C’è poi un celebre aneddoto riportato da Vasari, secondo il quale, quando il cantiere arrivò a quote alte, si poneva il problema della perdita di tempo per andare a mangiare: così lo storiografo aretino racconta che Brunelleschi ordinò “che si aprissero osterie nella cupola con le cucine, e vi si vendesse il vino”, così che nessuno lasciava il posto di lavoro, se non la sera per andare a casa, col risultato che, scrive ancora Vasari, “fu a loro commodità, et all’opera utilità grandissima”. L’architetto, per esempio, si era accorto che i gradoni esterni della cupola del Pantheon poggiavano su una forma interna circolare. La cupola di Brunelleschi è impostata su un sistema di 8 costoloni verticali che partono dagli angoli del tamburo ottagonale (le fasce bianche convergenti verso l’alto). Brunelleschi dovette ricavarne importanti spunti, soprattutto per quel che riguarda la statica dell’edificio, le modalità costruttive, l’organizzazione del lavoro. Dopo la vittoria del concorso, nel 1420 iniziano i lavori per la costruzione di quella che sarà la cupola di Brunelleschi. E poi ancora gli smaltitoi delle acque piovane, buche e aperture per non far entrare vento nel cantiere, e per meglio proteggere la struttura dai terremoti. Per capire fino in fondo la complessità della costruzione di questa opera e l’enormità della stessa, ti riporto per pura curiosità alcuni numeri esemplari: I numeri impressionanti, più di ogni altra cosa, sottolineano la straordinaria impresa architettonica della cupola di Brunelleschi. Dopo sedici anni di lavori, nel 1436 la cupola di Brunelleschi viene finalmente terminata. Per esempio, dai documenti sappiamo di impalcature con pareti per evitare che i lavoratori avessero la vista aperta sul vuoto sotto di loro, i ponteggi erano dotati di parapetti per impedire le cadute, e addirittura Brunelleschi arrivò a dare disposizioni sulle quantità di vino da somministrare agli operai (c’è da sottolineare, infatti, che la qualità dell’acqua delle città del Quattrocento non è la stessa di oggi, e che il vino era considerato bevanda molto più salubre: tuttavia, a tutela dei lavoratori, Brunelleschi dispose di annacquare il vino, e stabilì anche il licenziamento in tronco per gli operai che venissero trovati ubriachi). Inoltre, i lavori spesso si protraevano per decine, a volte centinaia d'anni, rendendo impossibile la previsione e il controllo di tutte le fasi della costruzione. Brunelleschi, però, non era un uomo di lettere, non era nemmeno particolarmente colto. La cupola di Santa Maria del Fiore o cupola del Brunelleschi rappresenta uno di quei simboli architettonici che segnano uno stile, in questo caso l’inizio del Rinascimento con la conclusione della sua costruzione avvenuta nel 1436. Nello stesso tempo possiede una nuova intenzionalità formale (in larga misura distaccata dall’edificio circostante e fondata sull’esaltazione del tracciamento geometrico) ed è la prima opera importante dove l’architettura non è solo il consulente ad alto livello di un corpo collettivo di esecutori, ma l’unico responsabile della forma, della decorazione, della struttura e dell’organizzazione di cantiere; quindi segna il paessaggio a una nuova esperienza architettonica, di cui Brunelleschi stesso sta elaborando i fondamenti metodologici”. Mentre la folla scappa concitata dal Duomo, tra i congiurati scoppia il panico. Già i fiorentini del 1436 potevano osservare una struttura incredibile, per quegli anni ma anche per oggi: un’enorme volta rossa, scandita dagli otto candidi costoloni che marcano le forme delle vele, diventata subito un riconoscibilissimo elemento del paesaggio, dal momento che la cupola si può vedere anche a svariati chilometri di distanza. “In altre parole”, concludono Masiero e Zannoner, “Brunelleschi non ha messo in atto un’analogia mimetica, ma una concettualizzazione dei processi; non ha riprodotto, ma ‘smontato’ l’oggetto per produrre qualcos’altro”. Non c’erano però piani alternativi, e la decisione era obbligata. Per il progetto della cupola, l’Opera di Santa Maria del Fiore bandì un concorso nel 1418: si trattava di un incarico impegnativo, perché occorreva progettare una struttura che fosse in armonia col resto dell’edificio, e soprattutto era necessario pensare a come aggirare gli enormi ostacoli di carattere pratico e ingegneristico che si sarebbero inevitabilmente presentati. Egli incarna perfettamente la figura dell'uomo rinascimentale, libero, intelligente, fiducioso nella forza delle sue idee. E ancora, Brunelleschi aveva pensato anche a come far procedere i ponteggi man mano che la quota si alzava: se nelle prime fasi di costruzione, quando le vele erano pressoché verticali, era possibile installare delle impalcature interne, l’incurvarsi delle vele verso l’alto rendeva d’obbligo l’utilizzo di ponteggi esterni, e alla fine, quando l’inclinazione era troppo forte, Brunelleschi immaginò un ponteggio sospeso nel vuoto al centro della cupola, appoggiato su travi fissate a quote inferiori. La cupola, leggiamo nella sua Storia dell’Architettura del Rinascimento, “si colloca tra il passato e l’avvenire”, e “conclude l’immagine tradizionale della città, e dà la misura delle possibilità future. Brunelleschi ha un'idea geniale: sul modello delle grandi architetture romane, come la monumentale cupola del Pantheon, che da giovane aveva studiato e ridisegnato a fondo, concepisce una cupola ottagonale autoportante, che quindi non necessita di alcuna centina, e costruita con materiali diversi: pietra in basso, dove la curvatura è minima, per ottenere più resistenza, e mattoni in alto, perché più leggeri. Un motivo di vanto e d’orgoglio per gli abitanti di Firenze (Leon Battista Alberti scrisse, con parole pungenti, che la cupola è una “struttura sì grande, erta sopra e’ cieli, ampla a choprire chon sua ombra tutti e’ popoli toscani”). Ancora, forse Brunelleschi poteva aver sentito di alcuni precedenti nell’Oriente persiano, come ha ipotizzato lo studioso Piero Sanpaolesi: a Soltaniyeh, nell’odierno Iran, si trova infatti il mausoleo di Öljeitü, che ha la più antica cupola a doppia calotta che si trovi sul suolo iraniano, risalente a un periodo compreso tra il 1302 e il 1312. Scrivi cosa ti è piaciuto di più o lascia qualche prezioso consiglio per migliorare l'esperienza di visita! Ph. La figura di Brunelleschi è in sintonia con questo mondo nuovo. La vendetta di Lorenzo si placherà solo quando riuscirà ad averlo tra le sue mani. Bernardo Bandini Baroncelli, senza indugio alcuno, colpisce mortalmente il giovane Giuliano de’ Medici. Brunelleschi li accontenta, ma con un salario inferiore. La prima causa d’infortunio comunque non erano le cadute degli operai dai ponteggi o dalle impalcature, ma erano le cadute di materiale da costruzione addosso ai lavoratori: agli infortunati veniva comunque riconosciuto un periodo di convalescenza pagato. Come detto, occorsero sedici anni per completare il lavoro: era il 25 marzo del 1436 quando papa Eugenio IV consacrava solennemente la cupola. Il capolavoro di Antonio Fontanesi, Il capolavoro di Caravaggio a Malta: la “Decollazione di san Giovanni Battista”, La scoperta del Titulus Crucis e le reazioni nell'arte: Michelangelo e Signorelli, Il mondo mentale di Cosmè Tura: i due tondi di san Maurelio alla Pinacoteca di Ferrara, I capolavori giovanili di Michelangelo: la Madonna della Scala e la Battaglia dei Centauri, Furti di diritti, furti di opere. La soluzione immaginata da Brunelleschi risolveva diversi problemi di carattere pratico, al di là di quello dell’uso delle armature. Vasari, autore nel '500 delle celebri 'Vite di artisti', ci dice che egli "ragionava con la pratica esperienza", e ce lo descrive come uno dei primi grandi tecnici del mestiere. Lascia un commento qui sotto per ispirare i futuri visitatori. E a ogni fase della costruzione doveva curare che tutte le vele procedessero armoniosamente convergendo verso il centro: compito che riuscì alla perfezione. Per coprire con una cupola uno spazio così vasto era necessario avere a diposizione delle impalcature di legno (dette centine) proporzionali all’opera da eseguire. Palle!”, inizia la caccia all’uomo con esecuzioni sommarie dei congiurati. Si è poi a lungo parlato del Pantheon: si ipotizza, secondo una suggestione che comunque è accettata da tutta la critica, che Brunelleschi avesse viaggiato a Roma per studiare le opere degli antichi romani, e di conseguenza non gli sarà sfuggita la cupola del Pantheon, dal diametro di oltre 43 metri, e che è ancor oggi la cupola in calcestruzzo più grande al mondo. Brunelleschi aveva poi progettato le macchine necessarie alla costruzione, tanto affascinanti da appassionare persino Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 - Amboise, 1519), che diciassettenne, appena arrivato a Firenze, volle subito studiarle (una passione che non si sarebbe limitata agli anni giovanili: troviamo i disegni delle macchine brunelleschiane nel Codice Atlantico). Sotto le vele – le superfici rosse tra i costoloni bianchi – sono presenti altri due costoloni minori per un totale di 16 unità. Ma Brunelleschi aveva elucubrato delle innovative soluzioni anche per ciò che riguarda l’impostazione del cantiere. Considerando le mastodontiche dimensioni del tamburo ottagonale, sul quale deve poggiare la cupola stessa, questa dovrà avere necessariamente dimensioni inusitate: dovrebbe coprire uno spazio di circa 46 metri di diametro. Il fratello maggiore di Giuliano viene ferito al collo ma sguaina la spada e insieme alla sua scorta si difende strenuamente. Brunelleschi risolse il problema inventandosi una singolare cupola “autoportante”. Tutti i costoloni, sia quelli maggiori che quelli minori, sono legati orizzontalmente da anelli concentrici. Gli operai, rimasti senza lavoro, e feriti nell'orgoglio, tornano indietro e chiedono di essere riassunti. Le affinità con la cupola del Pantheon sono infatti poche, a livello formale e strutturale: cambiano i materiali (mattoni nel Duomo di Firenze, calcestruzzo al Pantheon), le forme (una volta ottagonale invece di una cupola semisferica), il tipo i struttura (una cupola a doppia calotta invece che una cupola a singola calotta), il fatto che la cupola sarebbe svettata sulla città e visibile da lontano, mentre invece la cupola del Pantheon, notevolmente più bassa, rimane nascosta tra i palazzi di Roma. Brunelleschi ha fortemente impressa nella mente la lezione appresa sul campo riguardo le cupole autoportanti romane, come quella del Pantheon. Il suo eventuale utilizzo in siti web esclusivamente amatoriali presuppone che ne venga citata la fonte. Lorenzo, anche se ferito, è sopravvissuto alle pugnalate dei cospiratori. Palle!, era un riferimento diretto ai Medici nel cui stemma di famiglia compaiono delle sfere su uno scudo. È celebre l'episodio dello sciopero delle maestranze: Brunelleschi licenzia tutti in blocco e assume, al loro posto, dieci 'Lombardi'. Un’impresa considerata impossibile che sarà … Se non la trovi ricordati di controllare nella cartella Spam, La CUPOLA di BRUNELLESCHI: una straordinaria impresa architettonica, Storia e architettura nel cuore di Firenze, Leonardo agli Uffizi: tra le opere del genio universale, Un magico scrigno d’arte tra mito e realtà, Lanfranco e Wiligelmo: gli artisti entrano in scena, PALAZZO TE a MANTOVA: oltre il Rinascimento, Breve guida al capolavoro di Giulio Romano, La Cupola di Brunelleschi e i tetti di Firenze, La Cupola di Brunelleschi e il cielo di Firenze, La struttura della Cupola di Brunelleschi. Bandini si dilegua in fretta e furia dalla scena del crimine. Ogni volta che viene chiuso un anello, si passa a quello successivo che è impostato esattamente su quello inferiore. Lo strano grido di battaglia della folla, quel Palle! Un complotto che univa una serie di personaggi di primo piano dello scacchiere italiano dell’epoca, dal papa Sisto IV al re di Napoli Ferrante d’Aragona, nella volontà di eliminare fisicamente i Signori di Firenze: i fratelli Lorenzo e Giuliano de’ Medici. Oltre un secolo dopo, siamo nel 1412, la Cattedrale è quasi terminata se non fosse per un piccolo dettaglio: manca la cupola. I lavori per la costruzione e la messa in opera della lanterna, iniziarono però solo nel 1446 alcuni mesi prima della morte di Brunelleschi. Al concorso partecipano gli architetti più in vista dell’epoca e Brunelleschi, forte degli studi compiuti sulle cupole romane durante i suoi viaggi giovanili, non può mancare l’appuntamento con la storia. Un numero tutto sommato basso, se si pensa al fatto che stiamo parlando di un cantiere del primo Quattrocento (e di certo all’epoca la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro non era la stessa di oggi), ed estremamente difficile e pericoloso (tanto che gli operai impiegati erano quasi tutti lavoratori con esperienza: su 265, ben 259 erano maestri, 176 maestri con qualifica, e soltanto 6 erano manovali o fanciulli). La potentissima organizzazione del capitolo del Duomo interviene senza indugio in suo favore e nel giro di una decina di giorni l’architetto torna libero pronto a compiere il rush finale. Vengono impiccati quasi contemporaneamente alla stessa finestra del Palazzo della Signoria: “Mentre veniva spinto giù, morse il cadavere di Francesco Salviati, e nel momento in cui veniva soffocato dal capestro, con gli occhi spalancati e furiosi, ne azzannava una mammella” (Poliziano). Era figlio di un notaio fiorentino benestante, era stato educato in modo liberale e fin da ragazzo si era interessato di scultura, di meccanica, di matematica. Rapidi scambi di oggetti che scompaiono furtivi sotto i mantelli. il fatto che in realtà la cupola di Brunelleschi non è piena, ma costituita da due “calotte” separate da un’intercapedine (naturalmente noi vediamo quella esterna ma all’interno, tramite dei cunicoli, è possibile osservare anche quella nascosta). Il 7 agosto del 1420 cominciava la costruzione della Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, lo straordinario capolavoro di Filippo Brunelleschi. Una volta finita, la cupola si rivelò da subito come qualcosa di straordinario e di mai visto prima. Alle ultime parole del celebrante, proprio sotto la cupola di Brunelleschi, scoppia il parapiglia. Fu anche il primo a introdurre la figura dell'architetto progettista e unico, assoluto responsabile di un'opera: bisogna pensare che, nel Medioevo, si innalzavano intere cattedrali senza un progetto vero e proprio, semplicemente affidandosi sul cantiere all'esperienza della collettività. I congiurati avevano l’obbligo tassativo di uccidere entrambi i fratelli, Signori di fatto della città di Firenze. Sono stati anni difficili per l’architetto. Credit Anthony Majanlahti. E date le dimensioni dell’imponente volta, non sarebbe stato possibile reggerla con armature di legname, le cosiddette centine, perché era impensabile costruire un’opera di legno alta più di novanta metri (la base della cupola si trova a un’altezza di circa 55 metri, più 13 di tamburo, e l’altezza della cupola sarebbe stata di 36,6 metri), e soprattutto, nonostante nella Firenze del XV secolo si potessero comunque trovare carpentieri in grado di costruire gigantesche armature, la centina non avrebbe retto il peso della struttura. Ma cosa aveva, questa cupola, di tanto sorprendente? Non solo: nessun lavoratore del cantiere era obbligato a lavorare in quota (ma chi lo faceva riceveva una paga più alta). Il download di documenti, immagini e altri tipi di files contenuti nel sito può essere eventualmente eseguito solo per un uso personale e non commerciale. A lui si deve lo studio della prospettiva lineare che si era già utilizzata ma senza un riferimento preciso di regole. Se ti è piaciuto questo articolo abbonati a Finestre sull'Arte. Comincia con una colazione a base di pane, melone e vino, il 7 agosto del 1420, la storia di uno dei più grandi capolavori della storia dell’umanità: la Cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, capolavoro di Filippo Brunelleschi (Firenze, 1377 - 1446), il padre del Rinascimento in architettura. L’architetto pensò così di adoperare una doppia calotta, interna ed esterna: in pratica, la Cupola di Santa Maria del Fiore è composta da due cupole diverse, separate da uno spazio vuoto di circa un metro e venti e collegate tra loro da ventiquattro supporti costruiti sopra gli spicchi della cupola interna. Malgrado le suggestioni che provengono dal mondo classico, però, a causa delle notevoli dimensioni da fronteggiare qui, l’architetto non può utilizzare una cupola emisferica, come nel Pantheon, ma partorirà una cupola a sesto acuto, come negli edifici gotici. A Firenze si era cominciato a discutere della cupola già nel 1367, dopo che fu terminata la tribuna absidale di Santa Maria del Fiore, progettata da Arnolfo di Cambio (Colle di val d’Elsa, 1245 circa - Firenze, 1310), e il progetto era diventato irrimandabile dopo che, nel 1413, era stato innalzato, sopra alla tribuna, anche il possente tamburo ottagonale alto tredici metri che aveva reso ancor più complessa la realizzazione di un’eventuale copertura. È l'espressione più alta di … La smonta non per ricostruirla tale e quale a Firenze, ma per intuirne le logiche, i funzionamenti strutturali, i punti di forza e gli elementi di debolezza, e per dedurre, al termine di un procedimento del tutto concettuale, che a Firenze si sarebbe dovuto realizzare qualcosa di radicalmente diverso”. La Cattedrale di Santa Maria del Fiore è piena all’inverosimile per la celebrazione della messa. Un altro capitolo importante era quello dell’organizzazione del lavoro in cantiere: Brunelleschi dimostrò infatti delle grandi doti gestionali, e non tralasciò nessun particolare per dar vita a un cantiere che consentisse alla cupola di procedere speditamente e ai lavoratori di operare in sicurezza pressoché totale. Ecco come Filippo Brunelleschi, il primo architetto compiutamente moderno, fece l’impresa. In quel momento storico, non vi erano più falegnami specializzati capaci di costruire delle impalcature così ampie e possenti da poter essere utilizzate come sostegni durante la costruzione della cupola. Ma non solo: il cantiere della Cupola di Brunelleschi presupponeva un nuovo approccio verso l’architettura, dal momento che occorreva superare problemi e ostacoli inediti, e impiegare macchinarî nuovi e nuovi metodi di organizzazione del lavoro. The ARTeller nasce per raccontarti l’arte e la sua storia da un’altra prospettiva, “L’arte spazza la nostra anima dalla polvere della quotidianità.” Pablo Picasso, Tra pochi minuti riceverai la mail con la Guida ai Siti Unesco d’Italia, Ps. In ogni caso, Brunelleschi non tollera la presenza del Ghiberti: Filippo vuole essere ricordato per sempre nelle cronache future e non vuole condividere con nessuno tale primato. Fu quindi bandito un nuovo concorso per la realizzazione di una “macchina decorativa” che fu vinto senza batter ciglio dal nostro architetto. I suoi gli risparmiano la vista del corpo martoriato dalle pugnalate di Giuliano, che giace in una pozza di sangue nel coro sotto la cupola di Brunelleschi. “La messa è finita” è il segnale convenuto degli uomini che per tutto il tempo hanno tramato tra la folla. L’opera poteva definirsi completata definitivamente nel 1472, quando sulla Lanterna fu issata la palla in bronzo progettata dal Verrocchio (Andrea di Michele di Francesco di Cione; Firenze, 1435 - Venezia, 1488). Mancava solo la Lanterna, alta sei metri, che chiude la struttura: anch’essa fu progettata da Brunelleschi (l’Opera di Santa Maria del Fiore approvò il suo progetto in data 31 dicembre 1436), ma l’architetto non fece in tempo a vederla finita perché scomparve nel 1446, e l’opera sarebbe stata terminata soltanto dopo la sua scomparsa. Cupola del Brunelleschi. Questi sono i primi istanti di cronaca di uno dei complotti più famosi della storia: la Congiura dei Pazzi. Brunelleschi si era infatti premurato di garantire le migliori condizioni di lavoro agli operai. Un esempio di cupola a vele era già presente a Firenze: si tratta della cupola del Battistero, che comunque non ha l’elevazione di quella di Santa Maria del Fiore, per quanto costruita su una pianta ottagonale come quella di Santa Maria del Fiore. Nel frattempo, dall’altra parte del coro posto sotto la cupola di Brunelleschi, gli altri congiurati attaccano Lorenzo il Magnifico. 'Pare che il cielo ne abbia invidia' scriveva il Vasari, 'che continua a bersagliarla con saette, credendo che la sua fama abbia quasi vinto l'altezza dell'aria'. Si tratta di argani (alcuni dei quali mossi da coppie di cavalli che muovevano in circolo), carrucole, spettacolari gru girevoli agganciate a ponteggi sospesi nel vuoto (e che pertanto potevano essere utilizzate anche a grandi altezze). Lorenzo tornato al suo quartier generale, mentre il popolo lo sostiene senza indugio al grido incessante di “Palle! Il grande architetto aveva convinto l’Opera di Santa Maria del Fiore non tanto per scelte particolarmente avveniristiche sul piano della forma o dell’estetica, ma soprattutto per via delle soluzioni di carattere pratico che aveva escogitato. Anche oggi la cupola brunelleschiana appare come un unicum, sospeso fra due epoche; è in sostanza un’opera gotica, non per il sesto acuto ma per i legami organici con l’edificio di Arnolfo e per l’importanza dell’impegno strutturale; come nelle grandi cattedrali duecentesche e trecentesche, s’intende toccare il limite delle possibilità insite in un dato sistema costruttivo. In un documento relativo ai pagamenti, redatto all’Opera di Santa Maria del Fiore cui erano in capo i lavori, e che ancora oggi è conservato negli Archivi dell’Opera, si legge infatti che fu questo il pasto che, assieme alla paga, fu offerto alla maestranze che cominciarono i lavori di realizzazione dell’imponente struttura: “A dì 7 d’aghosto lire 3 soldi 9 denari 4 per uno barile di vino vermiglio e uno fiascho di trebiano e pane e poponi per una cholezione si fe’ la mattina che si chominciò a murare la chupola”. Naturalmente l’architetto fiorentino non si recò di persona in Persia, ma dal momento che la costruzione, tra Tre e Quattrocento, godette di una certa fama anche in Europa, e che comunque i collegamenti commerciali tra Oriente e Occidente erano frequenti, potrebbe non apparire illogico che Brunelleschi abbia tratto ispirazione dall’illustre modello. Anche se il Medioevo non era poi tanto lontano, e nemmeno poteva considerarsi quel mondo di arretratezza che a lungo si è dipinto, gli uomini del Rinascimento erano ben consapevoli di essere diversi: in nemmeno vent'anni, infatti, e a partire proprio dalla costruzione della cupola del Brunelleschi, un limitato gruppo di artisti, in una sola città, Firenze, metteranno in atto una delle rivoluzioni più importanti della nostra storia culturale. Dopo pochi minuti, appurato che i congiurati si sono dispersi, Lorenzo esce dalla sagrestia. I corsi orizzontali sono autoportanti e quando ne viene terminato uno si procede ordinatamente con quello seguente, fino ad arrivare alla sommità della cupola. Per la cupola non poteva che esserci un unico tipo di struttura: una volta ottagonale a vele, tanto che, se definiamo “cupola” soltanto quella struttura costituita da infiniti archi che ruotano attorno al proprio asse (e che dànno pertanto luogo a una cupola emisferica), allora la costruzione di Brunelleschi non è una cupola, ma è più propriamente, appunto, una volta.
2020 cupola brunelleschi costruzione