Si caratterizza per il Bambino nutrito dal seno della Madre e dal velo rosso che scende dal capo della Vergine. custodita e venerata nella Cattedrale di Cosenza. L’orrore in un video, Von der Leyen: la priorità è superare questa fase, e l'Europa può farlo". Enea Selis nel 1976-77 ed eseguiti presso la Sovrintendenza per  i Beni culturali è stata riportata alla bellezza originale che ha permesso e, permette tuttora, una lettura approfondita della immagine scritta sul legno. -       Tre stelle, secondo l’iconografia classica bizantina, sono collocate una sulla fronte e due ai lati sulle spalle. Le dita delle mani indicano anche alcune verità di fede: le tre dita della mano destra richiamano il mistero trinitario e ancora il parto verginale di Maria toccata dal mistero dell’Incarnazione; le due dita della mano sinistra invece indicano la doppia natura umana e divina di Cristo. Scheda sull’icona della Madonna del Pilerio (XII sec.) Il colore rosso è il simbolo della divinità. Tutte le icone, ma particolarmente quelle della Madre di Dio, sono accompagnate dall’oro che indica il progetto e l’iniziativa di Dio, la gloria scende e prende possesso della tenda. custodita e venerata nella Cattedrale di Cosenza, L'Icona della Madonna del Pilerio (XII sec.) Il 10 ottobre del 1988 Mons. Siamo andati agli uffici del Comune, abbiamo percorso tutta la zona fino ad affacciarci su corso Mazzini. I due particolari pittorici dell’allattamento del Divin Bambino e del Maforiuòn (manto rosso) emergono nella loro immediatezza appena ci si accosta all’icona. La Vergine come in ogni antica icona indica con la mano sinistra il figlio, si fa odigitria (indica la Via) a tutti coloro che guardando la sua immagine potrebbero cadere nella tentazione di fermare lo sguardo su di lei. Editore: Nizar RamadanDirettore responsabile: Alessandro Cardulli, © 2019 Copyright Kmetro0 - Editore: Nizar Ramadan. “La beatissima vergine Maria nel primo istante della sua concezione, per una grazia ed un privilegio singolare di Dio onnipotente, in previsione dei meriti di Gesù Cristo, salvatore del genere umano, è stata preservata intatta da ogni macchia di peccato originale”[8]. Il velo rosso che scende sulla spalla vuole significare che la Vergine Maria è stata “avvolta” dall’alto e ricoperta dalla grazia. Essa fa letteralmente riferimento alla collocazione del quadro che si trovava appeso ad una colonna[5] all’interno della chiesa Cattedrale. Infatti, l’icona ritrae la Madonna nell’atto di allattare Gesù. Base di ogni colore che è in tutta la tavola esprime la purezza, l’immacolato concepimento della Vergine. In un mese la città ha cambiato pelle, grazie alla maturità dei cosentini. Tocca affetti e sentimenti, volontà e scelte nella creatura che dice il suo “Si” al Signore. L’iconografia del seno si chiarisce ancora di più se la Vergine è colta nella dimensione di nutrice (Colei che nutre, imbandisce il banchetto, la mensa) dei figli fino a diventare, come la invoca la Chiesa ortodossa, trapeza evidente richiamo alla mensa eucaristica. Secondo una a tradizione che dovrebbe risalire al 40 d. C., la Vergine apparendo nei pressi del fiume Ebro all'Apostolo Giacomo addolorato per gli scarsi risultati della sua predicazione apostolica  gli consegnò un pilastro, chiedendogli di edificare una chiesa in suo onore. È stata poi riportata alla bellezza originale nel 1976-77. La più tradizionale interpretazione del titolo è quella di Pilastro. Rispetto alla vita ordinaria, e al traffico abituale, ora tutto è cambiato. La copia dell’icona della Madonna del Pilerio (il quadro originale è custodito nell’omonima cappella della Cattedrale) appartiene all’iconografia della Galaktotrophousa (Madonna che allatta). [6] La Vergine del Pilar è molto venerata a Saragozza, è patrona della Spagna ed è venerata il 12 ottobre. La Madonna del Pilerio è venerata dai fedeli cattolici come protettrice della città di Cosenza e dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, è raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all’interno del Duomo di Cosenza, voluta da Giovan Battista Costanzo per favorire l‘afflusso dei pellegrini. Il Bambino è rappresentato con due addomi, strettamente legati da una fascia rossa intrecciata, ad indicare che le due nature umana e divina sono unite in Cristo. Esse indicano che Maria è inabitata dalla Trinità ma anche la sua verginità prima, durante e dopo il parto. Maria canterà con la vita la grandezza della potenza divina manifestata nella storia della salvezza e nella concreta storia del popolo di Israele: “Ha spiegato la potenza del suo braccio…ha soccorso Israele suo servo… come aveva promesso ai nostri padri” (Lc 1, 51a. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. I libri di storia parlano di un cammino di S. Antonio che ha attraversato il nostro territorio, la devozione secolare della nostra gente per i Santi Patroni: San Sebastiano, San Giovanni Battista”. Dino Trabalzini, in chiusura del festeggiamento dell’Anno Mariano, proclamò la Madonna del Pilerio Patrona Principale dell’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, confermandone il titolo di “Patrona della Città di Cosenza”. Covid Italia, 32.191 contagi e altri 731 morti, Covid-19 Austria, primo giorno di lockdown, L'incredibile storia del pilota, risucchiato dalla cabina durante il volo, Altilia: storico evento l’icona della Madonna del Pilerio ad Altilia e Maione, Calabria, Strada: "Accordo con Protezione civile, ora al lavoro", Iraq: attacco contro l'ambasciata USA nella capitale, Brexit, le nuove regole per trasferirsi in UK, Ginanneschi: Europa tra soluzioni condivise e politiche individualistiche, L’anno zero dell’era COVID19 una nuova occasione per l’Europa, Nuova Zelanda. La Madonna del Pilerio è venerata dai fedeli cattolici come protettrice della città di Cosenza e dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, è raffigurata in una icona risalente al XII secolo che si trova dal 1607 nella cappella appositamente costruita all’interno del Duomo di Cosenza, voluta da Giovan Battista Costanzo per favorire l‘afflusso dei pellegrini. E’ la kecharitoméne, la piena di Dio. Esso si intravede sulla fronte nella manica del braccio sinistro e dovrebbe essere l’abito che ella indossa sotto tutti gli altri. Questi principi fondamentali, a nostro avviso, aiutano i responsabili della società, a portare avanti la crescita e anche, come in questo caso di pandemia, la guarigione del tessuto sociale e personale. Chico Forti, commutazione della pena o grazia? La grazia trasfigura la creatura nella quale “abita l’Altissimo”. 54a. -       L’aureola sul capo del Divino Bambino contrassegnato dalla croce è un chiaro richiamo alla Passione di Cristo e al suo regnare glorioso. Don Mario, il nostro è un testimoniare con i valori del Cristianesimo che ha radici profonde che si tramanda da secoli, basti ricordare la presenza di un Convento dei Frati Minori, di una Grotta eremitica con l’effige di San Francesco di Paola, di San Sebastiano, che proprio in questi giorni ne abbiamo avviato i lavori di valorizzazione, con la direzione della Soprintendenza, e il nostro Arcivescovo ha assicurato una Sua visita. “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. K metro 0 – Cosenza – Un grande momento vissuto ad Altilia e Maione per lo storico evento della presenza dell’Icona della Madonna del Pilerio nelle parrocchie del Comune. Strage di musulmani in due moschee di Christchurch, 49 morti e decine i feriti. “E proprio con questo spirito – conclude il primo cittadino di Altilia – oggi verrà ricordato come un giorno di festa nei cuori di tutti i nostri concittadini. “Eccomi sono la serva del Signore, avvenga di me secondo la tua Parola” (Lc 1,38). La tradizione vuole che un devoto in preghiera davanti all’ icona della Madonna del Pilerio, si accorse che sul viso della Vergine era fiorita una macchia simile a un bubbone pestifero. Le tonalità brune per tutto ciò che è terrestre ne indica non solo le caratteristiche ma anche il loro essere “irradiate”. L'Icona della Madonna del Pilerio è una insigne espressione di questa particolare forma artistica. L’icona della Madonna del Pilerio attualmente custodita e venerata nella Cattedrale di Cosenza, nella cappella a lei dedicata, è un pregevole dipinto su tavola risalente al XIII sec. Il mistero dell’Incarnazione infatti è strettamente collegato con quello della Redenzione. [5] Secondo quanto testimoniato da una lapide posta in una cappella del Pilerio, l’icona era appesa ad una colonna abbandonata (a pila neglecta penderet), presumibilmente collocata accanto alla porta piccola, come riferisce M. Borretti in La cattedrale di Cosenza, monografia storico-artistica, del 1933 dove a p. 17 riferisce di un atto notarile del 29 gennaio 1594 da cui si rilevava che il signor Coriolano Mollo, napoletano, affidava al capitolo cosentino una elemosina di 3 ducati l’anno per l’anniversario di messe di suffragio della moglie Camilla di cui ella e la sua famiglia erano devoti. Copre il Bambino un trasparente velo bianco che ricorda la divina purezza di Cristo agnello senza macchia che toglie i peccati del mondo e riscatta con l’effusione del suo sangue l’intera umanità dalla schiavitù, dai peccati e dalla morte. Una bella sintesi teologica con l’aiuto dei simboli e dei colori ci fa dire di Maria, guardando questa icona che “la Madonna è una creatura umana (marrone della veste), concepita senza peccato (bianco della prima veste), verso la quale Dio benevolmente si è chinato (celeste del manto) e l’ha riempita della sua grazia (rosso del velo), affinché doni al mondo Cristo il Salvatore”[9]. Se continui ad utilizzare questo sito noi speriamo che tu ne sia felice. [10] Il Concilio di Efeso nel 1431  ha proclamato che Maria è Madre di Dio per il concepimento umano del figlio di Dio nel suo seno. E FAX: 0984630680 - email: paroladivita@alice.it, L’icona della Madonna del Pilerio (XII sec.) Log in o crea un account per votare questa pagina. [7] G. Tuoto, La Madonna del Pilerio, Legenda, Cosenza 2001 p. 37, [8] Pio IX, Bolla Ineffabilis Deus, dogma dell’Immacolata, 8 dicembre 1854, [9] G.Tuoto, La Madonna del Pilerio, Leggenda, Cosenza 2001, p. 32. Effettua il Login per poter inviare un commento. Solo con i restauri voluti dall’arcivescovo Mons. Insieme per andare avanti nella fede e con umiltà. Periodico di attualità Europeo informa i lettori su economia, finanza, politiche imprenditoriali e tempo libero anche attraverso le pagine Facebook e Google+, il profilo Twitter, il canale ufficiale Youtube e il profilo Linkedin. Testimonianze di questa influenza sono ancora presenti, ad esempio, nell’America latina dove forte fu la dominazione spagnola. Nolè, per l’attenzione costante in direzione del nostro Comune, al nostro parroco Don William, per l’opera spirituale che quotidianamente svolge nella nostra parrocchia, vicino ai bisognosi, agli ammalati, ai giovani. La tavola su cui è rappresentata la Vergine che allatta il Bambino[1] ha subito nel tempo vari rimaneggiamenti e danneggiamenti fino ad essere stata completamente ridipinta[2]. Il Sindaco di Altilia Pasquale De Rose a nome suo, del Consiglio Comunale e della comunità di Altilia, rivolge un sentito saluto di benvenuto e di. Your email address will not be published. Non è escluso anche il richiamo alla Passione. L'icona si caratterizza per il Bambino che viene nutrito dal seno della Madre e dal velo rosso che ele… di Enzo Gabrieli. Dai titoli più popolari a quelli più teologici, tutti integrati tra loro, nella forte devozione del popolo di Dio, emerge la ricchezza e la storia di una tavola dipinta che ha attraversato i secoli, divenendo segno di quello speciale accompagnamento della Vergine per i suoi figli, scandendo i momenti lieti e tristi dell’Arcidiocesi cosentina, nutrendone la fede, sostenendola con l’intercessione, indicando Cristo come “Via” e speranza per il credente. Vivarium 1990. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). Intervista a don Armando Matteo sul suo nuovo volume. e misura  95 x 65 cm; eseguita in ambito mediterraneo occidentale la per le sue caratteristiche iconografiche è definita “bizantina”. K metro 0 – Cosenza – Un grande momento vissuto ad Altilia e Maione per lo storico evento della presenza dell’Icona della Madonna del Pilerio nelle parrocchie del Comune. Il Sindaco di Altilia Pasquale De Rose a nome suo, del Consiglio Comunale e della comunità di Altilia, rivolge un sentito saluto di benvenuto e di ringraziamento per l’arrivo della preziosa icona della Madonna del Pilerio, Patrona della città di Cosenza, in occasione della trentennale del Suo patronato. L'iscrizione in latino dice chiaramente che non è una icona arrivata dall'oriente, ma eseguita in ambito mediterraneo occidentale. custodita e venerata nella Cattedrale di Cosenza.pdf, "Maria è la stella che ci indica la giusta rotta", Oggi ricorrono i cento anni del decreto sul Patronato della Vergine del Pilerio, Messaggio e Preghiera di affidamento alla Vergine del Pilerio, Il primo mese di quarantena di Cosenza: ecco come si presenta la città stamattina, Il Documento preparatorio del Sinodo sui giovani, Europa: Ac, Caritas, Focsiv e Missio, il manifesto “Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”. E solo uniti si uscirà da ogni crisi. È la densità della materia, rappresenta la creatura ma che è bruna perché esposta, irradiata da Cristo sole della vita. I segni di una nuova ecatombe da eroina, Matrimoni precoci: un fenomeno tra il diritto e le tradizioni, L’usura divora la Lombardia: Imprenditori nel mirino del racket, ma pochi denunciano, Il pianeta non ha mai smesso di accoglierci e noi lo sfidiamo irrispettosamente, Osservazioni del presidente Donald Tusk della riunione straordinaria del Consiglio, Parlamento europeo lancia il film "Scegli il tuo futuro" per incoraggiare i cittadini a votare, Osservazioni del presidente Donald Tusk al termine della riunione straordinaria del Consiglio europeo (Articolo 50), “L’euro” compie 20 anni, un percorso che garantisce stabilità e prosperità in Europa. Tale velo richiama anche l’atto epifanico di Dio che in Cristo si è rivelato: “Chi ha visto me ha visto anche il Padre” (Gv 14,7). Questo titolo potrebbe risalire proprio al periodo di dominazione spagnola o comunque all’epoca del miracolo della peste nel 1576. L'icona nel corso dei secoli ha subito vari danni ed è stata oggetto di rimaneggiamenti fino a essere ridipinta. Non perché ha generato la natura del Verbo ma poiché da Lei è nato il santo corpo di Cristo Gesù. Facendoci aiutare dalla simbologia sacra e dal significato dei colori possiamo contemplare la meravigliosa bellezza dell’icona della Madonna del Pilerio. Dopo aver subito vari danni è stata riportata alla bellezza tra il 1976 e il 1977. È il segno della peste di cui Maria si è caricata per liberare miracolosamente la città di Cosenza afflitta dal terribile mordo e di cui storia e devozione popolare sono ancora testimoni. Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta! Required fields are marked with *. La presenza dell’Icona della Madonna – ha dichiarato il sindaco De Rose –  dovrà significare una maggiore consapevolezza, per fare risaltare un autentico sentimento di fratellanza, ricordando, ancora di più, e tenendo ben presenti le espressioni del nostro Papa Francesco, quando quel 27 marzo, in una Piazza San Pietro deserta, in piena pandemia, ha sostenuto al mondo intero “siamo tutti sulla stessa barca” e, se tutti siamo sulla stessa barca, la comunità dei credenti, deve  convergere per dare vita ad un mondo più giusto, più pacifico e sostenibile, continuando a crescere nella consapevolezza che tutti noi abitiamo nella stessa casa comune, in quanto membri di una stessa famiglia. Il marrone della veste della vergine è richiamo della sua umanità, mentre l’altra parte di manto di colore blu che avvolge la donna, avvolge anche gli abiti, indica il privilegiato rapporto con Dio di questa creatura. DIOC. “Un grazie e un benvenuto tra di noi, a Don Mario Corraro, quale incaricato della Diocesi per la peregrinatio, a Sua Eccellenza Arcivescovo Mons. e misura 95 x 65 cm; eseguita in ambito mediterraneo occidentale la per le sue caratteristiche iconografiche è definita “bizantina”. Non sei abilitato all'invio del commento. Il titolo di Pilerio, chiaramente postumo alla sua realizzazione, offre diverse interpretazioni, alcune anche apparentemente contrastanti, ma permettono di cogliere la ricchezza delle interpretazioni di tipo teologico, devozionale e pastorale date all’icona di Nostra Signora del Pilerio. Il progetto di Dio sulla creatura è sempre integrale. ENTI CHIESA S. MARIA - PAROLA DI VITA - SETT. Un altro dato di cui tener conto è la certa influenza bizantina dovuta all’appartenenza della Città all’eparchia greca fin dal IV secolo e della vicina Rossano. Tutti questi principi esprimono, in modo diverso, le virtù della fede, della speranza, e dell’amore”. [3] A. Frangipane, Inventario degli oggetti d’arte d’Italia, II – Calabria, Roma 1933, p. 121, [4] G. Leone, Icone della “Theotokos” in Calabria, Ed. Anche il rosso del velo che scende dal capo e il porpora dell’abito di cui Maria è rivestita sono simboli della divinità che “avvolge” la giovane di Nazaret e ne coinvolge mente e cuore. Il colore porpora dell’abito richiama anche alla dimensione sacerdotale e regale ma soprattutto alla “potenza dell’Altissimo” di cui l’angelo annunziante le parla quando le propone il grande progetto della salvezza e della maternità. Questo particolare stellario indica Maria presente nel cenacolo di Gerusalemme, accanto agli apostoli, proprio nei giorni e nelle ore della Pasqua fino alla Pentecoste. Sembra riecheggiare in questo gesto la frase di Maria a Cana: “Fate tutto quello che Egli vi dirà” (Gv 2,5). Rappresentano la Chiesa apostolica senza l’apostolo Giuda che ha tradito il Signore. Il pilastro fu collocato da San Giacomo nello stesso punto nel quale si trova oggi, e che nonostante la chiesa abbia subito vari cambiamenti e vicissitudini, tra cui un incendio, il pilastro si sia conservato nei secoli. L’icona della Madonna del Pilerio attualmente custodita e vene-rata nella Cattedrale di Cosenza, nella cappella a lei dedicata, è un pregevole dipinto su … Diritti. Epoca nella quale l’influenza della pietas spagnola potrebbe aver portato a Cosenza la devozione per la Vergine del Pilar[6] anch’essa collocata su di una colonna. Partendo dalla figura della Vergine rappresentata possiamo affermare, confortati da autorevoli studi[4], che l’immagine è la sintesi tra una Galaktotrophousa (Colei che dona il latte) e la Kikkotissa (Vergine dal rosso manto). I giovani, la fede e il discernimento vocazionale. 55a.). Qui si innesta la tradizione delle “madonne nere” che sono spesso più che inculturazione pregnante messaggio teologico. La Madonna che viene da noi, per trasmettere speranza, per superare gli ostacoli. Il dipinto misura 95x65. Uno studio sul prezioso dipinto su tavola custodito all'interno della Cattedrale di Cosenza risalente al XIII sec. “Non temere perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30). Si tratta di una colonna di diaspro, attualmente ricoperta completamente di bronzo ed argento; solo nella parte posteriore della cappella vi è un’apertura (oculo) che permette di toccare, baciare e venerare la colonna originale. -        Medaglioni dorati intorno al capo della Vergine sono undici. “Ave Maria, piena di Grazia” (Lc 1,28). Nell’iconografia esso è sempre richiamo dall’irraggiamento divino. -       Le scritte in latino (MR e DOMINI) collocate rispettivamente a sinistra e  a destra dell’immagine come prescritto dal Concilio di Nicea (787) indicano la maternità divina di Maria.

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