Oggi la multimedialità è molto di più: Internet e una maggiore capacità di gestire contenuti multimediali hanno trasformato il personal computer in un Mass Medium capace di trasformarsi in TV, radio o telefono, oltre che in libro o in macchina fotografica. La Direzione generale Cinema e audiovisivo è una struttura del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MiBACT) che si occupa di promuovere lo sviluppo e la diffusione del cinema italiano e dell'industria cinematografica e audiovisiva nazionale. Uff. Questo comporta una nuova forma di interazione tra i soggetti: i ruoli definiti in presenza si trasformano, il docente non è più una figura “centrale”, il suo ruolo cambia verso quello di facilitatore. La multimedialità favorisce l'apprendimento immersivo. Una spiegazione possibile è che la multimedialità, pur offrendo nuovi modi di esprimere i contenuti, spesso viene utilizzata con l'unico scopo di rendere maggiormente attraente il materiale, in modo da focalizzare su di esso l'attenzione del destinatario del messaggio, ma ignorando le seguenti condizioni che sono alla base dei principi dell'apprendimento multimediale: Tra i soggetti che per primi in Italia si interessarono di fornire conoscenze e preparazione adeguata in questo settore si annovera l'Università Popolare di Biella[5],che nel 1995 iniziò una serie di corsi di formazione sulla multimedialità utilizzando gli strumenti che a quel tempo erano disponibili, avvalendosi dell'opera di tre docenti e di un laboratorio di tecnologie multimediali. La sperimentazione Leonardo presentava tre indirizzi laboratoriali: architettura e design, figurativo, catalogazione e conservazione dei beni culturali. IPTV). I corsi sperimentali assistiti "Progetto Michelangelo" sono stati attivati nel 1993, sia per la sperimentazione artistica sia per l'istituto d'arte. La confusione nasce dal fatto che spesso la multimedialità è affiancata dall'interattività: ad esempio, la citata enciclopedia multimediale sarà molto probabilmente anche interattiva, ovvero permetterà all'utente di interagire con essa (ovvero comunicare delle indicazioni al programma che gestisce l'enciclopedia, tramite il mouse o la tastiera, e ricevere da esso delle risposte sul monitor); in questo modo, l'utente potrà "dire" all'enciclopedia se di un certo lemma vuole la definizione testuale, oppure vuole vedere i filmati associati, o le foto, o ascoltare l'audio, ecc. 18, . L'ordinamento di studi degli istituti d'arte dal 1970 fino alla soppressione nel 2010, che si caratterizzava per una notevole preparazione nelle discipline umanistiche, artistiche e professionali, fu il seguente: Con la riforma Gelmini gli ordinamenti di studio degli istituti d'arte furono soppressi, la formazione delle professioni nelle arti applicate (grafico, arredatore e vari designer) venne completamente trasferita alle accademie di belle arti, anch'esse oggetto di sostanziali riforme, e alle università,[5] e a partire dall'anno scolastico 2010/2011 gli istituti d'arte confluirono nei nuovi licei artistici, perdendo la specificità della formazione professionale-magistrale dei maestri d'arte.[10]. Data la forte componente concettuale, storica e letteraria delle belle arti, si tratta di un liceo di tipo umanistico, che offre una notevole preparazione formativa e culturale permettendo l'iscrizione sia all'alta formazione artistica, musicale e coreutica che all'università. video sharing, IPTV, streaming video, streaming audio ecc.) Fino a pochi anni fa, multimediali erano comunemente definiti i CD-Rom e/o DVD in cui immagini, testo e suoni, combinati insieme, creavano un unico supporto da "leggere" unicamente su un computer. L'inevitabile evoluzione che sta riformulando il concetto di multimedialità è quindi quella dei cosiddetti nuovi media, ovvero quell'insieme di mezzi di comunicazione che utilizzano il linguaggio digitale nella codifica delle informazioni, che offre enormi vantaggi in termini di modularità, variabilità, interattività e automazione[15]. I corsi erano: restauro, architettura e arredo, pittura e decorazione pittorica, scultura e decorazione plastica, rilievo e catalogazione. Inoltre i contenuti multimediali, come tutti gli altri contenuti Internet, possono fluire in best-effort cioè tramite semplice protocollo IP oppure con qualità di servizio garantita (es. Anche la consorella Università Popolare Subalpina seguì questo modello e in breve molti studenti e docenti si avvicinarono a questo settore che dischiudeva importanti orizzonti anche all'attività didattica. è resa quindi possibile dalla parallela diffusione di tecniche di compressione dati, sempre più efficaci, che riducono l'informazione ridondante associata alla trasmissione permettendo l'abbassamento del bit-rate associato cioè dunque l'uso di una banda minore, evitando la saturazione della capacità trasmissiva della rete. Nel 1965[3] venne trasformata in Divisione cinema all'interno della Direzione generale dello spettacolo del Ministero del turismo e dello spettacolo. 46-48, Università Popolare Subalpina, Guida per i Corsisti, UPS, Biella, 1997, p.56, Università Popolare Subalpina, Guida e Programmi, UPS, Biella, 1998, p.61, RAI: Ricerca sulla multimedialità presentata al 5° forum ONU sulla TV, Convergenza multimediale e apertura dei mercati: prospettive, problemi,soluzioni, A. Calvani, Manuale di Tecnologia dell'educazione, ed. La nascita del cinema e, successivamente, della televisione hanno consentito la creazione di ambienti multimediali veri e propri mediante l'utilizzo di immagini dinamiche e di suoni. La Direzione Generale per il Cinema, dal 2019 Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, è stata istituita nel maggio del 2001 quando - a seguito della riforma del Ministero per i Beni e le Attività culturali – ha ereditato, insieme alla direzione generale per lo Spettacolo dal vivo funzioni e competenze del dipartimento dello Spettacolo. L.Zamprotta, Lezioni di Tecnologie multimediali per la didattica, Corso di Formazione avanzata per Docenti e Personale dell'IPSSAR, Trivero, 1997-98, pp. Nel 1994[4] è stata inquadrata sotto il Dipartimento dello spettacolo della Presidenza del Consiglio dei ministri come Ufficio II - per le attività cinematografiche. La comunicazione tra i membri della classe virtuale si trasforma passando dallo schema gutenberghiano, che prevedeva la comunicazione basata sul principio uno a molti, a quello reticolare molti-molti. 18 febbraio 1935, n. 41. Anche la ricerca psicologica ha contribuito ad ampliare il significato del termine, distinguendo due forme di multimedialità: come formato di presentazione che utilizza più canali sensoriali; come processo cognitivo che consente l'acquisizione di nuove conoscenze. Descrizione. 23 e 30, G. Bettetini, S. Garassini, B. Gasparini, N. Vittadini, I nuovi strumenti del comunicare, Bompiani, Milano 2001, pag. 21 gennaio 1935, n. 58: Classificazione dei regi istituti e delle regie scuole d'arte. tramite architetture Intserv o Diffserv) laddove sono richieste garanzie sulle specifiche di trasmissione a favore dell'utente (es. Prendersi cura di sé, degli altri e dell'ambiente, Impara l’arte? coinvolgendo ogni forma di comunicazione, anche se viene sempre più riferita o perfino fatta coincidere con i new media e il web, considerati multimediali fin dall'origine e per loro stessa natura. Nicholas Negroponte ha tematizzato il digitale come dimensione pervasiva del vivere contemporaneo. L’istruzione artistica dopo la "riforma", Decreto Legislativo del 16 aprile 1994, numero 297, articolo 207, Nota del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (Italia) del 1º luglio 2003 numero 10344: validità dei diplomi di istruzione secondaria superiore, «I diplomi di maestro d’arte sono rilasciati degli istituti d’arte [...]. Per intenderci, la differenza tra un testo classico e un ipertesto è la stessa che passa tra un'audiocassetta e un compact disc: nel primo caso, per ascoltare un qualunque brano dovremo prima posizionarci opportunamente sul punto desiderato del nastro, mentre nel secondo potremo in qualunque momento ascoltare il primo, l'ultimo o un qualunque altro brano. Il digitale introduce delle novità nel ruolo dei soggetti coinvolti formatore/formando ma anche una rivisitazione della “cassetta degli attrezzi”. Le caratteristiche dello spazio ridefinito possono essere riassunti nei seguenti punti: Con ipermedializzazione si fa riferimento alla dimensione "iper" ossia la possibilità di navigare o allestire più piste possibili non più solo unidirezionali. Il liceo artistico è una delle scuole secondarie di secondo grado a cui si può accedere in Italia. Ancora Negroponte sosteneva che il concetto di multimedialità includesse necessariamente idee come passare facilmente da un mezzo all'altro, dire la stessa cosa in modi diversi, trovando uno sbocco naturale in interfacce multi-modali[3]. Si parla di "contenuti multimediali", in ambito informatico, quando per comunicare un'informazione riguardo a qualcosa ci si avvale di molti media, cioè mezzi di comunicazione di massa, diversi: immagini in movimento (), immagini statiche (), musica e testo. Del resto la progressiva sovrapposizione tra multimedialità e interattività rientra nel processo di convergenza che i nuovi media digitali portano con sé: una sempre maggior emulazione e simulazione dell'interazione comunicativa tra individui. La multimedialità è una forma di comunicazione caratterizzata dalla compresenza e interazione di più linguaggi (testi scritti, immagini, suoni, animazioni) in uno stesso supporto o contesto informativo. La concentrazione/dispersione è un'altra caratteristica che differenzia la didattica tradizionale da quello fruibile on-line, e in un ambiente multimediale. Talvolta la multimedialità viene erroneamente fatta coincidere con l'interattività. Un altro autore che si è interessato di multimedialità è Richard E. Mayer, il quale sostiene che l'apprendimento viene favorito e supportato dall'utilizzo degli strumenti multimediali. Altri autori parlano di emergere di rich media - visibili ad esempio nei formati pubblicitari online che fanno uso di audio, video, animazioni e tecnologia e che quindi vanno oltre i comuni banner grafici o i link testuali - in cui si evidenzia l'obiettivo di creare un'esperienza sempre più interattiva e coinvolgente per il fruitore, organizzata secondo modalità che non si potrebbero ottenere con i singoli mezzi considerati separatamente, seguendo quello due dei principi guida dell'evoluzione dei media, ovvero la metamorfosi e l'ibridazione[16]. Ma lo studio dei media legati alla multi-medialità ottiene una sua specifica attenzione soprattutto a partire dall'introduzione dei cosiddetti new media, ovvero i media che sfruttano la versatilità e la potenza dei processi di digitalizzazione dell'informazione e della comunicazione. Secondo una ricerca presentata dalla Rai[11] al 5° Forum mondiale della Tv, al Palazzo dell'ONU a New York, dedicata all'analisi delle nuove opportunità create dalla convergenza multimediale, i mercati europei della comunicazione valgono il 25 - 30% dei mercati mondiali, mentre nel settore dell'industria musicale rappresentano il 34% circa del valore complessivo mondiale. La traduzione multimediale rappresenta un ramo specialistico della traduzione che implica la presenza di un mezzo elettronico multimediale nel processo di traduzione o in quello di riproduzione.. Descrizione. Milano, Guerini Studio, 2006, pp. Lo Stato, nelle sue articolazioni e secondo le rispettive competenze, favorisce lo sviluppo dell’industria cinematografica e audiovisiva nei suoi diversi settori, incoraggia e aiuta le iniziative volte a valorizzare e a diffondere con qualsiasi mezzo il cinema e l’audiovisivo nazionale; tutela la proprietà intellettuale e il diritto d’autore contro qualsiasi forma di sfruttamento illegale; assicura, per fini culturali ed educativi, la conservazione del patrimonio filmico nazionale e la sua diffusione in Italia e all’estero; promuove attività di studio e di ricerca nel settore. Pisa, ETS, 2004, pp. Secondo lo studioso R. Maragliano, la multimedialità può essere intesa come la confluenza di tre tradizioni mediali e culturali: quella della stampa, caratterizzata da oggettività, analiticità, sistematicità e chiusura; quella dell'audiovisione, dove sono presenti la soggettività, la globalità, l'apertura; quella dell'interattività, dove l'utente ha una funzione co-autoriale. Nel corso degli anni, il termine "multimedialità" ha assunto molteplici connotazioni. La Direzione Generale Cinema e audiovisivo si articola in tre servizi - uffici dirigenziali: Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 marzo 1994, Struttura organizzativa della Direzione generale Cinema, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione, Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile, Direzione centrale per i servizi antidroga, Dipartimento dell'organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi, Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della qualità e della repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, Direzione generale affari politici e di sicurezza, Direzione generale per la mondializzazione e le questioni globali, Direzione generale per la promozione del sistema paese, Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo, Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie, Direzione generale per le risorse e l'innovazione, Direzione generale per le risorse minerarie ed energetiche, Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio, Sviluppo delle economie territoriali e delle aree urbane, Politiche giovanili e il servizio civile universale, Programmazione e coordinamento della politica economica, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Direzione_generale_Cinema_e_audiovisivo&oldid=115048569, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Piazza Santa Croce in Gerusalemme 9/a - 00185 Roma, Servizio I: Organizzazione e funzionamento — Osservatorio per lo spettacolo, Servizio III: Incentivi Fiscali Tax Credit e Vigilanza. Gazz. Convertito in legge dalla L. 11 aprile 1935, n. 617. Si parla di "contenuti multimediali", in ambito informatico, quando per comunicare un'informazione riguardo a qualcosa ci si avvale di molti media, cioè mezzi di comunicazione di massa, diversi: immagini in movimento (video), immagini statiche (fotografie), musica e testo. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 25 ott 2020 alle 19:05. Comunicazione, formazione ed economia nella società digitale, Milano 2009, R. Maragliano, Nuovo Manuale di didattica multimediale, Editori Laterza, 1998. Il Laboratorio era stato progettato dall'ing.Carlo Mosca di Santhià, progettista di Voice Tutor, Self multimedia System, Media Mixer, e di un Tutorial di Formazione a distanza e continua. Il piano di studi era il seguente:[11], Questo nuovo ordinamento è entrato in vigore dal 1º settembre 2010, andando a sostituire in pianta stabile tutte le sperimentazioni, i progetti assistiti, i corsi liceali e le opzioni autonome di istituto d'arte precedentemente esistenti.
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