Questo fatto della polarizzazione stabilisce un altro criterio di distinzione tra diffusione e fluorescenza, in quanto la luce di fluorescenza non è polarizzata. Alcuni corpi assorbono, cioè non rimandano la luce che vi cade sopra (corpi neri). Un metodo ugualmente efficace consiste invece nel prelevare (dopo qualche ora a seconda delle sostanze) dei campioni del miscuglio in varî strati equidistanti. Dal nome germanico Berto, che, tratto dalla radice berath o beraht, significa letteralmente "splendente", "lucente"[2][3] o, in senso figurato, "illustre", "famoso" (in maniera analoga al nome di origine latina Chiara). Recentemente si è trovato (C. V. Raman, 1928) che la diffusione molecolare è sempre accompagnata da una debolissima diffusione di nuovo tipo, in cui la luce diffusa ha frequenza diversa da quella della luce primaria. . Al contrario se la superficie è scabra e irregolare il calore viene diffuso. Se la luce che attraversa il liquido o il gas diffondente è bianca, e le particelle a cui è dovuta la diffusione sono estremamente piccole, la luce diffusa appare azzurra. La teoria della diffusione è dovuta sostanzialmente a lord Rayleigh (1871). Come diversi corpi rischiarati da una stessa sorgente luminosa presentano varî colori, cioè rimandano indietro per diffusione luci di varie tinte, così anche corpi che ricevono il calore di una stessa sorgente rimandano indietro ciascuno una qualità speciale di calore. Alcuni corpi assorbono, cioè non rimandano la luce che vi cade sopra (corpi neri). La luce diffusa viene sottratta al raggio primario, il quale viene così ad essere indebolito man mano che esso si propaga attraverso alla sostanza. Si sono così trovati valori di N compresi tra 6 e 7,5 × 1023; in buon accordo col valore più preciso determinato per altra via, 6,06 × 1023. Citeremo quello di lord Kelvin che offre un dispositivo assai utile per mettere in rilievo la diffusione fra i liquidi incolori. Poiché l'area effettiva osservata sotto un determinato angolo solido è inversamente proporzionale a cos α, ne segue che la superficie appare ugualmente luminosa, veduta sotto qualsiasi angolo. Caratteristica di una superficie perfettamente diffondente è la legge del coseno, secondo la quale la luce diffusa dall'unità d'area, in una certa direzione, è proporzionale al coseno dell'angolo α che questa direzione forma con la normale alla superficie. Diciamo allora che si ha una superficie diffondente. 15.6% Per questo non si deve credere che nel fenomeno della diffusione avvenga un cambiamento di colore, cioè di lunghezza d'onda, della luce stessa. Il fenomeno Tyndall si presenta pure, sebbene con intensità molto ridotta, in qualsiasi sostanza trasparente solida, liquida o gassosa perfettamente pura. Questo fenomeno, studiato per il primo da I. Tyndall nel 1868, si può osservare con notevole intensità in sospensioni di particelle di qualsiasi natura, e anche in sostanze generalmente appartenenti alla classe dei colloidi, che non si possono chiamare sospensioni nel senso ordinario (gelatine). Soc., Londra 1868; J.W. Delle molecole di acqua nella loro incessante agitazione pervengono alla superficie di separazione dei due liquidi, la oltrepassano e si disperdono - per così dire - entro la massa di vino continuando in essa il loro incessante moto; e viceversa delle molecole di vino penetrano nell'acqua e vi rimangono. È qui opportuno distinguere in modo rigoroso il fenomeno di Tyndall dalla fluorescenza. - Diffusione sulla superficie dei corpi. L'effetto è abbastanza facilmente osservabile nei solidi e nei liquidi (per es., con notevole intensita nel benzolo o nel tetracloruro di carbonio); invece soltanto con grande difficoltà nei gas, a causa della debolissima diffusione. : J. Tyndall, in Proc. . In questo ultimo caso, la luce diffusa essendo nello spettro visibile (riga gialla del sodio), l'effetto è straordinariamente appariscente. L'onomastico può essere festeggiato in memoria di più santi, alle date seguenti: Dizionario della lingua italiana - Volume VII, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Umberto&oldid=112749176, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Voci presenti nell'enciclopedia su persone di nome ", Umberto Domenico Ferrari è un personaggio del film del 1952, Humbert Humbert è un personaggio del romanzo di. Bibl. Supponendo le particelle diffondenti sferiche, e le loro dimensioni lineari piccole in confronto alla lunghezza d'onda, si trova una formula che dà l'intensità e lo stato di polarizzazione della luce diffusa in ogni direzione. Origine e diffusione Dal nome germanico Berto, che, tratto dalla radice berath o beraht, significa letteralmente "splendente", "lucente" o, in senso figurato, "illustre", "famoso" (in maniera analoga al nome di origine latina Chiara). Ormai inconsueto ai giorni nostri, il nome Berto viene spesso usato come ipocoristico di altri nomi che iniziano o finiscono per bert, quali ad esempio Alberto, Roberto, Umberto, Lamberto, Filiberto, Norberto, Bertrando, Bertoldo, e via dicendo, ossia appunto nomi contenenti l'elemento berath o beraht[2][3]. Diffusione nelle soluzioni colloidali, e diffusione molecolare. La velocità di diffusione e l'influenza che su di essa hanno le diverse condizioni fisiche nelle quali si compie il fenomeno si possono studiare con varî metodi. Diffusione del Nome Umberto - Mappe dei Nomi Italiani Mappa del nome Umberto In Italia si chiamano Umberto circa 136996 persone (92° nome più comune) ovvero approssimativamente 0.2270% della popolazione Italiana. Diffusione del Nome Umberto - Mappe dei Nomi Italiani Mappa del nome Umberto In Italia si chiamano Umberto circa 136996 persone (92° nome più comune) ovvero approssimativamente 0.2270% della popolazione Italiana. La grande differenza di comportamento fra le sostanze molto diffusibili e quelle poco diffusibili, ha indotto il Graham a distinguere le sostanze disciolte in cristalloidi e colloidi (v. colloidi). Per la sua abbondanza sulla superficie terrestre e negli organismi viventi gli antichi ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. Per esempio, alla diffusione nell'aria è dovuto il colore azzurro del cielo (v.), il quale, in assenza di atmosfera, sarebbe perfettamente nero. diffusióne [Der. - Diffusione sulla superficie dei corpi. che sono leucotermici, essi cioè riflettono ugualmente tutte le specie di raggi calorifici, precisamente come i corpi bianchi riflettono ugualmente tutti i raggi luminosi. di Franco RASETTI - Umberto FORTI - - Suddivisione: Lombardia (15%), Campania (13%), Lazio (11%), .. » Tutta la distribuzione Caratteristiche: Umberto è gioviale, di … Vi sono infine delle superficie le quali, pur non assorbendo del tutto la luce, neppure la riflettono regolarmente, bensì la sparpagliano in tutte le direzioni. Si parla in questo caso di diffusione di risonanza. La diffusione si presenta tutte le volte che la superficie riflettente di una sostanza viene resa scabra, cioè costituita da moltissime faccette orientate irregolarmente in tutte le direzioni. Così sono stati spiegati i fenomeni di parziale depolarizzazione, e il fatto che in certe condizioni la luce è diffusa di preferenza in direzioni che formano angoli acuti col raggio primario. DIFFUSIONE. Ma vi sono anche dei metalli termocroici (come l'oro, l'argento, il mercurio, il rame, ecc.). diffusus]. - Se si fa passare un raggio di luce attraverso a un liquido o a un gas, il quale contenga in sospensione minute particelle, il raggio stesso si rende visibile come una striscia luminosa. diffusus di diffundere "diffondere"] [LSF] Lo sparpagliarsi, in genere disordinato, di una sostanza entro un'altra o entro un ambiente (diffusione materiale) oppure di energia raggiante in un ambiente (diffusione ... diffusione virale loc. 1. 15.6% Suddivisione: Lombardia (15%), Campania (13%), Lazio (11%), .. » Tutta la distribuzione Caratteristiche: Umberto è gioviale, di … Questo fatto ha dato luogo a un'interessante applicazione, poiché una misura dell'intensità della diffusione molecolare permette di determinare il numero N di molecole contenuto in un grammo-molecola di una sostanza (numero di Avogadro). La teoria è stata in seguito estesa per includere il caso che le particelle non siano sferiche, che le loro dimensioni non siano trascurabili in confronto alla lunghezza d'onda, e che la loro concentrazione sia così forte da non poter più ammettere che esse agiscano isolatamente. Nel linguaggio corrente s’intende in genere l’acqua allo stato liquido. Se la diffusione è completa uniformemente per tutti i colori di cui si compone la luce, la superficie è bianca (p. I corpi diffondenti presentano perciò necessariamente un assorbimento della luce, tanto maggiore per i colori che vengono più fortemente diffusi. pass. I risultati più interessanti della teoria, e che l'esperienza conferma, sono i seguenti: 1. l'intensità totale diffusa è inversamente proporzionale a λ4 (λ = lunghezza d'onda); 2. essa è anche proporzionale a NV2, dove N è il numero totale delle particelle e V il volume di ciascuna. – 1. chimica es., soddisfa a questa legge con molta approssimazione. Il fenomeno di Raman, che si può considerare come qualche cosa d'intermedio fra la diffusione e la fluorescenza, si spiega molto bene con le moderne teorie quantistiche sulla struttura della materia, e ne costituisce una brillante conferma. Esso consiste nell'immergere entro la massa liquida alcune perline cave di vetro aventi pesi specifici diversi e compresi fra quelli estremi dei liquidi di cui si studia la diffusione. pass. Il fumo di sigaretta appare azzurrognolo per diffusione; ma una sorgente di luce bianca, osservata attraverso a un grosso spessore di fumo, appare rossastra, perché la luce rossa, meno diffusa, lo attraversa più facilmente. - La superficie di un corpo si può comportare in modi diversi quando su di essa si faccia cadere un raggio luminoso. Ma se noi facciamo l'esperienza con luce monocromatica, cioè contenente una sola lunghezza d'onda, troviamo che anche la luce diffusa ha rigorosamente la stessa lunghezza d'onda. Il diffondere, il diffondersi, l’esser diffuso, nelle varie accezioni del verbo: diffusione di notizie, di un avviso, di un appello (per mezzo della... Composto chimico di formula H2O, assai diffuso in natura nei suoi tre stati d’aggregazione: solido, liquido e aeriforme. Il grado di polarizzazione dipende dalla natura, dalla grandezza e dalla concentrazione delle particelle diffondenti. - La superficie di un corpo si può comportare in modi diversi quando su di essa si faccia cadere un raggio luminoso. Ripetendo più volte l'operazione e sottoponendo ad accurata analisi i campioni prelevati, ci si può fare un'idea abbastanza esatta dello svolgimento del fenomeno. 6 settembre: Sant'Umberto di Maroilles - Abate Vedi altri Santi e Beati di nome Umberto Diffusione In Italia ci sono circa 136996 persone di nome Umberto Visualizza la mappa di … Mag., 1871, 1897, 1899; J. Cabannes, La diffusion moléculaire de la lumière, Parigi 1929; R. Gans, Lichtzerstreung, in Wien-Harms, Handbuch der Experimentalphysik, Lipsia 1929; Pringsheim, Ramanspektra, in Geiger-Scheel, Handbuch der Physik, Berlino 1929. Origine e diffusione Dal nome germanico Berto, che, tratto dalla radice berath o beraht, significa letteralmente "splendente", "lucente" o, in senso figurato, "illustre", "famoso" (in maniera analoga al nome di origine latina Chiara). Evidentemente le perline galleggeranno in tempi diversi ad altezze diverse, rivelando le variazioni di peso specifico dei singoli strati della massa liquida e fornendo così un rivelatore preciso della diffusione fra i due liquidi. Questa coincidenza toglie ogni dubbio sull'origine molecolare defla diffusione. Vi sono dei metalli (platino, ferro, piombo, stagno, zinco, ecc.) A meno che non si osservi un grandissimo spessore del gas, nel qual caso la luce diffusa può rendersi facilmente visibile. Lasciando il tutto in quiete la colorazione rossa sale a poco a poco, segno evidente che l'acido solforico - sebbene più pesante - non rimane al fondo, ma si diffonde entro l'acqua mescolandosi con essa. Diffusione: In Italia ci sono circa 137.689 persone di nome Umberto. Tuttavia si presenta spesso il fenomeno della parziale depolarizzazione della luce diffusa, dovuto all'assenza di simmetria sferica delle molecole stesse. Allora ciascuna faccetta riflette la luce in una direzione determinata, e si ha l'effetto complessivo dello sparpagliamento. Umberto è un nome proprio di persona italiano maschile[1][2]. Abbiamo già detto che l'intensità della diffusione dipende dallo stato di divisione più o meno fine delle particelle. Qui, naturalmente, la condizione che le dimensioni delle particelle siano piccole in confronto alla lunghezza d'onda è sempre verificata. Il nome, giunto all'italiano attraverso la forma latina Umbertus, deriva dall'antico germanico Hunberct; il primo elemento può essere ricondotto a hun ("guerriero") oppure a Hünnen (" unno "), mentre il secondo è beraht (o berht, berhta, "famoso", "illustre", da cui anche Adalberto, Gilberto, Uberto e molti altri), e il significato viene interpretato come "famoso guerriero", "potente illustre" e via dicendo. Altre superficie respingono il raggio incidente, almeno per una certa frazione della sua intensità, in una direzione ben determinata dalle leggi della riflessione (superficie metallica levigata, superficie dell'acqua). Effetto analogo si avrebbe con l'acido cloridrico. Roy. Infine come vedremo, esso si manifesta anche nelle sostanze trasparenti perfettamente pure, sebbene in misura estremamente attenuata. Il potere di diffusione dei metalli varia notevolmente: quello dell'oro, dell'argento, dello stagno, del platino, del rame, supera quello dei corpi non metallici, mentre quello del piombo e del ferro, è notevolmente minore. Potrebbero naturalmente scegliersi esempî di molti altri liquidi che si diffondono l'uno nell'altro: così se in un bicchiere si pone dell'acqua colorata in viola con tintura di tornasole e poi con una pipetta di vetro si deposita sul fondo un po' di acido solforico, si vede l'acqua dal fondo arrossarsi per la presenza dell'acido. Berto è un nome proprio di persona italiano maschile. del lat. ◆ Quando è arrivato, il mondo ha capito subito che lo voleva: era chiaro che Internet rispondeva... diffuṡióne s. f. [dal lat. Il calore riflesso predomina di gran lunga se la superficie del corpo è lucida e ben tersa (superficie speculare). Molto di quanto si è detto a proposito della diffusione da parte di particelle colloidali, vale per la diffusione molecolare. Il nome, giunto all'italiano attraverso la forma latina Umbertus, deriva dall'antico germanico Hunberct; il primo elemento può essere ricondotto a hun ("guerriero") oppure a Hünnen (" unno "), mentre il secondo è beraht (o berht, berhta, "famoso", "illustre", da cui anche Adalberto, Gilberto, Uberto e molti altri), e il significato viene interpretato come "famoso guerriero", "potente illustre" e via dicendo. - Diffusione sulla superficie dei corpi. Del calore che un corpo rimanda indietro una parte viene riflessa, un'altra diffusa. Ciò si deve al fatto che la luce, incontrando una particella, anziché proseguire indisturbata nel suo cammino rettilineo, viene deviata e dispersa in tutte le direzioni, ossia diffusa. Per il principio di Archimede il vino essendo più leggiero dell'acqua dovrebbe rimanere perpetuamente al di sopra di essa; invece si vedrà la colorazione propria del vino procedere lentissimamente entro la massa limpida dell'acqua e al contrario divenire sempre meno intensa nelle parti superiori. Il fenomeno si può osservare facilmente nei vapori di mercurio o di sodio. L'onomastico può essere festeggiato il 5 settembre, in memoria di san Bertino di Sithiu, abate del VII secolo, fondatore dell'abbazia di Saint-Bertin[1]. Diffusione: In Italia ci sono circa 137.689 persone di nome Umberto. Un muro bianco, p. Rayleigh, in Phil. Generalità Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 3 mag 2020 alle 23:09. I varî corpi, cioè, sono diversamente termocroici per usare il termine coniato dal Melloni ad esprimere nel campo dei fenomeni termici ciò che si esprime nel campo dei fenomeni ottici con il termine "colorati". diffusio -onis "il diffondere o il diffondersi", dal part. Intrinsecamente però la diffusione non differisce dalla riflessione: essa è l'insieme di una grandissima quantità di riflessioni che si compiono nei varî punti della superficie scabra in direzioni diverse e in modo del tutto disordinato. Versando con cautela del vino puro sopra l'acqua contenuta in un bicchiere si può ottenere che i due liquidi rimangano separati e sovrapposti. Il nome, giunto all'italiano attraverso la forma latina Umbertus, deriva dall'antico germanico Hunberct; il primo elemento può essere ricondotto a hun ("guerriero")[1] oppure a Hünnen ("unno")[3], mentre il secondo è beraht (o berht, berhta, "famoso", "illustre", da cui anche Adalberto, Gilberto, Uberto e molti altri)[1][3], e il significato viene interpretato come "famoso guerriero"[1], "potente illustre"[2] e via dicendo. Data l'assenza di particelle in sospensione, dobbiamo ammettere che, in questo caso, le stesse molecole costituiscano i corpuscoli diffondenti. Notevoli sono i seguenti risultati sperimentali: 1. i cristalli sono leucotermici; 2. la carta bianca e la vernice nera; la tela e la seta bianche e nere; l'oro, l'argento e il mercurio costituiscono gruppi di oggetti aventi la stessa termocrosi; 3. il nerofumo non assorbe tutto il calore ricevuto, ma ne diffonde sempre una piccola frazione. Enciclopedia Italiana (1931). Le leggi di questi fenomeni, e particolarmente della modificazione di frequenza nella diffusione (effetto Compton), hanno gettato molta luce sulla natura degli scambî energetici tra la materia e la radiazione. In Inghilterra venne portato dai Normanni, ma non raggiunse mai un'ampia diffusione[1][3]. - Diffusione della luce. - Diffusione della luce. diffusio -onis, der. In questo caso, le particelle diffondenti non sono più le molecole o gli atomi, ma le ultime particelle costituenti la materia, gli elettroni. Se osserviamo la luce diffusa in una direzione perpendicolare al raggio primario, attraverso ad un prisma di W. Nicol, troviamo che essa, in misura maggiore o minore, è polarizzata, e precisamente che il piano in cui il vettore elettrico ha maggiore ampiezza è sempre normale al raggio primario. Anzi, la misura del grado di depolarizzazione nei gas e nei vapori, dove le molecole sono sufficientemente distanti l'una dall'altra per non disturbarsi reciprocamente, ha permesso di determinare la maggiore o minore asimmetria delle rispettive molecole. Ne segue che a parità di massa di sostanza diffondente (cioè tenendo NV costante) si ha diffusione minore quanto più essa è finemente divisa; 3. la luce diffusa è completamente polarizzata. Ciò che si è detto a proposito della diffusione nel caso della luce può ripetersi per il calore. s.le f. Strategia di commercializzazione basata sulla propagazione della conoscenza di un prodotto entro gruppi omogenei di consumatori. - Diffusione della luce. es., un foglio di carta bianca, un vetro smerigliato, la neve); se si ha diffusione prevalente per qualche colore, la superficie è colorata. I corpi bianchi in genere si comportano anch'essi rispetto al calore raggiante non come leucotermici (bianchi), ma come termocroici (colorati). Gli olî lubrificanti, le soluzioni di eosina e di fluoresceina, il vetro all'uranio, il platinocianuro di bario costituiscono esempî ben noti di sostanze fluorescenti. di diffundĕre «diffondere», part. https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Berto_(nome)&oldid=108401923, licenza Creative Commons Attribuzione-Condividi allo stesso modo, Voci presenti nell'enciclopedia su persone di nome ", Bert D'Angelo è un personaggio della serie televisiva. Il fatto accennato dipende da ciò, che la luce azzurra viene diffusa con maggiore intensità della luce rossa, e perciò la prima dà un contributo maggiore al fenomeno di Tyndall. - La superficie di un corpo si può comportare in modi diversi quando su di essa si faccia cadere un raggio luminoso. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 21 ott 2019 alle 23:00. La differenza di frequenza mn dipende dalla luce impiegata, ma è caratteristica della sostanza, e per questo ha permesso di dedurre importanti informazioni sulla struttura delle molecole. Alcuni corpi assorbono, cioè non rimandano la luce che vi cade sopra (corpi neri). L'esistenza del calore diffuso fu provata da Macedonio Melloni cui si debbono in genere i primi e più ampî studî condotti su questo soggetto. La diffusione della luce nei gas assume un'intensità eccezionale quando la frequenza della luce primaria coincide con una frequenza propria dell'atomo o della molecola. Diciamo invece che si tratta di fluorescenza, allorché la luce diffusa ha lunghezza d'onda diversa e, in larga misura, indipendente da quella della luce primaria. Nei colloidi metallici si osservano anomalie nel colore della luce diffusa, le quali vennero spiegate tenendo conto delle particolari proprietà ottiche dei metalli. 6 settembre: Sant'Umberto di Maroilles - Abate Vedi altri Santi e Beati di nome Umberto Diffusione In Italia ci sono circa 136996 persone di nome Umberto Visualizza la mappa di … Le esperienze eseguite in tal modo da T. Graham hanno messo in luce che: 1. la velocità di diffusione cambia con la natura dei liquidi messi in presenza; 2. tale velocità cresce rapidamente con la temperatura; 3. infine, nel caso in cui uno dei liquidi sia una soluzione (come quando dell'acqua colorata in azzurro con solfato di rame si diffonde in acqua pura) le molecole di soluto si portano dai punti di concentrazione maggiore verso i punti di concentrazione minore; e la massa M di soluto passata nel tempo t attraverso la superficie a alla distanza l, è proporzionale alla differenza di concentrazione c - c′ fra il punto di partenza e quello di arrivo, sicché si ha: ove d è un coefficiente di proporzionalità (coefficiente di diffusione) caratteristico di ciascuna sostanza, e variabile con la temperatura.

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