Il popolo sapeva che non avevano autorità: scandalizzavano. Come afferma la Nuova Carta per gli Operatori Sanitari: «Non esiste un diritto a disporre arbitrariamente della propria vita, per cui nessun medico può farsi tutore esecutivo di un diritto inesistente» (n. 169). Le parole di Papa Francesco sono state precedute dal discorso del cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero delle sviluppo umano integrale. II, Brescia-Roma 1997, 2328). È importante per l’avvenire formare identità aperte, capaci di vincere la tentazione di ripiegarsi su di sé e irrigidirsi. Perché il primo punto di partenza è il documento più grande uscito dal dopo-Concilio: la Evangelii nuntiandi [di Paolo VI, 8 dicembre 1975]. Ma questo sarebbe il peccato più grande di mondanità e di spirito mondano anti-evangelico. Montini. Chi cerca la propria gloria, come potrà riconoscere e accogliere Gesù nei piccoli che gridano a Dio? Il cammino, ovviamente, non è puramente geografico, ma anzitutto simbolico: è un invito a scoprire il moto del cuore che, paradossalmente, ha bisogno di partire per poter rimanere, di cambiare per potere essere fedele[8]. Sotto i nostri occhi sono le sue nefaste conseguenze. Tante? Vari interrogativi, tuttavia, si impongono: come custodirci a vicenda nell’unica famiglia umana? Non si può onorare il Creatore senza custodire la sacralità di ogni persona e di ogni vita umana: ciascuno è ugualmente prezioso agli occhi di Dio. Occorre sempre ricordare che la malattia, oggetto delle vostre preoccupazioni, è più di un fatto clinico, medicalmente circoscrivibile; è sempre la condizione di una persona, il malato, ed è con questa visione integralmente umana che i medici sono chiamati a rapportarsi al paziente: considerando perciò la sua singolarità di persona che ha una malattia, e non solo il caso di quale malattia ha quel paziente. Il Signore benedica il nostro ascolto della città. ap. [Lettura di Matteo 18,1-14] Papa Francesco: L’umanità, allora, è la cifra distintiva con cui leggere la riforma. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Santo Padre ha rivolto ai presenti all’Incontro: Grazie del vostro intervento e del vostro ascolto. Tutto questo ha una particolare valenza nel nostro tempo, perché quella che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca. La coerenza dei compiti affidati a questo Dicastero è sinteticamente richiamata dall’esordio del Motu Proprio Humanam progressionem che lo ha istituito: «In tutto il suo essere e il suo agire, la Chiesa è chiamata a promuovere lo sviluppo integrale dell’uomo alla luce del Vangelo. Alcune considerazioni vorrei riservarle pure al Dicastero per la Comunicazione, di recente istituzione. Evangelii nuntiandi (8 dicembre 1975), 14. La situazione dei penitenziari continua “ad essere un riflesso della nostra realtà sociale e una conseguenza del nostro egoismo e indifferenza”. Non ha nessun interesse personale da difendere, questo buon pastore: l’unica preoccupazione è che nessuno si perda. Senza il Signore, nulla è possibile; con Lui, tutto lo diventa! Da allora, la storia del popolo di Dio – la storia della Chiesa – è segnata sempre da partenze, spostamenti, cambiamenti. Ringrazio di cuore Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum e il Dottor Ahmad Al-Tayyib, Grande Imam di Al-Azhar, per le loro parole. La fede, la fiducia, il coraggio. Tra questi, “l’uso improprio della custodia cautelare”: “la situazione – osserva il Papa - si è aggravata in diverse nazioni e regioni, dove il numero di detenuti senza condanna già supera ampiamente il cinquanta per cento della popolazione carceraria”. Anche l’educazione avviene nella relazione, nella reciprocità. L’unico caso. Pertanto, riconoscere ad ogni essere umano gli stessi diritti è glorificare il Nome di Dio sulla terra. [7] Cfr. [18] San Paolo VI, circa cinquant’anni fa, presentando ai fedeli il nuovo Messale Romano, richiamò l’equazione fra la legge della preghiera (lex orandi) e la legge della fede (lex credendi) e descrisse il Messale come “dimostrazione di fedeltà e vitalità”. E per questo fu istituito nel 2010 il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, per «promuovere una rinnovata evangelizzazione nei Paesi dove è già risuonato il primo annuncio della fede e sono presenti Chiese di antica fondazione, ma che stanno vivendo una progressiva secolarizzazione della società e una sorta di “eclissi del senso di Dio”, che costituiscono una sfida a trovare mezzi adeguati per riproporre la perenne verità del Vangelo di Cristo»[16]. Questo Paese, nel quale sabbia e grattacieli si incontrano, continua a essere un importante crocevia tra Occidente e Oriente, tra Nord e Sud del pianeta, un luogo di sviluppo, dove spazi un tempo inospitali riservano posti di lavoro a persone di varie nazioni. È doveroso valorizzarne la storia per costruire un futuro che abbia basi solide, che abbia radici e perciò possa essere fecondo. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. [1] Benedetto XVI, Discorso a nuovi Ambasciatori presso la Santa Sede, 16 dicembre 2010. Secondo uno scrittore moderno, «chi mente a sé stesso e ascolta le proprie menzogne, arriva al punto di non poter più distinguere la verità, né dentro di sé, né intorno a sé, e così comincia a non avere più stima né di se stesso, né degli altri»[5]. State attenti, perché il fenomeno culturale mondiale, diciamo almeno europeo, dei populismi cresce seminando paura. Il nome di Newman ci ricorda anche una sua ben nota affermazione, quasi un aforisma, rintracciabile nella sua opera Lo sviluppo della dottrina cristiana, che storicamente e spiritualmente si colloca al crocevia del suo ingresso nella Chiesa Cattolica. Al suo arrivo, il Papa è stato accolto dal Cardinale Vicario per la Diocesi di Roma Angelo De Donatis. Come avete ricordato, ci sono in tanti quartieri di Roma guerre tra poveri, discriminazioni, xenofobia e anche razzismo. Ringrazio anche tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questo viaggio e che hanno lavorato con dedizione, entusiasmo e professionalità per questo evento: gli organizzatori, il personale del Protocollo, quello della Sicurezza e tutti coloro che in diversi modi hanno dato il loro contributo “dietro le quinte”. Non tenerne conto significa fare le cose astraendo dalla storia degli uomini. ap postsin. La prima si riferisce alle finestre presenti nelle prigioni. Secondo il racconto biblico, per preservare l’umanità dalla distruzione Dio chiede a Noè di entrare nell’arca con la sua famiglia. La riforma della Chiesa incomincia dall’umiltà, e l’umiltà nasce e cresce con le umiliazioni. Anche questo, però, fa parte del processo e del rischio di avviare cambiamenti significativi[19]. Invece, le Beatitudini sono teocentriche, che guardano la vita, ti portano avanti, ti spogliano ma ti rendono più leggero seguire Gesù. È entrato nell’alambicco delle distillazioni intellettuali ed è finito senza forza, come un ricordo. Solo chi segue Gesù per questa strada dell’umiltà e si fa piccolo può davvero contribuire alla missione che il Signore ci affida. In tale quadro s’inserirà pure l’espressione “nuova evangelizzazione” adottata da San Giovanni Paolo II, il quale nell’Enciclica Redemptoris missio scrisse: «Oggi la Chiesa deve affrontare altre sfide, proiettandosi verso nuove frontiere sia nella prima missione ad gentes sia nella nuova evangelizzazione di popoli che hanno già ricevuto l’annuncio di Cristo» (n. 30). Nelle grandi città abbiamo bisogno di altre “mappe”, di altri paradigmi, che ci aiutino a riposizionare i nostri modi di pensare e i nostri atteggiamenti: Fratelli e sorelle, non siamo nella cristianità, non più! E hanno cercato la maniera di “risistemare” le cose: si sono avvicinati al Signore e hanno detto: “Signore, congedali, perché il posto è deserto: che vadano a comprarsi da mangiare”, nella pianura deserta. La condotta religiosa ha dunque bisogno di essere continuamente purificata dalla ricorrente tentazione di giudicare gli altri nemici e avversari. Rammento l’espressione enigmatica, che si legge in un famoso romanzo italiano: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi” (ne Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa). Il nostro essere insieme oggi sia un messaggio di fiducia, un incoraggiamento a tutti gli uomini di buona volontà, perché non si arrendano ai diluvi della violenza e alla desertificazione dell’altruismo. Restituiamola alla sua miserevole crudezza. “In molte occasioni - osserva il Santo Padre - questa avversione sociale è un motivo in più per esporli a ricadere negli stessi errori”. Pensiamo di dovere offrire altro al mondo, se non il Vangelo creduto e vissuto? Considerando tanta benevolenza e tanto amore, lo scambio degli auguri natalizi è altresì un’occasione per accogliere nuovamente il suo comandamento: «Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Ringrazio di cuore Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum e il Dottor Ahmad Al-Tayyib, Grande Imam di Al-Azhar, per le loro parole. [14] Cfr Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale della Pastorale delle Grandi Città, 27 novembre 2014. Abbiamo interessi personali, noi che siamo questa sera? E questo succede perché abbiamo smesso di abitare con il cuore. So che avete dedicato l’ultimo triennio agli “stati generali” della professione medica, ossia al confronto su come esercitare al meglio la vostra attività in un mutato contesto sociale, per meglio individuare i cambiamenti utili a interpretare le necessità delle persone e per offrire loro, insieme con le competenze professionali, anche un buon rapporto umano. GMG 2019 a Panama, il profondo discorso di Papa Francesco 28 Gennaio 2019 Giornata Mondiale della Gioventù a Panama, qui sotto i principali passaggi delle parole d’apertura del Papa. In questo contesto mi rallegro che proprio qui ad Abu Dhabi, nel novembre scorso, abbia avuto luogo il primo Forum dell’Alleanza interreligiosa per Comunità più sicure, sul tema della dignità del bambino nell’era digitale. [5] Meditazioni e preghiere, a cura di G. Velocci, Milano 2002, 75. Faccio due sottolineature, che, in vista del cammino del prossimo anno, rappresentano anche i due compiti che vi affido. Così facendo, mentre si promuove la libertà fondamentale di professare il proprio credo, esigenza intrinseca alla realizzazione stessa dell’uomo, si vigila anche perché la religione non venga strumentalizzata e rischi, ammettendo violenza e terrorismo, di negare sé stessa. È una nuova colonizzazione ideologica che cerca di convincere che il Vangelo è una saggezza, è una dottrina, ma non è un annuncio, non è un kerygma. molte delle cose sin qui dette, valgono anche, in linea di principio, per il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Grazie tante! ap. Vi prego, non scandalizziamo i piccoli offrendo lo spettacolo di una comunità presuntuosa... Vi invito a visitare l’Elemosineria Apostolica: lì, il Cardinale Krajewski, che è un po’ “diavoletto”, ha messo una fotografia che ha fatto un giovane fotografo di Roma, artista: c’è l’uscita di un ristorante, d’inverno, esce una signora di una certa età, quasi anziana, con la pelliccia, il cappello, i guanti, elegantissima la signora, solo guardando tu senti l’odore del profumo francese, tutto perfetto…, e ai piedi della porta, sul pavimento, un’altra donna, vestita di stracci, che tende la mano; e quella signora elegante guarda dall’altra parte. Sono grato al Consiglio degli Anziani per l’incontro che abbiamo poc’anzi avuto, presso la Moschea dello Sceicco Zayed. La seconda immagine è quella che il Santo Padre ha visto più volte a Buenos Aires quando in autobus si recava in una parrocchia vicina al carcere di Villa Devoto. Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli, Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, Discorso ai partecipanti al Congresso Internazionale della Pastorale delle Grandi Città. Chiediamo al Signore la grazia di non cadere in una diocesi funzionalista. A volte ne ho parlato con alcuni di voi... Penso a cinque Paesi che hanno riempito il mondo di missionari – vi ho detto quali sono – e oggi non hanno risorse vocazionali per andare avanti. Pensiamo al mondo dei dottori della Legge: era una continua pietra d’inciampo al popolo. Essa esiste per evangelizzare»[13]. Occorre capirli; trovarli e capirli. [16] Benedetto XVI, Omelia, 28 giugno 2010; cfr Lett. E noi, preti, suore, laici con la vocazione di lavorare, cadiamo tante volte in questo peccato dello specchio: si chiama narcisismo e autoreferenzialità, i peccati dello specchio che ci soffocano. C’è, infine, la dimensione del tempo e c’è l’errore umano, coi quali non è possibile né giusto non fare i conti perché fanno parte della storia di ciascuno. Quel grido è un grido che spesso anche noi non ascoltiamo o che facilmente dimentichiamo. Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia. Il cambiamento, in questo caso, assumerebbe tutt’altro aspetto: da elemento di contorno, da contesto o da pretesto, da paesaggio esterno… diventerebbe sempre più umano, e anche più cristiano. [1] Matta El Meskin, L’umanità di Dio, Qiqajon-Bose, Magnano 2015, 170-171. Prendete le Beatitudini: meritano il premio Nobel dello squilibrio! Ho menzionato gli anziani: per favore, non dimenticateli. Con animo riconoscente al Signore, nell’ottavo centenario dell’incontro tra San Francesco di Assisi e il sultano al-Malik al-Kāmil, ho accolto l’opportunità di venire qui come credente assetato di pace, come fratello che cerca la pace con i fratelli. Non bisogna privilegiare gli spazi di potere rispetto ai tempi, anche lunghi, dei processi. Investire sulla cultura favorisce una decrescita dell’odio e una crescita della civiltà e della prosperità. MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2019 «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8, 19) Cari fratelli e sorelle, Categorie Papa Francesco | 25 Gennaio 2019. Il suo intervento ha chiuso il convegno tenutosi alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale su "La Teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo". Ad esse, forse come mai in passato, spetta, in questo delicato frangente storico, un compito non più rimandabile: contribuire attivamente a smilitarizzare il cuore dell’uomo. “Prego Dio - conclude - per ogni persona che, dal silenzio generoso, serve questi fratelli, riconoscendo in loro il Signore”. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo» (Enc. Ciò fu sottolineato da Benedetto XVI quando, indicendo l’Anno della Fede (2012), scrisse: «Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario, largamente accolto nel suo richiamo ai contenuti della fede e ai valori da essa ispirati, oggi non sembra più essere così in grandi settori della società, a motivo di una profonda crisi di fede che ha toccato molte persone»[15]. I giovani, spesso circondati da messaggi negativi e fake news, hanno bisogno di imparare a non cedere alle seduzioni del materialismo, dell’odio e dei pregiudizi; imparare a reagire all’ingiustizia e anche alle dolorose esperienze del passato; imparare a difendere i diritti degli altri con lo stesso vigore con cui difendono i propri diritti. Se offriamo lo spettacolo di una comunità presuntuosa – come questa fotografia –, interessata, triste, che vive la competizione, il conflitto, l’esclusione, ci meritiamo le parole di Gesù: “Non ho bisogno di voi, non mi servite a nulla. Viene espresso nel brano evangelico della parabola del pastore che va in cerca della pecora che si è smarrita. Possiamo raccogliere queste storie di vita interrogando con amicizia i genitori dei bambini e dei ragazzi, o andando a trovare gli anziani, o intervistando i giovani a scuola, d’intesa con i loro insegnanti. Il Vangelo riporta sempre la Chiesa alla logica dell’incarnazione, a Cristo che ha assunto la nostra storia, la storia di ognuno di noi. Nella preparazione al Natale, abbiamo ascoltato le prediche sulla Santa Madre di Dio. La preghiera fatta col cuore è ricostituente di fraternità. E se nemico della fratellanza era l’individualismo, vorrei additare quale ostacolo allo sviluppo l’indifferenza, che finisce per convertire le realtà fiorenti in lande deserte. Evangelium vitae, 89). San Giovanni Paolo II scrisse che l’evangelizzazione missionaria «costituisce il primo servizio che la chiesa può rendere a ciascun uomo e all’intera umanità nel mondo odierno, il quale conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza» (Enc. [17] Il cambiamento di epoca fu pure avvertito in Francia dal Card. Se la Chiesa non fa questi passi, rimarrà ferma, perché non sa ascoltare con il cuore. Le Beatitudini sono un messaggio cristiano, ma anche umano. Ricordiamo sempre che dietro ogni rigidità giace qualche squilibrio. La Curia romana è un corpo vivo, e lo è tanto più quanto più vive l’integralità del Vangelo. O siamo attaccati a quel po’ di potere che esercitiamo ancora sulle persone della nostra comunità o del nostro quartiere? La pace sia con voi! È con questo spirito che, non solo qui, ma in tutta l’amata e nevralgica regione mediorientale, auspico opportunità concrete di incontro: società dove persone di diverse religioni abbiano il medesimo diritto di cittadinanza e dove alla sola violenza, in ogni sua forma, sia tolto tale diritto. Il punto di partenza è riconoscere che Dio è all’origine dell’unica famiglia umana. Da Napoli il Papa lancia un forte appello per una teologia dell'accoglienza basata sul dialogo e sull'annuncio e che contribuisca a costruire una società fraterna fra i popoli del Mediterraneo. Volere la pace, promuovere la pace, essere strumenti di pace: siamo qui per questo. Chi cerca la propria gloria non saprà né ascoltare gli altri né ascoltare Dio, come potrà collaborare alla missione? ap. Tale sviluppo si attua mediante la cura per i beni incommensurabili della giustizia, della pace e della salvaguardia del creato». È quanto, analogamente, si potrebbe dire anche nel nostro caso: non una nuova Curia romana, ma piuttosto una nuova epoca. Qui il deserto è fiorito, non solo per alcuni giorni all’anno, ma per molti anni a venire. Sarà per noi l’incontro con il volto del Signore nel roveto ardente. E allora, proprio ispirandosi a questo magistero dei Successori di Pietro dal Concilio Vaticano II fino ad oggi, si è pensato di proporre per l’instruenda nuova Costituzione Apostolica sulla riforma della Curia romana il titolo di Praedicate evangelium. L’amore divino che ispira, dirige e corregge il cambiamento e sconfigge la paura umana di lasciare il “sicuro” per rilanciarci nel “mistero”. Mi ha ispirato una frase, non so di chi, che diceva che quando il missionario arriva in un posto già c’è lo Spirito Santo lì che lo aspetta. È in queste dimensioni lesive della dignità umana che le carceri mostrano i volti più preoccupanti. E richiede pazienza, attesa»[10]. Se crediamo nell’esistenza della famiglia umana, ne consegue che essa, in quanto tale, va custodita. Torniamo così all’immagine iniziale della colomba della pace. A voi qui presenti, ai vostri collaboratori, a tutte le persone che prestano servizio nella Curia, come pure ai Rappresentanti Pontifici e a quanti li affiancano, auguro un santo e lieto Natale. Questa è l’ispirazione di questo documento. Siamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali; costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza. Egli, che è il Creatore di tutto e di tutti, vuole che viviamo da fratelli e sorelle, abitando la casa comune del creato che Egli ci ha donato. Forse uno di voi, non ricordo chi, mi diceva che non voleva incensare: ma fra noi ci sono tanti “liturgisti” sbagliati che non hanno imparato a incensare bene: invece di incensare il Signore, incensano sé stessi e vivono così. Le Beatitudini: significa avere imparato dal Signore e dalla vita dov’è la gioia vera, quella che il Signore ci dona, e saper discernere dove trovarla e farla trovare agli altri, senza sbagliare strada. Saluto cordialmente anche il Signore Abd Al-Fattah Al-Sisi, Presidente della Repubblica Araba d’Egitto, terra di Al-Azhar. Quindi il primo sentimento da avere nel cuore, per sapere ascoltare, è l’umiltà e il guardarsi bene dal disprezzare i piccoli, chiunque essi siano, giovani affetti da orfanezza o finiti nel tunnel della droga, famiglie provate dalla quotidianità o sfasciate nelle relazioni, peccatori, poveri, stranieri, persone che hanno perso la fede, persone che non hanno mai avuto la fede, anziani, disabili, giovani che cercano il pane nell’immondizia, come abbiamo sentito… Guai a chi guarda dall’alto in basso e disprezza i piccoli. Saluto cordialmente le Autorità civili e religiose e il Corpo diplomatico. Da ciò siamo sollecitati a leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede, affinché la direzione di questo cambiamento «risvegli nuove e vecchie domande con le quali è giusto e necessario confrontarsi»[11]. Tutto il suo spazio interiore è occupato da sé stesso o dal gruppo a cui appartiene – persone come noi, tante volte – per cui non ha né occhi né orecchie per gli altri. Un approccio alla realtà che tende a privilegiare l’immagine rispetto all’ascolto e alla lettura influenza il modo di imparare e lo sviluppo del senso critico» (Esort. Le ali dell’educazione e della giustizia. A Firenze chiesi poi a tutti i partecipanti al Convegno di riprendere in mano la Evangelii gaudium. Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi. Al suo arrivo, Papa Francesco è stato accolto dall’Arcivescovo di Panamá, S.E. Paura invece di coraggio? Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2019. Purtroppo - osserva Francesco - a volte “non siamo coscienti del … C’è bisogno di una nuova evangelizzazione, o rievangelizzazione (cfr n. 33). Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni altri Dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione. [2] Messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace 1° gennaio 2015, 2. Questo il bellissimo discorso che Papa Francesco ha rivolto ai membri e ai volontari della Federazione Europea dei Banchi Alimentari il 18 maggio 2019: Tags: Le notizie Pubblicato il 26.06.2019 TUTTI I DIRITTI RISERVATI. Il discorso di Tiffany Trump sugli "amici gay" è virale (no, non in positivo come quello di Papa Francesco) "La cosa più imbarazzante della settimana" Di Elisabetta Moro L’atteggiamento sano è piuttosto quello di lasciarsi interrogare dalle sfide del tempo presente e di coglierle con le virtù del discernimento, della parresia e della hypomoné. Oggi, rispetto ai servizi diversificati, prevale la forma multimediale, e questo segna anche il modo di concepirli, di pensarli e di attuarli. Guai a quelli che guardano dall’alto in basso per disprezzare i piccoli, anche quando i loro stili di vita, i modi di ragionare fossero lontanissimi dal Vangelo; nulla giustifica il nostro disprezzo. Appellarsi alla memoria non vuol dire ancorarsi all’autoconservazione, ma richiamare la vita e la vitalità di un percorso in continuo sviluppo. E il secondo è un ritiro dato ai sacerdoti poco tempo fa da Don Luigi Maria Epicoco, un ritiro ai sacerdoti, Qualcuno a cui guardare. Perché dico “secondo punto di partenza”? Veritatis gaudium (27 dicembre 2017), 3: «Si tratta, in definitiva, di cambiare il modello di sviluppo globale e di ridefinire il progresso: il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c’è bisogno di costruire leadership che indichino strade». [11] Lettera al popolo di Dio che è in cammino in Germania, 29 giugno 2019. Ci domanda, in altre parole, di essere simili a Lui, perché Egli si è fatto simile a noi. Riprendiamo il discorso di Firenze che, con la Evangelii gaudium, è il piano per la Chiesa in Italia ed è il piano per questa Chiesa di Roma. La memoria non è statica, è dinamica. Possa la Chiesa, spiega il Papa, imparare la maternità da queste donne e apprendere i gesti di maternità che dobbiamo avere per questi fratelli e sorelle che sono detenuti. È un’immagine che richiama il racconto del diluvio primordiale, presente in diverse tradizioni religiose. No. [7] Newman così lo descrive: «Al momento della conversione non ebbi coscienza d’un qualsiasi cambiamento, intellettuale o morale, che avvenisse nel mio spirito… mi sembrava di ritornare in porto dopo una navigazione tempestosa; ed a questo riguardo la mia felicità è continuata ininterrottamente fino ad oggi» (Apologia pro vita sua, a cura di A. Bosi, Torino 1988, 360; cfr J. Honoré, Gli aforismi di Newman, LEV, Città del Vaticano 2010, 167). La fratellanza certamente «esprime anche la molteplicità e la differenza che esiste tra i fratelli, pur legati per nascita e aventi la stessa natura e la stessa dignità»[2]. "Indipendentemente dai crimini commessi e dalle pene inflitte - ha affermato il porporato - i carcerati rimangono sempre fratelli e sorelle da accompagnare". Per Newman il cambiamento era conversione, cioè un interiore trasformazione[7]. Insieme, fratelli nell’unica famiglia umana voluta da Dio, impegniamoci contro la logica della potenza armata, contro la monetizzazione delle relazioni, l’armamento dei confini, l’innalzamento di muri, l’imbavagliamento dei poveri; a tutto questo opponiamo la forza dolce della preghiera e l’impegno quotidiano nel dialogo. In tale contesto il giusto atteggiamento non è né l’uniformità forzata, né il sincretismo conciliante: quel che siamo chiamati a fare, da credenti, è impegnarci per la pari dignità di tutti, in nome del Misericordioso che ci ha creati e nel cui nome va cercata la composizione dei contrasti e la fraternità nella diversità. E per far questo, in ogni parrocchia cerchiamo di comprendere come vivono le persone, come pensano, cosa sentono gli abitanti del nostro quartiere, adulti e giovani; cerchiamo di raccogliere storie di vita. Il secondo tratto necessario – il primo è l’umiltà: per ascoltare, tu devi abbassarti – il secondo tratto necessario per ascoltare il grido è il disinteresse. Da uomini, e ancor più da fratelli, ricordiamoci a vicenda che niente di ciò che è umano ci può rimanere estraneo[7]. Perciò, «quanto al futuro del dialogo interreligioso, la prima cosa che dobbiamo fare è pregare. Perché Egli non guarda alla famiglia umana con uno sguardo di preferenza che esclude, ma con uno sguardo di benevolenza che include. E nel Vangelo, nei libri cristiani, quale pensi tu che sia un testo che possa aiutarci tanto?”. Un ascolto della gente che sempre più è il grido dei piccoli.
2020 discorso papa francesco 2019