Tu stai servendo, però non sei un servo. E tuttavia egli non scese dalla croce, ma compì la volontà del Padre suo per redimere il mondo. «La pandemia è un sintomo del malessere della nostra terra e della nostra incapacità a prendercene cura. Humana Communitas nell’era della pandemia: Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita». Global Pandemic and Universal Brotherhood, Klaus Schwab: il Grande Reset porterà alla “fusione della nostra identità fisica, digitale e biologica”, Dagli USA sta emergendo che i sistemi di voto stile SCYTL sono stati usati per frodare i votanti (e la democrazia) anche in molti altri paesi, non solo negli States! Ciò che non vogliamo vedere sono le lacrime e l’intenso dolore che portarono Gesù a pregare il Padre suo. Reality explained – Keep it simple – Seguici su Twitter: twitter.com/mittdolcino. Dio è morto Riflessioni sul “documento vaticano” relativo alla pandemia di coronavirus Redazione: Qualche sospetto, a dire il vero, c’era venuto da tempo. Cosa significa: “Emergiamo da una notte di origine misteriosa … da cui siamo venuti e a cui finalmente torniamo”? Descrivendo quest’ultimo documento come «una sconvolgente prospettiva vaticana sulla pandemia», il corrispondente vaticano Phil Lawler ha affermato  che si tratta di «un momento di grande imbarazzo per i fedeli cattolici». Generalmente dimentichiamo che Dio ha inscritto le nostre vite in una vita più vasta, che si estende ben oltre gli orizzonti della nascita e della morte per cui il tempo che ci è concesso di vivere, che sia di trenta o novant’anni, ci dà l’opportunità di dire sì a un dono misterioso che ci viene da Dio, a una realtà che, seppur difficile, ci offre l’opportunità dell’incontro con il divino e di un’intensa, appassionante crescita. Ora, che cosa è la morte nessuno lo sa, l’unica cosa che sappiamo è che essa giunge in modi assolutamente unici e individuali. E adesso questo documento. Ma la chiamata alla vita di Gesù scaturì dalle sue lacrime e dalla commozione che saliva dal profondo del suo cuore. Nulla può separarci da quell’amore di Dio in Cristo (cfr. Non dopo la morte perché, se c’è un al di là, egli avrà il suo premio”. Chiedeva «preghiera d’intercessione» di fronte alla pandemia, osservando che «questo grido dei credenti è un modo attraverso il quale possiamo venire a patti con il tragico mistero della morte». Forse, come alcuni di coloro che furono presenti al fatto, anche noi vogliamo solo il miracolo di qualcuno risorto dai morti. Con gli occhi delle bambine, “Nessuno può vivere senza fiducia e amore”, L’incertezza che sovrasta la vita dell’uomo. Quello precedente chiamava i cristiani a «testimoniare Gesù risorto» e a leggere le Scritture. Sotto l’attuale pontificato, la “Pontificia Accademia per la Vita” è stata messa sotto accusa per aver nominato uno scienziato eugenetico coinvolto nella ricerca sulle cellule staminali, un filosofo e un altro eugenista pro-aborto e infine un Sacerdote pro-contraccezione, che sostiene anche l’eutanasia per fame. E da quel dolore nacque nuova vita. Investire in educazione aumenta la ricchezza del Paese, Effetti Covid. È stato re-interpretato nel 1967 da Caterina Caselli e poi dai Nomadi, la cui versione è famosa quanto quella di Guccini. Voleva forse che nessuno dubitasse che Lazzaro era davvero morto? Citava anche la lettera di San Paolo ai Romani dov’era scritto che «l’intera creazione sta vivendo i dolori del parto». Gesù mostrò quanto preziosa sia la nostra vita: pianse, si turbò, prese profondamente parte al dolore dei presenti. Lawler ha definito il documento come un esercizio «poco ruminato, scarsamente spirituale ed eccessivamente prolisso». Il documento termina esprimendo la speranza che il «sogno espresso per la regione amazzonica (il “Querida Amazonia” di Papa Francesco) possa diventare universale: integrare e promuovere tutti i suoi abitanti, consentendo loro di godersi il ​​”buon vivere”». Eccovi accontentati: https://www.mittdolcino.com/2019/11/06/pacha-mama-mia-lancio-della-statua-nel-tevere-primo-comandamento-e-follia-vaticana/. più il dolore, ma si ha tanto maggiormente l’oscura sensazione della mancanza di senso e della solitudine. Queste affermazioni del grande filosofo, restano scolpite per sempre nella coscienza umana perché contengono tutto ciò che è possibile pensare sulla morte. Gesù invece non vuole che evitiamo questo confronto. Totalmente privo di qualsiasi insegnamento esplicitamente cattolico, il documento sul coronavirus della Pontificia Accademia per la Vita, pubblicato mercoledì, è intitolato «Humana Communitas nell’era della pandemia: Riflessioni inattuali sulla rinascita della vita». Dando la colpa della pandemia non al virus di Wuhan, ma alla «depredazione della Terra e allo spoglio del suo valore intrinseco», il documento vaticano chiede «quale conversione di pensiero e azione siamo disposti ad accettare nella nostra comune responsabilità per la famiglia umana?». 11,39). Ogni uomo, prossimo o meno al grande viaggio, potrebbe ripetere le sue parole. Dio è morto di Francesco Guccini Il brano ha avuto un grandissimo successo. Rom. Altri, dopo di lui, di fronte all’oscura barriera della morte hanno pronunciato espressioni di coraggiosa fiducia in una vita senza fine. E’ un caso che egli sia giunto sulla scena del compianto funebre e del dolore quando ormai da quattro giorni Lazzaro giaceva nel sepolcro? E’ attraverso la morte che tocchiamo la vita nella sua essenza più profonda. Di conseguenza, quei pochi incontri diretti che ancora si hanno con la morte, si riducono ad esperienze momentanee prive di ripercussione interiore, volutamente minimizzate per una apparente volontà di vivere. Nelle società industriali l’atteggiamento nei confronti della morte ha subito profonde trasformazioni: se da una parte è aumentato il contatto indiretto con la morte, attraverso gli strumenti della comunicazione sociale, il contatto diretto è quasi completamente scomparso, in quanto il rapporto con il fatto concreto della morte viene delegato agli ospedali, alle case di riposo, alle agenzie funerarie. E nel farlo, egli ci verrà in aiuto rafforzando la nostra speranza. Donnelly si chiede, sconsolato, se l’autore del documento (forse ispirato da Papa Francesco) sia per caso “posseduto” … francamente, ce lo chiediamo anche noi. LE RIFLESSIONI DI DON ALESSANDRO “Guarda i girasoli: s’inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po’ troppo significa che è morto. fuorché a Dio. La. Link Originale: http://www.renovatio21.com/documento-vaticano-sulla-pandemia-dio-e-morto/, Dovremmo rifiutare sia la “Nuova” che la “Vecchia Normalità” — La “cultura della paura” è una trappola: abbiamo bisogno di audacia e innovazione. Quattrocento anni dopo Socrate, Gesù di Nazareth, anche lui condannato ingiustamente, nel momento di lasciare questo mondo, si rivolge a Dio con espressioni mai udite: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. «Negati i Sacramenti e l’assistenza del clero come conseguenza della pandemia e della chiusura delle Chiese, la risposta del Vaticano è ora quella di negare ai fedeli la Sacra Parola di Dio», continua  Donnelly. Uno dei brani che vennero censurati a causa del titolo è per esempio Dio è morto, che Francesco Guccini pubblicò nel 1965. Per vivere così, Gesù insegna e ci esorta a una semplice, lucida visione della morte; basterebbe riflettere su come Egli risuscitò dai morti Lazzaro nel Vangelo di Giovanni. In Vaticano, c’è ancora qualcuno che si ostini a credere in Dio? Lo stesso concetto di morte viene censurato: è un luogo comune della nostra cultura il rappresentarsi la morte come una disgrazia, come un errore tecnico. Impossibilitate persino a ricevere la «pietà fondamentale di una corretta sepoltura». Il 3 aprile del 2005 anche il Papa Giovanni Paolo II pronunciò quel nome e disse nella sua agonia: “Lasciatemi tornare al Padre”. A marzo, Paglia aveva consegnato a Papa Francesco un documento sul virus di Wuhan intitolato «Global Pandemic and Universal Brotherhood». 27,46). Gesù attraversò tenebre inaudite, quando dalla croce gridò: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt. Pensiamo ad alcuni dei nostri progenitori nella fede: a Mosè non fu dato di conoscere ogni svolta dell’itinerario su cui conduceva il suo popolo fuori dell’Egitto. Attribuendo uno speciale elogio all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Humana Communitas  ha attaccato «la ristrettezza degli interessi nazionali che ha portato molti Paesi a rivendicare per se stessi una politica d’indipendenza e isolamento dal resto del mondo, come se una pandemia potesse essere affrontata senza una strategia globale coordinata». La nostra morte può divenire un segno di gloria. Di più, un segno del nostro malessere spirituale», afferma il documento, citando l’enciclica ecologica di Papa Francesco “Laudato Sí”. Anticamente, e ancora oggi nelle società semplici, la visione della morte faceva parte dell’esperienza quotidiana: i bambini vedevano morire in casa i malati e i vecchi, parlavano con i moribondi, osservavano il cadavere, partecipavano al lutto. In ogni caso non mi fa paura, perché una grande verità mi conforta: nessun male può essere fatto all’uomo giusto. del resto se ne sono resi conto anche in via della Scrofa, La bufala del Target2 e l’incredibile approccio truffaldino di Berlino. Per vivere con gioia la vita e anche la morte dobbiamo dunque imparare a discernere in ogni circostanza la voce del divino amore. «La meditazione della Pontificia Accademia per la Vita sul Covid-19 è un documento degno del filosofo ateo Friedrich Nietzsche perché, per quanto lo riguarda, Dio è morto», ha sostenuto il giornalista Nick Donnelly a “Church Militant”. Morire, infatti, può essere solo una di queste due cose: o l’insensibilità completa del nulla, come un profondissimo sonno ristoratore, senza fine; o la migrazione dell’anima dalla terra in un altro mondo, retto dalle supreme leggi della giustizia universale. Da giorni Gesù sapeva che Lazzaro era malato. Non in vita, perché gli altri possono ucciderlo ma non alterarne l’armonia interiore. Al contrario, il documento arriva persino a negare la nostra origine come creature di Dio e il nostro destino soprannaturale in Cielo, con una dichiarazione luciferina e nichilista: “Emergiamo da una notte di origine misteriosa … da cui siamo venuti e a cui finalmente torniamo». Vediamo di buon occhio la promessa di guarigione, ma non altrettanto il turbamento, la partecipazione alla sofferenza, la condivisione del dolore. Purtroppo raramente il tema della morte è presente nella vita del cristiano. Il Dio che ci ha creati, e che ci ha chiamati “prediletti” ancor prima che nascessimo, vive con noi e in noi. Generalmente dimentichiamo che Dio ha inscritto le nostre vite in una vita più vasta, che si estende ben oltre gli orizzonti della nascita e della morte per cui il tempo che ci è concesso di vivere, che sia di trenta o novant’anni, ci dà l’opportunità di dire sì a un dono misterioso che ci viene da Dio… 8,39), neppure la realtà, che in genere preferiamo ignorare o eludere, della morte.
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