Non possono essere divisi, (Il concetto di, Il formarsi dall’interno, indicato da s. Tommaso come anima, forma interiore, viene definita da E. Stein forza vitale (, Lo stesso mondo creato si presenta come una serie gerarchica di formazioni: cose materiali, piante, animali, essere umani, puri spiriti. Il che le conferisce ai nostri occhi l’aspetto di purezza e innocenza. stream Non si usa solo un’immagine poetica quando si paragonano così volentieri i bambini ai fiori, ma vi è un fondamento reale, infatti si rintraccia anche in questo caso uno sviluppo ed una manifestazione di sé relativamente intatti, un riposo in se stessi. Lo sviluppo del corpo vivente umano da semplice cellula ad organismo complesso è di certo l’esempio più meraviglioso di processo organico, in cui, mediante la crescita e la progressiva differenziazione, si forma l’insieme teleologicamente (cioè con un. <> ... biologico e psicologico della persona umana e la . In tutto ciò che l’essere umano sperimenta, fa anche esperienza di sé. Questi sono tutti atti della persona. . 0000002026 00000 n Questo deriva dall’ordine generale dell’essere, che esige una materia con un carattere determinato perchè possa svilupparsi pienamente una forma determinata. Questa struttura essenziale dell’anima può essere considerata come una forma interiore. xref 6 Per ontologia materiale intendiamo una conoscenza di tipo ontologico che si riferisce alla realtà esterna al soggetto; per Vediamo l’essere umano non solo come essere umano , non solo per quello che ha in comune con gli altri esseri umani. La percezione esteriore del proprio corpo non è il ponte per l’esperienza del proprio io. La natura interiore di un essere umano si esprime attraverso la sua esteriorità, che costituisce per noi la più importante via d’accesso alla natura dell’altro. Come scopo resta, in fondo, solo l’essere umano in cui le pulsioni funzionano “normalmente”, come compito la cura o la prevenzione di disturbi dell’anima, come mezzo l’analisi della vita superficiale, la scoperta della pulsione attiva. Solo da qui può prendere decisioni in piena coscienza, da qui può impegnarsi per qualcosa, può sacrificarsi e donare se stessa. Il termine spirito è divenuto ormai poco usuale, “fuori moda”, nel linguaggio filosofico; è ritenuto un argomento dietro il quale sembra non esservi più nulla, un po’ per colpa di un certo esasperato idealismo e un po’ perché siamo divenuti tutti eredi di una mentalità positivistica per cui crediamo soltanto a quanto è “sperimentabile”. Si frantuma anche l’unità spirituale dell’umanità e il senso oggettivo della sua creazione culturale. L’io non è una cellula cerebrale; ha un senso spirituale che è accessibile solo nei nostri vissuti. 0000001181 00000 n Senza dubbio si deve parlare di una formazione del corpo vivente mediante l’anima e precisamente nel doppio senso della formazione dovuta alla struttura essenziale e quella realizzata per mezzo dell’agire libero. La struttura della persona umana, di M. D’Ambra, a cura di A. Ales Bello, Roma, Città Nuova Editrice, 2000, p. 126). Chi vive prevalentemente o esclusivamente alla superficie, non possiede ciò che appartiene agli strati più profondi. L’essere umano, nella sua totalità, viene plasmato mediante la vita attuale dell’io e costituisce “materia” per la formazione attraverso l’attività dell’io. Di altri abbiamo un desiderio tanto grande che non si giustifica con il fatto che ci procurerebbe gioia, ma ne avvertiamo il bisogno. Ci parla con i tratti del suo volto, con il suo sguardo e le espressioni del viso, con il timbro della sua voce, con molte cose delle quali non siamo affatto coscienti. Abbiamo questa possibilità perché non siamo esseri puramente sensitivi, ma capaci di conoscenza spirituale. L’essere umano sperimenta l’esistenza e l’umanità negli altri, ma anche in se stesso. I suoi movimenti nascono dal contrasto tra le due cose. Come sempre, la portata reale, effettiva della tutela non dipende solo dalle previsioni incriminatrici esistenti ma anche dall’applicazione-interpretazione che di esse fa la giurisprudenza. 14 0 obj<>stream La sensibilità agli stimoli esterni è un’apertura della natura animale verso l’esterno, la sensibilità nei confronti di se stessi e un’apertura verso l’interno. x�b```"=VA]^�e`C��N����hPJ�T��)@� ��`X C1��d�,�U�'?�0,�YT�=G�g��̹F���:@� �- KUS x��=Mo#����?�+�4�b�>2 /��v0��M&���� ���䑭пp�g��r�[��GV�%o�KU������M�����W�\��1�ׯ_�Y�����kf�XV��}����}Ə߿~�Ӊ����ÿ�~�:�нڥku��Nf Abbiamo così tracciato un abbozzo della persona umana: l’essere umano è un essere costituito di corpo vivente e anima, ma essi assumono in lui una forma personale. Così l’essenza spirituale si lega con la parte materiale, la quale viene così individuata dallo stesso principio spirituale che con esso forma un’unità. Che io debba formare me stesso sembra indicare che l’io debba essere incluso in una tale unità reale. Abbiamo certi stati di sentimento generale che non sono legati a determinate e precise impressioni sensoriali, ma vengono avvertiti, allo stesso tempo, mediante l’anima e il corpo vivente, come stati globali: freschezza e spossatezza, piacere e dispiacere. A seconda degli atti in cui, di volta in volta, l’io vive, esso occupa una posizione nell’anima. %%EOF Nel riflettere insieme sulla persona umana, vorrei proporvi di “guardarla” dalla prospettiva della sua mente, ... in quanto si prefiggeva di analizzare la “struttura della mente”. Si potrebbe dire che la scoperta del DNA e del genoma non fanno altro che confermare che l’individuazione non è della materia, ma di una materia “formata” con una sua caratteristica essenziale e a tale forma si deve far risalire la singolarità dell’essere umano. Vi è però, un punto nello spazio dell’anima in cui l’io trova il suo luogo proprio, il luogo della sua pace, che esso deve cercare finché non lo abbia trovato e a cui sempre deve tornare se lo ha abbandonato, questo è il punto più profondo dell’anima. Nessun essere creato è privo di materia, infatti, materia, si dice in molti modi e non corrisponde solo a ciò che noi intendiamo per materia, al contrario, se la materia è forza, ci sono diversi livelli di forza. Tale dimensione è raggiungibile se prescindo da tutta l’esperienza esterna, in cui gli esseri umani mi vengono incontro come esseri aventi corpo vivente e anima, allora se è possibile “prescindere” da essi, tuttavia è impossibile ignorarli, infatti, «l’individuo umano isolato è un’astrazione». Si esamina preliminarmente l’essere umano nella sua sola corporeità. 4 0 obj L’anima, particolarmente articolata a causa della compresenza della dimensione psichica e di quella spirituale, contiene l’io, punto mobile di consapevolezza, la cui azione consiste nella plasmazione del sé. Ciò si presenta come una conferma delle origini positiviste, empiriste e pragmatiste della cultura filosofica anglosassone la quale per ragioni epocali, tende ad essere dominante nel nostro tempo. e null’altro. Con poche battute e con l’acutezza che la distingue E. Stein sembra chiarire il rapporto fra io e sé che tanto ha travagliato e travaglia la psicologia analitica junghiana in particolare. Sembra che qui essere umano e pianta si incontrino in qualcosa che manca all’animale. 0000004636 00000 n L’essere umano, quindi, è un corpo materiale ed è anche, . E siffatta formazione è un processo che rende il corpo umano organismo. endobj Così già la più semplice analisi dell’esperienza quotidiana ci rivela qualcosa della struttura del cosmo e della peculiarità della posizione dell’essere umano in esso. “Avere un’anima” significa possedere un centro interiore in cui converge sensibilmente tutto ciò che proviene dall’esterno, da cui scaturisce tutto ciò che nell’atteggiamento del corpo vivente appare proveniente dall’interno. Poiché se il cane ci guardasse non solo implorante pieno di aspettative, ma cominciasse a parlare, non saremmo meno stupiti di quanto lo saremmo di fronte ad una pianta che sente o ad una pietra vivente. Così ci imbattiamo in un essere interiore. Pur tuttavia non se ne può negare la presenza. Il corpo vivente, inoltre, è una «realtà tenuta insieme interiormente». Così, ovviamente, anche per la tutela della persona umana. Il corpo viene sicuramente percepito esteriormente, ma questa non è l’esperienza fondamentale e si fonde con la percezione dell’interiorità, con la quale io sento il corpo vivente e me in esso. 0000000016 00000 n All’io, allora, bisogna riconoscere la capacità di dominio sul corpo e sull’anima. A differenza della pianta e dell’animale, nei quali le capacità specifiche non si sono sviluppate a causa di condizioni esterne, per l’essere umano, in più, si considera lui stesso responsabile di ciò che egli è diventato. %���� 40 e ss. e la concezione che hanno l’uno dell’altro non è solo una questione di ragione, piuttosto è una relazione interiore più o meno profonda, presente, almeno come inizio, in ogni incontro vivo. Siamo in presenza di una forma che configura la materia: essa tiene unite una molteplicità di materie, le struttura in un organismo chiuso in se stesso e le ordina al tutto. 0000003293 00000 n (Per il pensiero neoebraico di M. Buber ogni “tu isolato” diventerebbe un «esso»). Psicologia della personalità ML PC La personologia e la psicologia dei bisogni di Henry Murray H. Murray 1893-1988 Personalità – struttura della psiche che governa l'organismo e media con l'ambiente: esercita i suoi processi producendo e diminuendo le tensioni connesse ai bisogni; che significa un fine verso cui si è orientati) ordinato con il perfetto gioco reciproco delle parti. startxref ). 2 0 obj La critica al naturalismo evoluzionistico non significa fissità, non tutto è già pronto, c’è un dinamismo che consente di distinguerci dai puri spiriti e, se ci connette alla natura, non ci “lega” ad essa. 0000001003 00000 n 0000000925 00000 n Con maggior o minor forza, spesso, già al primo incontro ci parla di ciò che egli stesso è come persona individuale e di come è, della sua essenza, del suo carattere. Abbiamo rinvenuto in esso una forma interiore come principio di vita, e di formazione che viene tradizionalmente indicata come “anima vegetativa”, ma la sua vita si esaurisce nell’attività formativa. Il nome sta solo ad indicare che, laddove afferriamo un essere di questo genere, subito ha luogo un contatto interiore che ci permette di afferrarlo non solo dall’esterno, ma di contemplarlo interiormente e – in un certo senso – di comprenderci insieme ad esso. Solo da qui l’anima può raccogliersi, poiché da nessun altro punto può abbracciare se stessa totalmente. 0000002827 00000 n it. Vi è qualcosa di analogo anche nel campo di ciò che è puramente materiale, ad esempio i cristalli posseggono una forma determinata e chiusa in se stessa. Definiamo sensazione l’essere colpito interiormente, che provoca il movimento reattivo, come percezione di ciò che accade all’essere vivente (nella usuale terminologia psicologica la sensazione è considerata già una reazione). Passando dall’incontro isolato alla convivenza stabile, ciò che è esteriore e universale, il più delle volte, scompare sempre di più dinanzi a ciò che è interiore e personale. Se formazione ed educazione devono cogliere l’essere umano nella sua totalità di corpo vivente ed anima, è importante per l’educatore conoscere la struttura, funzioni e leggi di sviluppo del corpo umano per sapere cosa può essere utile o dannoso in maniera conforme alla sua natura. Il prendere forma del corpo vivente, mediante la vita psichico-spirituale attuale, non comincia da un materiale totalmente informe, ma il corpo vivente, in cui si sviluppa la vita spirituale, è già fin dall’inizio corpo vivente formato e questa formazione è assunzione di una forma, , che corrisponde al modo di essere proprio dell’anima, anche se essa vi corrisponde in maniera più o meno perfetta. �gİ(��q����!t[�e��v�ׯ~������[���6����Zvnx��( ����_���sY�L��_/k�g�Δ|�7'���qޞ����'���d;_�'�S��!�Y�ͥ��2�,�e�Κ'+�.hԧ��:���'�����o�H4��t77>�S��_��$����B��"� ���m�������ؔ�|��4�x�T�Ҷ�G�Q���mw�s��]ow�x9@t������L����܁h�����=��Ԛ=�x�ZqXqw|"�qˮL'25�k�0gPw��5Ȁ)���};/˓�&�b6_�4�iOt��;b����O>�b�[�t��|V3S%�قx�z�u���|a�P�~�yn,�h�_��}���o�y����껹edt�G\�?��@/ ���0w�;�}�=��:RB#�g��D�����)�eJ41 GF=54U�.-t������Pނ’�^klۓ���mj2���c��0��w�=�=�H��p���������txB�K���Nڇ�>�ͥ��F�~F�9s�UUg�.�(\��������lQ᷅?����k h��NԹԀ�#���ÿ3��a8��uu!d4�`�FOJlp�'�;Voy grDM���8��3I���3M�1����,M�F�]N9 6ll��ɠm��B�d+��F��^p�@���3�� �������ʪ��?>E鞒V/vE�l���L��%8 �v��R�����V�d������f��ZV)�7J�$ ����V���U���I/})�ՙ1�_)�G�4Ay�Ь�gƋ��t��I�'(��jDzXR�Y6)���+^�0 Tutto il suo essere è orientato a manifestare nella forma visibile ciò che essa è, non è dischiusa verso l’interno, non esiste per se stessa e non vive in se stessa. La dimensione dell’interiorità può essere percorsa dall’io, inteso come il punto da cui partono i raggi della coscienza, ma c’è un fondo dell’anima che ci accompagna, una spazialità interiore con un centro. Solo in un certo senso, non ancora in un “senso proprio”. In realtà, anche la Stein ammette che non tutto il nostro agire scaturisce dalla guida sicura della volontà, tuttavia non si può neanche sostenere in maniera assoluta che la persona è determinata dalle pulsioni inconsce e dalla psiche sottoposta a mere leggi causalistiche. È messa in discussione la continuità dalle forme più basse a quelle più alte sostenuta dall’evoluzionismo. In virtù della nostra spiritualità, riusciamo a cogliere ciò che c’è di animale in noi. L’antropologia non è descritta completamente se non si coglie la presenza della dimensione religiosa e la sua imprescindibilità per lo sviluppo armonico dell’essere umano e per la questione del suo destino ultimo. di questa formazione (esso è un processo vitale). Con l’essere umano, al contrario, siamo sin dall’inizio in una relazione di scambio di idee, in un rapporto spirituale. 0000009571 00000 n Ed anche la localizzazione dell’io può essere determinata solo a partire dal vissuto. Il terzo livello è quello proprio dell’adesione di fede che cerca la salvezza e la cerca attraverso i sacramenti come mezzi vitali di nutrimento spirituale; privilegiato è il sacramento dell’Eucarestia. L’animale sente ciò che accade ad esso sul, nel e col suo corpo vivente.

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