L'accenno al voto circa la condanna capitale di At26,10 sembra suggerire una sua appartenenza al Gran Sinedrio di Gerusalemme, il consiglio religioso ebraico di 70 membri (71 col Sommo Sacerdote) al quale solo spettava il voto e la delibera (ma durante l'occupazione romana non l'esecuzione, vedi il caso di Gesù) delle condanne a morte per motivi religiosi, dal quale lo stesso Paolo sarà giudicato (At22,30-23,10). Sull'effettiva diagnosi di questa "spina nella carne" non è possibile dare risposte precise e sono state ipotizzate,[27] oltre a generiche tentazioni carnali, epilessia (derivante dall'esperienza della conversione), isteria, emicrania, depressione, sciatica, reumatismi, sordità, lebbra, balbuzie, un disturbo agli occhi (così Joseph Lightfoot sulla base di Gal4,15)[28]. Il tribuno lo portò al sicuro nella fortezza e stava per flagellarlo, ma Paolo rivelò di essere cittadino romano. Di questo lungo periodo oscuro della sua vita rimane solo l'accenno di Gal1,21 che vede Paolo recarsi in Siria e Cilicia, cioè nei dintorni di Tarso. Questo incarico lo condusse a un conflitto con se stesso, che si manifestò mentre viaggiava verso Damasco per svolgere una missione. Qual è qu... Alunno cinese crede in Dio, viene costretto a... Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus... Mistero intorno all'apertura della tomba di C... © Copyright Aleteia SAS tutti i diritti riservati. In senso proprio, il titolo è applicato nei testi del Nuovo Testamento ai dodici apostoli che seguirono Gesù durante il suo ministero pubblico. Σίμων), figlio di Giona, fu mutato in Pietro da Gesù stesso (Πέτρος, calco dell'aramaico Kēfā, Cefa nel ... Il quinto libro del Nuovo Testamento, dopo i Vangeli. In eredità ha infatti ricevuto un diritto che molti gli invidiano: la cittadinanza romana. La cura di queste nuove comunità tramite l'invio di lettere e collaboratori, l'analisi dei problemi che le caratterizzavano e le chiare, talvolta dure, direttive in proposito, la scelta di capi (presbiteri e vescovi) e le successive nuove visite mostrano una notevole capacità di gestire le risorse umane. Egli ha toccato nei suoi studi e nelle sue predicazioni tutti gli argomenti legati alla vita terrena degli uomini e al cammino verso la salvezza. Lungo la strada per Roma, naufragò a Malta, e riuscì ad arrivare a Roma nel 60, dove venne arrestato per più di due anni. Non è chiaro quando si trasferì nella città santa da Tarso. Paolo, detto l’Apostolo delle Genti, nacque a Tarso, città greca della Cilicia, nel 1° sec. Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video. Figlio di farisei, aveva da giovane studiato a Gerusalemme divenendo – alla scuola di Gamaliele – fariseo osservante, fino a perseguitare la Chiesa nascente, ritenuta una setta da devastare. Paolo rappresenta, dal punto di vista cronologico e anche per importanza rivestita nella tradizione successiva, il primo teologo cristiano. Paolo, che non compare nei vangeli e che non fece parte del suo seguito, non può essere identificato come apostolo in tal senso – lui stesso specifica infatti in Rm 1,1 di essere «apostolo per vocazione». Davanti al tribunale romano che gli chiede le generalità al momento dell’arresto a Gerusalemme egli dichiara: «Sono un ebreo di Tarso in Cilicia» (Atti 21,39). - Leggiamo San Paolo. Come molti giudei di formazione ellenistica aveva due nomi: Saul, il nome ebraico, e Paolo, il nome occidentale, in questo caso romano. In At14,11 mostra di non comprendere il dialetto della Licaonia, regione confinante a nord con la sua Cilicia natale. È stato raffigurato in affreschi, dipinti, mosaici, miniature, icone, statue, bassorilievi, vetrate. Nella Lettera ai Galati Paolo dichiara di avere ricevuto la rivelazione del Vangelo da Cristo stesso, e di essere quindi a pieno titolo un apostolo, con gli stessi compiti degli altri dodici che Gesù aveva nominato durante la sua vita terrena, malgrado si senta indegno per aver perseguitato la Chiesa. In quanto cittadino romano doveva conoscere il latino, ma non ve n'è traccia diretta nei passi neotestamentari (nel greco delle lettere pastorali che, se autentiche, furono scritte a Roma, sono presenti alcuni latinismi[19]). Lo sa sfruttare, sapientemente, in diverse occasioni, per non farsi mettere i piedi sulla testa e per presentarsi, quando Dio lo ritiene opportuno, davanti alla massima autorità dell’impero: l’Augusto Nerone. Risolto il processo con un nulla di fatto, alcuni giudei ordirono un piano per uccidere Paolo e il tribuno lo fece trasferire a Cesarea, sede del governatore Felice, allegando una lettera nella quale specificava che « [...] in realtà non c'erano a suo carico imputazioni meritevoli di morte o di prigionia». Nel Nuovo Testamento apostolo sono i 12 discepoli (tanti ... Gesù Cristo ‹-ʃù krì-› (gr. Secondo la tradizione cristiana, sembra che Paolo venne martirizzato e decapitato intorno al 60, a Roma, durante il regno di Nerone, lo stesso giorno di Piero, che non era un cittadino romano e perciò venne crocifisso a testa in giù. Secondo At9,26-30, giunto a Gerusalemme fu accolto inizialmente con freddezza e timore dai cristiani della città a motivo del suo passato di persecutore dei cristiani. Il pensiero di s. Paolo influenzò notevolmente gli sviluppi della teologia cristiana, in particolare la riflessione di s. Agostino, vescovo di Ippona, e quella di Lutero, che hanno affermato il primato della grazia di Dio e della fede rispetto agli atti di culto esteriore e alle ‘opere buone’. [25] Niceforo Callisto (XIV secolo) descrive così Paolo: "Era piccolo e ristretto quanto a grandezza corporea, fatto come a curva e un po' ripiegato, di bianco aspetto, con segni di un'età precocemente avanzata, con testa priva di capelli, sguardo pieno di grazia, sopracciglia piegate in giù: aveva il naso bellamente incurvato e che dominava tutta la faccia, barba folta e piuttosto aguzza ch'era brizzolata come la testa".[26]. Secondo il testo biblico fu tramite Anania che Gesù risorto comunicò a Paolo il mandato missionario ai gentili (At9,15) che caratterizzerà il suo ministero successivo. Le apparizioni più clamorose delle anime del ... Il bambino che sta cambiando il dibattito sul... Hai bisogno di un padre spirituale? In At7,58; 8,1 (ripreso da At22,20), alla sua prima comparsa nella narrazione biblica, Paolo viene descritto come presente e accondiscendente all'uccisione di Stefano (attorno al 35), il primo martire cristiano, sebbene non sia stato direttamente partecipe della sua lapidazione ma il semplice "custode dei mantelli" dei lapidatori. Nelle sue prime apparizioni negli Atti il nome proprio usato è Saulo (nell'originale greco, Σαούλ, Saùl,[5] oppure Σαῦλος, Sàulos,[6] traslitterazione dell'ebraico שאול, Shaʾùl). Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 14 ott 2020 alle 18:27. Le indicazioni di "3 anni" e "14 anni" di, Damasco era una città storicamente appartenente alla Siria, seppure confinante con l'estremo nord del regno nabateo in. Da quel momento incomincia per Saulo una vicenda epica che lo porterà ripetutamente per mari, monti e deserti in tutto l’arco del Mediterraneo orientale e culminerà a Roma nel martirio. Il giorno seguente il tribuno dispose un regolare processo del Sinedrio e Paolo riuscì abilmente a risvegliare i conflitti che intercorrevano tra sadducei e farisei, principali componenti del Sinedrio, conquistando il favore di questi ultimi. Talvolta si riscontrano differenze tra le lettere e gli Atti: p.es. la tradizione cattolica che ricorda l'evento con la festa liturgica della "Conversione di San Paolo Apostolo", dicitura usata anche in recenti documenti pontifici (p.es. non hanno tali festività. Paolo predicò anche ad Atene, discutendo con i filosofi, ma di fronte all’annuncio della resurrezione dei morti essi si misero a deriderlo. Qui ebbe luogo la discussione, che la tradizione cristiana indica come il primo concilio, che vide in definitiva la vittoria della posizione paolina ("non cedemmo neppure un istante", Gal2,5): ai nuovi convertiti non occorreva imporre l'osservanza della legge ebraica ("non fu imposto nulla di più", Gal2,6), ma solo di alcune norme fondamentali, cioè l'astensione "dalle carni offerte agli idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalla impudicizia" (At15,28-29, particolare omesso da Gal). L'autore evidenzia la forte attesa messianico-apocalittica presente in parte del giudaismo dell'epoca, testimoniata dal Libro di Daniele e dalle numerose apocalissi apocrife ebraiche redatte attorno all'inizio dell'era cristiana e anche dal tema dell'imminenza dell'Regno presente nella predicazione di Gesù. Le regioni toccate sono le attuali Grecia e Turchia, già visitate nei viaggi precedenti. Vita ed osservazioni, ANF08. Espulsione degli Ebrei da Roma, tra i quali Aquila e Priscilla, nel 49-50; Inizio del terzo viaggio: Galazia, Frigia, soggiorno a, Visita a Gerusalemme, arresto nel tempio, condotto a, In autunno viaggio in mare verso Roma, naufragio, inverno a, Arresti domiciliari a Roma per (almeno) 2 anni, Le fonti patristiche. [78] Anzianità, barba e calvizie erano associati all'archetipo classico del filosofo. Tre giorni nel calendario dei santi sono dedicati a san Paolo: Per ricordare la figura di Paolo di Tarso, papa Benedetto XVI ha indetto l'Anno Paolino nel bimillenario di quello che è considerato, simbolicamente e con una certa arbitrarietà, l'anno di nascita del santo. Egli proveniva da una devota famiglia ebrea, ed era anche un cittadino romano, quindi il suo nome latino era Paul. L'etimologia -che significa "piccolo"- non è correlata al significato del nome ebraico in latino Saulus anche se potrebbe derivarne; sulla sua derivazione si sono fatte anche altre ipotesi: Nella Prima Lettera ai Corinzi, annuncia l'apparizione di Gesù Cristo Dio risorto agli apostoli e ai Cinquecento. Paolo di Tarso (Saulo in origine), canonizzato come San Paolo apostolo († 67), non conobbe Gesù in vita, come i Dodici Apostoli, ma fu il primo ad avere come esperienza solo quella del Cristo Risorto. Quando il carnefice gli spiccò la testa, sugli abiti del soldato sprizzò del latte. Paolo, o Saul, come si chiamava allora, crebbe nell’ambito della cultura ebraica, e anche i suoi studi seguirono i dettami della scuola rabbinica. In Gal1,17 Paolo specifica che dopo la conversione (e quindi il suo arrivo a Damasco), si recò in Arabia (da intendersi come il regno dei Nabatei nell'attuale Giordania, poi compreso nella provincia romana di Arabia), per poi ritornare dopo un tempo indefinito nuovamente a Damasco. I pagani convertiti erano però estranei dalla tradizione ebraica e, soprattutto, non erano circoncisi. Gli Ebioniti, la cui visione del Cristianesimo teneva in grande considerazione la Legge ebraica, ritenevano Paolo originario di Tarso ma di etnia e religione greca e non ebraica. Ipotesi sugli ultimi anni: quarto viaggio? L'aspro ed energico Paolo era però caratterizzato anche da un sincero affetto e amore (si veda, ad esempio, 1Ts2,7-12; Gal4,18-20), che si rivolge anche agli "avversari" giudeo-cristiani in occasione della colletta di Gerusalemme, da lui organizzata tra le sue comunità per far fronte alle necessità dei poveri della città santa (si veda, ad esempio, 2Cor8-9). [24], Altri testi sono ancora più tardivi. Non esistono riferimenti archeologici diretti (come epigrafi) o testimonianze di autori extra-cristiani che si riferiscano direttamente alla vita e all'operato di Paolo. L'attributo più ricorrente nell'antichità era il rotolo o libro nella mano, per indicare le sue lettere. La tradizione attribuisce a Paolo la redazione di 14 lettere, indirizzate a diverse comunità cristiane da lui fondate o comunque legate a lui. Intervenne un tribuno romano, un certo Claudio Lisia (At23,26;24,7;24,22), che dalla vicina fortezza Antonia poteva controllare la spianata del tempio, e che salvò Paolo dalla morte. Entrambi sono venerati come martiri: secondo le norme e la consuetudine della Chiesa Cattolica e della Chiesa Ortodossa, nel giorno in cui la tradizione ha datato la morte dei due santi. Si, proprio lui, Saulo-Paolo di Tarso non è solo un ebreo e un romano ma è anche una persona partecipe della cultura ellenistica. Il nome Paolo ("piccolo") non deriva dalla statura, come inteso dall'iconografia successiva, ma verosimilmente dall'assonanza con "Saulo" (vedi sopra). La sua appartenenza all’ebraismo rivelava persino un aspetto integralistico, al punto tale che la sua entrata in scena negli Atti degli apostoli avviene durante il linciaggio del primo martire cristiano Stefano: i lapidatori e i testimoni «deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane chiamato Saulo… E Saulo approvava l’uccisione» (7,58; 8,1). Qui, intorno all’anno 67 d.C., cadde vittima della persecuzione di Nerone: secondo la tradizione egli fu decapitato e non crocefisso, giacché era cittadino romano. Il giudeo-cristiano Barnaba si fece suo garante, iniziando così con Paolo una collaborazione che durerà negli anni successivi. Il mondo ortodosso ha riservato a Paolo attenzione non minore di quello cattolico, anche perché esiste una ricca letteratura dei padri greci su di lui. Nonostante l'atmosfera irenica che traspare dal resoconto di Atti, lo scontro tra le due fazioni dovette essere abbastanza aspro, come testimoniato dalla lettera ai Galati. Decise di aderire al Cristianesimo. La notizia della morte di Erode Agrippa I (44 d.C.), collocata tra la partenza e il ritorno di Paolo, e le informazioni pervenuteci da autori extra-cristiani circa la prolungata carestia in Palestina, collocano l'accaduto attorno alla metà degli anni quaranta.[38]. Questa attività artigianale, unita alla notizia dell'invio a Gerusalemme per gli studi religiosi (una sorta di studi universitari all'estero) e soprattutto al possesso della cittadinanza romana, con i notevoli sgravi fiscali che essa comportava, devono avere fatto appartenere lui e la sua famiglia a un ceto agiato medio-alto. È stato l'«apostolo dei Gentili»,[1] ovvero il principale (secondo gli Atti degli Apostoli non il primo[2]) missionario del Vangelo di Gesù tra i pagani greci e romani. Secondo la sua ricostruzione, Paolo non era ebreo ma un gentile, cresciuto in un ambiente influenzato dalle religioni popolari misteriche ellenistiche centrate nella morte e nella resurrezione di divinità salvatrici. Nacque a Tarso ed in giovinezza fu mandato a Gerusalemme, dove ricevette un insegnamento rigoroso della Legge presso il rabbino Gamaliele il Vecchio. Nelle sue lettere e nella sua predicazione riferita negli Atti, traspare la conoscenza della Bibbia in greco (Septuaginta), il metodo retorico della diatriba (Rm2,27-3,8), alcune citazioni implicite di concetti e pensatori ellenisti: i temi stoici dell'autosufficienza in 2Cor9,8; Fl4,11-12, dell'immanenza di Dio in Rm11,36; Col1,16, della "teologia naturale" in Rm1,19-20; la "moderazione" cinica in 1Ts2,1-8; Epimenide e in At17,28 citando Fenomeni del poeta cilicio Arato e Inno a Zeus del filosofo stoico greco Cleante; Menandro in 1Cor15,33; la conoscenza delle "cose invisibili", le idee di Platone, in 2Cor4,18; 5,7; Col1,5; l'uso dell'allegoria com'è usata da Filone, ad esempio in Gal4,24-26.[21]. Il fascino della libertà, Bimillenario della nascita di San Paolo Apostolo, At 7,58; 8,1.3; 9,1.8.11.22.24; 11,25.30; 12,25; 13,1.2.7.9, Decreto con il quale si concede una speciale facoltà per la celebrazione della Conversione di San Paolo Apostolo nell'anno giubilare, bimillenario della sua nascita, Cronologia del cristianesimo del I secolo, Persecuzione dei Cristiani nell'Impero romano, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Paolo_di_Tarso&oldid=116053971, Personaggi citati nella Divina Commedia (Inferno), Template Webarchive - collegamenti all'Internet Archive, Voci con template Collegamenti esterni e qualificatori sconosciuti, Voci biografiche con codici di controllo di autorità, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi, Visita (coincidente con la successiva visita del, Soggiorno a Corinto (almeno) "un anno e mezzo", incontro con. Paolo non doveva avere un carattere particolarmente amabile: sono riportati dissidi con l'evangelista Marco (At13,13; 15,37-38, verso il quale sembra in seguito ben disposto in Col4,10), Barnaba (At15,39-40; Gal2,13), Pietro (Gal2,11-16), Giacomo e con tutto l'allora maggioritario partito giudeo-cristiano (vedi At15, dove la discussione viene presentata con tratti e toni più irenici di Gal2, verosimilmente più aderente alla realtà). it. Quello che successe dalla fine di questi due anni (circa 62/63) alla morte di Paolo (tra il 64-67, vedi dopo) non è noto con certezza e dipende in particolare dal riconoscimento o meno dell'autenticità delle lettere pastorali, Prima e Seconda lettera a Timoteo e Lettera a Tito. In At7,58, in occasione del martirio di Stefano avvenuto pochi anni dopo la morte di Gesù (circa prima metà degli anni trenta), Saulo è detto giovane. Dopo un tempo imprecisato dal ritorno dalla seconda visita a Gerusalemme, Paolo partì per il primo di quelli che saranno i suoi tre viaggi missionari itineranti. Protagonisti furono (almeno) Paolo, Barnaba e per il tratto iniziale Giovanni-Marco, cugino di Barnaba (Col4,10), che in seguito comporrà a Roma il secondo vangelo.
2020 chi era paolo di tarso