Vasari e altri pittori si sarebbero esercitati a cercare di riprodurre la libertà briosa e spensierata di quella girandola di bambini intorno alla Madonna, rievocando le due pale di Andrea del Sarto. Secondo il racconto  riferito da Benedetto Varchi, vent’anni più vecchio, la bellezza dell’affresco salvò quella parte del convento dalla rovina ordinata dalla Repubblica fiorentina perché gli edifici fuori le mura non offrissero riparo all’esercito di Carlo V, inviato ad assediare Firenze nel 1529. Il mistero dell’incarnazione divina nel corpo mortale e puro della Vergine, oggetto di numerose discussioni religiose nel corso dei secoli, è il tema principale della pala di Piero di Cosimo, ordinata dalla famiglia Tedaldi per la loro cappella nella Santissima Annunziata a Firenze. Guarda gli Apostoli e indica con decisione il tragitto di lei verso il cielo. Per la scena principale esistono numerosi disegni preparatori, che certificano l'accurato studio delle pose dei personaggi. San Giovanni evangelista, a sinistra, indica allo spettatore l’eccezionale momento che si sta consumando, mentre San Pietro, a destra, preannuncia la fondazione della Chiesa cristiana. Storicamente risulta essere stata una clinica psichiatrica della facoltà di psichiatria dell’università di Firenze. Studio preparatorio per la figura dell'Assunta. Accanto all’iconografia della Dormitio Virginis si sviluppa e prende corpo, tra XVI e XVII secolo, una variante che rappresenta il viaggio di Maria verso il seggio celeste e il ritrovamento del suo sepolcro vuoto da parte degli apostoli. Ai lati, raccolti nell’emiciclo, siedono i profeti Geremia, Aggeo, Salomone, Isaia, Davide e Mosè, patroni della storia antica di Israele, mentre negli angoli superiori siedono i due Progenitori, Adamo ed Eva, la cui vicenda è, secondo la fede cristiana, premessa diretta dell’avvento di Cristo e della maternità immacolata di Maria, Incarnazione di Gesù e i santi Filippo Benizi, Giovanni evangelista, Caterina d’Alessandria, Margherita, Pietro e Antonino Pierozzi, Galleria delle Statue e delle Pitture, sala 28. Home > Istituti e luoghi della cultura > Firenze - Cenacolo di Andrea del Sarto, Cenacolo di Andrea del Sarto Via di San Salvi, 16  50135 FirenzeTel. Le due pale erano destinate in origine a decorare la parete principale di una cappella e di un altare maggiore: la prima fu richiesta da Bartolomeo Panciatichi il Vecchio, un ricco banchiere operante a Lione che desiderava allestire una cappella di famiglia nella chiesa di Notre-Dame du Confort. Persino il manto rosa che indossa sulla tunica grigia pare animarsi, e si gonfia sulle sue spalle disponendosi in pieghe, anse, angoli che corrono come una cascata fino a raccogliersi sul terreno. Tale cromia, tipica dell'artista, era la sua interpretazione della crisi che animava la pittura in quegli anni, ispirando una pittura con gli schemi del passato. Nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi il tema dell’Assunta s’incontra molte volte: dipinti, ma anche disegni e stampe illustrano secondo un’ampia varietà iconografica, il momento in cui Maria abbandona la dimensione terrena e viene accolta in quella celeste. grande affresco di Andrea del Sarto conservato nel Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, Il contenuto è disponibile in base alla licenza, Ultima modifica il 29 mag 2020 alle 17:08, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cenacolo_di_Andrea_del_Sarto&oldid=113338935, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo. La tradizione voleva che questi fossero i ritratti di Andrea e dell'amata moglie, ma non è vero. Una piccola tavoletta della collezione di icone degli Uffizi mostra un esempio di questa particolare iconografia che sopravvive, nelle sue varianti di stile e di interpretazione, fino al XVIII secolo. In una sala sono esposti i raffinati marmi di Benedetto Rovezzano (1505) per il  Monumento funebre a San Giovanni Gualberto, fondatore dei vallombrosani, complesso  rimasto incompiuto. Lo scultore fiammingo Claude Beissonat, attivo a Napoli nell’ultimo quarto del Seicento, si distinse nella produzione di manufatti di soggetto religioso, caratterizzati da una raffinatezza d’intaglio che accompagna ed esalta la diafana consistenza dell’avorio. Il Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto è situato negli ambienti dell’antico convento dei monaci benedettini vallombrosani dedicato a San Salvi. La seconda fu invece ordinata dalla nobile Margherita Passerini per l’altare maggiore della chiesa dei Serviti a Cortona, dove rimase fino al 1639, anno in cui fu ceduta al granduca Ferdinando II e trasportata a Firenze, per arricchire le collezioni di Pitti. Ne esistevano però diverse copie, tra cui quella di Ridolfo del Ghirlandaio in Santa Maria degli Angeli e quella di Alessandro Allori nel Carmine. Since 1677 some have attributed the surname Vannucchi with little documentation. Tumuli di Montefortini e Boschetti, Castelfranco Piandiscò (AR) - Abbazia di S. Salvatore a Soffena, Cerreto Guidi (FI) - Villa medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del Territorio - Firenze, Chiusi (SI) - Museo Nazionale Etrusco di Chiusi. Si accede al museo mediante montascale. Nella parte sottostante l'opera era stata realizzata una copertura della parete con pannelli di legno intagliati che in epoca imprecisarta andarono perduti, venendo sostituiti con una decorazione pittorica che crea l'effetto di specchiature lapidee. Anche le pose ricercate, sebbene non interessate dalle distorsioni e dalle esasperazioni antomiche, di altri colleghi dell'artista (Pontormo e Rosso in primis), scegliendo tra atteggiamenti insoliti. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 29 mag 2020 alle 17:08. Intorno a questo tema, che assumeva particolare importanza nel contesto delle discussioni di fede negli anni centrali del XVI secolo, Vasari concepì una elaborata composizione per una grande pala d’altare ordinata da Bindo Altoviti nella chiesa dei Santi Apostoli a Firenze, dalla quale trasse anche altre versioni di formato minore, come quella oggi esposta agli Uffizi. Nel percorso museale allestito negli ambienti del convento, il corridoio, la cucina, la sala del lavabo, il refettorio, sono esposti dipinti del secolo XVI che documentano con eccellenti esempi la pittura fiorentina dell'epoca. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Caricamento della mostra virtuale “Perpetua Virginitas” in corso... L’Assunzione della Vergine di Andrea del Sarto, Social Media Policy delle Gallerie degli Uffizi. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato”. Si tratta di una piccola scena di genere, poiché uno dei due tiene un vassoio ed è quindi un servitore della locanda, mentre l'altro, con le braccia saldamente appoggiate alla terrazza come se avesse appena finito di sbirciare giù, rivolge lo sguardo verso di lui, ruotando la testa di profilo. Entrambe nel XVIII secolo furono incorniciate in sontuosi ornamenti lignei intagliati e dorati, che conservano ancora oggi, e fin dal 1819 vennero incluse nel primo allestimento della Galleria Palatina. Necropoli di Poggio Renzo e Tomba del Colle, Cortona (AR) - Area archeologica del Sodo e Tomba di Camucia, Firenze - MAF Museo Archeologico Nazionale, Firenze - Giardino della Villa medicea di Castello, Firenze - Villa Carducci-Pandolfini a Legnaia, Grosseto - Area archeologica di Vetulonia, Monsummano Terme (PT) - Museo Nazionale di Casa Giusti, Monteriggioni (SI) - Eremo di San Leonardo al Lago, Orbetello (GR) - Museo Archeologico Nazionale e Antica Città di Cosa, Poggio a Caiano (PO) - Villa medicea di Poggio a Caiano e Museo della Natura Morta, Portoferraio (LI) - Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche - Palazzina dei Mulini, Portoferraio (LI) - Museo Nazionale delle Residenze Napoleoniche dell'isola d’Elba - Villa di San Martino, Rosignano Marittimo (LI) - Museo Archeologico Nazionale di Castiglioncello, Sesto Fiorentino (FI) - Museo Richard-Ginori della manifattura di Doccia, Siena - Cappella del Taja nel Palazzo ex Barabesi, Siena - Chiesa di Santa Maria degli Angeli detta "il Santuccio", Siena - Palazzo Chigi Piccolomini alla Postierla, drm-tos.cenacolosansalvi@beniculturali.it, Direzione regionale musei della Toscana - Chiusura di tutti i luoghi della cultura in ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020 sull'emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus (Covid-19), Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. Il colore è brillante, ma i toni selezionati non sono quelli primari della tradizione quattrocentesca (rossi, azzurro, gialli intensi), ma piuttosto mezze tinte che danno un senso di leggero stridore: violetto, verdognolo, arancio, turchese, ecc. Galleria delle Statue e delle Pitture, sala 81, “Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. La figura di Cristo appare così isolata al centro, tra lo sconcerto legato alle sue parole che si propaga fino alle estremità del lungo tavolo, nel commosso ma misurato gesticolare degli apostoli. +39 055 0649489drm-tos.cenacolosansalvi@beniculturali.it, Direttore Angelo TartuferiTel. Nell’Assunta Passerini, il pittore colloca la figura nella stessa posizione, modificando l’andamento del manto che qui diviene un piviale, segno distintivo del santo vescovo che lo indossa, Nicola di Bari, patrono della famiglia Passerini, così come Santa Margherita allude alla committente dell’opera, Margherita Passerini. Proprio Andrea del Sarto, insieme a Raffaellino del Garbo, aveva fornito intorno al 1515 i disegni per le decorazioni dello straordinario corredo, oggi conservato presso il Museo Civico di Cortona. Carta della qualita dei servizi(documento in formato pdf, peso 1447 Kb, data ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2018). Federico Zuccari, Cornelis Cort, Antonio Lafreri, In questa stampa Federico Zuccari illustra una delle sue invenzioni più felici, tratta dall’affresco di eguale soggetto che aveva dipinto nella chiesa di Santa Maria Annunciata al Collegio Romano. Maria è letteralmente sollevata su una soffice pedana di nuvole, e gli angeli le si affaccendano intorno, costruendo una piccola parete di nudi infantili, perfetti nelle proporzioni, vivacissimi nelle attitudini, negli sguardi arguti riservati allo spettatore. Nella scelta del momento il Sarto si ispirò a quanto fatto da Leonardo da Vinci a Milano, sebbene le sue figure gesticolano ma stanno composte al loro posto, nel solco di Ghirlandaio. I disegni preparatori per le figure indicano il lungo studio preliminare a questa pittura così grandiosa e vibrante dalla comunicativa immediata, così ricca di sfumature preziose rese con eccezionale maestria nella tecnica veloce dell’affresco. Emergenza COVID-19 | Chiudono i musei delle Gallerie degli Uffizi. Le molteplici implicazioni teologiche legate anche ai fermenti di riforma e ai contrasti sulle verità di fede, favorirono la scelta di questo soggetto da parte dei committenti, e incoraggiarono negli artisti la ricerca di soluzioni narrative sempre più articolate e spettacolari, mirate a toccare le corde più profonde del sentimento devozionale. L’insieme di pezzi non comprendeva solo le vesti da cerimonia ma anche gli arredi dell’altare, come il coprileggìo e il paliotto (cioè il tessuto che copriva la parte anteriore della mensa). Nel 1534 il monastero divenne femminile e allora venne introdotta una rigida clausura che rese l'opera di fatto invisibile fino alle soppressioni. Per esplorare al meglio la posizione dei corpi nello spazio, la loro consistenza, il movimento delle braccia e delle gambe, l’effetto della luce, Andrea prendeva a modello garzoni di bottega o altri aiutanti, talvolta persino familiari: in questo foglio ad esempio (303 F) egli studia la figura della Vergine utilizzando un giovane adolescente, delineato nel suo profilo con il tratto morbido di una matita nera. Circondata dagli apostoli e dai parenti, Maria lascia il mondo degli uomini. Così San Giovanni Battista commenta nell’Apocalisse l’apparizione femminile che nella fede cristiana viene identificata con Maria, madre di Cristo e creatura immacolata che oppone la sua purezza al peccato originale di Eva. Andrea del Sarto was born Andrea d'Agnolo di Francesco di Luca di Paolo del Migliore in Florence on 16 July 1486. Un largo uso del chiaroscuro dà l'idea del movimento delle vesti e della plasticità delle figure. Quest’ultima donò alla chiesa dei Serviti un sontuoso parato liturgico in velluto, broccato, fili d’oro e d’argento, proveniente dai beni di famiglia. Negli anni ’70 del ‘900 la struttura ha cambiato destinazione d’uso diventando la sede della scuola prima materna e … Vasari racconta che la capacità principale di Andrea del Sarto era quella di saper dare alle sue figure una “dolcezza molto viva”, tanto da renderle “semplici e pure”. Il Museo è accessibile alle persone disabili.Marciapiede raccordato; dal cancello all'ingresso (soglia rialzata) c’è un breve tratto difficoltoso per il fondo a ghiaia. Il grandioso progetto di ampliamento comportò la costruzione del  porticato sud del loggiato,  della cucina, della sala del   lavabo e  del refettorio, dove nel 1511 fu commissionato  ad Andrea del Sarto l'affresco con l'Ultima Cena, poi ultimato nel 1526.Andrea del Sarto, che si ispirò al famoso Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, coglie gli apostoli nel momento in cui ricevono l’annuncio del tradimento da Gesù e aggiunge nella parte superiore una piccola e originale scena di due personaggi affacciati a una terrazza che assistono all’evento. Nella tradizione dei cenacoli dipinti nei monasteri fiorentini, quello di Andrea del Sarto è considerato solitamente il punto di arrivo più alto di un percorso avviato a metà del Trecento.. Si trova sulla parete di fondo del refettorio opposta all'entrata, e occupa tutti il registro superiore della parete, al di … L’opera venne realizzata in larga parte tra il 1520 e il 1525 anche se la commissione risaliva al 1511, fu conclusa nel 1527 e completata in sessantaquattro giornate. +39 055 0882000angelo.tartuferi@beniculturali.it, Direzione regionale musei della Toscana - Chiusura di tutti i luoghi della cultura in ottemperanza al DPCM del 3 novembre 2020 sull'emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus (Covid-19)Dal 6 novembre al 3 dicembre 2020, Giorni, orari di apertura e modalità di visita, Da martedì a domenica, ore 8.15 – 13.50.Chiuso: tutti i lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio.Ingresso gratuito. Sospesi i lavori per circa più di quindici anni, tra le varie vicende biografiche dell'artista, nel 1526 venne richiamato ad affrescare l'Ultima cena vera e propria, completata in sessantaquattro giornate. “Nostra Donna che da un coro di putti è circondata, mentre alcuni altri la reggono e la portano con una grazia singularissima”: così Giorgio Vasari descrive la parte superiore dell’Assunta Panciatichi, riassumendo in poche righe tutto il valore e la forza del dipinto. Dall’improvvisa rivelazione di quel prodigio nasce un teatro di emozioni che Andrea ha fissato in espressioni e gesti indimenticabili, ognuno diverso dall’altro. Nel 1526 Federico Gonzaga, Duca Di Mantova, vede a Firenze il ritratto di Leone X fra i Cardinali Giulio de Medici e Luigi de’Rossi, opera straordinaria di Raffaello e insiste presso Clemente VII (anch’esso di stirpe medicea) per averlo. Since his father, Agnolo, was a tailor (Italian: sarto), he became known as "del Sarto" (meaning "tailor's son"). Inizialmente l'artista dipinse il sottarco, con l'aiuto di Andrea di Cosimo Feltrini per le grottesche. Numerosi effetti cangianti, come nella veste di Giuda, impreziosiscono ulteriormente la pittura. Qualcuno ha proposto l'aiuto del Franciabigio per le figure dei santi ma lo stile è assolutamente consono alla pittura di Andrea in questi anni. A sottolineare il passaggio di condizione è la presenza di Gesù stesso, avvolto nella caratteristica mandorla di angeli che sottolineano la sua discesa dal cielo. Con la gestione della Direzione regionale musei della Toscana negli ultimi anni è stato protagonista di importanti iniziative culturali tra le quali il progetto di Virgilio Sieni Cenacoli Fiorentini_Grande Adagio Popolare e sede principale dei Concerti al Cenacolo_Musica antica nell’area metropolitana fiorentina dell’Associazione L’Homme Armé. Il modello è completamente nudo, per permettere al pittore di impadronirsi al meglio di ogni detteglio di anatomia e rendere più vera la sua rappresentazione, e solo in un secondo momento si sarebbe aggiunto il panneggio. La costruzione del culto di Maria opposta a Eva, e dunque di un modello femminile di purezza e castità contrapposto alla donna responsabile del peccato originale, comportava anche dare una risposta concreta alla rappresentazione della sua vita ultraterrena. Indicazioni generali per l’ingresso e la visita al museoÈ necessario seguire le indicazioni fornite dal personale di accoglienza e attenersi alle disposizioni di sicurezza: - Ingresso vietato in caso di febbre superiore a 37.5°- Ingresso consentito a non più di 10 visitatori alla volta- Indossare la mascherina- Mantenere la distanza interperrsonale di almeno 1,5 m.- Rispettare la separazione dei flussi in entrata e in uscita- Evitare gli assembramenti all'interno e all'esterno- Non sostare negli spazi di passaggio- Lavare/igienizzare le mani- Non sono consentite visite guidate di gruppo____________________________________________. - Pittore, nato a Firenze il 6 luglio 1486 da Angiolo di Francesco sarto, donde il cognome assunto insieme con uno stemma di due seste incrociate. 055-5389100Email: drm-tos@beniculturali.it PEC: mbac-drm-tos@mailcert.beniculturali.it, Copyright 2015-2018 © Polo Museale della Toscana - Note legali | Crediti, pagina creata il 28/01/2016, ultima modifica 05/11/2020, Norme generali di apertura al pubblico e agevolazioni per l'ingresso, Regolamento per la riproduzione dei beni culturali in consegna alla Direzione regionale musei della Toscana (ex Polo Museale della Toscana), Anghiari (AR) Museo delle Arti e Tradizioni Popolari dell’Alta Valle del Tevere - Palazzo Taglieschi, Arezzo - Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna, Arezzo - Museo Archeologico Nazionale Gaio Cilnio Mecenate, Calci (PI) - Museo Nazionale della Certosa Monumentale di Calci, Carmignano (PO) Area archeologica di Comeana. E’ un’idea che già Rosso aveva messo in pratica nella sua Assunta affrescata nel chiostrino dei Voti alla Santissima Annunziata circa dieci anni prima. Sul piedistallo è scolpita a rilievo una piccola Annunciazione, ovvero il momento immediatamente precedente all’incarnazione, mentre la Nascita di Gesù e la Fuga in Egitto, raffigurate ai due lati in secondo piano, illustrano il seguito del racconto evangelico. Nell’ipervisione che segue proviamo a seguire i fili di questa storia attraverso le opere delle Gallerie degli Uffizi. In una stanza, con un lungo tavolo parallelo alla parete, gli apostoli stanno seduti, sconvolti dall'annuncio del tradimento appena pronunciato da Gesù. Come su una scena teatrale, i protagonisti appaiono in una visione solenne, che riunisce insieme Antico e Nuovo testamento, sotto l’egida di Dio padre che domina dall’alto imponendo col suo gesto la discesa della colomba, simbolo dello spirito santo e dell’angelo che annuncia a Maria il suo destino. L’assenza di informazioni sulla storia della madre di Gesù dopo la sua morte, poneva per i pensatori il problema della fine della sua vita terrena, al cui riguardo esistevano fin dalla fine del IV secolo ipotesi diverse, legate alla natura stessa della sua maternità: l’arcangelo Gabriele infatti annuncia a Maria una gravidanza miracolosa, avvenuta non dall’unione carnale con un uomo ma perché ella viene toccata dallo spirito divino, come solo può convenire al figlio di Dio. In basso si raccolgono gli apostoli, giunti sulla tomba di Maria, ormai vuota. Vasari racconta che la capacità principale di Andrea del Sarto era quella di saper dare alle sue figure una “dolcezza molto viva”, tanto da renderle “semplici e pure”. Andrea, venuto al mondo sotto il segno dei creativi vincenti, compiuto già un percorso di rilievo, fu progressivamente spento, sempre secondo l’aretino, “da un desiderio d’un suo appetito che presto rincresce”. In accordo con gli scritti paleocristiani che promuovevano la tesi che la Vergine non fosse fisicamente morta ma solo addormentata e traslata anima e corpo in un’altra dimensione, si diffonde presto un motivo iconografico di grande suggestione, rappresentato in grandi cicli ad affresco o in dipinti di piccole dimensioni: la Dormitio Virginis, ovvero la scena in cui Maria giace sul suo letto, attorniata dagli apostoli, che assistono al suo “transito”, il passaggio dalla dimensione terrena a quella divina. Probabilmente l’apice della sua arte, Andrea lo raggiunge con il Cenacolo di San Salvi, un grande affresco conservato nel Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, vicino la chiesa di San Salvi, a Firenze. Il Cenacolo è un grande affresco (525x871 cm) di Andrea del Sarto, databile al 1511-1527 circa e conservato nel Museo del Cenacolo di Andrea del Sarto, vicino alla chiesa di San Salvi, a Firenze. Un puttino, in basso, sbuca prepotente e spericolato, offrendo la sua spalla alla Vergine perché appoggi il piede. L'opera, considerato fra i capolavori dell'artista, realizzata in larga parte tra il 1526 e il 1527. Due apostoli, in primissimo piano, si inginocchiano in segno di devozione: quello di sinistra abbandona per un attimo la scena e si rivolge direttamente allo spettatore, invitandolo rendersi partecipe dello straordinario evento che sta vivendo insieme ai suoi compagni. Al 1511 risale la decorazione del sottarco della volta, alla quale collaborarono  per le grottesche Andrea di Cosimo Feltrini e, probabilmente, il Franciabigio. Giuda, come già fece Leonardo, non è separato al di qua dal tavolo come in tanti altri Cenacoli, ma è alla destra di Gesù, fedelmente al testo evangelico di Giovanni con la mano sul petto a dimostrare la sua incredulità, mentre riceve da Gesù un pezzo di pane inzuppato. La parte più originale, che avrà grande fortuna nei decenni successivi, è quella superiore dove l'artista rappresenta una terrazza con passaggi architravati, dove due personaggi, sullo sfondo di un cielo al tramonto, assistono alla scena. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Nella seconda versione la Vergine non è più rapita nella contemplazione divina, ma ancora partecipe del mondo: il suo sguardo profondo e serio è rivolto agli uomini, e le mani giunte in preghiera invitano alla contemplazione e alla riflessione sul mistero del divino. Su tutte però spiccano, maestose nelle dimensioni e spettacolari nella composizione, le Assunte, tradizionalmente denominate “Panciatichi” e "Passerini", dipinte tra il 1523 e il 1528 da Andrea del Sarto, oggi collocate nella sala dell’Iliade della Galleria Palatina a Palazzo Pitti. Il manto morbido, lievemente gonfiato dal vento, definisce sottili giochi di luci e ombre, mentre il volto dolcissimo, incorniciato dai capelli sciolti, tradisce tutta l’emozione dell’incontro divino e la consapevolezza del suo ruolo materno. Tiene tra le braccia l' “animula”, cioè la personificazione dello spirito della Vergine, che porterà con sè nell’aldilà. Come è noto, durante l'assedio di Firenze fu una delle pochissime opere superstiti fuori dalle mura di Firenze, l'unica di rilievo, e pare che i soldati imperiali furono così ammaliati dalla sua sorprendente modernità da risparmiarlo. La mano sul ventre preannuncia la gravidanza e lo sguardo rapito rivela l’accettazione di una missione che le porterà la gioia della maternità ma anche lo straziante dolore di assistere al supplizio di suo figlio sulla croce. Alle sue spalle due puttini sollevano la corona di dodici stelle, simbolo delle dodici tribù di Israele originate, secondo il racconto del Genesi, dai figli di Giacobbe e dunque antenate di Gesù. Nota: ogni immagine della mostra virtuale può essere ingrandita per una visione più dettagliata. Sulla sinistra l’apostolo di profilo, avvolto in un largo panneggio giallo drappeggiato sui fianchi, volge lo sguardo quasi incredulo al cielo, mentre la sua mano sinistra, sollevata e aperta, dimostra tutto il suo turbamento, tanto da farci sentire il suo respiro sospeso per un lungo attimo; un po’ più a destra il suo giovane compagno si piega leggermente in avanti, ad esaminare una volta di più l’interno del sarcofago, cercando ancora un segno del corpo mortale della Vergine. Il pittore ripropose sostanzialmente nell'Assunta Passerini il medesimo impianto compositivo allestito pochi anni prima nel dipinto per i Panciatichi, suddividendo la scena in due piani, lo spazio divino e quello umano, collegati però dalla roccia nuda e scheggiata che s’innalza sullo sfondo. La sua pittura fatta di maestosità, precisione, equilibrio e naturalezza al tempo stesso, sta nell’accurato lavoro di preparazione di ogni quadro, attraverso la serie di disegni preparatori. L’Abbazia, fondata nel secolo XI, fu  ampliata e  restaurata  a partire all'inizio del secolo  XVI sotto la direzione di Biagio Milanesi e poi dell'abate  Ilario Panichi. https://www.storiarinascimentale.it/artisti/andrea-del-sarto Foto di Roberto Palermo e Francesco del Vecchio. Il tema dell’Assunzione della Vergine (o Assunta, come viene comunemente denominata dai devoti), ha attirato fin dai primi secoli della cristianità l’attenzione degli artisti, impegnati a tradurre in immagini il fitto corredo di storie trasmesso non solo dai vangeli canonici, ma anche da quegli scritti apocrifi che arricchivano e corredavano i testi originali con notazioni e interpretazioni spesso non dimostrabili storicamente, ma utili a modellare gli esempi di virtù da additare al fedele. ANDREA del Sarto. ANDREA del SARTO e LA COPIA di LEONE X di RAFFAELLO. La pala non arrivò mai a destinazione, e fu prima conservata nella casa di suo figlio a Firenze, da dove passò prima ai Salviati e poi ai Medici nel 1556. Il procedimento seguiva una lunga tradizione delle botteghe fiorentine, che Leon Battista Alberti aveva teorizzato nel suo trattato di pittura fin dal secolo precedente: “come a vestire l’uomo, prima si disegna ignudo, poi il circondiamo di panni”. Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismoDirezione regionale musei della ToscanaPiazza de’ Mozzi, 2 50125 FIRENZETel. Il plesso Dell’Andrea Del Sarto fa parte del complesso di San Salvi. Nella tradizione dei cenacoli dipinti nei monasteri fiorentini, quello di Andrea del Sarto è considerato solitamente il punto di arrivo più alto di un percorso avviato a metà del Trecento. Vi sono raffigurati San Giovanni Gualberto, San Salvi, la Trinità (al centro), San Bernardino degli Uberti e San Benedetto. Nel sottarco, tra grottesche e riquadrature, si trovano cinque medaglioni San Giovanni Gualberto, San Salvi, la Trinità (con la particolare iconografia dei tre volti di Cristo riportata in auge da Savonarola), San Bernardino degli Uberti e San Benedetto. Alla sinistra di Cristo è posto il suo discepolo prediletto, Giovanni, che si protende verso di lui come per poter ascoltare meglio le sue parole, mentre Gesù gli riserva un gesto di affetto tenendogli la mano e guardandolo con un'espressione rassicurante. La commissione risaliva addirittura al 1511, quando il monaco vallombrosano Ilario Panichi incaricò l'artista allora giovanissimo, fornendogli i primi pagamenti. Andrea del Sarto, che si ispirò al famoso Cenacolo di Leonardo da Vinci a Milano, coglie gli apostoli nel momento in cui ricevono l’annuncio del tradimento da Gesù e aggiunge nella parte superiore una piccola e originale scena di due personaggi affacciati a una terrazza che assistono all’evento. Concepita secondo il modello della Sacra Conversazione, la scena è concentrata sulla figura di Maria, isolata come una statua sul severo basamento in pietra, avvolta dal cono di luce intensa che piove dall’alto, la cui natura soprannaturale viene dichiarata dalla colomba bianca, simbolo di purezza. Si trova sulla parete di fondo del refettorio opposta all'entrata, e occupa tutti il registro superiore della parete, al di sotto dell'arco della volta. L'artista, al pieno della maturità, aveva nel frattempo accentuato l'intensità devozionale dei soggetti e sviluppato importanti ricerche sul colore. Il prezioso avorio esposto a Palazzo Pitti traduce in piccolo formato, destinato alla devozione privata, il modello dell’Immacolata Concezione più diffuso tra Sei e Settecento, particolarmente apprezzato in area spagnola nelle interpretazioni di Jusepe de Ribera, Zurbaran, Murillo. Maria si erge sulla soffice nuvola bordata di testine angeliche, da cui fuoriescono, conformemente al racconto dell’Apocalisse, il crescente lunare e la testa del drago/serpente che insidia la sua maternità. Tra questi opere di Pontormo (in particolare Fede e Carità, al lato opposto del refettorio, sopra l’entrata), Franciabigio, Raffaellino del Garbo, Bachiacca, Carlo Portelli, Bernardino Poccetti e un nucleo di dipinti di Plautilla Nelli (1524–1588) una delle rare artiste di cui parla Giorgio Vasari nelle Vite. La gamma dei sentimenti espressa varia dalla sorpresa, allo sconforto, all'angoscia, all'interrogazione reciproca, al dubbio di sé, pur senza arrivare alla drammaticità dell'insuperato modello leonardiano.

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