Il suicidio di Liliana Castagnola fu proprio per amore di Totò? Figliastro del regista Carlo Ludovico Bragaglia, produttore cinematografico, regista e sceneggiatore italiano, sposa la figlia di Totò, all’epoca quindicenne, con cui amoreggia da tempo. Prima di mezzogiorno, neanche a parlarne. Fa parte della nostra quotidianità».Lo ricorderete pubblicamente?«Sì, in ottobre alla festa del Cinema di Roma. In uno dei suoi tanti racconti su suo nonno dice: Il vero sogno di Totò era di vivere in campagna, una volta diventato vecchio e trascorrere le giornate su un terrazzo ad osservare me e Antonello intenti a giocare. di Pietro (V ginnasio, sez. Poi ci fu il trasferimento a Napoli, una processione infinita. La sua carriera di produttore è ricca di film di successo girati con Totò, ma anche con altri artisti. Non è impresa facile per Liliana parlare di suo padre, per tutte le emozioni che i suoi ricordi scatenano in lei. Per la prima volta non aveva capito il suo pubblico.Michela Tamburrino. Se la novità funzionava, andava avanti, altrimenti cambiava registro, senza che nessuno se ne accorgesse». Diana Buffardi de Curtis era la figlia di Liliana de Curtis e Gianni Buffardi. Totò è ancora vivo e lo sarà sempre. E quante cause ha fatto a salvaguardia dei suoi titoli nobiliari: tutte vinte, nessuna esclusa». Gianni Buffardi, nasce a Roma nel 1930. Pur prendendo in giro i potenti, però esibiva con una certa ostentazione i suoi titoli nobiliari... Il 21 Settembre 2013 partecipa alla Festa di San Gennaro organizzata a Napoli, dove riceve un premio alla carriera. Nel ’58, per esempio, girò otto film. Doveva lavorare, anzi. A quarant’anni dalla morte, Totò è ancora popolarissimo. Però ci faceva sentire protetti. Quarant’anni dopo, chi era Totò? Nel ’58, per esempio, girò otto film.«Indubbiamente, anche se era lui che voleva lavorare. E i registi subivano o capitava che qualcuno s’impuntasse?«Lo lasciavano fare, magari se ne andavano a prendere un caffè, lasciandolo solo sul set».Con i partner andava d’accordo?«In scena sempre».Malafemmena fu scritta per la Pampanini o per chi?«Ma no, fu scritta per mia nonna Diana. «L’intellettuale era contro ciò che è nazionalpopolare. A Palermo aveva appena fatto la sua ultima recita teatrale in A prescindere quando gli capitò quel guaio all’occhio destro. Perché nonno aveva un animo delicato, nella sua cassaforte ho trovato le mie pagelle e le mie letterine tutte conservate. È stato riabilitato a furor di popolo». «La sua è una comicità pura, universale, senza tempo, non legata alla satira del momento». Poi sul set fino alle 6 del pomeriggio. Napoli - "L'onorevole Trombetta? Lui la povertà l’aveva conosciuta bene». Una volta varcato il portone era un nonno come gli altri, niente cinema, poteva essere notaio, avvocato». Napoli con la morte di Pino perde tutto, come ha fatto papà ha raccontato la vera Napoli”. Nessuno sa dire dove si trova. «Vero. «Certo. Il 1951 fu un anno importante per la carriera cinematografica dell'attore. Nelle nostre guide sono presenti link di affiliazione per scopi commerciali. Da napoletana verace quale è, certe credenze le ha nel sangue, ereditate... Anche se era universalmente conosciuto come Totò, io preferivo chiamarlo Antonio, cioè col suo vero nome. Da allora, per volere del nonno, riposa nella nostra tomba di famiglia a Napoli». I produttori lo sfruttavano. Ninetto in jeans sdruciti, nonno con la veste da camera. «Miseria e nobiltà. Uno dei più fedeli fan club è a Pordenone».Al contrario, la critica l’ha sempre bastonato...«L’intellettuale era contro ciò che è nazionalpopolare. E poi aveva un’adorazione per Antonello, mio fratello. Per ora gestisce un ristorantino... Io ero la cocca di Totò perché lo salutavo con la riverenza, vestivo sempre in modo tradizionale e, diceva lui, ero una bambina che non toccava mai i dolci... Nasce a Roma alle ore 21 presso l'Hotel Ginevra in Via della Vite, per l'atavica paura degli ospedali da parte di Totò... Antonio de Curtis Griffo Focas Comneno Gagliardi, principe di Bisanzio, in arte Totò, abita da circa due anni in un appartamento di dieci stanze... Il grave ritardo impiegato da 'mamma Rai’ per rievocare Totò, dal '67 non ricordato sul piccolo schermo se non rendendo un cattivo servizio alla sua memoria... Dal libro Totò il principe del sorriso (Fiorentino Editore), che è costato due anni di lavoro e di ricerche al nostro collaboratore Vittorio Paliotti... Il terzo funerale di Totò si svolse un mese dopo la morte di Totò e venne celebrato con una bara vuota... Liliana de Curtis e la madre non avevano mai fatto confidenze sulla vita privata dell’attore, per non offenderne la suscettibilità... ...nella casa posta in via Santa Maria Antesaecula numero 107 [...] è nato un bambino di sesso maschile a cui dà i nomi di Antonio Vincenzo Stefano. Del tipo «la serva serve, soprattutto se è bona, serve»? Il suo sogno, infatti, era di comprare un circo». Antonio de Curtis, in arte Totò, nacque a Napoli, rione Sanità, il 15 aprile 1898, e morì a Roma il 15 aprile 1967. Lo diceva lui stesso per un vero comico il copione non deve contare... Caro Totò: due giorni prima aveva girato la scena di un funerale, Un dilettante a Sanremo: Totò partecipa come autore al Festival di Sanremo, Angelo De Robertis in "Gente", anno XXI, n.46 e 47, 19 e 26 novembre 1977, Michela Tamburrino in "La Stampa", 15 aprile 2007. E il nonno vi darà diecimila lire. Eppure nel ’58 era quasi cieco da due anni... «Direi di no. Era un grande spendaccione, gli piaceva vivere bene e faceva tanta beneficenza».Eppure nel ’58 era quasi cieco da due anni...«Ne soffriva, ma sul set non se ne curava. «La canzone era dedicata a mia nonna e ai patimenti d’amore. La teneva al di fuori di tutto. A nove anni di età vede i genitori separarsi e prendere strade lontane: la madre si trasferisce in Sud Africa mentre lei resta a Roma per tentare l’avventura nel cinema. Totò, già trentenne, conosce Diana Bandini Rogliani durante una tournee a Firenze nel 1931. «Un angelo, un nonno, un padre, un amico, un fratello. E quante cause ha fatto a salvaguardia dei suoi titoli nobiliari: tutte vinte, nessuna esclusa».Lei lo sa a memoria quel cognome interminabile?«Sì, anche se effettivamente è un po’ lungo...»Il suicidio di Liliana Castagnola fu proprio per amore di Totò?«Certo. Liliana De Curtis ha dedicato libri biografici alla memoria del padre, fra cui Malafemmena, pubblicato nel 2009 per Arnoldo Mondadori Editore. Cercava, scegliendo a caso, le case più fatiscenti, quelle dei bassi, quasi sempre nel suo quartiere, la Sanità. Chiudendo questo banner, acconsenti all’uso dei cookie. Antonio Salvatore Buffardi: primogenito di Liliana de Curtis. Furono lunghe e costose le ricerche araldiche?«Altroché. Tra i partecipanti, la canzone 'Con te', interpretata da Achille Togliani diretto dall'orchestra Angelini... Si conobbero a Firenze nel 1931 durante una tournée di Totò, impegnato nel teatro di rivista. Collaborazione storico-biografica: Simone Riberto. Era molto serio, senza però essere serioso. Ma credo che nessuno sia riuscito a descrivere la tua vera personalità, a esprimere la tua profondissima umanità. Sono due le esperienze cinematografiche dell’attrice, ostacolata in questo suo sogno dal padre: nel 1940, una breve comparsa nel film San Giovanni decollato e nel 1954 una partecipazione nel film Orient Express. Mio fratello Antonello ed io eravamo in soggezione, anche per via delle governanti tedesche, che sceglieva il nonno...». Sul fermalibri? Tanto è vero che quando lei gli rimproverava scherzosamente di averle regalato una casa, lui rispondeva: “L’hai guadagnata tu con i diritti d’autore di Malafemmena”». Napoli - \"L'onorevole Trombetta? Angosciante». Il Principe della risata non ha bisogno di una ricorrenza per essere ricordato. Per tanti anni era stato figlio di enne enne. «Lo ritenevano un parente, uno di famiglia. NAPOLI - Le ceneri di Diana De Curtis, nipote di Totò, morta lo scorso 6 dicembre a Roma dopo una lunga malattia, saranno tumulate nella cappella del cimitero di Santa Maria del Pianto, a Napoli, dove riposa il celebre nonno. Non era Rodolfo Valentino... Oggi, nell’anniversario della morte, a pochi giorni dall’inaugurazione al Maschio Angioino di una mostra che si vedrà anche a Roma nel corso della Festa del Cinema, lei fa i conti con la sua infanzia: «Nonno ha scelto la mia scuola, sceglieva i miei vestiti, supervisionava i miei amici. È vero che di notte girava in macchina con l’autista e lasciava una busta con i soldi sotto il portone dei più poveri? Si chiamava Liliana Castagnola.» In realtà la ragazza napoletana si chiamava Angelina, mentre Liliana Castagnola era nata a Genova.- «Neppure Totò una famiglia ce l’ha mai avuta: né da bambino, né da adulto, né da vecchio. Fa cenno durante l’intervista al suo impegno nella stesura del libro Tre nonni, in cui parlerà appunto dei suoi tre nonni, tra cui Totò, abbracciando 104 di storia (dai primi del ‘900 al 2000) attraverso la descrizione delle loro vite, con l’intento di scrivere una sceneggiatura tratta dal libro stesso. E) La morte, fin dall’antichità, è stata sempre oggetto dei nostri pensieri. Una vita sulla scia dei ricordi, tanti legati a Totò, che rievoca nei suoi scritti: con il libro Totò mio padre mette a nudo le sue emozioni e gli aspetti più reconditi della figura paterna. Ma ne girava tanti, che di soldi gliene entravano in tasca in continuazione». «Era un anarchico-monarchico. Sua mamma Liliana fu chiamata così in memoria di quella soubrette degli anni Trenta? Il giorno dopo Liliana, figlia di Totò, si ritrovava fidanzata in casa con il ragazzo che tanto aveva osato. Nacque a Roma nel 1955 e morì nella stessa città, prematuramente per un male incurabile, il 6 dicembre 2011. Senta, come mai suo nonno piaceva tanto alle donne. Ma è una fissazione che la fa sorridere di tenerezza. Li rivede i film di suo nonno quando li fanno in tv? Quando uscirono spruzzò il disinfettante ovunque». In sei ore sul set girava quello che gli altri giravano in sei giorni». «Sì, improvvisava molto. Riusciva solo a distinguere le sagome delle persone».Al botteghino faceva sempre sfracelli. C’è Totò che ti sorride. Tanto è vero che quando lei gli rimproverava scherzosamente di averle regalato una casa, lui rispondeva: “L’hai guadagnata tu con i diritti d’autore di Malafemmena”».Quarant’anni dopo, chi era Totò?«Un angelo, un nonno, un padre, un amico, un fratello. A quarant’anni dalla morte, Totò è ancora popolarissimo. di Milano: 1524326, CONDIVIDI LE TUE OPINIONI SU CORRIERE DEL MEZZOGIORNO.IT, RCS MediaGroup S.p.A. - Divisione Pubblicità, Copyright 2012 © RCS Mediagroup S.p.a. Tutti i diritti sono riservati | Per la pubblicità. Né suo fratello, Salvatore, con il quale Diana era molto legata... Un capitolo di «Totò mio padre», di Liliana de Curtis. A Napoli Antonio si dice Totonno oppure Totò. Pubblicamente no, era obbligatorio stroncarlo». Per il suo compleanno l'associazione \"Antonio De Curtis in arte Totò\", la Regione Campania, il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio hanno organizzato, al teatro San Carlo di Napoli, lunedì 13 maggio, alle ore 21, il \"Concerto per un Principe chiamato Totò\" di Gianni Lamagna. Poi Franca Faldini, l’altra donna della sua vita». Lavorare per lui era un piacere, purché gli orari fossero alla francese: mai prima di mezzogiorno. «Sì, ne era fiero. Legati da una buona amicizia, spesso si sono ritrovati nelle rievocazioni del grande Totò e negli omaggi al grande artista. Una vita riservata, lontana dalle telecamere. A Palermo aveva appena fatto la sua ultima recita teatrale in A prescindere quando gli capitò quel guaio all’occhio destro. Augh! Basta pensare che i suoi film sono tra i pochissimi in bianco e nero trasmessi in tv in prima serata... E il suo preferito, signora? «Sì, noi della famiglia siamo i primi fan. C’è la faccia di Totò. Noi oggi parliamo tutti con le sue battute. Qualità e difetti... «Sì, il nonno volle ricordare quella poveretta». Il nonno Totò era morto la notte. Si è mai lamentato della scarsa qualità di certi film? Era ispirato ad Andreotti". «Ma no, fu scritta per mia nonna Diana. Era un grande spendaccione, gli piaceva vivere bene e faceva tanta beneficenza». Per l'occasione "il Giornale" ha intervistato la nipote del grande attore, Diana, figlia di sua figlia Liliana. Fa parte della nostra quotidianità». Quindi non è stato fatto su misura».Su Totò circolano molte leggende. Lei si era innamorata di Totò, per lui era una storia come tante. (1979), I giochi del diavolo (TV Mini-Series), Maria - La Venere d'Ille (1979) - Faustina (1968). [Leggi anche: Monica Vitti, una diva senza tempo], Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. «Poco, ero piccola. Far ridere non era considerata un’arte. «Lo lasciavano fare, magari se ne andavano a prendere un caffè, lasciandolo solo sul set». Le ceneri della nipote di Totò andranno a Santa Maria del Pianto Riposerà a fianco a suo nonno. Il 21 settembre del 2013 Liliana De Curtis ha ricevuto il premio alla carriera nella città di Napoli, in occasione della festa di San Gennaro. Era una donna bellissima. Se avessi continuato a recitare gli avrei dato un dolore... Il giornale-radio — di solito così fedele a tutto ciò che è ufficiale e governativo — ha aperto il suo notiziario del 15 con la notizia della morte di Antonio de Curtis... Quarantott'ore prima di morire, Totò segui con aria affranta un finto funerale. Da militare ne aveva sofferto molto». Era molto serio, senza però essere serioso. «Spogliato dagli abiti di Totò, in cui siamo abituati a vederlo, aveva proprio un bel fisico, con le spalle larghe, gli piaceva remare. Lo rivela Liliana De Curtis, figlia del grande Totò. Scopri come, RCS MediaGroup S.p.A. - Divisione Pubblicità/Quotidiani/Periodici | Sede legale: via Angelo Rizzoli, 8 - 20132 Milano | Capitale sociale: Euro 762.019.050 consulenza di esperti. Tra tutti spicca “Totò mio padre”. Lo ricorderete pubblicamente? Lo diceva lui stesso per un vero comico il copione non deve contare...«Sì, improvvisava molto. Aveva la pressione bassa, non dormiva fino a tardi, ma ci metteva un po’ a carburare. Un grande artista così tanto borghese? E piaceva molto alle donne». Il 1951 fu un anno importante per la carriera cinematografica dell'attore. Sempre molto attiva nel ricordare la memoria del nonno con mostre e manifestazioni, muore per un male incurabile nel 2011. Ma faceva anche beneficenza. Senza contare i duelli. La ragazza, allora, si uccise. A lui fece testare la canzone Malafemmena: «Principe, mi pare una schifezza», disse lo sciagurato, invece fu un trionfo. I suoi cachet erano adeguati a quegli incassi strabilianti? Otto film l’anno ma questo non gli impediva di rispettare orari metodici: «Aveva i tempi francesi. Angosciante».Il lunedì 17 a Napoli quanta gente c’era ai funerali?«Prima c’era stato il funerale a Roma nella chiesa per così dire di casa. Quando le disse: “Vado a fare compagnia con Cabiria”, lei si uccise. La lista completa delle poesie scritte da Totò (tra parentesi il titolo in italiano). Mi veniva a prendere e mi accompagnava alle feste con l’autista, Carlo Cafiero, che era anche il suo migliore amico». È vero che improvvisava quasi sempre? Pubblicamente no, era obbligatorio stroncarlo».Che cosa ha poi spinto gli stessi critici a rivalutarlo?«Il pubblico. Si è svolto nel nome di Totò il giubileo degli artisti di Napoli. Liliana De Curtis ha scritto diversi libri dedicati al padre sulla scia dei ricordi e dei rimpianti. La vita non le ha fatto sconti: un padre grande artista di profonda generosità e umanità, a volte autoritario e padrone. Trasuda amore la casa di Diana de Curtis, la nipote di Antonio, in arte Totò. Riusciva solo a distinguere le sagome delle persone». Diana de Curtis: "Era severo, melanconico, spendaccione. Anche se poi, di nascosto, nel buio, magari i critici, che spesso erano i vice, si sbellicavano. C’è chi l’ha affrontata, chi si è arreso, chi ha trovato in lei la fine di una vita sciagurata o, infine, chi l’ha considera come un confine da oltrepassare per giungere in paradiso. Aveva la pressione bassa, non dormiva fino a tardi, ma ci metteva un po’ a carburare. Nelle case italiane ancora oggi si trovano foto di Totò appese alle pareti e non soltanto a Napoli. E piaceva molto alle donne" Antonio de Curtis, in arte Totò, nacque a Napoli, rione Sanità, il 15 aprile 1898, e morì a Roma il 15 aprile 1967. Anche dei figli. L’attrice e scrittrice ha subito un grave lutto nel 2011 causato dalla morte della figlia Diana dopo a seguito di una lunga e dolorosa malattia. C’è la scucchia deragliata di Totò. Poi ci fu il trasferimento a Napoli, una processione infinita. Senza contare i duelli. Che aveva provocato suicidi e duelli. Con Un Principe chiamato Totò, una docufiction che sto girando con Barbara Calabresi, prodotta da Sergio Valzania».Massimo Bertarelli, Voci celebri, narratori d'eccezione come Ben Gazzara, Fred Murray Abraham, Liliana de Curtis e i protagonisti del cinema italiano raccontano la vita del grande artista in Un principe chiamato Totò, film documentario realizzato da Barbara Calabresi e Diana de Curtis, che viene presentato in anteprima: il racconto appassionante di una vita in continuo altalenare tra gioie e incredibili successi, inattese tragedie, come la cecità che lo colpì ma non riuscì a fermarlo, e cocenti tradimenti.Il documentario è una sorta di album di famiglia che scorre sotto gli occhi rivelando documenti fino ad ora sconosciuti, come una preziosa raccolta di 15 fumetti del 1954, realizzati da Totò, o il suo primo provino per il cinema, insieme a manoscritti, lettere d'amore, poesie e canzoni mai pubblicate, fotografie messe a disposizione, per la prima volta, dalla famiglia. Il principe della risata era certo un «uomo di mondo», ma conservava superstizioni e piccole manie... Articoli e ritagli di stampa: dal 1940 al 1949. Che aveva provocato suicidi e duelli. Che fine ha fatto Diana De Curtis, la nipotina di Totò? Redazione online10 dicembre 2011© RIPRODUZIONE RISERVATA, Vuoi il tuo spazio in questa vetrina? Dal 1952 si lega all’attrice, giornalista e scrittrice Franca Faldini (1931-2016), che gli rimane accanto fino alla morte. cheekymag.it uses cookies and third parties' cookies to offer you the best possibile service. All’incirca a quell’ora arrivava il suo fischio; significava, per oggi tutti a casa. I campi obbligatori sono contrassegnati *. - P.IVA 05524110961. «In scena sempre». Si definisce artista, libero professionista, ma si conosce molto poco di lui. Totò era l'artista, non il mio uomo... E' Diana Buffardi de Curtis che parla: 22 anni, molto bella, esuberante e vivace, adora il cinema e vorrebbe fare l'attrice. Il rapper statunitense Eminem “massacra” verbalmente il presidente degli Stati Uniti, Donald... Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi nasce a Roma il 10 Maggio 1933: è la figlia di Totò e Diana Bandini Lucchesini Rogliani. Carattere molto forte e indipendente, già a 14 anni scappa di casa guadagnandosi il "titolo" di ragazza ribelle. L’attenzione a tutti i piccoli problemi rischiava a volte di diventare un’ossessione. Consigli.it sceglie e raccomanda in maniera indipendente «No. Come è nato il nomignolo Totò? Cara signora Diana de Curtis, lei se lo ricorda quel sabato 15 aprile del ’67?«Poco, ero piccola. In città c’erano centinaia di migliaia di persone a rendergli omaggio. Quando uno è giù di corda, venti minuti di Totò mettono di buon umore». Una sera andò a teatro all’aperto, lo spettacolo era Follie estive, in cui recitava Totò. Prima di lei Totò ebbe come moglie Diana Bandini Rogliani Lucchesini, incontrata nel 193 . Scoccò la scintilla, reciproca, la nonna scappò e lo raggiunse a Roma. Diana de Curtis, la nipotina di Totò: confessa di essere superstiziosa come il suo celebre nonno. Il Buffardi, però, non gode della stima di Totò, il quale firma comunque il consenso necessario affinché potessero essere celebrate le nozze, essendo sua figlia minorenne, ma decide di non partecipare alla cerimonia. Causa la guerra, furono tempi difficoltosi anche per il teatro, ... Dopo la morte del padre (avvenuta nel settembre del '44), ... Totò, Napoli... ed io, di Diana De Curtis e Francesco Brancatella (2009) Poesie . Tu parli solo con le frasi di papà!». Nelle case italiane ancora oggi si trovano foto di Totò appese alle pareti e non soltanto a Napoli. Non ti sopporto più. Nel 1973 dirige il suo unico film come regista Number One, del quale scrive anche la sceneggiatura. Su Totò circolano molte leggende. Capirà, lui era il maschio e per un napoletano tanto conta». Il nome Liliana viene scelto proprio dal padre, in ricordo di Liliana Castagnola, a cui il principe della risata era stato legato sentimentalmente e che si era suicidata per lui. Mio fratello Antonello ed io eravamo in soggezione, anche per via delle governanti tedesche, che sceglieva il nonno...».Del tipo «la serva serve, soprattutto se è bona, serve»?«No, contava soltanto la serietà».I produttori lo sfruttavano. Domenica prossima quindi sarà il quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Sul quadrante della sveglia? Far ridere non era considerata un’arte. 2002-2020 - Elaborazione Daniele Palmesi. Cercava, scegliendo a caso, le case più fatiscenti, quelle dei bassi, quasi sempre nel suo quartiere, la Sanità. Li ha amati tutti. Detti & Contraddetti: chi è il principe Antonio de Curtis? Antonio de Curtis, in arte Totò, nacque a Napoli, rione Sanità, il 15 aprile 1898, e morì a Roma il 15 aprile 1967. Che cosa ha poi spinto gli stessi critici a rivalutarlo? Muore all’età di 49 anni di leptospirosi, una malattia infettiva contratta dopo un bagno nel fiume Tevere. Io credo invece che Antonio usasse quella maschera, come un qualsiasi mortale usa la parte di sè che più piace alla gente. È vero che di notte girava in macchina con l’autista e lasciava una busta con i soldi sotto il portone dei più poveri?«Vero. Il nome Liliana viene scelto proprio dal padre, in ricordo di Liliana Castagnola, a cui il principe della risata era stato legato sentimentalmente e … Un amore sano e consapevole che però fa dire a sua madre Liliana: «Figlia mia tu sei una pazza. Lei aveva sedici anni e studiava in collegio a Firenze. Quando uno è giù di corda, venti minuti di Totò mettono di buon umore». A Napoli Antonio si dice Totonno oppure Totò. Perché il popolo amava tanto suo nonno? Molto galante, sapeva ascoltare, le faceva sentire importanti».Qualità e difetti...«Era gelosissimo. Dopo la morte del padre Giuseppe De Curtis, tra il 1945 e gli anni successivi Totò alternò teatro e cinematografia, dedicandosi anche alla creazione di canzoni e poesie, ma anche ad una buona lettura, diligendo in particolar modo Luigi Pirandello. Era ispirato ad Andreotti\". Fatalmente attratto dalle luci del varietà, Antonio De Curtis entra nel mondo dello spettacolo fin da giovanissimo. Diana Bandini Rogliani, moglie di Antonio De Curtis. Dopo la tua morte sei stato riscoperto, osannato, mitizzato, ti sono stati dedicati saggi e tavole rotonde. È stato riabilitato a furor di popolo». Ascoltare Diana, per chi ama Totò, è una delizia. «Prima di tutte, sua moglie, mia nonna Diana, che si chiama come me, in famiglia non abbiamo molta fantasia. Era rigido, soprattutto nell’educazione. Uno dei più fedeli fan club è a Pordenone». UNA REDAZIONE AL SERVIZIO DI CHI AMA SCRIVERE, Droga: spaccio e truffe on line nell'alto Casertano, 9 indagati, La Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum rimandata ad aprile, Aziende e partite iva, i vantaggi di Amazon Business, Borraccia in alluminio con stampa personalizzata. La famiglia per lui era la cosa più importante. Una strategia che gli aveva insegnato il rione Sanità, il suo basso di Napoli». Il sito utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare i contenuti, fornire funzionalità per social media e analizzare il nostro traffico. Liliana Focas Flavio Angelo Ducas Comneno De Curtis di Bisanzio Gagliardi nasce a Roma il 10 Maggio 1933: è la figlia di Totò e Diana Bandini Lucchesini Rogliani. In teatro coglieva al volo gli umori del pubblico. Quando era stanco fischiava: era il segnale di stop. «Prima c’era stato il funerale a Roma nella chiesa per così dire di casa. Totò è anche l’unico attore italiano il cui nome figura nel titolo del film... Le ceneri della nipote di Totò andranno a Santa Maria del Pianto Riposerà a fianco a suo nonno. "Attraverso i luoghi che ha amato (Capri, Viareggio, Napoli, Roma, Costa Azzurra) - dicono Diana de Curtis e Barbara Calabresi - gli spettatori scoprono gli aspetti più segreti e privati dell'uomo Antonio de Curtis, principe serio e malinconico e di Totò, artista immortale".GENERE: Documentario - ANNO: 2007 - REGIA: Fabrizio Berruti - FOTOGRAFIA: Angelos Karakussis - MONTAGGIO: Alessio Vallocchia, Francesco Bilotti - MUSICHE: Lino Cannavacciuolo, Lucio Dalla - PRODUZIONE: RODEO DRIVE - PAESE: Italia - DURATA: 75 Min, «Era un uomo dolce e severo, generoso e molto melanconico», Sulla caffettiera? Nel 1964, dopo la separazione da Gianni Buffardi, si trasferisce con il suo nuovo compagno e futuro marito Sergio Anticoli a Johannesburg (Sudafrica). Quando le disse: “Vado a fare compagnia con Cabiria”, lei si uccise. Il sinistro era già fuori uso da vent’anni. Diana somiglia al celebre nonno, in salotto ha eretto altarini di ricordo, foto che la ritraggono con lui, che le raccontano una storia. A nove anni di età vede i genitori separarsi e prendere strade lontane: la madre si trasferisce in Sud Africa mentre lei resta a Roma per tentare l’avventura nel cinema. Era la prima scena di un nuovo film. Con i partner andava d’accordo? Non era Rodolfo Valentino...«Spogliato dagli abiti di Totò, in cui siamo abituati a vederlo, aveva proprio un bel fisico, con le spalle larghe, gli piaceva remare. Con il cardinale Sepe c'erano Liliana De Curtis e gli artisti Enzo Gragnaniello, Nino Buonocore e Patrizio Rispo. Antonio de Curtis, in arte Totò, (Napoli, 15 febbraio 1898 - Roma, 15 aprile 1967), soprannominato «il principe della risata», è considerato uno dei maggiori interpreti nella storia del teatro e del cinema italiani. In città c’erano centinaia di migliaia di persone a rendergli omaggio. I grandi amori della sua vita? «Colpa del tredici, naturalmente!», sottolinea convinta e compunta Diana de Curtis. Commossa dice queste poche ma profonde parole: “Ora Pino e Totò sono insieme, è con Totò perennemente e si stanno dicendo che Napoli è un’altra cosa. Ogni tanto quando il nonno vi farà cenno, ci diceva, voi salirete a trovarlo, a parlargli e a fargli una carezza. La teneva al di fuori di tutto. Scopri anche con Mario Digilio, compagno nell’ultima tournée di Totò, che il 3 maggio di 50 anni fa il grande artista abbandonò le scene perché quasi cieco. In teatro coglieva al volo gli umori del pubblico. Di lui si parla sempre. Da militare ne aveva sofferto molto». Le qualità più grandi, bontà e generosità».I grandi amori della sua vita?«Prima di tutte, sua moglie, mia nonna Diana, che si chiama come me, in famiglia non abbiamo molta fantasia. «Nel modo più semplice. Lei […] Fu molto attiva nel ricordare la memoria del nonno Antonio de Curtis con mostre e manifestazioni. In realtà Liliana è nata alle ore 21 presso l'Hotel Ginevra in Via della Vite.- Totò e Diana Bandini Rogliani si incontrarono per la prima volta nel foyer del Teatro Varietà "Follie Estive" e non del Teatro Gambrinus di Firenze. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Milano n.12086540155 | R.E.A. Se continui ad utilizzare questo sito autorizzi l'utilizzo dei cookies. Quindi non è stato fatto su misura». Per tanti anni era stato figlio di enne enne. Le parole della scrittrice: Caro papà, ho deciso di scrivere questo libro per il semplice motivo che ti spetta. Quando era stanco fischiava: era il segnale di stop. Un film che Totò aveva nel cuore? 1955: La nascita Diana Buffardi, la sua famiglia, Gli anni 60: Diana, Liliana e la morte del nonno, La vita privata di Totò nel racconto della nipote, «Mio nonno», dice Diana Buffardi De Curtis «è sempre stato un uomo solo che doveva comprarsi l’affetto di cui aveva bisogno: solo la moglie l’ha amato davvero» • «Da piccola, mi vergognavo di lui» • «Alla nascita, Totò fu registrato all’anagrafe come figlio di NN: solo sul letto di morte suo padre lo ha riconosciuto» • «Ogni giorno metteva alla prova la sua virilità: questo ritmo gli è stato fatale», Angelo De Robertis, «Gente» anno XXI, n.46, 19 novembre 1977, «Mio nonno era ricchissimo», racconta Diana Buffardi De Curtis: « lasciò un miliardo e mezzo a mia madre e circa un miliardo a Franca Faldini, sua compagna per oltre 15 anni, ma tutti questi soldi si sono volatilizzati in brevissimo tempo » - « La sua amicizia con i "pezzi da 90” della malavita napoletana » - « Diceva lui stesso la Messa in casa » - « Quando andava al bar, dava sempre la mancia in anticipo perché temeva che i camerieri gli sputassero nella tazzina del caffè», Angelo De Robertis, «Gente» anno XXI, n.47, 26 novembre 1977. Lavorare per lui era un piacere, purché gli orari fossero alla francese: mai prima di mezzogiorno. Liliana De Curtis a cuore aperto, tra l’amore il dolore ed il ricordo del padre, che rievoca nei suoi scritti con il libro Totò mio padre. Diana Buffardi de Curtis era la figlia di Liliana de Curtis e Gianni Buffardi.Nacque a Roma nel 1955 e morì nella stessa città, prematuramente per un male incurabile, il 6 dicembre 2011. La nipote del grande Totò, apparsa recentemente in TV nella trasmissione di Gianni Boncompagni, parla del principe della risata con affetto appassionato. Il nonno Totò era morto la notte. Il cappotto di Napoleone è un mito».Li rivede i film di suo nonno quando li fanno in tv?«Sì, noi della famiglia siamo i primi fan. L’attenzione a tutti i piccoli problemi rischiava a volte di diventare un’ossessione. Do il mio consenso affinché un cookie salvi i miei dati (nome, email, sito web) per il prossimo commento. Diana Rogliani. Ma faceva anche beneficenza. Totò era un uomo all'antica. Diana De Curtis è morta lo scorso 6 dicembre dopo una lunga malattia. Oggi parliamo di Totò, l’artista senza tempo.
2020 diana de curtis causa morte