Jung, suo discepolo, si orientò anche verso altre teorie, come quella dell’Inconscio collettivo e degli archetipi (il primo è la totalità degli archetipi, che sono modelli che si ripetono con significato identico nei sogni e nelle fantasie di tutti i popoli, di generazione in generazione). Un pastore incontra in un territorio desertico un uomo che trasporta un bambino molto piccolo attaccato a un bastone. La sua vita coincise con il periodo che vide la formazione dell’impero Attico e la guerra tra Sparta e Atene. È questa la fase della sublimazione; Edipo, cieco e purificato, raggiunge il livello del poeta, dell’eroe. Sembra che i bambini che sviluppano una relazione molto forte con il genitore del sesso opposto e che reprimono molto abbiano, durante la loro vita adulta, una certa incomodità verso le loro personali esperienze sessuali; inoltre, per gli uomini non sono rare conseguenze come fenomeni di impotenza, relazioni con prostitute e orientamenti sessuali plurimi, e frigidità per le donne. Ammise anche che in Edipo ciò che conta è il suo complesso di Edipo, descritto magistralmente anche da Freud; durante l’infanzia, il bambino Edipo-Pasolini sperimenta un sentimento di gelosia per suo padre, che nel film lo prende per i piedi (simbolo sessuale) e lo abbandona. Tale datazione viene spiegata, oltre che da motivazioni stilistiche, dal fatto che la peste che coglie Tebe all’inizio della storia potrebbe fare riferimento all’epidemia che effettivamente colpì Atene nel 430 a.C. Inoltre lo studioso. Il giovane, Edipo, quando cresce sente un compagno di giochi accusarlo di essere “figlio della fortuna”, cioè un trovatello. Scoperta l'orribile verità, Giocasta si toglie la vita, Edipo si strappa gli occhi e abbandona Tebe, vagando di città in città con un flauto, come l'indovino Tiresia aveva predetto. Il bambino del prologo sono io, suo padre è mio padre, ufficiale di fanteria, e la madre, una maestra, è mia madre. Con questo film, il cui progetto medita già dai tempi di Accattone, Pasolini fa i conti con il complesso di Edipo e con una certa "ansia autobiografica":[2] dichiara infatti: «in Edipo, io racconto la storia del mio complesso di Edipo. Dopo il matrimonio con Giocasta, la storia prosegue uguale al libro. Edipo re è un film del 1967 scritto e diretto da Pier Paolo Pasolini, liberamente tratto dall'omonima tragedia di Sofocle e con protagonista Franco Citti nel ruolo di Edipo. Tempestato di domande, il servo innanzitutto cerca di dissuadere Edipo dal continuare a interrogarlo, ma quest'ultimo ormai vuole ascoltare tutta la verità. In questi ultimi anni ci si è posti la domanda su chi debba trattare questo fenomeno delle molteplici influenze tra differenti arti, argomento che può interessare sia la Semiologia che la Letteratura Comparata, la Teoria della Comunicazione, l’Estetica e la Semiologia filmica. La scena seguente ci catapulta in un altro tempo, la Grecia antica, in cui un pastore lascia un bambino appena nato ai piedi di una montagna. Racconto la mia vita mitizzata, naturalmente resa epica dalla leggenda di Edipo». Una cultura magico-primitiva (coincidente con la storia personale del protagonista) fa da sfondo ad una cultura più moderna e razionalistica (il comportamento del protagonista nel presente, sovrano illuminato e giusto verso il popolo e desideroso di conoscere le proprie origini). Decide di recarsi dall'oracolo al tempio di Apollo a Delfi per interrogarlo sulla propria origine. Mezzo di comunicazione immediato e nello stesso tempo simbolistico, metaforico, il cinema d’autore ha lasciato spesso un retrogusto dolceamaro di riflessione sulla vita che mi ha accompagnata per molto tempo. Il libro era lì, che attendeva il mio arrivo, o ero io che bramavo il momento del giorno che mi avrebbe vista unirmi a lui, senz’altro desiderio che non quello di vivere il romanzo, così distante dai miei pensieri dolenti e fumosi. L'opera si inserisce nel cosiddetto ciclo tebano, ossia la storia in chiave mitologica della città di Tebe, e narra come Edipo, re carismatico e amato dal suo popolo, nel breve volgere di un solo giorno venga a conoscere l'orrenda verità sul suo passato: senza saperlo ha infatti ucciso il proprio padre per poi generare figli con la propria madre. La mente ed i suoi meccanismi, ancora così poco conosciuti, sono stati analizzati da Freud, Jung, Otto Rank e Hanna Segal. È Edipo, che sarà portato da un altro pastore al re, che lo alleverà con sua moglie come se fosse suo. La mente ed i suoi meccanismi, ancora così poco conosciuti, sono stati analizzati da Freud, Jung, Otto Rank e Hanna Segal. Ella invita il marito a non dare ascolto a nessun oracolo e a nessun indovino: anche a Laio era stata fatta una profezia secondo la quale sarebbe stato ucciso dal figlio, mentre ad ucciderlo erano stati alcuni banditi sulla strada per Delfi, là dove si incontrano tre strade. È questo il mondo borghese, al quale segue quello industriale, fatto di quartieri scialbi e deprimenti, e fabbriche. Edipo Re di Sofocle – Edipo Re di Pasolini: In Edipo Re, la cui data di composizione si situa tra il 440 e il 425 a.C., c’è una struttura in cui il dramma va, Ma pare esserci un altro significato in questa tragedia, che è stato spiegato da Pasolini, più profondo ed occulto, ed è un’altra possibile lettura di Edipo Re: il personaggio come riflesso dell’Inconscio collettivo, di tutti noi, il complesso del bambino i cui impulsi o desideri repressi sono il volere eliminare il padre per restare con la sola madre, spinti da una pulsione erotica che, siccome offende la morale, è rifiutata con il crescere dell’individuo, ma rimarrebbe latente nell’inconscio, appunto. In quel momento appare Edipo accompagnato da un canto pietoso del coro, che afferma di aver compiuto quell'atto perché nulla ormai, a lui che è maledetto, può più essere dolce vedere. Il vecchio non si decide e la collera del re aumenta; allora Tiresia risponde accusando Edipo di essere l'autore dell'omicidio. Altra severa reazione della critica nei confronti del cinema fu quella di relegare ai margini dell’analisi letteraria generi come il cine-dramma o i poemi cinematografici, o di non considerare l’opera degli scrittori nel cinema come redattori e adattatori, come nota Carmen Peña Ardid nel suo libro. Questo è solo uno dei numerosissimi esempi tra letteratura e cinema, ma manifesta come qualsiasi sistema – sia esso di letteratura, poesia, musica, pittura e cinema – offre elementi peculiari, unici, che possono solo essere esaltati e riconsiderati attraverso l’influenza tra loro. Vedere realizzato il sogno dell’infanzia ci fa orrore, e preferiamo scansare lo sguardo dalla scena, come Freud aveva teorizzato nella sua Interpretazione dei Sogni. Per quanto riguarda le donne, è stato elaborato il concetto parallelo di complesso di Elettra. Per caso, Edipo viene a conoscenza del fatto che non è figlio legittimo, e dopo questa scoperta lascia il palazzo. Ciò che è certo, è che ci fu sempre una relazione tra letteratura e cinema, così come allo stesso modo ce n’è tra la letteratura e la musica, la pittura e le altre arti. Negli anni Sessanta e Settanta si assistette ad una nuova analisi dell’arte cinematografica, grazie ad apporti da parte della Semiologia e della Linguistica, e di personalità come Yuri Lotman, Umberto Eco e Roland Barthes, e la notevole quantità di pellicole alto livello, tedesche, italiane, francesi e danesi, solo per citare alcuni paesi di provenienza. La sua vita coincise con il periodo che vide la formazione dell’impero Attico e la guerra tra Sparta e Atene. Ciò che è certo, è che ci fu sempre una relazione tra letteratura e cinema, così come allo stesso modo ce n’è tra la letteratura e la musica, la pittura e le altre arti. Costui decide insieme alla moglie Merope di adottarlo perché non possono generare. Le due creazioni artistiche sono l’Edipo Re di Sofocle, e il film omonimo e ad esso ispirato, girato da Pier Paolo Pasolini, artista eclettico, critico, saggista e poeta, che ho amato di quell’amore spasmodico e tutto letterario, che a volte assume le sembianze di una fissazione, per cui ci si trova a leggere tutte – o quasi – le opere di un autore. Sofocle fu anche celebre poeta, attore di teatro, e partecipante assiduo alla vita sociale ed economica ateniese, siccome era tesoriere dell’impero. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 2 ago 2020 alle 18:49. Il processo creativo e le sue origini: l’aiuto della Psicanalisi. La scena si sposta all'antica Grecia. 1086-1109): il coro esulta perché Edipo è ormai vicino a conoscere le proprie origini ed esalta il Citerone come patria e nutrice di Edipo stesso, Quarto episodio (vv. Si trasforma in cultura, socialmente accettata. Letteratura greca, da Omero al secolo VI d.C. Un problema storico: possiamo datare l'Edipo re di Sofocle? Edipo Re di Sofocle – Edipo Re di Pasolini: Il Cinema come Sintesi Comparativa. Edipo re (in greco antico: Οἰδίπoυς τύραννoς, Oidípūs týrannos) è una tragedia di Sofocle, ritenuta il suo capolavoro nonché il più paradigmatico esempio dei meccanismi della tragedia greca. In ogni modo, non si può negare l’importanza che ha avuto e che continua ad avere il cinema come mezzo di espressione e rappresentazione della realtà e della fantasia, di sfere occulte del pensiero del realizzatore – e di chi riceve il messaggio filmico –, come andremo a vedere, attraverso il lavoro di questo particolare ed ardito regista italiano, in relazione alla tragedia di Sofocle “Edipo Re”. Nella Poetica Aristotele afferma che la situazione più adatta alla tragedia greca è quella di un uomo che non abbia qualità fuori dal comune né per virtù né per giustizia e che si ritrovi a passare da una condizione di felicità ad una di infelicità non per colpa della propria malvagità ma a causa di un errore. [1][6], È stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 7 settembre 1967 dalla Euro International Films. Con il tempo, un’altra forma d’arte suscitò in me un analogo e potente slancio emotivo, e questa fu la volta del cinema. I Formalisti erano concordi nel ritenere che il cinema si sviluppa parallelamente alla letteratura, ed opera con il medesimo materiale semantico, però sostenevano anche che la rappresentazione di qualunque vicenda e destino umano è. Tant’è, oltre a dare spazio a queste due diverse forme di rappresentazione, ho fatto anche breve cenno ad una scienza nuova del secolo appena passato, la psicanalisi, che ha contribuito fortemente a cambiare il nostro modo di analizzare noi stessi, ed è stata d’aiuto nel difficile compito di tentare di risolvere i problemi legati alla sfera mentale. [6] Questo mutamento può avvenire a causa di una peripezia oppure di un'agnizione (riconoscimento); nei casi migliori, vi sono entrambi. Sostiene che nell’uomo artefice di una creazione artistica risiede una dualità tra la potenzialità comune dell’uomo e quella dell’eroe che sacrifica se stesso per il bene della comunità, o che comunque vuole lasciare un segno indelebile del suo passaggio, e che vive la propria esistenza in modo estremo e spesso “ai limiti”; in concreto, la vita personale di molti artisti fu tragica e caratterizzata da un destino avverso. 463-511): il coro dapprima immagina la fuga del colpevole, braccato tanto dagli uomini quanto da, Secondo episodio (vv. Edipo consulta dunque il vecchio saggio Tiresio, che gli svela chi è l’assassino, e gli dice che attraverso di lui si sarebbe compiuta una profezia nefasta, secondo la quale Edipo avrebbe ucciso suo padre, ed avrebbe sposato sua madre. Lo studio di queste arti ha portato a nuove considerazioni e percorsi attraverso i quali si è penetrati più a fondo nei significati intrinseci delle opere e le rappresentazioni cinematografiche. Eppure basta un solo giorno perché questo re al culmine della propria fortuna si scopra assassino incestuoso, perdendo in questo modo non solo la stima altrui ma anche la propria. Per una trattazione estesa del concetto di colpa e responsabilità nella Grecia antica, vedi E. Cantarella. Edipo abbraccia quindi le sue figlie. di F. Condello, da Sofocle. Ho sempre letto con attenzione le analisi comparative tra Letteratura e Cinema. Per ciò che riguarda la tendenza omosessuale, che l’illustre poeta, scrittore e cinematografo ammise apertamente, Freud ne situava l’origine nell’infanzia. Edipo è rassicurato da quelle parole perché suo padre non è morto per mano sua. Il re è indignato e comincia a sospettare che Creonte e Tiresia abbiano ordito un piano per detronizzarlo. La tensione aumenta quando Giocasta, che ha compreso qual è la verità, si suicida, ed Edipo, che non può vedere la luce della verità perché troppo atroce, si acceca. Quest’ultimo è vario, si diversifica, ma la presunta società civile obbliga a controllarlo, per la preservazione e la continuazione della specie attraverso il consolidarsi del nucleo della famiglia. È rilevante, in questo film di Pasolini, non solo un profilo psicologico dello stesso regista, ma di tutta la società. Viene insomma sviluppato il tema del conflitto tra predestinazione e libertà, tra volontà divina e responsabilità individuale. Esodo (vv. C’è una pulsione, che per se stessa provocherebbe piacere, ma che minaccia di provocare dolore in relazione ad altre parti di noi stessi (il Super-Io, sede delle norme sociali e delle leggi paterne, e l’Io, la personalità). Il protagonista appare dunque come l'eroe dell'intelligenza umana, tesa verso la verità a dispetto dei tabù ancestrali che vorrebbero fermarla. Convoca l'indovino cieco Tiresia, che ha timore di parlare, e solo dopo ripetute minacce lo avverte che anche lui entro breve tempo vagherà cieco per il mondo dopo avere scoperto di essere padre e fratello dei suoi figli, figlio e marito di sua moglie, figlio e assassino del padre. In questi termini l’Edipo re tratta della fragilità dell'esperienza umana, che può passare, in breve tempo, dal massimo dello splendore alla più abissale delle abiezioni. Edipo re, a c. di F. Condello, Siena (Barbera) 2009; rist. Sembra che i bambini che sviluppano una relazione molto forte con il genitore del sesso opposto e che reprimono molto abbiano, durante la loro vita adulta, una certa incomodità verso le loro personali esperienze sessuali; inoltre, per gli uomini non sono rare conseguenze come fenomeni di impotenza, relazioni con prostitute e orientamenti sessuali plurimi, e frigidità per le donne. Sofocle (496-406 a.C.), Eschilo ed Euripide formano il trio dei più grandi drammaturghi dell’antica Grecia. È questa la fase della sublimazione; Edipo, cieco e purificato, raggiunge il livello del poeta, dell’eroe. Vi era chi lo riteneva una nuova forma d’arte, ed altri che nutrivano pregiudizi nei suoi confronti, come il fatto di ritenerlo dipendente da altre arti, con le quali non avrebbe potuto nemmeno paragonarsi, come ad esempio la letteratura. I Formalisti erano concordi nel ritenere che il cinema si sviluppa parallelamente alla letteratura, ed opera con il medesimo materiale semantico, però sostenevano anche che la rappresentazione di qualunque vicenda e destino umano è predeterminato dalla letteratura. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 12 nov 2020 alle 13:29. Per ciò che concerne lo studio del cinema, gli apporti dei Formalisti Russi come Slovsky, Tinianov, Propp ed Ejchembaum furono utili per i lavori di cineasti sovietici come Einsestein o Kosintsev; i Formalisti analizzavano il cinema come “lingua”: il cinema riproduce il movimento, non soltanto esprimendo i segni della realtà che ci circonda, ma anche esprimendo in chiave semantica le relazioni fra le cose ed i personaggi, agendo abilmente attraverso il montaggio, l’illuminazione, le relazioni fra le scene, i tempi di muto e di sonoro. Si tratta di un'esultanza assai effimera, che serve a fare da contraltare all'orrore che si scatenerà di lì a poco, quando Edipo scoprirà definitivamente le proprie origini. [7] Questo, come riconosce Aristotele stesso, è proprio il caso dell'Edipo re, che in questo modo rappresenta uno degli esempi più paradigmatici dei meccanismi di funzionamento della tragedia greca. I tebani vorrebbero non averlo mai conosciuto tanto è l'orrore e, al tempo stesso, la pietà che la sua vicenda suscita in loro. Entra a Tebe ed uccide la Sfinge senza risolvere l’enigma che gli pone e questa, prima di morire, lo avvisa che ucciderla è inutile, l’enigma è dentro di lui. 911-1085): giunge un messo da Corinto che informa che re Polibo è morto. Edipo diventa dunque marito di Giocasta e re di Tebe, sostituendo il re Laio che è stato di recente ucciso; ma sulla città si abbatte una pestilenza inarrestabile che falcia gli abitanti. 216-462): Edipo proclama un bando che prevede l'esilio per l'uccisore di Laio e per chi lo protegga o lo nasconda; il re convoca inoltre Tiresia, l'indovino cieco, perché sveli l'identità dell'assassino. C’è un’identificazione tra l’inconscio del creatore e quello del recettore: il complesso d’Edipo è una fase che si sviluppa in questa sfera profonda del nostro apparato psichico, ed è la ragione per cui l’opera ci ha fatto provare tanta attrazione e repulsione. Un bambino è nato da una giovane coppia negli anni venti nel Nord Italia. Per ciò che riguarda la tendenza omosessuale, che l’illustre poeta, scrittore e cinematografo ammise apertamente, Freud ne situava l’origine nell’infanzia. [3] Altro tema del film, come nel seguente La sequenza del fiore di carta (episodio di Amore e rabbia), è la colpevolezza dell'innocenza, una sorta di rovesciamento del peccato originale: Edipo diviene il simbolo dell'uomo occidentale, reso cieco dalla volontà di non sapere ciò che è, di ignorare la terribile verità della propria condizione, e prosegue dunque il cammino verso la catastrofe. Si scontra con un gruppo di uomini, che uccide, ma tra questi vi era il padre. L'uomo lo tratta da mendicante e incita i suoi armati a cacciarlo; Edipo fugge, i soldati lo inseguono ma egli riesce a ucciderli affrontandoli uno per uno, quindi torna al carro e in preda al furore trucida l'uomo. Vedere realizzato il sogno dell’infanzia ci fa orrore, e preferiamo scansare lo sguardo dalla scena, come Freud aveva teorizzato nella sua, Ammise anche che in Edipo ciò che conta è il. A sentire le parole di Giocasta, Edipo resta turbato e chiede di convocare il testimone di quell'omicidio. Tutta la psicanalisi, in generale, è d’accordo nel vedere nell’Inconscio l’origine dell’ispirazione artistica, sede di pulsioni che abbiamo represso. Mi dava una confortevole e consolante sensazione sapere che qualcuno le aveva intese prima, e con me le aveva condivise. Edipo è un personaggio maledetto, infatti ogni suo tentativo di evitare l'avveramento della profezia risulta vano: l'opera presenta dunque un'etica basata non sull'intenzionalità, ma sulla cecità del fato e sull'inesorabilità del castigo che colpisce Edipo a prescindere dal fatto che questi abbia una qualche responsabilità (e in questo consiste, in effetti, l'aspetto più propriamente tragico della vicenda). In tal modo, si produce una repressione – il meccanismo di difesa dell’Io –, sull’Inconscio dell’individuo, sede delle pulsioni innate. L’adattamento cinematografico di un’opera letteraria è, spesso e volentieri, una manifestazione di rispetto e di ammirazione per l’opera scelta; adattare un’opera al grande schermo non significa tradire il testo, bensì elevarlo: se la pellicola prodotta è di buona qualità può agire da stimolo alla lettura del testo – se ancora non si era letto – o comunque essere apprezzata da chi lo conosceva già. Quest'ultimo lo accusa apertamente con toni sempre più accesi: Creonte non si trovava infatti a Tebe, insieme a Tiresia, quando Laio fu ucciso? Rimane la parte della profezia riguardante sua madre, così Edipo chiede notizie di lei: il messo, per rassicurarlo pienamente, gli dice che non c'è pericolo che egli possa generare figli con la propria madre poiché i sovrani di Corinto non sono i suoi genitori naturali, in quanto Edipo era stato adottato. Prima ancora che si sviluppassero le mie particolari inclinazioni, o i settori della conoscenza per i quali ciò che più mi guidava era la passione, la letteratura come viaggio interiore e fuga dal reale mi è sempre stata accanto, come un amico fedelissimo con cui instaurare una relazione assoluta, che rasenta il sublime. Creonte, suo cognato, confida al re che il dio Apollo gli disse che la peste sarebbe scomparsa non appena si fosse scoperto l’assassino di Laio, che era re prima di Edipo; quest’ultimo, infatti, fu fatto re poiché identificò l’enigma della Sfinge, che gli permise di sposarsi con Giocasta, la regina. Alcune scene di interni sono state girate nei teatri di posa della Dino De Laurentiis Cinematografica a Roma, mentre le scene del prologo sono state girate a Casaletto Lodigiano e a Sant'Angelo Lodigiano, e quelle dell'epilogo in vari luoghi di Bologna, tra cui Piazza Maggiore. Un oracolo incontrato lungo il cammino gli svelerà la tremenda profezia secondo cui ucciderà il padre e sposerà la madre. Il padre del nascituro, che ha un’uniforme da soldato – come il padre di Pasolini – pronuncia una frase sibillina: «Sei qui per rubare il mio ruolo, e la prima cosa che vuoi rubarmi è mia moglie». Tutto ha un significato più o meno comprensibile. Tant’è, oltre a dare spazio a queste due diverse forme di rappresentazione, ho fatto anche breve cenno ad una scienza nuova del secolo appena passato, la psicanalisi, che ha contribuito fortemente a cambiare il nostro modo di analizzare noi stessi, ed è stata d’aiuto nel difficile compito di tentare di risolvere i problemi legati alla sfera mentale. L'indovino quindi si allontana profetizzando che entro la fine di quel giorno il colpevole sarà scoperto e se ne andrà mendico e cieco in terra straniera. Anzi, la storia psicologica di un una nazione può leggersi nelle sue pellicole. È fondamentale come si succedono le immagini, con che ritmo. La data esatta di rappresentazione è ignota ma si ipotizza che possa collocarsi al centro dell'attività artistica del tragediografo (430-420 a.C. circa)[1]. Sconvolto da queste rivelazioni, che fanno di lui un uomo maledetto dagli dei, Edipo reagisce accecandosi, perde il titolo di re di Tebe e chiede di andare in esilio. Il padre, militare di carriera, è geloso del figlio perché teme che possa portargli via l'affetto della moglie. È significativo che di fronte alla verità Edipo scelga di accecarsi, come estremo atto di rifiuto per ciò che ha visto o forse come una sorta di contrappasso per aver voluto guardare là dove non avrebbe dovuto. La metafora del cerchio è parecchio frequente nel cinema, dove tutto torna all’origine, e questa sembra essere l’intenzione malcelata della pellicola, che favorisce il regresso all’infanzia, periodo cristallino e fecondo di evoluzioni interiori. Ma pare esserci un altro significato in questa tragedia, che è stato spiegato da Pasolini, più profondo ed occulto, ed è un’altra possibile lettura di Edipo Re: il personaggio come riflesso dell’Inconscio collettivo, di tutti noi, il complesso del bambino i cui impulsi o desideri repressi sono il volere eliminare il padre per restare con la sola madre, spinti da una pulsione erotica che, siccome offende la morale, è rifiutata con il crescere dell’individuo, ma rimarrebbe latente nell’inconscio, appunto. Poi ha inizio la rappresentazione del mito, per giungere infine nel mondo attuale, dove vaga, cieco, accompagnato da Angelo. Nonostante un impeto originario, comprensibile, di rabbia, Edipo indagherà su chi erano in realtà i suoi genitori, chiedendo ad un pastore che si trovava nei pressi del luogo dove il re Laio era stato assassinato, ed attraverso le parole di Giocasta, il quale gli conferma che questo triste avvenimento ebbe luogo solo poco tempo prima del suo avvento al regno. E così il cerchio della Vita si chiude, e «l’esistenza finisce nello stesso posto in cui comincia». Milano (Rusconi) 2016 | Federico Condello - Academia.edu Academia.edu is a platform for academics to share research papers. Volontà divina e responsabilità individuale, Di Benedetto-Medda, p. 101. Sono particolarmente toccanti la grandezza e la virtù del personaggio di Edipo il quale, sebbene ignori la verità, manifesta tutta la sua volontà di perseguirla. Le consideravo delle autentiche perle di conoscenza, che facevo mie e che con il tempo ho assorbito nella mia stessa concezione delle cose.

edipo re pasolini è sofocle

Ascendente Significato Zodiacale, Rosario Alla Madonna Di Pompei, Rosette Al Forno, Eventi Puglia Agosto 2020, Augusta Iannini Età, Fase Lunare Dicembre 2020, Album Me Contro Te Figurine Mancanti, Circo Massimo Sovrintendenza, Rosella Di Pennant Prezzo, Tomba Di Andrea Del Sarto, Uil Scuola Chiavari,