Ma così non si può uscire dalla crisi, o comunque non si può uscirne migliori. Laudato si’, 69. Le amarezze nella vita del prete. In questo senso come preti dobbiamo sempre re-imparare a stare da soli “evangelicamente”, come Gesù di notte con il Padre.[2]. No! Forse come preti siamo troppo “perbene” nel nostro rapporto con Dio e non ci azzardiamo a protestare nella preghiera, come invece il salmista fa spessissimo – non solo per noi stessi, anche per la nostra gente; perché il pastore porta anche le amarezze della sua gente –; ma anche i salmi sono stati “censurati” e difficilmente facciamo nostra una spiritualità della protesta. E qui si comprende un’altra cosa: non basta ascoltare solamente la storia per comprendere questi processi. [Saluto cordialmente i pellegrini di lingua francese. Dobbiamo lottare per questo, dobbiamo difendere la nostra dignità di cittadini, di uomini, di donne, di giovani. Accogliamola, non ci arrabbiamo con noi stessi. Vi esorto a proseguire con tenacia in tale compito. Spesso, però, molte persone non possono partecipare alla ricostruzione del bene comune perché sono emarginate, sono escluse o ignorate; certi gruppi sociali non riescono a contribuirvi perché soffocati economicamente o politicamente. La mia vita è gustosa se faccio Pasqua, non se le cose vanno come dico io. Quadragesimo anno, 79-80). La sua radice risiede nell’animo stesso dei Napoletani, soprattutto nella loro gioia, nella loro religiosità, nella loro pietà! Per uscire meglio dalla crisi attuale, vi invito ad assumervi la vostra parte di responsabilità, anche se piccola, per costruire un mondo più giusto e più fraterno. Il Signore ci invita a contribuire con i doni che ci ha dato al bene della società. La mia morte non è il passaggio del testimone, ma una interruzione ingiusta. Però rimane il fatto che molta amarezza nella vita del prete è data dalle omissioni dei Pastori. Affrontiamo situazioni in cui ci rendiamo conto che non siamo adeguatamente preparati… Ma salendo verso i servizi e i ministeri con maggiore visibilità, le carenze diventano più evidenti e rumorose; ed è anche conseguenza logica che in questo rapporto si giochi molto, nel bene e nel male. Ma, ditemi, se noi chiudiamo la porta ai migranti, se noi togliamo il lavoro e la dignità alla gente, come si chiama questo? Il gesto che fa andare avanti una società, una famiglia, un quartiere, una città, tutti è quello di darsi, dare, che non è fare un’elemosina, ma è un darsi che viene dal cuore. Papa Francesco – Udienza Generale del 30 Settembre 2020 – testo, video... Tutti i testi di Papa Francesco sono protetti da copyright (Libreria Editrice Vaticana) e ne è vietata la riproduzione. Il Codice di Diritto Canonico ricorda che i fedeli «hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa» (can. Si moltiplicano gli appuntamenti comuni – formazione permanente e altri – ma si partecipa con un cuore meno disposto. E voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. ), quanto piuttosto due motivi molto seri e destabilizzanti per i preti. Abbiamo proseguito imperterriti, pensando di rimanere sempre sani in un mondo malato. [1] Messaggio per la 106.ma Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2020 (13 maggio 2020). Come i discepoli sperimenteremo che, con Lui a bordo, non si fa naufragio. Tutti collaborano per uscire dalla crisi. Tale principio ha un doppio dinamismo: dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto. «Perché avete paura? Siate fedeli alla vostra consuetudine di pregare il rosario nelle vostre comunità e, soprattutto, nelle famiglie. Il mio pensiero va infine, come di consueto, agli anziani, ai giovani, ai malati e agli sposi novelli. Dio ci conceda di “viralizzare” l’amore e globalizzare la speranza alla luce della fede. Isolarsi rispetto alla storia: tutto pare consumarsi nel qui e ora, senza speranza nei beni promessi e nella ricompensa futura. Il Signore ci interpella dalla sua croce a ritrovare la vita che ci attende, a guardare verso coloro che ci reclamano, a rafforzare, riconoscere e incentivare la grazia che ci abita. Bisogna ascoltare la storia e la nostra vita alla luce della Parola di Dio. Lei, che portò in grembo Gesù, ci aiuti ad essere fiduciosi. Applaudiamo gli “scartati”, quelli che questa cultura qualifica “scartati”, questa cultura dello scarto, cioè applaudiamo gli anziani, i bambini, le persone con disabilità, applaudiamo i lavoratori, tutti quelli che si mettono al servizio. E’ una tentazione, è uno scivolare verso gli affari facili, verso la delinquenza, verso i reati, verso lo sfruttamento delle persone. Le dittature nascono e crescono senza diritto. Purtroppo, questa ingiustizia si verifica spesso là dove si concentrano grandi interessi economici o geopolitici, come ad esempio certe attività estrattive in alcune zone del pianeta (cfr QA, 9.14). Siamo stati concepiti nel cuore di Dio (cfr Ef 1,3-5). Tutti siamo migranti, tutti siamo in cammino. Cioè, c’è una collaborazione dall’alto in basso, dallo Stato centrale al popolo e dal basso in alto: delle formazioni del popolo in alto. Comunque i peccati pubblici e pubblicizzati del clero hanno reso tutti più guardinghi e meno disposti a stringere legami significativi, soprattutto in ordine alla condivisione della fede. San Benedetto nella Regola – siamo nel celebre capitolo III – raccomanda che l’abate, quando deve affrontare una questione importante, consulti la comunità intera, compresi i più giovani. Napoli è sempre pronta a risorgere, facendo leva su una speranza forgiata da mille prove, e perciò risorsa autentica e concreta sulla quale contare in ogni momento. Nella normalità del Regno di Dio il pane arriva a tutti e ne avanza, l’organizzazione sociale si basa sul contribuire, condividere e distribuire, non sul possedere, escludere e accumulare (cfr Mt 14,13-21). Io ti capisco bene, fratello, e ti ringrazio per quello che hai detto. Quando poi viene svegliato, dopo aver calmato il vento e le acque, si rivolge ai discepoli in tono di rimprovero: «Perché avete paura? Abbiamo un timone: nella sua croce siamo stati riscattati. In questo nostro mondo, che Tu ami più di noi, siamo andati avanti a tutta velocità, sentendoci forti e capaci in tutto. Durante la vista pastorale a Napoli, nell'incontro con la popolazione del quartiere di Scampia, periferia Nord di Napoli da sempre afflitta da gravi problemi, dalla camorra all'altissimo tasso di disoccupazione e degrado, Papa Francesco ha pronunciato un importante discorso che riportiamo parola per parola. A volte ci si riduce a seguire solo i confratelli in crisi (ed è un bene), ma anche gli “asini in buona salute” avrebbero bisogno di un ascolto più mirato, sereno e fuori dalle emergenze. Non siamo autosufficienti, da soli; da soli affondiamo: abbiamo bisogno del Signore come gli antichi naviganti delle stelle. DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCOAI PARTECIPANTI ALLA SESSIONE PLENARIA DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI, Sala del ConcistoroVenerdì, 21 febbraio 2020. Ma tutti, tutti insieme per uscire. Come quei discepoli, che parlano a una sola voce e nell’angoscia dicono: «Siamo perduti» (v. 38), così anche noi ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo, ma solo insieme. «Chi nasconde le proprie colpe non avrà successo, chi le confessa e le abbandona troverà misericordia» (Pr 28,13). Per una parola si viene trasferiti nella categoria di coloro che remano contro, per un “distinguo” si viene iscritti tra gli scontenti. In che cosa consiste la mancanza di fede dei discepoli, che si contrappone alla fiducia di Gesù? Address of Pope Francis, English Text Ma per sperare cristianamente bisogna – come insegnava Sant’Agostino a Proba – vivere una vita di preghiera sostanziosa. Cerchiamo di comprendere. No! Non voglio cadere nella retorica o cercare il capro espiatorio, e nemmeno difendermi o difendere quelli del mio ambito. Perché? Dobbiamo metterci a lavorare con urgenza per generare buone politiche, disegnare sistemi di organizzazione sociale in cui si premi la partecipazione, la cura e la generosità, piuttosto che l’indifferenza, lo sfruttamento e gli interessi particolari. E come discepoli di Gesù, ci siamo proposti di seguire i suoi passi optando per i poveri, ripensando l’uso dei beni e prendendoci cura della casa comune. Significa trovare il coraggio di aprire spazi dove tutti possano sentirsi chiamati e permettere nuove forme di ospitalità, di fraternità, e di solidarietà. Ogni delitto, infatti, interessa tutta la Chiesa, la cui comunione è stata violata da chi deliberatamente ha attentato contro di essa con il proprio comportamento. Dopo la grande depressione economica del 1929, Papa Pio XI spiegò quanto fosse importante per una vera ricostruzione il principio di sussidiarietà (cfr Enc. Tanti hanno rischiato la vita e tanti hanno dato la vita. Lo Spirito Santo ci accompagni sempre con la sua forza. E noi, insieme a Pietro, “gettiamo in Te ogni preoccupazione, perché Tu hai cura di noi” (cfr 1 Pt 5,7). Questi, con le proprie risorse culturali, religiose, economiche o di partecipazione civica, rivitalizzano e rafforzano il corpo sociale (cfr CDSC, 185). ], [Rivolgo un cordiale saluto ai fedeli di lingua portoghese. Lo Spirito che abita il cuore – sostanzialmente e non in figura – è qualcosa che forse non abbiamo mai sperimentato per dissipazione o negligenza. Un cristiano che lascia entrare dentro di sé la corruzione non è cristiano, puzza! Volendo dire ciò con il linguaggio della gente comune: si ascoltano più i potenti che i deboli e questo non è il cammino, non è il cammino umano, non è il cammino che ci ha insegnato Gesù, non è attuare il principio di sussidiarietà. Sappiamo che possono esistere altre radici e situazioni. Ecco: le cose andranno meglio non solo perché cambieremo superiori, o missione, o strategie, ma perché verremo consolati dalla Parola. Alcune settimane fa, una ragazza che aveva bisogno di lavoro, ne ha trovato uno in una ditta turistica e le condizioni erano queste: 11 ore di lavoro, 600 euro al mese senza nessun contributo per la pensione. Di fronte alla protesta del popolo, Mosè invocò il Signore e l’acqua diventò dolce (cfr Es 15,22-25). Più ci si sente speciali, potenti, ricchi di doni, più si chiude il cuore al senso continuo della storia del popolo di Dio a cui si appartiene. Perché il punto di riferimento siamo noi. Cari fratelli e sorelle, da questo luogo, che racconta la fede rocciosa di Pietro, stasera vorrei affidarvi tutti al Signore, per l’intercessione della Madonna, salute del suo popolo, stella del mare in tempesta. [1] Benedetto XVI, Omelia per l’inizio del ministero petrino (24 aprile 2005); cfr Enc. Altrove, specialmente nel mondo occidentale, molti auto-reprimono le proprie convinzioni etiche o religiose. Il vescovo è il maestro della fede, dell’ortodossia e della “ortopatia”, del retto credere e del retto sentire nello Spirito Santo. Lo spreco del pasto avanzato: con quello spreco si può dare da mangiare a tutti. Angelo De Donatis, Vicario Generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma .
2020 discorso papa francesco oggi testo