Invia feedback, Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940) è un musicista, scrittore e cantautore italiano. e insegue una maturità, si è sposato, fa carriera ed è una morte un po' peggiore... sembrava che non dovesse finire, ma ad ogni autunno finiva l' estate. i drammi che commuovon te soltanto, O mondo nuovo, arriva! “L’ironia c’è – sostiene Francesco – anzi, direi abbastanza esplicita, soprattutto nelle ultime due canzoni. Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un' ora o un anno. son caduti i fiori e hanno lasciato solo simboli di morte. le ore che hai davanti son le stesse, son tante, Or see other languages. Questa funzione in “Stanze” viene assolta sia dalle ritmiche che dagli arrangiamenti, laboriosissimi. ma anno dopo anno, li conti e sono tanti di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire, Scopri altra musica, concerti, video e foto su Last.fm, nel più grande catalogo disponibile online. sciupiamo i nostri oggi come ieri. qualcuno è andato per età, qualcuno perchè già dottore saluti caldi d' ansia, di noia o di disprezzo Quello che intendo dire è che non capisco perché Guccini continui a far canzoni: dato che i primi tre album erano il fischio ingenuo a speranze e illusioni di un '67-'68 effimero come i propri vent'anni e “Radici” era l'amarcord inevitabile che getta fuori ciò che è rimasto e poi più niente, perché lasciarsi irretire da una ruota come quella del bisogno discografico che rende impossibile l'abbandono del Francesco-Guccini-trentamila-copie-per-LP?" venticinque anni son tanti e diciamo un po' retorici che sembra ieri. Ma non devi credere che questo abbia cambiato la mia vita, ma non ho scuse da portare, non dico più d'esser poeta, Poi quell' amore alla fine reale tra le canzoni di moda e le danze: Canzone per Piero è dedicata a Piero Melandri, amico d’infanzia di Francesco fin dai tempi delle vacanze estive a Pavana. Ascolta gratis Francesco Guccini – Stanze Di Vita Quotidiana (Canzone delle osterie di fuori porta, Canzone della triste rinuncia e molto altro). Stupefacente penso, ormai convinto dalla generosa fiumana di parole a nome di Francesco. ma ognuno ha la sua pietra pronta e la prima, non negare, me la tireresti tu... Tua madre aveva un forte mal di testa quella sera: Ma le strade sono piene di una rabbia che ogni giorno urla più forte, Collega il tuo account Spotify a quello di Last.fm ed esegui lo scrobbling di tutto quello che ascolti, da qualsiasi app di Spotify su qualsiasi dispositivo o piattaforma. mi aveva affascinato il suo colore di rubino: Alcuni contenuti forniti dagli utenti su questa pagina sono disponibili in base ai termini della licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike; potrebbero essere applicati ulteriori termini. Le sigarette con rabbia fumate, i blue jeans vecchi e le poche lire, Tuo nonno era un grand' uomo, famoso chissà cosa, stesso coraggio chiede l' esistenza.. "Buona parte della tristezza sciorinata lungo queste Stanze (tristezza feroce, impietosa, senza deroghe o pentimenti) credo vada a parare all'angolo del ruolo che l'uomo sa di avere assunto oggi come oggi; la poesia è un pezzo di carta da consegnare al pubblico e non mai un esercizio di rabbia/purificazione intima, la musica è una vecchia stampa con cui tappezzare il salotto dell'acquirente e meno che mai la scintilla individuale del “mi piace” o dell'“io la penso così”. fino al disgusto di ricominciare perchè ogni volta è poi sempre lo stesso. Per questo solo a notte ho quattro soldi di messaggio da urlare in faccia a chi non lo raccoglie. Meno male che era scritta con amore, sennò sai che botti.". il fascino di un dialogo tra i sordi. glorie vantate poi di tanto in tanto, di rimandare un poco la vecchiaia... La prima, "Canzone delle osterie di fuori porta" è del settembre del ’72. perchè lo cancellasti con il piede? "Canzone delle situazioni differenti" è dell’agosto del ’73. io appena giovane sono invecchiato, tu forse giovane non sei stato mai. Cioè, ora sì, posso permettermi di essere semplice, non prima. Tra il fatuo e l'inutile scava, seleziona, decide che l’amicizia non è poi un sentimento buttare alle ortiche e scrive la “Canzone per Piero”. ma dimmi cosa fai della tua vita. amiche mie di sempre, voi sapete! il giorno dopo è sempre la malinconia che spezza la magia di un' altra vita. Malinconie discrete che non sanno star segrete, Io ora mi alzo tardi tutti i giorni, tiro sempre a far mattino, "E' in gamba sai, legge Edgar Lee Masters. La prima, "Canzone delle osterie di … Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta, Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte Già Superman non vola sui tuoi sogni della scuola, Mandrake e Wiz son solo falsi maghi, cosmogonie segrete che credevi ormai complete si stan riempiendo adesso di presagi. […] La “Canzone delle situazioni differenti” è quella dal testo più oscuro e intimista. Dicesti qualche cosa sorridendo; Ma d' illusioni non ne abbiamo avute, o forse si, ma nemmeno ricordo, più dolorosi col passar degli anni, Dalla rivista “Sogno” del 19 novembre 1976: Con “Stanze di vita quotidiana” arriva il primo successo personale. Le luci dentro al buio sono andate via e l' allegria comprata è già sparita, di loro si usa dire "è ancora in gamba". Tutto qui. non voglio il paradiso né l'inferno. E così escono le canzoni. Ma poi che cosa importa? scoprivo gli USA e rari giornaletti. come l' avessimo sempre capita, come qualcosa capito per sempre. non rider tu se dico questo, ride chi ha nel cuore l'odio e nella mente la paura... All’inizio due strofe molto romantiche, realmente vissute, io che con una bibita scrivo sulla neve il nome della ragazza, lei che lo cancella con un piede, quasi fosse un simbolo… ecco, qui all’improvviso mi sono visto comporre, e ricordare una situazione tanto romantica allora, quanto, in fondo, stupida oggi. mia stanca civiltà che si trascina. La vita quotidiana ti ha visto e già succhiato Pier Farri: “Innanzitutto, una considerazione pratica: l’album contiene sei canzoni, le più lunghe che Francesco abbia mai composto. la strana cosa che sembrava vino, Ed io voglio comporre una canzone per quella busta, per immaginare cosa ci sia dentro e dietro quella solitudine”. T' invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire me l’ha raccontata il vecchietto che, a Bologna, occupa l’appartamento di fronte al mio. Insomma, “vanità delle vanità”, bombe non esplose, morti nel cuore e morti nel fisico, impotenza e paura del domani, il “son sempre qui a scrivermi addosso, ho dai miei giorni quanto basta” che equivale all'“io son sempre lo stesso, sempre diverso” che compendiava la tenera “Piccola città” un po' di tempo addietro. il giorno è sempre un po' più oscuro, sarà forse perchè è storia, sarà forse perchè invecchio... Dalla rivista “Nuovo Sound” del 13 gennaio 1975, un articolo di Fabrizio Ghisellini: Ma non pare, o almeno non a tutti, che “Stanze di vita quotidiana” sia un album ironico: sembra piu una drammatica presa di coscienza. Una, “Canzone delle ragazze che se ne vanno”, è anche bonaria, se vogliamo. Ridesti nel vedermi grande e grosso coi fumetti, These cookies will be stored in your browser only with your consent. Ebbrezze conosciute già forse troppe volte: rimangono le cose senza falso o vero, e la rinuncia triste a quello che io ero... Inizia presto all' alba o tardi al pomeriggio, ma dimmi cosa fai lontana via nell' altra stanza, allora ti ricorderai di me... Effettua l'upgrade. delle rabbie antiche non rimane che una frase o qualche gesto, Siamo su tempi da operetta, veramente: era gioco-forza quindi inserire nuove possibilità strumentali, a formare quasi un drappeggio, un vestito dai colori sgargianti per le parole”. Prodotto da Pier Farri, con gli arrangiamenti curati da Pier Farri, Vince Tempera e Ettore De Carolis, il disco vede la collaborazione di numerosi musicisti. Facci sapere cosa ne pensi del sito di Last.fm. fai mille cose, ma sono sempre i tuoi pensieri che scelgono per te diversamente. che non si son mai messe addosso il nome di poesie, non so se ancora desto in loro, se m' incontrano per forza, la curiosità o il timore... risposi, credo, anch' io qualche banalità scoprendo e col bisogno annega la speranza E subito ti affanni in cose in cui non credi, Vino + intimismo + lezioni d'italiano + vita provinciale è una somma che non comprendo nel momento stesso in cui non è la mia: e il raccontare che “stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta”, come insegna “Canzone delle Osterie di fuori porta”, non mi fa nemmeno rabbia, tanto è personale e piena di pudori l'occhiata all'esistenza che ognuno di noi deve dare. Nella copertina, Marva Jan Marrow è citata con il solo nome (Marva), mentre il vero nome del percussionista brasiliano Mandrake Som è Ivanir Do Nascimento ed è il cugino del celebre calciatore Pelé. Io dico sempre non voglio capire, ma è come un vizio sottile e più penso Poi tutto è andato e diciamo siam vecchi, ma cosa siamo e che senso ha mai questo Ipocrisie leggere, rabbie da poco prezzo, Le tue paure assidue, le gioie solitarie, rimane solo l' eco in lontananza, Crea la wiki, Non vuoi vedere annunci? angosce senza un forse, senza un dopo, E scopre tutti noi. Facci sapere cosa ne pensi del sito di Last.fm. ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è, Ne ho compreso l’assurdità: di qui la riflessione su me stesso, la “scatola meccanica per musica è esaurita”; di qui il grido irrazionale: “Rivoluzione cambia qualche cosa”, di qui infine, la chiara ironia che svolge la seconda storia della canzone, storia oltremodo borghese che si concluderà, davvero, come una commedia musicale americana…”. Quando esegui lo scrobbling, Last.fm registra la musica che ascolti e la aggiunge automaticamente al tuo profilo musicale. Una è la “Canzone di notte rivisitata” che già ti ho citato, l’altra … beh, forse “Stanze” ha lasciato una traccia, o un germe, per me abbastanza insolito. I suoi testi sono senza magia, nudi, freddi, con piccoli rami sfrondati dall'albero francese o dall'America anni Trenta-Cinquanta, che già sappiamo sino all'ebbrezza: noiosi, addirittura, e si perdoni la cattiveria di un uomo-ex ragazzo alle prese con gli stessi problemi di crescita del Francesco e con i medesimi sbalzi d'umore letterario che qui suggeriscono “Canzone della vita quotidiana” o “Canzone delle ragazze che se ne vanno” - magniloquenza dal cuore fragile, come già la “Canzone dei dodici mesi” su “Radici” insegnava a sufficienza. non ho la voglia o la forza per poter cambiare me stesso e il mondo che mi vive addosso... Quei giorni spesi a parlare di niente sdraiati al sole inseguendo la vita, Guccini si scopre vinto e risorge, si scopre giovane e poi vecchio, si scopre uomo e poi nulla. su ciò che muore e ogni nuova idea su vecchie idee e ogni gioia su pianti. quei giorni nella vita che hai davanti.. Da questo articolo è nata L’avvelenata: "Non intendo discutere le scelte di vita del Francesco. allora ti ricorderai di me... Questo senza malizia, “con amore”, come dicevamo sulle rive dell'Amstel 1968 che Francesco, “i blue jeans vecchi e le poche lire”, certo conosce, mentre un po' di malvagità la voglio sparare su Vince Tempera, che distrugge la già traballante musica con un arrangiamento dai mille strumenti, tanto ambizioso quanto stridente con i testi che scivolano sotto. Registrato agli studi Fonorama di Milano, Sonic e Ortophonic di Roma tra l'autunno del 1973 e la primavera 1974, Stanze di vita quotidiana è il sesto album di Francesco Guccini. come il caffè che bevi appena alzato ma in questo non c'è alcuna differenza, Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci, non creder che ci sia di meglio attorno: Uscimmo un po' accaldati per il troppo vino nero, i piccoli malanni sempre più numerosi, le piccole modeste storie mie, Mi confidasti trepida non so quale segreto un giorno dopo l' altro il tuo deserto annuale, Mi spiego meglio. la malattia è la noia del lavoro: Ed io chi sono stato nelle fantasie che vivi? danzammo sulla strada, già albeggiava. tutte parole che si son perdute con la realtà incontrata ogni giorno. E sono come tante strofe poetiche, ma soprattutto stanze non 'stanze', intese come camere, o cassetti, in cui riporre, per meglio esaminarle, le cose successe e i pensieri  avuti. E forse sto morendo e non lo so capire o l' ho capito e non lo voglio dire, Bevemmo il tè per terra e mi piaceva quella giostra di gente nelle storie tue d' artista. inizia la tua vita quotidiana... Poi piovve all' improvviso sull' Amstel, ti ricordi? per non sembrar di esser quel che siamo. dove ciascuno ascolta sol se stesso: Ma può fare piacere raccontarle e a qualcuno può far piacere ascoltarle. liberazione del fiume e dei monti e linfa aspra della nostra età. Siamo in casa di Pier Farri, arrangiatore degli ultimi quattro albums di Francesco, nonché suo graditissimo amico. non so se scusano il passato per giovinezza o per errore, e l' acqua fredda in faccia cancella già i tuoi sogni Dimmi se son da lapidare se mi nascondo sempre più, Francesco Guccini non appartiene più a se stesso: e finisce col ripetersi, regalando una “pianta topografica” della propria anima tanto diffusa quanto vana. These cookies do not store any personal information. tu non lo sai, ma dentro me ridevo... [spotifyplaybutton play="https://open.spotify.com/album/2RtyD9IlXqVJ6v9WdFSTSd"/]. Non voglio prender niente se non so di dare, io e chissà chi decidono ciò che posso, le carte poi il caffè della stazione per neutralizzare il vino, Fra i piú importanti e noti cantautori, il suo debutto ufficiale risale al 1967 con l’LP, Francesco Guccini (Modena, 14 giugno 1940) è un musicista, scrittore e cantautore italiano. 6 brani (40:48). Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are as essential for the working of basic functionalities of the website. Lo sai cosa vuol dire stare giorni interi a buttar via nel niente solo il niente; Nel booklet è lo stesso Guccini a descrivere il disco: “Ho scritto queste sei canzoni nel giro di un anno. Eppure il mondo continua e va avanti con noi o senza e ogni cosa si crea Le armonie possono integrare le parole anche per contrasto; come inserire una grassa risata sul primo piano muto di una persona che piange, La musica diventa così possibilità di arricchimento e non più banale commento. o senza che s' incrocino gli sguardi, Stagione di canzoni, di facili emozioni: un' altra volta ancora abbiamo chiuso. non più amici, ho un pubblico che ascolta le canzoni in cui credevi Francesco Guccini ‎– Stanze Di Vita Quotidiana Label: Columbia ‎– 3C 064-18032 Format: Vinyl, LP, Album Country: Italy Released: 1974 Genre: Pop. Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l'ho vissuto! fui premuroso, timido, discreto. noi siamo come tutti e un poco giorno dopo giorno ma se vorrai capire tutto questo che cos' è, anch' io sorrisi sempre più scontento. Cancella il ghigno solito di questa ormai corrosa fatiche senza scopo, furiose e vane corse, Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai, Da “Gong” del gennaio 1975, la ‘celebre’ recensione di Riccardo Bertoncelli del disco “Stanze di vita quotidiana”. Il tuo patrigno era un noto musicista, ma quando piangerai te stessa e ciò che è dentro in te, Tracklist . e mostri il vero volto dietro al velo della biacca, le soluzioni ambigue, i compromessi vari, You also have the option to opt-out of these cookies. Le risate più pazze, Invece io sono stato colpito da un fatto, da una cosa che tiene in cucina appesa al muro: una busta, chiusa, con su scritto: “Per quando muoio”. IL DISCO Registrato agli studi Fonorama di Milano, Sonic e Ortophonic di Roma tra l'autunno del 1973 e la primavera 1974, Stanze di vita quotidiana è il sesto album di Francesco Guccini.Nel booklet è lo stesso Guccini a descrivere il disco:“Ho scritto queste sei canzoni nel giro di un anno. La forza del dubbio, insomma: i testi espliciti, la melodia inserisce un ‘forse’, la possibilità, se vogliamo che sia infine … tutto uno scherzo”. Sembrava una commedia musicale americana, la lotta vuota e vana, patetico tentare “Si compone, in pratica, di due canzoni e una riflessione. licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike. Ma più che triste ora è buffo pensare a tutti i giorni che abbiamo sprecati, più mi ritrovo questo vuoto immenso e per rimedio soltanto il dormire. Dopo l'inverno e l' angoscia in città quei lunghi mesi sdraiati davanti, È disponibile una nuova versione di Last.fm, per assicurarti un funzionamento ottimale ricarica il sito. Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi e quanti giorni hai ancora da incontrare. La canzone è il fatto di un momento, che serve per altri momenti. Chi glielo dice a chi è giovane adesso di quante volte si possa sbagliare, allora ti ricorderai di me... Ma questi arrangiamenti così esuberanti, non rischiano anche di soffocare la poetica del testo? nostro cammino di sogni fra specchi, tu che lavori quand' io vado a letto. ma quando vedrai meglio quello che dicevo a te, “ora – interviene Guccini – abbiamo a disposizione mezzi tecnici che ai tempi di “Folk Beat N.1” non immaginavamo nemmeno esistessero; “Stanze di vita quotidiana” è un album in cui non esiste una sola nota irrazionale, in cui la musica, se appena sentita profondamente, può aiutare l’ascoltatore a comprendere anche ciò che il testo, esplicitamente, non dice. Il Pier, pressochè silenzioso fino a questo punto, irrompe nel discorso con me: “E la funzione liberatoria della musica?”, che mi lascia un tantino interdetto. This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Sono più famoso che in quel tempo quando tu mi conoscevi, Già temi che il giullare getti maschere e casacca As your browser speaks English, would you like to change your language to English? la testa piena di vacanze ed ozio Vai alla pagina dei messaggi. “Sì, molti non hanno capito come le musiche dell’album non svolgano le funzioni di una semplice didascalia, bensì quelle di una vera e propria ‘colonna sonora’ del testo. Se a volte urlo la rabbia, poi dimentico e mi perdo tuo padre lo incontravi a qualche mostra. dicendo "donna" e non "la cameriera". C'è Shangri-La che attende perchè il nodo che ti prende per te c'è ancora tutto da inventare. E poi ti trovi vecchio e ancor non hai capito Poi scrissi il nome tuo versando piano sulla neve Fra i piú importanti e noti cantautori, il suo debutto ufficiale risale al 1967 con …. L'album è stato distribuito da EMI Italiana in formato LP, Stereo8, MC e CD. Per chi sgranare un rosario assolutamente senza novità? è una cosa piccola di ieri che domani è già finita. Ho pronte due canzoni, non lo so se ce ne saranno altre e in fondo non mi interessa saperlo. E tu nell' altra stanza che insegui i tuoi pensieri, ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta: rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me... Andammo i pomeriggi cercando affiatamento, O sera, scendi presto! o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte. Mi espose a gesti e a sputi quella "weltanshauung" sua stramba Style: Chanson. non perchè metterò la testa a posto, ma per noia o per paura. Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. a tutti gli attimi lasciati andare e ai miti belli delle nostre estati. Con Francesco Guccini, voce e chitarra hanno, infatti, suonato: Vince Tempera (pianoforte, marimba, eminent, harmonium, organo Hammond, vibrafono), Peter Monegire  (basso, oboe), Ettore De Carolis (chitarra, violino), Mandrake Som (percussioni, tumbadores, campane tubolari), Massimo Luca (chitarra), Deborah Kooperman (chitarra, banjo), Tony Esposito (percussioni), Kash Shari (percussioni, tabla), Cosimo Fabiano (basso), Ellade Bandini (batteria), Toni Marcus –(violino, percussioni), Jon Hassell (tromba), Marva Jan Marrow (scacciapensieri). finzioni naturali in cui ci adoperiamo le usate confidenze di malattie o di sesso con le oasi in ferragosto e per Natale, Non lo crederesti ho quasi chiuso tutti gli usci all'avventura, This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. Ladri e profeti di futuro mi hanno portato via parecchio, Si alza sempre lenta come un tempo l'alba magica in collina, nei mondi dentro agli occhi dei miei gatti. non ho utopie da realizzare: stare a letto il giorno dopo è forse l'unica mia meta... Guarda, un esempio: nella “Canzone della vita quotidiana” laddove parlo di amori squallidi, frettolosi, entra in ballo l’organo; e lo fa proprio per meglio riferirsi alle posizioni della Chiesa cattolica”. Rivoluzione, cambia qualche cosa! le sbornie assurde, le mie fantasie, le mie avventure in città con ragazze. Non seguono, come non hanno mai seguito, un vero e proprio filo conduttore, se non che in un anno le occasioni o gli avvenimenti o gli stati d’animo tendono a riunirsi attorno a certi nuclei e questi si mescolano poi alle cose di sempre. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. e forse ridono di me, ma in fondo ho la coscienza pura, Di Stanze di vita quotidiana sono disponibili gli spartiti pubblicati, insieme a quelli di Opera Buffa, da Edizioni Musicali La Voce del Padrone. Mi ha detto no, non dovrei mai pensare." Lui, così timido – mi chiama “professore” – e male in arnese, non sembrerebbe avere nulla di originale, se non , forse, il fatto che abitando di fronte a me passi parecchie notti in bianco grazie alle imprecazioni e alle risate che vengono da casa mia. e non sono peggiori i mali dei rimedi, di giorno bevo l' acqua e faccio il saggio. e mentre la dolcezza del sonno si allontana, Se le impostazioni del browser che stai utilizzando per navigare su questo sito prevedono l'acquisizione dei cookies diamo per scontato che, insieme alla continuazione della navigazione di francescoguccini.it, intendi accettarne l'utilizzo.. risposte argute date sempre tardi, Non ci sono né trascendenze, né messaggi; le canzoni sono cose semplici anche se si possono fare ugualmente con molta serietà come ancora spero o mi illudo di fare". Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno. La scatola meccanica per musica è esaurita, Il mio Leopardi, le tue teologie: "Esiste Dio ?" But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience. Invece io so che è diverso e tu sai quello che il tempo ci ha preso e ci ha dato: “Il prossimo album, se ci sarà, potrà anche essere semplicissimo: ma sarà una scelta, non più una forzata rinuncia. La copertina di Bruno Fedetto, mentre la foto del retro di copertina è di Roberta Baccilieri. già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci, Cadon come foglie o gli ubriachi sulle strade che hanno scelto, puntando come un indice una rosa. ma non provo più quando la guardo quello che provavo prima. Guccini è scoperto dai giovani attenti: questo 33 giri pieno di dolore, di rinuncia, di angoscia piace molto. Per visualizzare i messaggi in questa pagina, è richiesto JavaScript. che la vita quotidiana ti ha tradito... Mio vecchio amico di giorni e pensieri da quanto tempo che ci conosciamo, Qui non parliamo di “Radici” dove i pezzi non raggiungevano i cinque minuti. Non che questi o queste debbano avere un’importanza tale che valga veramente la pena ricordarle. Hai informazioni sul background di questo album? La solitudine, argomento già sfruttato da altri, sì; non ho mai preteso di essere originale, solo coerente con me stesso … ricordi  “la locomotiva”, la storia anarchica in “Radici”? Bisogna stare ai patti:

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