della sua nuova canzone, della sua nuova vita.Mimì, in una serrata intervista con Sandra (Lucia Mascino), una giornalista che in realtà a Sanremo vorrebbe incontrare Ray Charles e che considera Mia Martini solo un ripiego, ripercorre la sua vita: gli inizi difficili da bohémienne; il rapporto complesso col padre che, pur amandola, la ostacola fino a farle male; una storia d’amore contrastata che la travolge segnando il suo destino sentimentale; il marchio infamante di iettatrice che le si attacca addosso come la peste condizionando la sua carriera con alti e bassi vertiginosi; il buio, fino alla nuova dimensione di vita più pacificata.Io sono Mia è la storia di un’artista unica dalla voce inimitabile, la storia di una donna appassionata che ha amato fino in fondo con ogni fibra del suo essere. L’immagine di una donna chiusa in un cappotto e avvolta da una nebbia che la isola da un mondo che lei giudica crudele (a ragione) e del quale ha ancora paura. Da quel momento ci sarà una svolta. Io sono Mia (in picard : Ej su Mia o étou Ej su mienne), ch'est un film italien d'chinéma, qu'a té réalisé pèr Riccardo Donna.Il est sorti in février 2019 in Italie.. Attraverso la storia fra lui e la protagonista, il film narra un percorso amoroso che passa dalla gioia iniziale al distacco provocato anche dalle vicende personali dei due. I primi cambiamenti, dal lungo capello nero al biondo dalle sopracciglia fini. Drammatico Through the late Mattia Torre's sharp look, all the joys and sorrows of being a parent in the modern day Italy are unraveled in an absolutely brilliant and witty way. Gli anni Settanta sono segnati dall’ascesa. Inoltre, i due film poggiano su due interpretazioni “mimetiche” e intense che rappresentano il punto di forza del risultato finale. This FAQ is empty. Al cinema, come evento speciale, e in TV su Rai Uno a febbraio 2019. Se il soggetto, gli autori ed eventuali detentori di diritti dovessero avere qualcosa in contrario alla pubblicazione, si prega di segnalarlo alla redazione, alla mail filmpostitalia@gmail.com. Sono necessari tatto e delicatezza, oltre che una grande cura nella fase di documentazione, capacità che Monica Rametta (autrice di soggetto e sceneggiatura) dimostra e con lei tutto il cast tecnico e artistico. Io sono mia. Chi sospira e chi cerca di aggrapparsi a tutto ciò che l'ha sempre mantenuto in vita: la musica. Tempo di lettura: 3' Gennaio 23, 2019. Sbarcò a vent’anni a Roma, insieme alla madre e alle sorelle, fra cui Loredana Berté, anima vivace delle notti romane degli anni ’70 e caratterialmente molto diversa, estroversa e fracassona, rispetto alla delicatezza sognante di Mimì. Se c’è un dettaglio che ha colpito tutti durante la conferenza stampa è stata l’evidente emozione di Serena Rossi. In... See full summary ». Non vogliamo svelarvi completamente tutte le tappe che vengono trattate tra gli anni Settanta e Ottanta, anche per farvele gustare durante la visione in quanto Io sono Mia ha il merito di far toccare con mano quegli alti e bassi che hanno caratterizzato il suo iter. INFATTI SE LE SCUSE NON TOCCANO TUTTO IL VISSUTO DI UN’ ARTISTA, E’ PREFERIBILE NON SCUSARSI. Mimì è quella ragazza arrivata a Roma a soli vent'anni per rincorrere il suo sogno: cantare. sofferenza corale arrivata dritta al cuore. The story of Italy, from the 80s to nowadays, told through the life of four friends, Giulio, Gemma, Paolo e Riccardo; during 40 years of loves, aspirations, success and failures. La sceneggiatura di Monica Rametta sfrutta questo elemento per giocare con la contrapposizione tra la vita di Mia Martini e ciò che grandi autori percepivano di lei per tramutarlo in canzoni. Mia Martini era il ritratto dell'indipendenza e della ribellione. Ammirevole la sua dedizione al personaggio, riconoscibile nella cura con la quale ha rievocato gesti, sorrisi e atteggiamenti di Mia Martini. Recensione di Io sono Mia. Io sono Mia affronta la questione partendo, però, da un dato inedito: i brani più noti di questa artista non furono scritti da lei. Il rapporto doloroso della protagonista con gli uomini non emerge con la giusta importanza e risulta, semplicemente, una storia finita come tante. Serena Rossi, come già lo scorso anno Luca Marinelli aveva fatto con Faber, non si ferma a darci una mera copia carbone dell'artista, inutile anche provarci. Una donna che, in fondo, ha anticipato i tempi sullo scenario di un'Italia degli anni '70 e '80, quando le donne stavano iniziando a conquistare la propria emancipazione. Piace a tutti vedere la scintilla che innesca la nascita di un’opera d’arte, che si tratti di una canzone come di un dipinto. E soprattutto la giornalista (Lucia Mascina) che intervista Mia a poche ore dal suo rientro sulle scene a Sanremo 1989, dopo anni di silenzio, e con la quale Mimì ripercorre la sua vita: la sua passione per la musica da ragazzina, gli esordi, il difficile rapporto con un padre tradizionalista, le discoteche e le feste con la sorella Loredana (Dajana Roncione) e la sua manager Alba (Nina Torresi), l’incontro con il suo futuro manager Alberigo Crocetta (Antonio Gerardi), i successi, l’amicizia con gli autori delle sue canzoni, infine l’oblio. Quando si racconta la vita di un artista sembra scontato soffermarsi sulla genesi dei suoi capolavori. Io sono Mia, seguendo la scia di Fabrizio De André - Principe Libero, che ha debuttato proprio lo scorso anno arrivando prima in sala con Nexo Digital e poi in prima serata su Rai 1, in uscita in Italia solo per tre giorni (14, 15 e 16 Gennaio) rende omaggio alla grande artista portandola al cinema. Io sono mia (1978) cast and crew credits, including actors, actresses, directors, writers and more. È incredibile, infatti, a distanza di una ventina d’anni e poco più, vedere nel film riproposta la “maledizione Mia Martini”, la voceria che etichettò la cantante come ‘porta sfortuna’ messa in giro da un discografico da lei rifiutato professionalmente a inizio carriera, almeno questa è la tesi del film, che inventa un personaggio di fantasia come primo manovratore della macchina del fango che la porterà al ritiro dalle scene. Il racconto mescola fatti realmente accaduti con una finzione molto vicina alla cronaca, e molti personaggi sono immaginari, come quell’agente musicale che mette in giro la voce che Mia Martini porti sfortuna, o quel fotografo (Maurizio Lastrico) grande amore di Mia che attraversa dieci anni della sua vita, tra incomprensioni e litigi, e che sintetizza le tormentate storie d’amore vissute dalla cantante. La nostra recensione potrebbe divertirsi a criticare questi elementi ma sarebbe inutile quanto lamentarsi del sangue in un film horror!
2020 io sono mia: recensione