La copertina del singolo, così come quella dell'album, è una fotografia scattata da Caesar Monti.. I giardini di marzo è uno dei brani più noti di Lucio Battisti e in generale di tutta la musica italiana. Il singolo fu il 4º più venduto del 1972 in Italia. Il testo, scritto da Mogol in chiave autobiografica, parla degli anni della sua infanzia nel dopoguerra, tra povertà e difficoltà familiari ed esistenziali.[2]. Il lato B del singolo estratto dall'album è Comunque bella, una storia d'amore nel quale il protagonista, nonostante lei l'abbia tradito, non può fare a meno di guardarla e di trovarla comunque bella. Il testo, scritto da Mogol in chiave autobiografica, parla degli anni della sua infanzia nel dopoguerra, tra povertà e difficoltà familiari ed esistenziali. [3], I giardini di marzo risuona nello Stadio Olimpico di Roma al termine di ogni gara casalinga vinta dalla squadra di calcio della Lazio, della quale Lucio Battisti era tifoso. I giardini di marzo. Nel Febbraio 2013 Edizioni Master ne pubblica la ristampa con il primo numero della raccolta "L'enciclopedia de I migliori anni" abbinata all'omonima trasmissione. I giardini di marzo/Comunque bella è il 15º singolo di Lucio Battisti, pubblicato il 24 aprile 1972[1] per la casa discografica Numero Uno. Il disco. La copertina del singolo, così come quella dell'album, è una fotografia scattata da Caesar Monti. [5][6], Classifica dei singoli più venduti del 1972, "Lucio uno di noi", le aquile commemorano la scomparsa di Battisti, LA NOSTRA STORIA – Cieli immensi e immenso amore: Lucio Battisti, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=I_giardini_di_marzo/Comunque_bella&oldid=112015020, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Lucio Battisti: chitarra elettrica, chitarra classica, chitarra 6 corde, chitarra 12 corde, voce, pianoforte e wha wha, Massimo Luca: chitarra elettrica, chitarra classica, chitarra 6 corde, chitarra 12 corde, Dario Baldan Bembo: organo Hammond, pianoforte, piano elettrico, Mario Lavezzi, Oscar Prudente, Babelle Douglas, Barbara Michelin e Sara: cori, violini, viole, violoncelli, ocarina, Gian Piero Reverberi: ascolto in regia e archi. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 7 apr 2020 alle 13:59. I giardini di marzo è uno dei brani più noti di Lucio Battisti e in generale di tutta la musica italiana.
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