L’originale o quello apparso successivamente? E’ come se il Cristo stesse fuori dal dipinto ed è come se fosse reale. “Cristo morto” (sopra) e “Camera degli sposi” (sotto). Allora, sei pronto a conoscere per bene questo capolavoro? Insomma, le proporzioni sono tutte sbagliate! Storia, descrizione, analisi e commento del Cristo Morto, dipinto di Andrea Mantegna, realizzato nel 1475-78 e si trova nella Pinacoteca di Brera a Milano. Particolare delle proporzioni del corpo di Cristo. Agli inizi del XIX secolo risalgono i primi indizi sicuri. In sostanza, in questo momento Cristo sarebbe contemporaneamente vivo e morto: vivo perché è Dio, ma morto perché la sua esistenza terrena si è conclusa. Ma come fece Andrea Mantegna a rendere il dipinto quasi reale? Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Confronto tra l’opera originale e la copia americana. Scoprirai le ragioni per cui questo è considerato un capolavoro innovativo dell’arte del ‘400, Vedrai chi sono i personaggi che circondano. Son cresciuto con questo capolavoro negli occhi e nel cuore. Mantegna’s greatest achievement: perfectioning perspective . Anche noi cercheremo di rispondere a tutte queste domande, cercando di capire la tecnica utilizzata e il come riuscì a rendere il dipinto prospettico. Il vertiginoso scorcio prospettico della figura del Cristo disteso, che ha la particolarità di “seguire” lo spettatore che ne fissa i piedi scorrendo davanti al quadro stesso. L’uso della prospettiva leggermente rialzata accentua la volumetria del corpo. Nel 1628, un gran numero di quadri appartenenti alla famiglia Gonzaga vengono venduti a Carlo I d’Inghilterra. Te la faccio breve: il Cristo morto di Mantegna ha una composizione costruita in modo tale che se stiamo guardando questa scena per la prima volta, c’è un fortissimo impatto emotivo. Io penso che una delle opere più rappresentative di questo tema è la Deposizione Borghese di Raffaello Sanzio. Si tratta di un curioso effetto ottico ed alcuni studiosi ci hanno visto un significato “nascosto”: tale dettaglio potrebbe simboleggiare la doppia natura di Cristo, quella umana e quella divina. È un’opera che quando è stata realizzata, ha gettato delle basi completamente nuove per fare arte. Come riuscì in un sola opera a unire espressione, dolore e maestosità? C’è qualcosa da dire a proposito dell’ambiente? Voglio farti conoscere un quadro davvero fuori dal comune. Passiamo ora ad un’analisi accurata del dipinto e vedremo approfonditamente la tecnica che il grande artista utilizzò per compiere un’opera del tutto straordinaria ed espressiva, come poche. A rendere ancora più intricata la questione è un disegno (sempre di Mantegna) oggi conservato al British Museum. Quando avrai finito di leggere questo articolo, ti assicuro che: Ma non ti dirò soltanto queste 3 cose, te lo garantisco. Confrontando i 2 lavori, puoi notare che, diversamente dal lavoro di Andrea Mantegna Cristo morto originale, nella versione americana mancano i 3 personaggi a lato che stanno piangendo la scomparsa di Gesù. Il Cristo morto di Andrea Mantegna è un’opera dal forte impatto visivo. Dove si trova: Pinacoteca di Brera, Milano. L’opera di cui voglio parlarti oggi è intitolata il Cristo morto. Volontariato: quali attività sono propedeutiche per il lavoro? La storia non è molto chiara, e anzi confusionaria, sembra che il dipinto sia stato destinato in un primo momento ad un privato, quindi sotto commissione non pubblica e tanto meno ecclesiastica visto il tema, ma dopo la morte dell’artista dipinto finì sotto le mani  dal cardinale Sigismondo Gonzaga, nel 1507. Si tratta di una lastra di pietra utilizzata per l’unzione. Il Cristo Morto di Mantegna è una delle opere più espressive che possano esistere, grande nella sua maestosità e nella sua complessità dalla tecnica all’analisi. C’è un’ultima cosa che voglio dirti, e che riguarda sempre la curiosa prospettiva utilizzata da Andrea. Ho deciso di scrivere questo articolo per farti conoscere tutti i dettagli del Cristo di Mantegna, sopratutto perché si tratta di un lavoro che trovo molto interessante. Nel 1806 il Cristo morto venne acquistato a Roma dal pittore e scrittore Giuseppe Bossi (1777-1815) e nel 1824 venne ceduto all’Accademia di Brera di Milano. Ti ho detto che il Cristo morto di Mantegna è da collocare nell’ultima fase della carriera di questo artista. Poi ci sono le gambe che sono più corte, mentre le braccia sono troppo lunghe ed il torace di Cristo è troppo largo. Ma com’è arrivato alla Pinacoteca di Brera? Sono talmente tanti i passaggi di proprietà che ad un certo punto sembra che ci siano 2 quadri di Mantegna e non solo uno! Se confrontiamo questo disegno con il quadro originale, non trovi che la prospettiva di scorcio sia molto simile? Chi si aspetterebbe di vedere Cristo con i piedi proiettati verso di noi? Lui ama dare l’illusione dello spazio con le sue opere e stupire fa parte del suo mestiere. Andrea Mantegna, Cristo morto, 1480.Particolare con il vaso di unguento. i piedi di Cristo, messi così in primo piano, non ti sembrano un po’ troppo piccoli rispetto al resto del corpo? Se vuoi ricevere informazioni personalizzate compila anche i relative ai servizi di cui alla presente pagina ai sensi Probabilmente ero in fasce quando lo vidi la prima volta. Particolare delle lacrime della Vergine e di san Giovanni. L’artista che ha voluto fare questo “salto nel buio” è Andrea Mantegna: è un pittore vissuto nella metà del ‘400, il quale ha dedicato gran parte della propria carriera a studiare degli approcci nuovi da applicare nelle opere d’arte. Andrea Mantegna, Il Cristo morto: analisi dell’opera Written by Silvia Andreozzi Posted on 27 Ottobre 2016 25 Ottobre 2016 Less than 0 min read La grande pittura in Italia nel ‘400 non è assolutamente un argomento da sottovalutare! Ma devo dirti qualcosa anche a proposito dei personaggi che vedi in alto a sinistra in questo dipinto Cristo morto. Il Cristo Morto di Mantegna è una delle opere più espressive che possano esistere, grande nella sua maestosità e nella sua complessità dalla tecnica all’analisi. Il mese successivo alla morte del Mantegna (13 settembre 1506), suo figlio Ludovico, accennando ai dipinti rimasti nello studio del padre, in una lettera inviata al marchese Francesco Gonzaga (nel 1460 Andrea Mantegna si era trasferito a Mantova, lavorando come pittore di corte per la famiglia Gonzaga) ricorda “un Cristo scurto” (ossia scorcio). Inoltre, alle figure dei dolenti è riservata una minima porzione del dipinto. In primo piano più vicino a noi c’è san Giovanni che sta piangendo con le mani giunte; al centro c’è la Vergine Maria, disperata anche lei e si asciuga le lacrime con un fazzoletto (dà un’occhiata alla resa delle lacrime che scendono sul suo volto, sono spettacolari! Covid Campania, chiuse anche scuole dell’infanzia da lunedì, L'Allieva 3: anticipazioni e trama della quinta puntata, Giovani scrittori: 5 libri scritti da millennials da non perdere, Un canale di Leonardo.it, periodico telematico iscritto al R.O.C. Si tratta di momenti cruciali nella vita di Gesù, e tanti pittori, nel corso della storia hanno cercato di rappresentarli con il loro stile artistico. Non si hanno notizie del quadro per un po’ fino a che, 30 anni dopo, riappare nel camerino di Margherita Paleologa, la futura sposa di Federico II Gonzaga. Il colore opaco e quasi monocromo della tempera e la luce un po’ livida che colpisce il corpo da destra, definiscono le forme e i piani prospettici della composizione in profondità. La lastra di pietra rossa andrebbe dunque identificata con la cosiddetta “pietra dell’unzione”, una preziosa reliquia che, sino al XII secolo, si trovava nella Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme e che, trasportata a Costantinopoli, andò in seguito smarrita. Qualsiasi prospettiva produce quell’effetto, ma Lui l’ha usata per dirti che è tutt’altro che morto. Questo “nuovo” lavoro si trova a New York, nella collezione privata di Glenn Head. Il Cristo morto di Andrea Mantegna è un’opera dal forte impatto visivo. A rendere più evidenti i dettagli sono le linee dure con cui Andrea disegna tutta la scena; attraverso queste linee, infatti, il nostro sguardo cade, in modo inevitabile, sui particolari più cruenti e reali, come i muscoli irrigiditi del Cristo morto. Nel dipinto ritroviamo figure come Maria e Giovanni ritratte nel dolore e nella drammaticità dovuta alla morte di Cristo che si trovano sulla sinistra del quadro. Io penso che siano 2 dei più grandi capolavori del ‘400. In quell’anno, Giuseppe Bossi, il segretario dell’Accademia di Brera invia una lettera ad Antonio Canova (si, è proprio lui, il famoso scultore autore della Paolina Borghese), il quale è un consulente per l’acquisto di opere d’arte. Il Cristo Morto è sicuramente una delle opere più impressionanti dell’artista: la morte è descritta senza alcuna idealizzazione. Questa tecnica ha reso tutta l’opera  celeberrima. La disposizion… Pietro aveva prelevato diverse opere dalla collezione della prestigiosa famiglia Estense di Ferrara, dato che qualche anno prima (nel 1598), quella città era diventata un possedimento della famiglia Aldobrandini. Questo Gesu morto è totalmente diverso da quelli che vengono dipinti da altri suoi colleghi contemporanei e precedenti. ); in penombra, si distingue a malapena un’altra donna che sta piangendo: si tratta di Maria Maddalena. Dall’alto in basso: Maria Maddalena, la Vergine Maria e san Giovanni. Non apprezzo molto il tuo stile scanzonato e sensazionalistico, ma nel complesso hai fatto un buon lavoro. Il Compianto sul Cristo mortodi Andrea Mantegna è un dipinto rettangolare. Lui ha inventato le sue deformazioni per darti quell’incomparabile risultato, probabilmente con l’ausilio di una “lanterna magica”, già largamente in uso. Studia Rapido: Imparare nuove cose, ritrovare quello che già si conosce.. .entro i comodi limiti della rapidità! Come puoi notare, gran parte della scena è occupata da Cristo e dalla superficie su cui è steso. L’originale o quello apparso successivamente? Tieni bene a mente che si tratta di un’opera “sperimentale” e quindi ci sono alcune imperfezioni. Per dare più rilievo alla figura del Cristo, Andrea Mantegna elimina quasi del tutto l’ambientazione circostante, lasciandoci appena intravedere i volti, segnati dalle rughe, della Madonna, che si asciuga le lacrime con un fazzoletto; di San Giovanni, che piange e tiene le mani unite; più in ombra, quello della Maddalena. Mettiamo subito in chiaro una cosa. dell'informativa sulla privacy. Quindi opera desiderata da tanti, con molti proprietari e tante vicissitudini fino comunque all’arrivo a Brera. È il 17° secolo e l’opera passa tra le mani di tanti proprietari diversi. Adesso fai molta attenzione perché la storia del Cristo morto Andrea Mantegna si fa molto complessa. Andrea Mantegna was one of the first artists to fully understand the importance of perspective in painting. Nella storia della vita di Cristo, questo è il momento successivo a quello in cui viene deposto dalla croce e preparato per la sepoltura. Il Cristo morto fu eseguito da Andrea Mantegna in epoca matura. The Lamentation of Christ (also known as the Lamentation over the Dead Christ, or the Dead Christ and other variants) is a painting of about 1480 by the Italian Renaissance artist Andrea Mantegna.While the dating of the piece is debated, it was completed between 1475 and 1501, probably in the early 1480s. Cristo assume una dimensione monumentale simile a quella di un eroe antico scolpito nella pietra, in un’immagine di intensa drammaticità. Fai attenzione: se partiamo dal basso, possiamo tracciare delle “linee invisibili” che ci portano, inevitabilmente, a porre la nostra attenzione sul centro della scena, ovvero Cristo ed il dolore dei personaggi che lo circondano. Andrea Mantegna è un pittore proiettato nel futuro. È così bravo con questi particolari che molti studiosi ritengono che questo quadro Cristo morto possa essere stato dipinto nell’ultimo periodo della sua vita; per essere precisi, l’ha fatto prima o dopo aver completato un altro suo capolavoro: la Camera degli Sposi. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Bada bene: potrebbe sembrarti che sia steso su un letto, ma non è così. Risulta molto più facile elencare gli artisti che hanno guardato al Cristo morto di Andrea Mantegna e ne hanno tratto ispirazione per la loro arte. Ma ora non voglio parlarti di Raffaello, ma del compianto sul Cristo Morto Mantegna. Prima di questo dipinto, mai il Cristo era stato raffigurato in una dimensione così concreta e materiale. Confronto tra “Uomo giacente su una lastra di pietra” e “Cristo Morto”. Andrea Mantegna (1431-1506) è stato uno dei principali artisti rinascimentali attivi nel nord Italia; ha contribuito a diffondere il nuovo stile soprattutto nell’area lombardo-veneta. © Riproduzione riservata. 16 Dicembre 2017. Molti critici hanno avuto la possibilità di analizzarlo con attenzione ed hanno ipotizzato quasi immediatamente che si tratta solo di una copia fatta alla fine del ‘500. Guarda in alto a destra: c’è un piccolo vaso con all’interno alcuni ungenti che venivano utilizzati per far sparire la “puzza” tipica dei cadaveri. Ci sono diversi documenti che indicano che nel 1603 il lavoro di Andrea si trova nelle mani di Pietro Aldobrandini. Il Cristo Morto è uno dei più celebri dipinti di Andrea Mantegna, conservato della Pinacoteca di Brera a Milano. Ad esempio: i piedi di Cristo, messi così in primo piano, non ti sembrano un po’ troppo piccoli rispetto al resto del corpo? La grandiosità dell’opera è che il punto di vista della scena rende tutto realistico e veritiero: lo scorcio della visione rende le figure e i  volumi molto particolari ed intesi: la testa e il torace ad esempio risultano essere troppo grandi rispetto alle gambe e non seguono quindi una costruzione prospettica tuttavia attraverso Mantegna ha realizzato l’espressione e la mimica facciale che rende grandiosa e unica l’opera. La posizione del Cristo, assai originale, fa sì che ci appaia come un uomo reale in carne e ossa. Anche a questo proposito, le ipotesi si sprecano. Il cardinale Sigismondo Gonzaga è rimasto affascinato alla vista dell’intrigante tela e nel 1507 decide di acquistarlo. È arrotolato attorno alla sua vita in modo così stretto da mettere in risalto le forme del suo corpo. Mantegna vuol dare vita ad una composizione quanto più reale possibile, ma l’aspetto più interessante riguarda soprattutto la volontà di sperimentare dei nuovi approcci pittorici che ho citato continuamente in precedenza. seguenti campi opzionali: Daysweek, months and seasons - giorni della settimana, mesi e stagioni, Test Psicologia: cosa studiare per il Test di ammissione, Come risolvere i quesiti di ragionamento logico-verbale ai test d'ammissione. Altri hanno fatto un ragionamento più complesso e pensano che quei protagonisti presenti sul lato siano stati aggiunti in seguito da Mantegna; in questo modo il lavoro nella collezione Glenn Head acquisirebbe il ruolo di bozza preparatoria o addirittura di variante della celebre tela. Se stai leggendo un libro e trovi uno di questi nomi legati a Mantegna, allora non c’è dubbio, stanno parlando proprio del quadro che sto per farti scoprire. quale dei 2 quadri è quello esposto a Milano? La particolarità che rende il dipinto uno dei più famosi al mondo? La fonte di luce si trova a destra ed in questo modo si crea un notevole gioco di ombre. Sono domande a cui tantissimi critici rispondono con un’analisi accurata, quella che d’altronde il dipinto merita. Alla morte del pittore si trovava ancora nello studio dell’artista; si trattava probabilmente di un quadro a uso privato, forse destinato alla sua cappella funebre. I particolari anatomici sono  messi in rilievo: le piaghe lasciate dai chiodi sui piedi e sulle mani; il torace rigonfio; il capo abbandonato. Non hai la sensazione che la testa ed il collo di Cristo siano “staccati” dal resto del corpo? Molti critici e studiosi hanno parlato di questo quadro e spesso si riferiscono a quest’ultimo chiamandolo con titoli diversi. Quasi tutto lo spazio del dipinto è occupato dalla figura del Cristo disteso su una lastra sepolcrale di pietra rossastra; il corpo è avvolto nel sudario, mentre all’estremità (a destra) si nota il vasetto degli unguenti, utilizzato per cospargere di oli ed essenze il cadavere di Gesù prima della sepoltura. La posizione del Cristo, assai originale, fa sì che ci appaia come un uomo reale in carne e ossa. Prima ti dicevo che siamo nell’esatto istante in cui Gesù viene preparato per essere sepolto. Poco tempo dopo, il capolavoro di Andrea Mantegna e tante altre opere finiscono in vendita tra le merci dell’antiquario. Ma hai visto quanto è realistico il drappo che ricopre il ventre di Gesù? La tua iscrizione è andata a buon fine. Il suo corpo è avvolto in un sudario e grazie ad alcuni particolari, si capisce che siamo in una fase avanzata del processo preparatorio. Il dipinto viene messo in correlazione con la Camera degli Sposi, con il contenuto illusionistico della prospettiva che sarebbe un’evoluzione a estremi livelli dello scorcio dell'”oculo”. Infatti il corpo esanime di Cristo non è solitamente osservato di lato ma dal fondo. Il Cristo morto rimase di proprietà della famiglia Gonzaga almeno fino al 1627, quando tutta la collezione fu dispersa. La tela comunque subì vari passaggi, come regalo per la sposa di Federico II Gonzaga all’acquisto da parte di Carlo I d’Inghilterra, assieme ai pezzi più prestigiosi della quadreria Gonzaga. La figura pare quasi contrarsi e accorciarsi sotto l’effetto di un arditissimo punto di vista, che porta lo spettatore direttamente dentro la scena, in piedi davanti alla figura del Cristo. La luce si concentra su pochi elementi: il volume squadrato e rigido della lastra sepolcrale, le pieghe del sudario, l’ambiente cupo e spoglio. In corrispondenza dell’incrocio delle diagonali si trova poi la zona pubica. “Uomo giacente su una lastra di pietra” Mantegna (disegno conservato al British Museum). Devi sapere che nel 1506, l’anno della sua morte, questo Cristo morto fa parte della serie di quadri ritrovati nella bottega di Andrea. Studia Rapido 2020 - P.IVA IT02393950593, Cristo morto di Andrea Mantegna – Descrizione, Storia, dalla preistoria alla Roma imperiale, Privacy e politiche di utilizzo dei cookies, Dolcissima Madre – una raccolta di poesie dedicate alle mamme, Pronomi personali soggetto in inglese: come usarli, Focalizzazione o punto di vista del narratore, Come fare una tesina: consigli per scrivere la tesina perfetta, Duckietown, la Smart City abitata da paperelle, Il sensore Lidar: il laser che permette ai robot di “vedere”, I robot al volante: le auto a guida autonoma. Particolare della stanza buia e del pavimento a destra. Se vuoi aggiornamenti su Analisi di Dipinti inserisci la tua email nel box qui sotto: Compilando il presente form acconsento a ricevere le informazioni Se fai attenzione, puoi vedere che sulle mani e sui piedi di Cristo ci sono i fori causati dai chiodi con cui era attaccato alla croce in precedenza. It portrays the body of Christ supine on a marble slab. Il Cristo del Mantegna credo sia l’unico dipinto della storia da osservarsi scrupolosamente in movimento: alla distanza adeguata, se ti sposti a destra o a sinistra, l’intero corpo del Cristo ti segue spostandosi a destra o a sinistra mettendoti i piedi in faccia: non ti molla! I campi obbligatori sono contrassegnati *. Mi spiego meglio: in quest’opera con Cristo disteso, Andrea utilizza una particolare tecnica che ci dà un’illusione a proposito della visuale; nel quadro degli sposi, invece, sembra quasi che ci sia davvero un’apertura nella parte alta della stanza. So cosa ti stai domandando: quale dei 2 quadri è quello esposto a Milano? Tuttavia già dalla storia si può bene intendere come il dipinto riservi un mistero del tutto inaspettato, ed è anche per questo motivo che grandi artisti, attori, drammaturghi e fotografi l’hanno corteggiato e amato, nomi dal calibro di Pasolini, ad esempio, in Mamma Roma. Da quel momento, si perdono nuovamente le notizie di questa tela; soltanto nel 1806 ci sono nuovi risvolti sulla faccenda. Riguardo le proporzioni, oggi siamo subissati dalla fotografia e dalle relative deformazioni dei primi piani. Mantegna però vuole strafare: non gli basta creare un’opera completamente nuova, vuole renderla reale in ogni suo minimo aspetto. Il dipinto viene messo in correlazione con la Camera degli Sposi, con il contenuto illusionistico della prospettiva che sarebbe un’evoluzione a estremi livelli dello scorcio dell'”oculo”. Fortunatamente, il cardinale Giulio Mazzarino riconosce il famoso quadro del ‘400 e lo acquista. Dalla collezione sarebbe poi passata al mercato antiquario ed alla raccolta del cardinale Mazarino, dispersa la quale sparì per circa un secolo. Poi, è impossibile non notare questo bellissimo panneggio che rende ancora più dettagliato questo lavoro. Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. L’opera è datata 1475-1478, e Mantegna in un solo dipinto riesce ad unire potere, con una forza espressiva e una compostezza che fanno dell’opera uno dei simboli più vigorosi del Rinascimento Italiano. Dà un’occhiata a questo lavoro di Andrea Mantegna il Cristo morto. Non hai però toccato il lato “magico”. La sua inquadratura orizzontale permette all’osservatore una particolare vista del sacro evento. Si alto a destra si intravede giusto un pezzettino di pavimento ed un corridoio che dà su un’altra stanza ma all’interno è tutto buio. Dietro Maria s’intravede una figura che si pensa sia Maddalena, anch’essa rappresentata colma di disperazione. Concentrandosi sulla visione di scorcio con questo suo Cristo Mantegna non riesce a fare una resa corretta di questi dettagli fondamentali del protagonista. Infatti, in corrispondenza dell’angolo in alto a sinistra si scorgono i profili delle piangenti. Se sei interessato all’argomento, leggi anche: Come abbiamo sempre detto e noi a queste cose ci teniamo, non bisogna mai sottovalutare la storia del dipinto, perché solo attraverso questa si può ben capire come tutta l’opera viene struttura, il perché nasce e le motivazioni che hanno spinto l’artista a farne un capolavoro. Molti studiosi pensano che si tratti del quadro originale, e dopo i dovuti approfondimenti, ecco che salta fuori una seconda versione del lavoro del Mantegna. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale. | 3.4.1, © StudentVille 2006 - 2020 | T-Mediahouse – P. IVA 06933670967, Cristo Morto di Mantegna: analisi di iconografia e tecnica. Questo piccolo schizzo fa capire che prima di giungere alla versione definitiva, l’artista ha studiato a fondo ogni minimo dettaglio della scena. Ancora oggi non si riesce a dare una spiegazione a questo mistero. Ma nel 1627, salta fuori un secondo Cristo morto del Mantegna in un inventario del duca Ferdinando Gonzaga. Bossi chiede a Canova di acquistare il Cristo di Mantegna, e lo scultore lo compra nel 1824, facendolo arrivare alla Pinacoteca. Le persone, davanti a quest’opera di Andrea potevano avere 2 reazioni diverse: o stupore o rifiuto.
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